Oggi esploreremo un argomento di fondamentale importanza per imprenditori, professionisti e lavoratori autonomi: la differenza tra tassazione e contribuzione. Questi due concetti sono centrali per comprendere il sistema fiscale e previdenziale di un Paese e possono avere un impatto significativo sulle finanze personali e aziendali.
Con l’aiuto di Carlo Duecento, approfondiremo le distinzioni tra tassazione e contribuzione, esamineremo le loro implicazioni e discuteremo delle strategie per gestirle al meglio. Carlo è iscritto all’Ordine dei consulenti del lavoro di Palermo dal 12 maggio 2004 e dal 1997 si occupa di gestire i collaboratori delle aziende di tutta Italia e, in particolar modo, della Sicilia. Fa parte di Partner d’Impresa da marzo 2020.
Questa intervista sarà particolarmente utile per coloro che desiderano acquisire una migliore comprensione delle dinamiche fiscali e previdenziali, nonché per chi vuole adottare strategie mirate per ottimizzare la propria situazione finanziaria e aziendale.
Carlo, potresti spiegarci qual è la differenza fondamentale tra tassazione e contribuzione?
La tassazione e la contribuzione sono i due pilastri che sorreggono il sistema di servizi pubblici e indennità economiche per le esigenze più diverse (dalla disoccupazione alla pensione).
Con il termine Contribuzione si indica la trattenuta e dunque il versamento effettuato e calcolato sulla retribuzione lorda. La contribuzione viene versata per alimentare i salvadanai dai quali sarà possibile aiutare i soggetti in difficoltà. Per cui in caso di Malattia, Maternità, Disoccupazione, cassa integrazione, mobilità etc. Le casse INPS (i cosiddetti salvadanai) erogano le indennità (chiamate prestazioni a sostegno del reddito) ai soggetti svantaggiati. Anche la pensione è una indennità derivante dalla contribuzione versata dai soggetti obbligati.
Cosa Importante è che la contribuzione NON è soggetta a Tassazione. Infatti la tassazione è il processo di calcolo e versamento delle imposte e delle tasse e viene calcolata sulla retribuzione lorda ma sottratto la contribuzione.
Faccio un esempio:
Retribuzione lorda: € 2.000
Calcolo Contribuzione: € 2000 x 9,19% = € 183,80 (quando calcoli i contributi del dipendente)
Calcolo Tassazione: 2000-183,80 = 1.816,20
Poi sull’importo di euro 1816,20 applico il processo di calcolo delle imposte dirette con sviluppo di detrazioni fiscali e imposta lorda e poi arrivare all’ Irpef netta.
Quali sono le principali strategie che un imprenditore può adottare per ottimizzare la gestione di tassazione e contribuzione?
La migliore strategia prevista è in realtà duplice:
- Programmata.
- Di gestione.
La fase programmata prevede di stabilire delle azioni da mettere in campo sulla base delle proprie esigenze e delle operazioni che sono fattibili e sostenibili ancorché previste per legge.
Bisogna che ti chiedi “Cosa posso fare, in linea con legge, per diminuire quella retribuzione lorda sulla quale vengono calcolate sia la contribuzione che la tassazione?”
Per ridurre la contribuzione, ad esempio quando assumi un dipendente:
- Trovare le agevolazioni applicabili.
- Pianificare gli aumenti retributivi con un piano incentivi.
- Pianificare i periodi di picco di lavoro con i periodi di minore intensità.
- Gestire con un regolamento aziendale le ore di lavoro lavorate in eccedenza o anche quelle NON lavorate ma comunque pagate.
Per ridurre la tassazione:
- Applicare dei costi che sono in realtà degli accantonamenti di denaro proprio, come ad esempio il fondo pensione, piani di accumulo etc.
- Conservare tutti i giustificativi delle spese personali detraibili e deducibili.
- Eseguire una mappatura delle proprie esigenze e pianificare gli acquisti seguendo il modo migliore di calcolo della tassazione: ad esempio, mi serve l’autovettura. In questo caso esistono diverse procedure da applicare per ottenere la tassazione minima in tal senso.
- Applicare il welfare per ottenere che molte spese della vita privata diventino spese aziendali e dunque deducibili, ad esempio, spese scolastiche, interessi mutuo, rimborsi di utenze etc.
- Applicare il marchio ma anche i diritti d’autore perché ho realizzato dei mansionari importanti.
- Applicare la trasferta quando vado fuori sede etc.
La strategia deve essere legata sia al soddisfacimento delle esigenze personali che al fatto di calcolare, sulla ricchezza prodotta, una incidenza fiscale sostenibile.
Quali sono gli errori comuni in tema di tassazione e contribuzione?
Gli errori comuni che spesso si verificano sono legate alle abitudini del tipo:
- Non ho tempo di chiamare il commercialista.
- Il commercialista non mi chiama.
- Ho sempre fatto così……
- Fanno tutti così……
- Nessuno potrà mai essere in regola, ci sono troppe tasse.
E così via. In pratica c’è l’abitudine di ripetere all’infinito un problema o una situazione, non riuscendo più a intravedere che esistono sistemi legali e inattaccabili adatti ad ogni azienda e che per i motivi sopra specificati si continua a fare nello stesso modo.
Se dovessi dare un solo consiglio fondamentale su come affrontare in modo efficace e responsabile la gestione di tassazione e contribuzione nella propria attività, quale sarebbe?
In primo luogo non accettare delle risposte del tipo:
- E’ meglio non fare niente, non si sa mai cosa potrebbe accadere.
- Non si può fare.
- Vediamo se esiste qualcosa.
- Tu pensi che se esistesse qualcosa già non la farebbero pure gli altri?
Inoltre consiglio di programmare le attività e stabilire la misura percentuale di incidenza della tassazione e della contribuzione rispetto alla ricchezza prodotta e da lì attivare i correttivi utili in linea con le leggi e con le esigenze personali.
Conclusioni
Comprendere la differenza tra tassazione e contribuzione è fondamentale per gestire in modo efficiente le finanze personali e aziendali. Evitare gli errori comuni legati alla mancanza di consapevolezza e inerzia è altrettanto importante.
Per ottimizzare la gestione di tassazione e contribuzione, è essenziale adottare strategie mirate e pianificate. Collaborando con partner esperti come Carlo Duecento di Partner d’Impresa , è possibile individuare agevolazioni applicabili, pianificare aumenti retributivi e utilizzare strumenti come fondi pensione e piani di accumulo per ridurre l’incidenza fiscale.
Oggi abbiamo capito che è fondamentale non lasciare nulla al caso e agire in modo proattivo. Solo così sarà possibile garantire una gestione responsabile e efficace delle questioni fiscali e previdenziali, sia a livello personale che aziendale.
Su cosa vorresti che scrivessimo? Manda una mail a redazione@imprenditore.info per farcelo sapere



