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“Donald Trump ha un passato criminale?” – I legami con la mafia durante la sua carriera

La politica talvolta nasconde verità scomode e imbarazzanti che, grazie ad un controllo serrato dei media principali, passano in sordina senza creare troppo scalpore. Sì certo, abbiamo sentito anche di numerosi scandali, ma siamo sicuri che alle orecchie del pubblico arrivi sempre tutta la verità?

In questa rubrica abbiamo spesso affrontato temi simili. Oggi prendiamo spunto dal libro “Donald Trump” di David Cay Johnston, il quale racconta un lato più ombroso della figura politica che oggi, ancor prima di insediarsi per il suo secondo mandato, sembra aver già stravolto tutto il mondo.

Il racconto inizia da una New York negli anni ’70, in difficoltà a causa di una crisi edilizia che minacciava di paralizzare il settore delle costruzioni. Prezzi del cemento alle stelle e scioperi frequenti rendevano quasi impossibile la conclusione dei progetti immobiliari. Ma mentre molti cantieri rallentavano, uno in particolare non ha mai subito intoppi: proprio quello di Donald Trump. La sua Trump Tower continuava a ricevere cemento in grandi quantità e senza ritardi, suscitando curiosità e, presto, indagini.

L’asso nella manica di Trump era Roy Cohn (nell’immagine in evidenza assieme ad un giovane Donald), un avvocato influente con agganci strategici nel mondo della mafia. Cohn infatti non era solo il suo legale, ma curava anche gli interessi di Anthony “Fat Tony” Salerno, boss della famiglia Genovese, e di Paul Castellano, a capo della famiglia Gambino. Caso vuole che entrambi fossero coinvolti nel controllo del prezzo del cemento. Grazie a questa preziosa protezione, Trump riuscì a escludere i suoi cantieri dagli scioperi sindacali – controllati sempre dalle famiglie mafiose italo-americane – garantendosi una continuità dei lavori.

Questa connessione con figure mafiose permise a Trump di costruire la Trump Tower in soli quattro anni – un tempo record – e di trasformarla nel grattacielo residenziale più alto di New York.

La vicinanza di Trump a figure dal passato criminale non si fermò però alla costruzione della Trump Tower. Negli anni successivi, continuò a collaborare con personaggi dal passato oscuro. Nel 1984, ad esempio, affidò i servizi elicotteristici dei suoi casinò a Joseph Weichselbaum, un individuo con precedenti per furti e traffico di droga. Quando Weichselbaum fu condotto nuovamente a processo, Trump scrisse addirittura al giudice, chiedendo clemenza per una persona che, a suo dire, aveva contribuito significativamente al successo delle sue attività.

Nel 1988 poi concesse il suo marchio a un’officina specializzata in limousine di lusso, il cui proprietario però era legato alla famiglia mafiosa dei Colombo. Così come negli anni 2000, Trump si associò a Felix Sater, membro di una famiglia mafiosa russa e implicato in una truffa azionaria multimilionaria.

Negli anni successivi, la sua espansione lo portò a collaborare con personaggi di spicco come Alex Schneider, magnate dell’acciaio in Ucraina e genero di Sergei Mikhailov, uno dei principali boss della mafia moscovita.

Questi collegamenti sono solo alcuni dei più evidenti e allarmanti, specie se si pensa al giro di affari che hanno costruito e permesso. Quanto però preoccupa di più è la considerazione di questi legami, visti piuttosto come semplici affari e non come collaborazione con soggetti criminali.

Sembra che, culturalmente parlando, questo genere di collaborazioni e legami siano ovvi, scontati, quasi necessari. Il pensiero alla base sembra essere: “È normale che un imprenditore o un politico abbia a che fare anche con questo tipo di individui”. Dopotutto nemmeno in campagna elettorale queste informazioni sono state utilizzate come punto di attacco da parte dei democratici, che sia una nota delicata anche per loro?

Una cosa è certa, ci auguriamo che il neoeletto presidente possa governare con più saggezza di quella usata per scegliere chi tenersi vicino.

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Francesco Iavarone

Francesco Iavarone è un autore Pugliese che da anni lavora con le parole. Scrittore, Articolista e Copywriter. La passione per la ricerca e la scrittura nascono sui banchi di scuola per poi diventare una vocazione vera e propria. Dottore in fisica, ama studiare, indagare e scrivere di temi di nicchia, scrivendo con l’intento di far emergere la verità dai fatti presentati e investigati.

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