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Essere centrati: La chiave del successo imprenditoriale secondo Pierangelo Maren

successo

Il successo imprenditoriale richiede non solo competenze tecniche, ma anche una solida stabilità interiore. 

Pierangelo Maren, fondatore di Novaltec Group, azienda leader nella produzione di macchine a vapore per la pulizia professionale, condivide la sua visione su come l’equilibrio personale e professionale possa fare la differenza nel raggiungimento degli obiettivi aziendali.

Attraverso la sua esperienza, esplora le strategie che hanno portato la sua azienda a crescere in un mercato in calo, evidenziando l’importanza di innovazione e automazione. Leggere le parole di Pierangelo Maren significa imparare a vedere oltre le difficoltà e abbracciare una mentalità vincente.

Come hai iniziato il tuo percorso imprenditoriale?

Sono partito da solo, senza grandi ambizioni iniziali. Venivo da un lavoro in cui avevo fatto carriera, ma con grandi sacrifici personali. Guadagnavo bene, ma sentivo di essere molto stanco. Ho iniziato vendendo qualche macchina a vapore per la pulizia professionale, senza pensare a costruire qualcosa di grande. Poi il destino ha preso la sua piega: ho cominciato ad assumere una persona, poi un’altra, e così via. Oggi siamo 72 dipendenti.

Nel 2005, dopo 11 anni in azienda e con circa 30 persone che lavoravano per me, avevo la sensazione che saremmo cresciuti ancora. Così mi sono avvicinato a OSM – Open Source Management, con la consapevolezza che avevo bisogno di strumenti diversi per gestire la crescita. Io, per natura, cerco sempre di avere un piano A, B e C. Ho imparato molto, in particolare la delega e il controllo amministrativo. Ho fatto l’MBS e successivamente ho portato questa formazione all’interno dell’azienda. Ancora oggi continuo a formarmi per rimanere sempre aggiornato.

Quali sono state le azioni che consideri vincenti per la crescita del tuo business?

La prima azione vincente è stata sognare in grande. Se oggi aprissi una semplice pizzeria al taglio, lo farei già pensando che ne aprirò una catena. È fondamentale avere una visione chiara e ambiziosa fin dall’inizio. Allo stesso tempo, devi valutare attentamente il business in cui ti vuoi buttare e poi essere completamente “all in”. Nei primi anni non facevo vacanza, vivevo e sognavo il lavoro ogni giorno, ogni notte.

Un’altra azione chiave è stata circondarsi delle persone giuste. Quando inizi ad espanderti, specialmente superando le 15-20 persone, non hai più il controllo diretto su tutto. Il successo a quel punto dipende dalle persone che ti circondano, dalla loro capacità di portare avanti il sogno con te. E non basta solo avere persone capaci, devi anche fare in modo che loro stessi trovino il loro sogno all’interno dell’azienda. Quando le persone lavorano per qualcosa in cui credono, diventano parte del motore di crescita.

Nella fase successiva, ho imparato a delegare completamente. Le persone giuste fanno le cose al posto tuo, mentre tu ti dedichi alla verifica, al controllo e alla gestione complessiva. Qui devi essere particolarmente attento alla gestione economica, finanziaria e agli investimenti. Avere ancora di più un occhio attento per i conti diventa fondamentale.

Infine, nella fase 4, devi continuare ad investire su tutti i fronti. Il mondo corre veloce: se ti fermi per 2-3 anni, sei già rimasto indietro. Innovazione, formazione e nuovi investimenti sono essenziali per mantenere la crescita nel tempo.

Qual è stata la sfida più grande che hai dovuto affrontare nel tuo percorso imprenditoriale?

Le sfide, in realtà, non finiscono mai. 

Poi ci sono quegli eventi che ti mettono davvero a terra. A volte sono fattori esterni, come le crisi economiche, e altre volte sono fattori interni. Mi viene in mente la crisi del 2008, per esempio, oppure una scissione interna che ho vissuto personalmente in azienda. Sono momenti che possono sembrare devastanti, e mentre ci sei dentro, nel caos, nella tensione, non riesci a vedere l’aspetto positivo.

Col senno di poi, però, ti rendi conto che, anche se in quei momenti ti sembrano imprevedibili, certe situazioni si potevano anticipar. Le crisi non le puoi evitare, ma puoi prepararti. Noi, per esempio, facciamo un accumulo mensile, trattandolo come se fosse un fornitore da pagare. È una forma di riserva, perché alla fine, chi ha soldi vince. Non importa chi ha il bilancio migliore o l’organizzazione più perfetta: chi ha liquidità vince la partita, proprio come nel Monopoli. Puoi avere tutte le proprietà del mondo, ma se non hai liquidità per giocare, sei fuori.

Le sfide sono tante e inevitabili, ma la chiave è imparare da esse e prepararsi per ciò che verrà.

Se potessi dare un unico consiglio verso il successo agli imprenditori che ci leggono, quale sarebbe?

Il consiglio più importante che posso dare è essere centrati. Se tu, come imprenditore, non sei in equilibrio questo si rifletterà direttamente sulla tua azienda. Lo vedo spesso quando vado in giro: le aziende sono lo specchio del loro imprenditore. Se lui è teso, confuso o disorganizzato, anche l’azienda si comporta allo stesso modo.

La capacità di un’azienda di esprimersi al meglio e di crescere arriva quando l’imprenditore è centrato. Dieci anni fa pensavo che il controllo di gestione fosse la chiave del successo, poi ho pensato che fosse il marketing, o il controllo dei costi di produzione, o la delega. Ogni fase del mio percorso mi ha fatto credere che fosse quella la soluzione per la crescita, ed era giusto in quel momento.

Ma la verità è che se non sei centrato tu, nessuna di queste cose funzionerà come dovrebbe. Puoi essere bravo nel marketing, nel gestire i dipendenti, nella delega, ma se non hai equilibrio personale, tutte queste strategie saranno solo pezzi del puzzle che non si incastrano.

Quali sono i progetti su cui stai lavorando attualmente?

Attualmente stiamo lavorando su due progetti chiave. Il primo è l’innovazione tecnologica continua, che considero la chiave di volta per il futuro. Stiamo implementando l’intelligenza artificiale all’interno dell’azienda, il che ci permette di ottimizzare vari processi, come l’analisi dei post sui social media. Per esempio, l’IA è in grado di analizzare i concorrenti a livello globale e suggerire modifiche che aumentano l’efficacia dei nostri contenuti.

Il secondo progetto riguarda l’automazione spinta. Oggi è sempre più difficile trovare dipendenti qualificati e motivati e per questo puntiamo a automatizzare il più possibile i processi. 

Inoltre, stiamo investendo molto nella formazione interna per integrare l’intelligenza artificiale in vari ambiti aziendali, anche se il processo non è semplice.

Come vedi l’evoluzione del mercato nel tuo settore nei prossimi anni?

Il settore del vapore industriale e della robotica è in calo, ma noi siamo in crescita, andando in controtendenza. Questo è il risultato delle scelte strategiche fatte dopo la pandemia, quando molti hanno bloccato gli investimenti e sono rimasti fermi, incerti su cosa potesse succedere. Nel 2022, invece, ho deciso di rilanciare, prendendomi dei rischi, e ora abbiamo un vantaggio competitivo rispetto alla concorrenza.

Chi ha rallentato gli investimenti ci metterà due o tre anni per recuperare, mentre noi saremo già un passo avanti, pronti con nuove soluzioni e prodotti innovativi. Questo dimostra che, se fai le azioni giuste, puoi prosperare in qualsiasi settore. Non è questione di fortuna o di “settore in crescita”. Ci sono ristoranti che chiudono e altri che mandano via la gente perché sono troppo pieni. Non è colpa delle circostanze esterne, ma di come gestisci l’azienda e le scelte che fai.

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Francesca Turriciano

Sono una copywriter. E mi ritengo veramente “fortunata” perché per lavoro posso “giocare” con le parole ogni giorno. Ma non solo. Posso dare sfogo a tutto ciò che amo: leggere, soddisfare la mia curiosità infinita e vivere una vita “piena”. Sì, perché il lavoro del copywriter non si ferma alla scrittura. Ogni parola che scrivo è solo la punta dell'iceberg di un mondo ricco di idee, emozioni e visioni. In effetti la scrittura ha creato “un prima e un dopo” nella mia vita ed è stata la chiave che ha aperto la porta alla mia vera essenza. Quando ho lasciato entrare la creatività, ho dato il via a un circolo virtuoso che ha portato nuova energia e tanti stimoli interessanti. È stato come un risveglio che mi ha catapultato in una nuova dimensione, fatta di scoperte sempre diverse, avventure straordinarie e storie da raccontare. Oggi sono qui per condividere questo pezzetto di viaggio insieme ad altri lettori che, come me, sono appassionati della vita e dei suoi infiniti racconti.

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