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Disturbi Specifici dell’Apprendimento nei giovani: come riconoscerli e gestirli

Disturbi specifici dell'apprendimento
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I Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) sono condizioni che, pur essendo spesso invisibili, possono determinare difficoltà significative in ambito scolastico e lavorativo. 

Il mondo dei DSA però è fatto anche di soluzioni, strategie e, soprattutto, di persone che con passione e dedizione si dedicano a supportare chi vive con questi disturbi.

È con immenso piacere che oggi intervisto Luigi Domenico Montante, un Tutor BES e DSA. La sua missione è chiara e nobile: aiutare chi ha riconosciuto di avere un DSA a costruire un metodo di apprendimento personalizzato e a trovare il proprio spazio nel mondo del lavoro.

Questa intervista è un supporto per genitori, insegnanti e chiunque interagisca con i giovani. 

Il riconoscimento tempestivo di un DSA e l’adeguato sostegno, infatti, possono fare la differenza nella vita di chi ne è affetto. Con le giuste strategie e con l’aiuto di professionisti dedicati come Luigi Domenico Montante, vivere con un DSA può trasformarsi da una sfida ad un’opportunità di crescita e realizzazione.

  • Introduzione: Luigi, per iniziare, potresti raccontarci come hai scelto di diventare un Tutor BES e DSA e cosa ti ha spinto verso questa specializzazione?

Certo, vi racconto volentieri la mia storia. Ho scelto di diventare un Tutor BES e DSA perché mi piace aiutare gli studenti e adulti che hanno bisogno di un sostegno personalizzato e perché credo che la diversità sia una risorsa e non un ostacolo. 

Mi ha spinto verso questa specializzazione la mia esperienza personale: anch’io sono stato un alunno con DSA ma senza saperlo e ho dovuto affrontare molte difficoltà a scuola. Non ho avuto la fortuna di incontrare insegnanti preparati a riconoscere e a indirizzare verso le soluzioni. Quello che alle riunioni dei genitori dicevano era: Signora suo figlio è molto intelligente, ma non ci sono risultati sufficienti. Oppure si impegna però.  

Questa condizione ha segnato profondamente il mio percorso scolastico. Ero riuscito con uno sforzo immane a raggiungere la maturità scientifica e anche ad iscrivermi all’università nella facoltà di legge. Dopo il secondo anno ho abbandonato, era una lotta impari. 

All’età di 46 anni ho scoperto per caso, grazie a mia figlia, la DSA con l’AID associazione italiana dislessia e da quel momento in poi ho approfondito a tal punto che ho seguito un corso di formazione che mi ha portato ad ottenere la certificazione come tutor bes (bisogni educativi specifici) e dsa (disturbi specifici dell’apprendimento). 

  • Segnali: Quali sono, secondo la tua esperienza, i segnali più comuni che indicano la presenza di un DSA in un giovane?

– Difficoltà nella lettura, nella scrittura o nel calcolo, nonostante un’intelligenza normale o superiore alla media.

– Scarsa organizzazione del tempo, dello spazio e del materiale scolastico.

– Problemi di memoria, di attenzione e di concentrazione.

– Basso rendimento scolastico, nonostante uno sforzo e un impegno elevati.

– Frustrazione, ansia e scarsa autostima sono gli indicatori  più devastanti  e ingiusti che chi ha il dono della DSA è costretto a subire.  

  • Primo approccio: Se un genitore o un insegnante sospetta che un bambino o un adolescente possa avere un DSA, quale sarebbe il primo passo da fare?

Il primo passo da fare è contattare uno specialista qualificato, come uno psicologo o un neuropsichiatra infantile, che possa valutare il bambino o l’adolescente attraverso dei test specifici. 

Questi test servono a individuare le aree di difficoltà e di forza del bambino o dell’adolescente, e a stabilire se ci sono le condizioni per una diagnosi di DSA. La diagnosi di DSA è importante perché permette di accedere a delle misure compensative e dispensative, come l’uso del computer, del registratore o di altri strumenti, e a delle modalità di verifica e di valutazione adeguate. 

Inoltre, la diagnosi di DSA aiuta il bambino o l’adolescente a comprendere meglio le proprie difficoltà e a sviluppare delle strategie per affrontarle. 

Un esempio di misura compensativa è l’uso di un software che legge ad alta voce il testo scritto, facilitando la comprensione. Un esempio di misura dispensativa è la possibilità di avere più tempo per svolgere una prova scritta o orale. 

  • Ambito lavorativo: Come possono le aziende e gli imprenditori creare un ambiente di lavoro inclusivo e supportivo per chi ha un DSA?

Un ambiente di lavoro inclusivo e supportivo per chi ha un DSA è un ambiente che riconosce e valorizza le diversità, che offre strumenti e risorse adeguati alle esigenze individuali, che promuove la formazione e la sensibilizzazione sul tema, che favorisce la collaborazione e il feedback tra colleghi e manager. Alcune azioni concrete che le aziende e gli imprenditori possono mettere in atto sono:

– Adottare una politica di non discriminazione e di pari opportunità per tutti i dipendenti, indipendentemente dalla presenza o meno di un DSA.

– Creare una cultura organizzativa aperta e inclusiva, che incoraggi il dialogo e la condivisione delle esperienze, dei bisogni e delle soluzioni tra i lavoratori con e senza DSA.

– Fornire una formazione specifica ai manager e ai colleghi sui DSA, sulle loro caratteristiche, sui loro punti di forza e sulle loro difficoltà, sugli strumenti compensativi e dispensativi disponibili, sulle buone pratiche da seguire per facilitare il lavoro e l’integrazione delle persone con DSA.

– Dotare i lavoratori con DSA di strumenti tecnologici e software adeguati alle loro esigenze, come ad esempio sintetizzatori vocali, correttori ortografici, programmi di lettura facilitata, ecc.

– Personalizzare il percorso formativo e lavorativo delle persone con DSA, tenendo conto delle loro preferenze, dei loro stili di apprendimento, dei loro ritmi e dei loro obiettivi.

– Valorizzare le competenze e le potenzialità delle persone con DSA, assegnando compiti e ruoli in linea con le loro inclinazioni e capacità, riconoscendo i loro meriti e incoraggiando il loro sviluppo professionale.

  • Strumenti tecnologici: Esistono strumenti o tecnologie che ritieni particolarmente utili nel supporto all’apprendimento di chi ha un DSA?

Questa è una domanda interessante, che merita una risposta articolata.

Gli strumenti tecnologici possono essere di grande aiuto per chi ha un disturbo specifico dell’apprendimento (DSA), ma non sono una soluzione magica. Bisogna valutare attentamente le esigenze, le preferenze e le abilità di ogni persona e scegliere gli strumenti più adatti al suo caso. Alcuni esempi di strumenti tecnologici che possono facilitare l’apprendimento di chi ha un DSA sono:

– I software di sintesi vocale, che trasformano il testo scritto in audio, e possono essere usati per leggere libri, appunti, istruzioni, ecc.

Software di riconoscimento vocale, che permettono di dettare al computer il testo da scrivere, e possono essere usati per comporre testi, riassunti, relazioni, ecc.

– I software di correzione ortografica e grammaticale, che segnalano gli errori di scrittura e suggeriscono le correzioni, e possono essere usati per migliorare la qualità dei testi prodotti.

Software di mind mapping, che aiutano a organizzare le idee in modo visuale e schematizzato, e possono essere usati per studiare, pianificare, progettare, ecc.

– I software di adattamento del testo, che modificano il formato, il colore, la dimensione o il font del testo a seconda delle esigenze del lettore, e possono essere usati per facilitare la lettura e la comprensione.

 L’importante è che siano integrati in un percorso didattico adeguato, che tenga conto delle potenzialità e delle difficoltà di ogni studente e che siano accompagnati, e questa è la parte più rilevante, da un supporto umano qualificato.

  • Consigli ai genitori: Se potessi dare un consiglio diretto al genitore di un giovane che sta lottando con un DSA, quale sarebbe?

Il mio consiglio è quello che la natura genitoriale suggerisce da sempre, ovvero sostenere il proprio figlio con amore, comprensione e fiducia. Un DSA non è una condanna, ma una sfida da affrontare insieme, con l’aiuto di professionisti qualificati e di risorse adeguate. Il genitore ha un ruolo fondamentale nel rafforzare l’autostima e la motivazione di proprio figlio, nel valorizzare i suoi punti di forza e nel favorire le sue potenzialità. Non bisogna mai confrontare il proprio figlio con gli altri, ma incoraggiarlo a seguire il suo percorso personale, rispettando i suoi tempi e le sue esigenze.  

La storia di Luigi Domenico Montante ci ha offerto uno sguardo profondo e autentico nel mondo dei Disturbi Specifici dell’Apprendimento. La sua testimonianza personale e professionale, le sfide affrontate e superate, sono una fonte di ispirazione per chiunque si trovi a interagire con persone affette da DSA.

Ciò che emerge chiaramente è che il DSA non deve essere visto come un limite, ma piuttosto come una caratteristica individuale che, con il giusto supporto e gli strumenti adeguati, può essere gestita e persino trasformata in una forza. L’importanza del riconoscimento tempestivo, della comprensione e dell’intervento mirato è fondamentale. 

Ogni individuo ha un insieme unico di talenti e capacità che, quando valorizzati, possono brillare.
Il messaggio più grande da portare a casa, sia come genitori, insegnanti o datori di lavoro, è che ogni persona merita l’opportunità di mostrare il meglio di sé. Luigi ci ha mostrato che, con passione, dedizione e risorse appropriate, possiamo creare un ambiente in cui ogni giovane, indipendentemente dai suoi DSA, possa fiorire e raggiungere il suo pieno potenziale.

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Francesca Turriciano

Sono una copywriter. E mi ritengo veramente “fortunata” perché per lavoro posso “giocare” con le parole ogni giorno. Ma non solo. Posso dare sfogo a tutto ciò che amo: leggere, soddisfare la mia curiosità infinita e vivere una vita “piena”. Sì, perché il lavoro del copywriter non si ferma alla scrittura. Ogni parola che scrivo è solo la punta dell'iceberg di un mondo ricco di idee, emozioni e visioni. In effetti la scrittura ha creato “un prima e un dopo” nella mia vita ed è stata la chiave che ha aperto la porta alla mia vera essenza. Quando ho lasciato entrare la creatività, ho dato il via a un circolo virtuoso che ha portato nuova energia e tanti stimoli interessanti. È stato come un risveglio che mi ha catapultato in una nuova dimensione, fatta di scoperte sempre diverse, avventure straordinarie e storie da raccontare. Oggi sono qui per condividere questo pezzetto di viaggio insieme ad altri lettori che, come me, sono appassionati della vita e dei suoi infiniti racconti.

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