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Delegare, innovare, evolvere: la chiave per uno studio odontoiatrico sostenibile secondo Simone Sisti

studio odontoiatrico

Gestire uno studio odontoiatrico oggi significa affrontare sfide sempre più complesse, dalla gestione interna all’innovazione tecnologica, fino alla costruzione di un team coeso e performante. La crescita di un’attività non si basa solo sulle competenze cliniche, ma richiede una visione imprenditoriale chiara e la capacità di adattarsi ai cambiamenti del settore.

Ne parlo con Simone Sisti, titolare di Sisti Odontoiatria Specialistica, che racconta il suo percorso, le difficoltà affrontate e le strategie che gli hanno permesso di far evolvere il suo studio in modo sostenibile ed efficiente. 

Questa intervista è un’occasione per comprendere come un approccio dinamico e una gestione consapevole possano trasformare uno studio odontoiatrico in una realtà solida e innovativa.

Come hai iniziato il tuo percorso imprenditoriale?

Mi sono laureato in Odontoiatria nel 2009 e nel 2010 ho iniziato il mio percorso professionale. Ho fatto diversi corsi all’estero e ho iniziato a lavorare presso altri studi.

La difficoltà principale all’inizio è stata farmi accettare dai colleghi. Spesso mi contattavano studi che avevano bisogno di un direttore sanitario, quindi mi sono trovato a gestire non solo la parte clinica, ma anche quella organizzativa. Però sempre all’interno di strutture di altri.

Nel 2016 ho deciso di aprire il mio studio a Civitanova Marche. È stata una grande sfida perché mi sono ritrovato a fare praticamente tutto da solo. Alla lunga, questo mi ha portato a un livello di stress molto alto, quasi un burnout. A quel punto ho capito che dovevo cambiare il mio approccio alla gestione e all’organizzazione. 

Ho iniziato a confrontarmi con altri colleghi e ho compreso l’importanza della delega efficace. Ho seguito corsi di management e, grazie a diverse conoscenze, ho sentito parlare di OSM. Sapevo che era un’organizzazione con un sistema ben strutturato, con volumi e fatturati importanti, ma soprattutto con valori solidi. La cosa curiosa è che, mentre ci stavo già riflettendo, un mio paziente, proprio mentre era in poltrona, mi ha parlato di OSM. A quel punto gli ho chiesto direttamente il contatto del consulente e così ho conosciuto Sergio.  

Quali sono state le azioni che consideri vincenti per la crescita del tuo business?

Se vogliamo semplificare, direi: saper uscire spesso dalla zona di comfort.

Restarci è facile, viene naturale anche nelle scelte aziendali e imprenditoriali. Il difficile è fare azioni che guardano al futuro, che richiedono uno sforzo nel presente ma che poi portano risultati moltiplicati nel tempo. E questo vale per tutto: dalla formazione, alla gestione del team, all’organizzazione.

Un’altra azione vincente è stata focalizzarmi sulle mete. Avere obiettivi chiari e, soprattutto, riuscire a condividerli con il mio team. Perché un conto è avere una visione, un altro è fare in modo che chi lavora con te la faccia propria e si muova nella stessa direzione.

Qual è stata la sfida più grande che hai dovuto affrontare nel tuo percorso imprenditoriale?

Secondo me è la responsabilità.

Quando sei da solo, le scelte che fai ricadono solo su di te. Ma quando inizi ad avere un team intorno – e oggi in studio siamo in 9 – la responsabilità si moltiplica. Non si tratta più solo della tua crescita, ma anche di quella delle persone che lavorano con te.

E proprio perché vogliamo crescere insieme, le scelte diventano più delicate. A volte sembrano rischiose, ma in realtà sono sempre fatte con una prospettiva di crescita futura. Bisogna avere il coraggio di uscire dalla zona di comfort e prendere decisioni che nel breve periodo possono sembrare difficili, ma che poi portano benefici a tutti. 

Se potessi dare un unico consiglio agli imprenditori che ci leggono, quale sarebbe?

Il consiglio che darei è di sviluppare un mindset dinamico. Non essere statici, ma sapersi muovere, adattarsi, ascoltare gli altri e cogliere le opportunità quando si presentano.

Il mondo cambia velocemente, e chi rimane fermo rischia di restare indietro. La capacità di evolversi, di mettere in discussione le proprie certezze e di imparare continuamente fa davvero la differenza nel lungo periodo.

Quali sono i progetti su cui stai lavorando attualmente?

Attualmente sto lavorando su due grandi fronti.

Il primo è l’espansione del mio studio. Ho acquistato un locale adiacente e sto strutturando nuovi servizi complementari all’odontoiatria, come l’odontoiatria estetica e l’analisi posturale con l’osteopata. L’obiettivo è offrire un approccio integrato, perché non ci occupiamo solo dei denti, ma della salute globale del paziente. L’occlusione, la funzione della lingua, la postura e persino l’aspetto psicologico sono tutti collegati. E quando un paziente inizia un percorso con noi, spesso lo vediamo cambiare: non solo a livello estetico, ma anche nel modo in cui si sente e vive.

Il secondo progetto su cui mi sto focalizzando riguarda la medicina quantistica. È un ambito che mi affascina molto e sto studiando come integrarlo nella mia attività. 

Come vedi l’evoluzione del mercato nel tuo settore nei prossimi anni?

Credo che l’intelligenza artificiale avrà un impatto sempre più forte anche nel nostro settore. Già oggi sta entrando nella gestione degli studi odontoiatrici, ottimizzando i flussi organizzativi, l’accoglienza dei pazienti e l’elaborazione dei dati clinici.

L’automazione di processi come la gestione amministrativa, la classificazione delle informazioni e l’analisi delle statistiche permetterà di liberare risorse e concentrare il personale su attività più strategiche e sul rapporto con i pazienti. Questo potrebbe migliorare l’esperienza del paziente e rendere il nostro lavoro più efficiente.

Le potenzialità dell’IA sono enormi e nei prossimi anni vedremo un’evoluzione significativa in questo senso. Sarà fondamentale saper integrare queste nuove tecnologie in modo intelligente, senza perdere il valore umano della professione.

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Francesca Turriciano

Sono una copywriter. E mi ritengo veramente “fortunata” perché per lavoro posso “giocare” con le parole ogni giorno. Ma non solo. Posso dare sfogo a tutto ciò che amo: leggere, soddisfare la mia curiosità infinita e vivere una vita “piena”. Sì, perché il lavoro del copywriter non si ferma alla scrittura. Ogni parola che scrivo è solo la punta dell'iceberg di un mondo ricco di idee, emozioni e visioni. In effetti la scrittura ha creato “un prima e un dopo” nella mia vita ed è stata la chiave che ha aperto la porta alla mia vera essenza. Quando ho lasciato entrare la creatività, ho dato il via a un circolo virtuoso che ha portato nuova energia e tanti stimoli interessanti. È stato come un risveglio che mi ha catapultato in una nuova dimensione, fatta di scoperte sempre diverse, avventure straordinarie e storie da raccontare. Oggi sono qui per condividere questo pezzetto di viaggio insieme ad altri lettori che, come me, sono appassionati della vita e dei suoi infiniti racconti.

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