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È vero che dare poi porta dei grandi ritorni? – intervista ad Andrea Turrini

Dare
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Dopo una serie di interviste che ho fatto in questi ultimi mesi, una mia sensazione sembra sempre più confermata: dare porta grandi ritorni, solo se l’intenzione che metti è sincera e positiva.

Ecco perché le parole di Andrea Turrini, Responsabile Operations di Imprenditore Non Sei Solo e grande esperto di FundRaising mi hanno letteralmente conquistata.

“La purezza d’intenzione emerge. Non si possono più perseguire fini egoistici con la scusa delle buone azioni. Vengono allo scoperto. L’intenzione forma il tuo karma, che sia positivo o negativo”

Andrea si occupa di un progetto che ha al centro il concetto di dare, ecco perché oggi approfondiamo proprio con lui questa tematica.

  • Scorrendo tra le tue parole sui social mi ha molto colpito il passaggio che ho citato all’inizio sul karma e tra l’altro mi ha ricordato l’intervista che ho fatto ad Anna Marras di Ediliziacrobatica sul tema del buddismo. Alla luce di queste considerazioni, come ti approcci alle persone che si avvicinano a Imprenditore Non Sei Solo? In che modo riesci a trasmettere questi concetti anche a volontari e imprenditori?

Adesso saranno 15 anni che mi occupo di spiritualità e che sono immerso anche nel dare. 

Quello che ho imparato è che tantissimi concetti, anche se espressi in maniera diversa, indicano lo stesso principio.

Quello che trasmetto anche in INSS a volontari e imprenditori è che quando fai un’azione senza l’intenzione (e la giusta emissione di energia), non arriva nulla. Causa e effetto, dare e ricevere, si tratta di una questione di equilibrio. Se invece ti sacrifichi, se spendi energia, tempo o denaro per gli altri e lo fai con amore, allora l’universo deve per forza riportare la situazione in equilibrio e farti arrivare qualcosa.

In poche parole: il dare è un sacrificio energetico, creiamo uno squilibrio e tocca poi all’universo rimettere a posto la situazione.

Se ci pensi tutte le religioni da sempre prevedono una qualche forma di sacrificio agli dei, solo che adesso non abbiamo più bisogno di uccidere degli animali.

  • Nelle tue esperienze nel FundRaising, hai notato un legame tra l’atto del dare e i risultati positivi ottenuti? Puoi condividere qualche esempio concreto in cui il dare ha portato ritorni significativi, sia dal punto di vista finanziario che spirituale?

Come ti dicevo questi anni di esperienza in INSS hanno radicato le mie convinzioni sull’equilibrio universale tra il dare e il ricevere.

Qualche anno fa abbiamo fatto un sondaggio e abbiamo visto che il 71% dei volontari che collaborano nelle nostre classi avevano avuto un aumento di fatturato. Gli stessi risultati straordinari che hanno avuto anche molti ambassador, perché ci mostrano statistiche in rapida crescita dopo aver fatto donazioni a INSS. 

Tutto questo non è un caso, così come il fatto che Imprenditore Non Sei Solo sia diventato un progetto più grande anche di noi.

  • In questi anni mi è capitato spesso di riflettere sui lati del mio carattere che vengono fuori quando “attiro qualcuno che attiva determinate vibrazioni”. E questo mi ha anche permesso di essere più comprensiva nei confronti degli altri, di andare a fondo su quello che li spinge a comportarsi in un determinato modo. Hai incontrato imprenditori che hanno affrontato sfide significative nel cambiare la propria “pasta” e trasformarsi? Quali sono i passaggi o gli approcci che consiglieresti a chi desidera cambiare?

La cosa bella del dare è che, quando lo fai con gioia, mette in moto nella tua vita tutta una serie di circostanze che ti portano a migliorare sempre di più. Donare crea un circolo virtuoso per cui più dai e più hai. E più sei felice, più gioia provi nel donare agli altri (e questo potenzia ancora di più i ritorni).

Il consiglio che posso dare per provare a cambiare è partire proprio da sé stessi, da un luogo d’amore verso la propria persona e verso gli altri. Di scegliere una causa che sentiamo affine a noi, in cui sentiamo che il nostro supporto può davvero fare la differenza e spenderci per donare. Se ci pensi, spesso quando una persona cambia in meglio sta dando così tanto amore a sé che poi riesce anche a migliorare l’ambiente intorno.

  • Nelle tue riflessioni, hai parlato di ambienti ostili e di persone che vibrano ad una frequenza diversa. Io credo che in un ambiente, in azienda o a casa, dove non puoi esprimere chi sei veramente e quindi non “puoi amare”, tutto nella tua vita finisce per andare a rotoli. Come pensi che la spiritualità possa influenzare la scelta di lasciare tali ambienti e cercare il dare come strada per avvicinarsi ai propri valori (e ottenere grandi ritorni)?

Se sei in un ambiente e non condividi i valori delle persone, devi assolutamente cambiare qualcosa. Non dico che sia facile, ma se non provi tu a cambiare la situazione allora molto probabilmente sarà lei a cambiare te. 

Una cosa che puoi fare subito è andare in ambienti dove ci sono persone abituate a dare, perché questo innalza il tuo tono emotivo e ti spinge poi a fare qualcosa. Noi lo vediamo ogni giorno in INSS, dove gli imprenditori in difficoltà arrivano magari un po’ scettici ed escono veramente carichi.

A quel punto in genere gli restano solo due strade, riuscire a modificare l’ambiente ostile o lasciarlo. E qualunque sia la scelta finale sarà sicuramente la migliore per tutti, perché io credo che determinate vibrazioni ci attraggono o respingono sempre per permetterci di tornare ad essere veramente noi stessi.

  • Hai menzionato l’importanza di preservare la propria essenza e il proprio tempo. Secondo te, come la pratica del dare può aiutare gli imprenditori ad avvicinarsi alla loro autenticità spirituale mentre conducono il proprio business?

Ad un certo punto questa diventa un’assoluta necessità!

In genere noi impariamo per sofferenza, quindi tutti arrivano ad un punto in cui sentono per forza di cose il bisogno di avvicinarsi alla spiritualità. Questo è un percorso individuale che non può essere forzato, altrimenti qualsiasi spiegazione sarebbe totalmente inutile.

E devo dire che, tranne in rare eccezioni, questa regola si manifesta sempre.

La verità è che tutti abbiamo le potenzialità per evolvere a livello spirituale. La vita ci manda dei segnali, all’inizio sono leggeri e se li cogli al volo, finisce lì. Ma se, come succede molto più di frequente, non li comprendi, ti ritrovi poi a viverli in maniera amplificata e allora sì che qualche domanda te la inizi a fare.

Come con la macchina, magari si accende una spia e tu la ignori o le dai poca importanza. Ci sono persone che arrivano a distruggere l’auto, che hanno bisogno di imparare dagli eventi. 

  • Nelle tue riflessioni, hai parlato della dualità interiore tra il proprio miglior alleato e il proprio peggior nemico. Come pensi che la spiritualità possa aiutare gli imprenditori a coltivare il loro miglior alleato? Come possono affrontare eventuali resistenze interne nel dare per ottenere ritorni significativi?

Nelle nostre vite c’è un costante dualismo.

Se la pensiamo in termini di equilibrio, un imprenditore che ha difficoltà a dare magari è entrato nell’ottica del riscatto. Così però non fa altro che rafforzare i suoi lati più negativi, che poi escono anche negli altri ambienti della sua vita.

Dare può essere ancora una volta il modo per ottenere una svolta. Per questo è fondamentale tornare a fare cose che si amano e stare in ambienti positivi, dove ci si sente apprezzati.

  • Come hai visto il concetto di dare evolversi nel tempo nel contesto degli affari? Hai notato un aumento dell’attenzione verso questa pratica?

A livello evolutivo negli ultimi 30 anni sono stati messi da parte i valori a fronte dell’interesse economico. 

Oggi, invece, osserviamo un cambio di paradigma. Dal COVID in poi ci siamo accorti di essere tutti sulla stessa barca, tutti veramente connessi. Così è finita l’era dei campanilismi, oggi ci stiamo dirigendo insieme verso un mondo migliore.

DARE SEMBRA QUASI UN ATTO DI EGOISMO.

Perché chi riesce a dare con amore, prova una gioia anche più grande di chi riceve. E, come mi ha raccontato oggi Andrea, spesso ha anche dei grandi ritorni direttamente dall’universo.

I sorrisi più veri che io ricordo sono quelli delle persone che non avevano quasi di che mangiare e mi hanno invitata a tavola come se fosse un grande onore avermi lì. La mia porzione era sempre la più abbondante e mi veniva data sempre la parte migliore di ogni pietanza.

E dai periodi più difficili della mia vita, anche io sono uscita a testa alta proprio iniziando a dare. Non penso sia un caso l’aver ricevuto le offerte lavorative che mi hanno reso più felice proprio dopo aver aiutato, senza aspettarmi nulla in cambio, un vicino a raccogliere i limoni per due mesi o aver preso l’impegno di accompagnare dei compagnetti di mia figlia anche se per me non era affatto semplice farlo. 

Allora, se sei un imprenditore o un collaboratore di valore e senti di essere bloccato in qualche aspetto della tua vita, forse è il caso di chiederti dove stai dando poco. 

Ricomincia dalle cose che ami, stai in ambienti positivi dove ti senti apprezzato e puoi dare agli altri (e a te allo stesso tempo). Riparti dall’amore e da una buona intenzione e vedrai che l’universo sarà costretto a rimettere in equilibrio il resto.

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Francesca Turriciano

Sono una copywriter. E mi ritengo veramente “fortunata” perché per lavoro posso “giocare” con le parole ogni giorno. Ma non solo. Posso dare sfogo a tutto ciò che amo: leggere, soddisfare la mia curiosità infinita e vivere una vita “piena”. Sì, perché il lavoro del copywriter non si ferma alla scrittura. Ogni parola che scrivo è solo la punta dell'iceberg di un mondo ricco di idee, emozioni e visioni. In effetti la scrittura ha creato “un prima e un dopo” nella mia vita ed è stata la chiave che ha aperto la porta alla mia vera essenza. Quando ho lasciato entrare la creatività, ho dato il via a un circolo virtuoso che ha portato nuova energia e tanti stimoli interessanti. È stato come un risveglio che mi ha catapultato in una nuova dimensione, fatta di scoperte sempre diverse, avventure straordinarie e storie da raccontare. Oggi sono qui per condividere questo pezzetto di viaggio insieme ad altri lettori che, come me, sono appassionati della vita e dei suoi infiniti racconti.

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