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Dove e quando è nato il rapporto tra Stato e Mafia: il calderone della criminalità organizzata

Italia. Italia di grandi artisti. Italia di grandi menti. Italia dalla storia infinita e con mille risvolti non ancora raccontati.

È il paese degli artisti e del gusto, del fascino e della passione, che quando va bene diventa un gioiello di cultura, quando va meno bene crea una striscia di sangue e criminalità non indifferente. 

Vogliamo evidenziare, grazie a dei brevi esempi, la natura dei rapporti tra stato e organizzazioni criminali. Queste, dopotutto, sono relazioni che affondano le radici fino al secondo dopoguerra e che hanno influenzato in modo profondo la storia del nostro paese, avendo garantito una vita prospera al crimine organizzato in Italia e in tutto il mondo.

Abbiamo tutti familiarità con l’argomento, ma spesso si ignorano le reali dinamiche che hanno permesso una tale espansione della mafia in tutte le sue forme. La maggior parte di questi segreti riposano tra le labbra serrate di individui ormai passati a miglior vita, assicurandoci che non sapremo mai la versione completa della storia. Eppure possiamo vedere come, tale fenomeno, si sia potuto sviluppare solo e soltanto grazie ad un permesso e un tacito accordo con poteri più grandi e forti. 

Tanto per iniziare, il fenomeno mafioso si modifica a causa della seconda guerra mondiale, passando da un sistema di associazione, economico e quasi politico ad un sistema illegale. La mafia in tutta Italia, infatti, retrocede a causa dell’ascesa delle camicie nere di Mussolini ma, stringendo contatti con le forze americane, permette il loro sbarco in Sicilia. La mafia siciliana, arroccata e arginata dal governo fascista in piccoli paesini, aveva conoscenza del territorio, contatti utili, risorse necessarie agli americani per la riuscita dello sbarco delle truppe americane, con le quali collaborarono ben volentieri. Per approfondire, si possono trovare qui molteplici fonti.

Risalendo poi il filo della storia post bellica, tocchiamo uno dei casi più controversi e discussi della storia italiana: la creazione dell’operazione Gladio. In piena guerra fredda, la giovane CIA si adoperò in tutto il territorio europeo nello sviluppo di operazioni segrete per garantire un contrasto efficace dell’espansione comunista, sia politicamente che (in estremo) territorialmente. Il timore degli americani era infatti che la Russia potesse espandersi e invadere i territori vicini, incrementando la propria influenza e approfittando dei paesi ancora feriti dalla guerra. Uno dei mezzi dell’operazione “Stay Behind” – nome dell’operazione segreta americana – fu proprio l’istituzione di gruppi armati e addestrati che potessero intervenire per contrastare eventuali mire espansionistiche russe o comuniste. 

Nel caso dell’Italia toccò ad un gruppo di 600 “gladiatori”, stimandone tuttavia un numero più alto (quasi 3000). Civili e militari addestrati dall’esercito inglese e supportati da armi americane dislocate e nascoste su tutto il territorio dello stivale. La natura del gruppo era palesemente bellica e sotto un’evidente influenza statunitense, la quale si servì anche questa volta dei gruppi mafiosi per potersi garantire una sconfitta del nemico rosso. E per farlo si sarebbe servita di ogni mezzo possibile, tra i quali appunto rivolgersi a mafia ed estremisti di destra, gli unici che avrebbero permesso e sostenuto un’aperta battaglia contro il comunismo e il socialismo.

Per citare un esempio, nel suo saggio “The armies of ignorance”, William Corson descrive come la CIA abbia finanziato il partito della Democrazia Cristiana, avversaria politica di Comunisti e Socialisti, con almeno 10 milioni riciclati e iniettati direttamente nell’economia italiana, conquistando numerosi seggi in parlamento.

Non sorprende poi che, nella storia italiana, tra politica, scandali e attentati, spuntino ripetutamente gli stessi nomi, legati magari ad una loggia massonica dal potere sconsiderato o a sedicenti gruppi di destra estremista. Ciò accade perché, in un modo o nell’altro, ha avuto tutto origine nello stesso calderone: stragi, politiche estremiste, attentati a magistrati, omicidio Moro, P2, influenza di servizi segreti americani e, per chi proprio si vuole spingere oltre, potremmo trovare addirittura dei collegamenti con l’omicidio Kennedy e molto altro. 

Oggi, per concludere, il rapporto tra stato e criminalità organizzata lo potremmo vedere espresso tramite le dinamiche sempre più fitte e segrete della droga. Dinamiche che permettono un tacito commercio di stupefacenti, importati direttamente dal Sud America e pompati a gran richiesta in tutta Europa tramite porti italiani, dove veniva (e probabilmente lo è tutt’ora) scaricata e poi commercializzata. Ma questa storia, altrettanto lunga e intricata, sarà per un prossimo articolo. Tutta questa matassa storica è già sufficiente per arrovellarsi la mente e stimolare la curiosità.

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Francesco Iavarone

Francesco Iavarone è un autore Pugliese che da anni lavora con le parole. Scrittore, Articolista e Copywriter. La passione per la ricerca e la scrittura nascono sui banchi di scuola per poi diventare una vocazione vera e propria. Dottore in fisica, ama studiare, indagare e scrivere di temi di nicchia, scrivendo con l’intento di far emergere la verità dai fatti presentati e investigati.

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