Ci siamo. Siamo a un passo dalla fine di un’era e l’inizio di un’altra.
Il 5 novembre è a pochi giorni di distanza e il mondo trattiene il fiato prima dei risultati tanto attesi: quelli delle elezioni americane.
Ad oggi 2 novembre il vantaggio sembra essere di Kamala per due punti percentuali, ma la variazione può essere improvvisa e importante, ribaltando le aspettative. Questo fa sì che ci sia un grande dubbio su cosa aspettarsi dai prossimi giorni.
Le previsioni
Cosa dicono i sondaggi? Attualmente (2 novembre) Kamala è in leggero vantaggio, ma nonostante ciò i candidati viaggiano quasi alla pari. Trump sul 44%, Harris 46%.
Dalla sua Trump ha avuto una campagna elettorale variegata e forte, corroborata dall’esperienza precedente, dall’essere scampato ad un attentato e dal risalto internazionale che potrebbe avere la sua figura nella scacchiera mondiale.
Ebbene sì, il candidato più controverso e discusso della storia del partito repubblicano potrebbe veramente farcela. Di cosa ciò potrebbe implicare ne abbiamo parlato qui.
A cosa fare attenzione e cosa ci aspettiamo
A prescindere dall’esito, queste elezioni avranno un effetto sul panorama mondiale. Sono forse le elezioni più discusse e osservate del secolo. Tanta è la tensione e l’incertezza che si prevedono addirittura grandi oscillazioni nel mercato azionario, facendo rallentare investitori e indici nazionali e internazionali.
Oltretutto potremmo assistere a non pochi tumulti oltreoceano e un periodo post-elettorale nel quale l’insediamento del nuovo presidente degli Stati Uniti sarà veramente complicato e osteggiato.
Se vince Kamala ma i sondaggi contro le previsioni?
Consideriamo il caso che i sondaggi calino poco prima del 5 novembre in sfavore di Kamala Harris, ma che si manifesti tuttavia una sua vittoria. Cosa accadrebbe?
Ricordiamo che il 6 gennaio 2021, il Campidoglio degli Stati Uniti a Washington, D.C., è stato occupato da sostenitori dell’allora presidente – Trump, appunto – mentre il Congresso si riuniva per certificare formalmente i risultati delle elezioni presidenziali del 2020, che avevano visto la vittoria di Joe Biden. La reazione è stata avventata, forte e decisamente “focosa”, se così si può dire.
Purtroppo c’è da aspettarsi altrettanto se nei prossimi giorni si verifica l’ipotesi prima citata. Il solo sospetto di frodi elettorali porterebbe ad un aumento pericoloso di tensioni portando addirittura a veri e propri scontri.
Se vince Trump senza che i sondaggi siano a suo favore?
D’altra parte, una possibilità concreta è che Trump conquisti la presidenza nonostante lo sfavore dei sondaggi, generando probabilmente altrettante tensioni.
L’immediata reazione dei democratici sarebbe l’accusa di brogli elettorali o simili scorrettezze. Trump vedrebbe poi una rivolta dei media principali e della stampa, i quali, gestiti e indirizzati da poteri forti che tirano le fila della politica statunitense (e mondiale), rappresenterebbero la vicenda come un grave attentato alla democrazia o come un vile colpo basso. Esattamente come è stato fatto in passato, non sorprenderebbe dunque una rappresentazione simile.
In conclusione…
Stiamo assistendo a qualcosa che, nel bene o nel male, sarà riportato nei libri di storia futuri. Ciò al quale serve fare attenzione è a chi scrive i libri. Si sa, la storia la scrive chi vince e solitamente la scrive un po’ più bella e romanzata rispetto a quel che è stata. Motivo per il quale, l’unico modo per avere un’opinione chiara di quanto sta accadendo, servirà andare oltre quello che i media classici riportano, prestando attenzione a dettagli e al quadro completo, ma per questo vi daremo una mano noi.


