Nel caldo clima messicano la terra rossa e secca è tagliata dalle acque del fiume Rio Grande, il quale si snoda tra territorio americano e messicano, fungendo anche da confine.
È il caso del piccolo comune texano di Eagle Pass (poco più di 25000 abitanti), separato grazie al fiume dalla comune messicano di Piedras Negras. Eagle Pass è una delle sei aree bi-nazionali su territorio americano e, da Gennaio 2024, vive una situazione delicata proprio per via della sua posizione. Non è infatti la prima volta che sentiamo parlare del confine fra Messico e Texas in merito alle sfide legate all’immigrazione.
Ma vediamo il quadro generale.
Nel passaggio della presidenza da Trump a Biden abbiamo visto anche un cambiamento nella politica scelta per gestire l’immigrazione. Biden ha infatti adottato una politica molto più aperta rispetto alla precedente amministrazione.
La radice di queste tensioni risale al 2021 quando, proprio dopo l’elezione di Biden, il governatore del Texas Greg Abbott annuncia l’avvio dell’operazione Lone Star per proteggere i confini dello stato da un massiccio afflusso di migranti. Il motivo di tale operazione risiede nel desiderio dell’amministrazione texana di mantenere un buon livello di sicurezza interna. Infatti, aprendo i confini, lo stato del Texas incorrerebbe in un sensibile aumento del traffico di droga proveniente dell’estero, con conseguente aumento e rinforzo della criminalità organizzata e dei cartelli già esistenti.
La vicenda si sviluppa poi nel 2023 con l’ordine del governatore di stendere per 60 miglia una barriera di filo spinato, in modo da difendere il confine e “facendo il lavoro del governo federale”, al quale ovviamente non è stato chiesto il permesso, come annunciato da Abbott sui social.
Gli sforzi delle autorità texane si concentrano poco dopo anche nell’istallazione di una barriera galleggiante. Barriera usata poi dal governo federale per citare in giudizio quello texano.
A questo punto assistiamo ad un aumento di tensioni e botta e risposta tra Washington e Austin.
A Dicembre arriva l’ordine federale di rimuovere il filo spinato e, in tutta risposta, Abbott inasprisce le sanzioni e il controllo del confine già tenuto in sicurezza dalla Texas Army National Guard. Quest’ultima ha, dal giorno 11 Gennaio 2024, il controllo di Shelby Park, impedendo insieme alle truppe della Florida l’accesso a tale parco che affaccia su Rio Grande.
È proprio qui che vediamo un risvolto interessante della vicenda. Florida e Oklahoma si sono schierate a favore del Texas e non solo politicamente, ma anche mettendo i campo le proprie forze militari.
Oltretutto, recentemente Abbott ha tenuto una conferenza stampa assieme ad altri 13 governatori americani per fare il punto della situazione sulla sicurezza del confine. Il governatore del Nebraska Jim Pillen ha sottolineato come il rinforzo dei cartelli di narcotrafficanti metterebbe certamente in difficoltà lo stato del Texas, ma la rete di commerci illegali arriverebbe a espandersi (così come già ha fatto) fino ad altri stati, tra i quali il Nebraska stesso.
Stiamo assistendo dunque ad una sottile e silente guerra civile tra più stati americani e il governo centrale di Washington. E questo scontro è solo all’inizio. Più il tempo passa e più la pressione al confine si fa sentire, ciò porterebbe solo ad un inasprimento dei controlli texani che non sembrano voler retrocedere. Se pensiamo poi che alcuni migranti hanno anche perso la vita nel tentativo di attraversare il fiume a nuoto, si intende quanto la situazione stia diventando delicata e un caso politico del tutto nuovo negli USA.
Questo sembra infatti non essere più un quotidiano confronto tra repubblicani e democratici, ma una vera e propria sfida al potere centrale statunitense.
La vera domanda ora è: chi prevarrà?



