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Empowerment femminile e sensi di colpa delle mamme: un dialogo con Piera Deriu di Amorevolmente_mammacoach

sensi di colpa delle mamme
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I sensi di colpa delle mamme sono veramente comuni e sempre più donne si ritrovano a lottare per trovare un equilibrio tra la propria carriera e la maternità. La pressione di eseguire al meglio in entrambi i ruoli può spesso portare a sentimenti di inadeguatezza e sensi di colpa. 

Piera Deriu, con il suo profilo “Amorevolmente_mammacoach”, è emersa come una guida illuminante per molte imprenditrici e libere professioniste che sono anche madri. 

La sua missione? 

Ricordare loro che, pur essendo genitrici, sono prima di tutto donne con desideri, aspirazioni e, sì, anche fragilità.

Unisciti a noi mentre esploriamo il viaggio di Piera, dai primi giorni di burnout materno alla sua trasformazione come coach dedicata alle mamme-imprenditrici.

  • Parlaci di “Amorevolmente_mammacoach”. Da dove è nata l’ispirazione e come è diventato il rifugio per molte donne che cercano un equilibrio tra lavoro e famiglia?

“Amorevolmente_mammacoach” è molto di più di un semplice profilo social; è il risultato di un percorso personale e professionale, profondamente intrecciato con la mia esperienza di maternità. Quando è nata la mia seconda figlia, ho attraversato un periodo di profondo burnout. Avevo l’illusione che, avendo già un figlio, le cose sarebbero state più semplici e che potessi fare affidamento sulle mie esperienze passate. Ma ogni bambino è un universo a sé, con le proprie peculiarità e sfide.

In quel momento di crisi, ho capito l’importanza di tutto ciò che avevo imparato negli anni di studio in materia di auto-empowerment. Mi sono resa conto che gli strumenti che avevo acquisito non erano solo teorici, ma avevano il potere di trasformare la mia realtà. Quindi, invece di lasciarmi abbattere, ho deciso di ripartire da me stessa, dalla mia forza interiore.

Durante il periodo di isolamento causato dalla pandemia di Covid, ho notato che, sebbene ci fossero innumerevoli risorse sui social media su come gestire i bambini, c’era una sorprendente carenza di supporto per le mamme. 

Così è nato “Amorevolmente_mammacoach”. Ho aperto il mio profilo e ho deciso di intraprendere un Master in Parent Coaching. Questo, combinato con le competenze e le conoscenze che avevo già acquisito, mi ha permesso di creare una piattaforma che potesse realmente supportare le mamme nelle loro sfide quotidiane. E, soprattutto, ricordare loro di prendersi cura di sé stesse, perché solo una mamma felice e realizzata può dare il meglio ai propri figli.

  • Il tuo programma di coaching si è distinto come un supporto prezioso per molte mamme in carriera. Quali sono i problemi più comuni che queste donne ti presentano e come li affronti insieme?

Uno dei problemi più ricorrenti che mi portano è il profondo senso di colpa. Molte di queste donne sono cresciute con l’idea, radicata nel tessuto culturale e storico, che una volta diventate madri, tutti i loro bisogni e desideri personali debbano essere messi da parte, focalizzando completamente le proprie energie sui figli. Questo genera un conflitto interno tra il desiderio di essere una madre presente e l’esigenza di realizzazione personale.

Inoltre, molte di queste mamme in carriera sentono una resistenza, o addirittura una paura, nel chiedere aiuto. Che sia rivolgersi a un professionista per avere consigli o semplicemente chiedere a un parente di badare ai figli.

E parlando di tempo, un altro punto critico è che molte mamme sentono di non avere spazi personali. L’attenzione costante verso i figli e le responsabilità lavorative spesso le fanno trascurare sé stesse e il loro rapporto di coppia.

Quando queste donne vengono da me, il sentimento di rabbia è palpabile. Tuttavia, come spesso sottolineo, quella rabbia è solo la manifestazione superficiale di un insieme di credenze e paradigmi più profondi che hanno interiorizzato nel corso degli anni.

Il mio approccio si concentra sull’andare a scavare in queste convinzioni radicate. Lavoriamo insieme per sfidarle, per ricostruire una narrativa che permetta a queste donne di abbracciare pienamente tutti gli aspetti della loro vita. L’obiettivo finale è aiutarle a trovare un equilibrio autentico tra la maternità e la loro identità come donne indipendenti e realizzate.

  • Molte imprenditrici e libere professioniste, specialmente quelle che sono anche madri, spesso lottano con sentimenti di inadeguatezza sia in ufficio che a casa. Quali strategie suggerisci per superare questi sensi di colpa delle mamme e abbracciare pienamente entrambi i ruoli?

Per superare questi sentimenti, suggerisco un ritorno al “punto zero”, cioè un ritorno a sé stesse. Prima di essere una professionista o una madre, ogni donna è, in primo luogo, un individuo con bisogni e desideri propri.

Ecco alcune strategie che propongo per limitare i sensi di colpa delle mamme:

  1. Conoscenza di sé: Questo significa dedicare del tempo ogni giorno per riflettere su chi sei, cosa desideri e quali sono i tuoi bisogni primari. Anche solo 10 minuti al giorno, riservati per te, possono fare una grande differenza.
  1. Organizzazione del tempo: Pianifica le tue giornate, dalla lista delle cose da fare al menù settimanale. Questa routine ti aiuterà a liberare la mente, consentendoti di capire meglio quali compiti possono essere delegati e a chi, liberando così spazio prezioso per te stessa.
  1. Riflessione sul proprio benessere: È fondamentale chiedersi regolarmente se si è veramente felici con la propria vita professionale e personale. Se ti trovi costantemente distratta quando sei con i tuoi figli o ti senti sopraffatta dal lavoro, potrebbe essere il momento di valutare quali cambiamenti apportare.
  1. Tenere un diario: Suggerisco di iniziare ogni giornata rispondendo a tre domande fondamentali nel tuo diario:
  • Per cosa sono grata oggi?
  • Cosa avrei potuto fare meglio ieri?
  • Cosa farò oggi solo per me?

Attraverso queste strategie, le madri imprenditrici possono ritrovare un equilibrio tra il loro ruolo professionale e quello familiare, riducendo i classici sensi di colpa delle mamme e abbracciando pienamente entrambe le sfere della loro vita.

  • Concludendo, avresti qualche consiglio che ti piacerebbe condividere con le nostre lettrici, specialmente quelle che pensano ancora di dover scegliere tra la maternità e la carriera??

La vita è piena di decisioni e sfide, ma il consiglio fondamentale che voglio trasmettervi è di ascoltare sempre il vostro cuore. Anche io, madre di due meravigliosi bambini, ho affrontato momenti cruciali nella mia carriera. Sei mesi fa, ho deciso di apportare un significativo cambiamento nella mia professione. È essenziale avere il coraggio di perseguire ciò che ci appassiona davvero e non temere di prendere decisioni audaci.

Maternità e carriera non sono esclusivi l’uno dell’altro. La maternità, in effetti, può arricchirvi di competenze e sensibilità che potrebbero risultare inestimabili nella vostra carriera. Sono le cosiddette “soft skills”, come l’empatia, la resilienza e l’ascolto attivo, che diventano ancora più raffinate attraverso l’esperienza della maternità.

Ricordate di costruire una solida rete di supporto intorno a voi – amici, familiari, colleghi o professionisti – che vi aiuti nel vostro percorso. Non solo vi sentirete più appagate, ma fornirete ai vostri figli un esempio tangibile di cosa significhi perseguire le proprie passioni e sogni. 

Come madre, il modo in cui vivi la tua vita serve come modello primario per i tuoi figli. Mostrando loro la forza, la determinazione e l’amore per ciò che fai, li stai equipaggiando con le competenze e la fiducia per fare lo stesso nella loro vita.

La vera chiave è diventare la versione migliore di te stessa, sia come madre che come professionista.

Insieme a Piera Deriu, abbiamo visto che la strada dell’empowerment femminile non è lineare, anzi, è costellata di alti e bassi, di sfide e successi. Però ogni passo, ogni decisione presa, ogni lezione imparata, non contribuisce solo al nostro personale cammino, ma pone anche le basi per le generazioni future.

Come mamme, ogni nostra azione, ogni nostra scelta, ogni nostra parola diventa una piastrella del pavimento su cui i nostri figli cammineranno. Queste basi sono incise con le lezioni dell’autostima, dell’amore per noi stesse e della passione per ciò che facciamo. E mentre poniamo queste piastrelle, stiamo creando un sentiero robusto e luminoso, mostrando ai nostri figli che è possibile percorrere con sicurezza entrambe le strade della maternità e della professione.

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Francesca Turriciano

Sono una copywriter. E mi ritengo veramente “fortunata” perché per lavoro posso “giocare” con le parole ogni giorno. Ma non solo. Posso dare sfogo a tutto ciò che amo: leggere, soddisfare la mia curiosità infinita e vivere una vita “piena”. Sì, perché il lavoro del copywriter non si ferma alla scrittura. Ogni parola che scrivo è solo la punta dell'iceberg di un mondo ricco di idee, emozioni e visioni. In effetti la scrittura ha creato “un prima e un dopo” nella mia vita ed è stata la chiave che ha aperto la porta alla mia vera essenza. Quando ho lasciato entrare la creatività, ho dato il via a un circolo virtuoso che ha portato nuova energia e tanti stimoli interessanti. È stato come un risveglio che mi ha catapultato in una nuova dimensione, fatta di scoperte sempre diverse, avventure straordinarie e storie da raccontare. Oggi sono qui per condividere questo pezzetto di viaggio insieme ad altri lettori che, come me, sono appassionati della vita e dei suoi infiniti racconti.

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