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Ecco perché non dovresti mai giudicare una candidata dal suo cv! 

Ecco perché non dovresti mai giudicare una candidata dal suo cv!

Quando il talento incontra l’opportunità, molti lo chiamano “fortuna”. Ma per le imprenditrici avanguardiste, è ben più di questo: è il risultato di una visione strategica abbinata a una grande capacità di riconoscere e valorizzare i talenti giusti delle persone. 

Immagina una giovane donna, alle prese con una carriera da avvocato che cerca di costruirsi il suo successo dopo anni di studio. Per anni la sua realtà quotidiana era stata circoscritta a una stanza solitaria. Quella stanza, con il suo pc e la sua scrivania, era diventata l’universo in cui operava, isolandola e spingendola a conformarsi a un modello rigido e monolitico, ricco di stereotipi. 

Imprigionata in una versione di sé stessa che non rispecchiava le proprie caratteristiche e aspirazioni a un certo punto quella ragazza ha detto “basta”. Con il tempo, l’ambiente in cui aveva lavorato fino a quel momento l’aveva resa più chiusa, meno esuberante e meno gioiosa. Si sa l’allegria non è consona a certi ambienti. 

Le nostre inclinazioni e attitudini sono più forti di qualunque job description

Eppure lei aveva una parlantina di quelle che avrebbero incalzato i migliori commercianti. Era solare, piena di vita, non perdeva neanche un istante quando c’era da rompere il ghiaccio. Come credi che si sia sentita quando veniva messe con le spalle al muro in un mondo fatto di formalismi, obbedienza e reverenze? 

Non era più lei. 

Questa è la storia di Federica Meletti, o meglio, ERA. Fino a quando non ha deciso di abbattere i suoi stessi pregiudizi, le sue stesse idee “storte” – come dice lei. La storia di Federica è una storia di successo che dimostra come imprenditori e imprenditrici, proprio come te, possano cambiare le sorti di una persona e con esse le sorti della propria azienda. 

Da “cosa voglio fare da grande?” a “chi voglio essere da grande?”

“La mia prospettiva è cambiata quando, nella ricerca di lavoro, ho attribuito un valore in più. Avevo compreso che una carriera, di per sé, non era la mia priorità; la mia vera priorità era la mia felicità. La domanda che mi facevo di continuo è passata da “Quale lavoro voglio fare?” a “Cosa mi rende felice?”. Da “Cosa voglio fare da grande?” a “Chi voglio essere da grande?”.

Come posso raggiungere la felicità? Posso esserlo solo in un posto di lavoro in cui le mie caratteristiche, attitudini e inclinazioni siano valorizzate. 

Alla fine mi sono candidata per uno stage nel settore della ricerca e selezione del personale per OSM. 

Ora che ruolo occupi in azienda? Ti saresti mai immaginata di occupare questo ruolo? Perché? 

Oggi ricopro il ruolo di Direttore Commerciale presso Guru Jobs, un’azienda specializzata nella consulenza, ricerca e gestione delle risorse umane che opera attraverso strumenti informatici all’avanguardia. Mai avrei pensato di trovarmi in questa posizione. Nella mia mente, il ruolo del venditore era percepito come qualcosa che avrebbero potuto fare tutti, anzi che potevano fare tutti perché non necessitava di alcun titolo di studio. 

Abbattere i propri pregiudizi sta alla base per la costruzione del  proprio futuro 

A pensarci ora mi vergogno anche solo di averlo pensato. Comprendo solo oggi quanto fossi vittima di alcune credenze. 

La realtà è che la professione commerciale non è adatta a tutti. Richiede molto studio e formazione, pratica, forza di volontà, entusiasmo e resilienza. Per lungo tempo, ho rifiutato persino l’etichetta di “venditrice”. Dicevo: “Io non vendo, io parlo con le persone”. Samantha Marzullo, la CEO di Guru Jobs, ad un certo punto smise di dirmi che dovevo occuparmi di appuntamenti commerciali, per permettermi di svolgere al meglio il mio lavoro semplicemente mi diceva: “vai e parla con le persone!”

Cosa può insegnare la tua esperienza agli imprenditori in fase di selezione del personale?

Non fermiamoci alle prime impressioni. Se non fosse stato per il questionario I-Profile, uno strumento che indaga le attitudini e le abitudini professionali delle persone che noi utilizziamo quotidianamente per la nostra formazione e in tutti i processi di selezione, forse oggi non sarei qui a farmi intervistare. Non avrei mai assunto il ruolo di Direttore Commerciale.

La fiducia oltre un CV 

Guru Jobs è stato il progetto che mi è stato affidato sin dal mio ingresso, una responsabilità che considero come un prezioso dono. Concedendomi fiducia, è stata data vita a un progetto che si è trasformato in una vera e propria società che oggi ha un fatturato di oltre due milioni e un team composto da più di 15 persone.

È fondamentale ragionare in modo aperto, offrendo opportunità di riscatto anche a chi, a prima vista, potrebbe non sembrare il candidato ideale. L’intraprendenza, l’impegno e l’esuberanza indicatori di un desiderio di rinascita professionale. A volte chi ci troviamo di fronte è solo una persona che ha un grande bisogno di ricevere in dono un progetto che possa permettergli di essere felice. 

Ritengo che sia una nostra responsabilità educare le giovani donne  ad un nuovo modello del mondo del lavoro in cui non ci dobbiamo scontrare con l’idea del ricercare, trovare ed essere una persona perfetta. Al di là del genere (uomo o donna) dobbiamo cercare di dare spazio alle inclinazioni e ai sogni delle persone, affinché attraverso i loro risultati e l’impegno possano sentirsi orgogliose di quello che fanno e che sono ogni giorno. 

Non dovremmo dare rilevanza al fatto che siamo uomini o donne ma dovremmo focalizzarci sull’ essere persone felici e soddisfatte della nostra vita. 

Ogni individuo è un’opportunità 

 Qual è il grande messaggio che vuoi lasciare alle imprenditrici in merito alla valutazione delle loro candidate donne?

Nel 2023, ci troviamo di fronte a una carenza di professionisti specializzati; una sfida che non può essere superata con una mera osservazione del CV, ma piuttosto individuando quelle persone che mostrano una particolare luce negli occhi, che evidenzia una forte determinazione. 

Al lavoro si può imparare tutto, e se non comprendiamo questo aspetto, corriamo il rischio di rimanere ancorati a vecchie concezioni, sempre più soli. Dobbiamo guardare negli occhi delle persone, riconoscere i loro talenti, le loro attitudini e la loro voglia di avere successo nella vita. 

La felicità delle persone: la sfida per le aziende del nuovo millennio 

Con “successo” intendo realizzazione personale e non semplicemente avanzamento di carriera. Se adottiamo questa prospettiva, vedremo che, poco alla volta, potremo davvero fare la differenza e cambiare molte cose.

Assumere per attitudine e formare per competenza: prima CHI poi COSA. Questo è l’unico modo per creare aziende meritocrate in cui le persone possano essere libere di essere se stesse mentre si impegnano per brillare.

La storia di Federica ci insegna che là fuori ci sono tantissime persone pronte a prendersi la vera responsabilità di far vincere un progetto. Alcune di queste vengono scartate solo perché apparentemente la loro storia professionale si distanzia da ciò che stai cercando. Solo perché sembra che le loro competenze non siano quelle che fanno al caso tuo. La prossima volta che un candidato ti manderà il suo cv, ricordati della sua storia. La verità non è che non ci siano persone di valore per il mercato, è che forse il mercato le sta cercando nei posti e/o nei modi sbagliati. 

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Claudia Bosi

Editor e Ghost Writer per Engage Editore. Dopo anni di studi di Filosofia sono approdata nel mondo del lavoro e sono riuscita a fare di un dono la mia professione, grazie al contributo di persone illuminate capaci di vedere oltre un semplice curriculum. Io amo le storie delle persone, indago fra sogni ed esperienze vissute. Penso che la scrittura e la lettura siano armi potentissime che l'essere umano ha a disposizione. Le cose essenziali per crescere, comunicare, apprendere e ricordare. In quest'arte c'è la vita e il senso di ogni grande sviluppo e scoperta, è lo specchio dell'anima che riflette l'umanità tutta. Con le parole scritte si rivoluziona il mondo, ci si apre agli altri, si scopre qualcosa di sé, si lascia una traccia indelebile da qui all'eternità.

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