In un mercato in continua evoluzione, la chiave del successo imprenditoriale sta nella capacità di intercettare opportunità, innovare e costruire una squadra coesa e motivata.
Marco Perrone, fondatore di Surgical Doctor srl Società Benefit, ha saputo affrontare sfide importanti e trasformare la sua azienda in un punto di riferimento nel settore dell’assistenza tecnica per apparecchiature medicali. Con margini operativi superiori al 60%, Marco condivide le azioni vincenti che gli hanno permesso di crescere e di distinguersi dai competitor.
In questa intervista, scoprirai come Marco ha saputo delegare il 95% delle attività aziendali, investire nella crescita dei collaboratori, e mantenere un vantaggio competitivo in un mercato dove le “new entry” sono sempre di più. Se sei un imprenditore che desidera imparare dai pionieri del settore, capire l’importanza della specializzazione e del team building, questa intervista è per te.
Come hai iniziato il tuo percorso imprenditoriale?
Ho iniziato il mio percorso a Milano dove, durante un anno sabbatico dalla IBM, ho conosciuto il mercato dell’assistenza tecnica di elettromedicali. Nel 2015 intravedendo un’opportunità in questo settore, ho deciso di licenziarmi per tornare a Lecce e mettermi in proprio. Sin da subito la mia idea è stata quella di rinunciare alla tentazione di facili guadagni subappaltando le assistenze che mi commissionavano, ma che non ero in grado di svolgere internamente. Le poche risorse a disposizione le ho concentrate sull’assistenza delle sole apparecchiature che ero in grado di svolgere internamente e che, essendo meno remunerative rispetto ad altre, erano ignorate dai concorrenti.
La nostra azienda è cresciuta e oggi siamo 12 persone, con una presenza internazionale. Forniamo un servizio che al mondo in pochi offrono: aiutare i dottori a fare bene il proprio lavoro (salvare vite umane) mantenendo in perfetta efficienza i loro strumenti di lavoro quotidiani.
La forte verticalizzazione su un’unica categoria merceologica con investimenti in ricerca e sviluppo mirati all’identificazione delle migliori soluzioni manutentive ci ha portati oggi ad avere un margine operativo molto interessante.
Una cosa che ci distingue è che siamo una società benefit, ossia operiamo con l’obiettivo di generare non solo utili, ma anche un impatto positivo sulle persone e sull’ambiente, integrando la responsabilità sociale d’impresa nel nostro modello di business.
Ci impegniamo a donare ogni anno una parte crescente dei nostri utili al bene comune, offrendo sostegno economico, apparecchiature mediche e prestazioni pro bono ad enti caritatevoli ed ospedali e finanziando la costruzione di scuole e di pozzi d’acqua in Africa.
Ci impegniamo a ridurre l’impatto ambientale. Il nostro core business, allungando il ciclo di vita delle apparecchiature, riducendo la domanda di nuove produzioni, favorendo la transizione da un’economia estrattiva ad un’economia rigenerativa.
Siamo Carbon Neutral ossia piantiamo abbastanza alberi da compensare le nostre emissioni di anidride carbonica che ci impegniamo a ridurre grazie a comportamenti aziendali responsabili per l’ambiente.
Offriamo ai dipendenti condizioni di lavoro migliorative rispetto a quelle indicate dal CCNL e prediligiamo fornitori sul nostro territorio a fornitori On-Line.
Quali sono state le azioni che consideri vincenti per la crescita del tuo business?
Le azioni vincenti per la crescita del nostro business sono state principalmente due: intercettare uno spazio vuoto nel mercato e verticalizzare il nostro servizio su un’unica e determinata specializzazione. Abbiamo identificato una necessità ancora poco servita – quella di una manutenzione correttiva e specializzata di determinate apparecchiature – e ci siamo buttati a capofitto per sviluppare soluzioni innovative. In questo senso, abbiamo investito nella ricerca e nello sviluppo, costruendo un know-how molto ricercato e che ora sta generando grande valore.
La vera chiave di successo, però, è stata la forte verticalizzazione del nostro servizio. Mi spiego meglio: anziché esternalizzare le richieste di intervento su dispositivi che non potevamo gestire internamente, abbiamo preferito rinunciarvi, focalizzandoci su ciò che sapevamo fare meglio. In questo modo la nostra reputazione di specialisti del settore si è enormemente rafforzata.
Questa specializzazione ci ha permesso di offrire un servizio molto più veloce e con una qualità elevata che è difficilmente replicabile dai competitor. Lavorando su ciò che conosciamo in profondità, riusciamo a rispondere in modo rapido e preciso alle esigenze dei clienti, distinguendoci per l’affidabilità e l’efficacia, mentre altri si sono dispersi in troppe categorie senza specializzarsi veramente in nessuna. Questo focus ci ha resi leader nel nostro campo.
Qual è stata la sfida più grande che hai dovuto affrontare nel tuo percorso imprenditoriale?
La sfida più grande che ho dovuto affrontare nel mio percorso imprenditoriale è stata licenziare il collaboratore più bravo e con più anni di esperienza. Era una decisione estremamente difficile, poiché questa persona aveva un know-how altissimo. Tuttavia, non era un aziendalista e creava tensioni che rallentavano la crescita e l’armonia dei colleghi.
Nonostante fosse un punto di riferimento dal punto di vista tecnico, ho capito che per far crescere il gruppo, lo dovevo mettere al primo posto. Ho dovuto rinunciare a quella competenza per costruire un ambiente di lavoro più collaborativo e coeso. Ancora oggi stiamo lavorando per colmare quel divario di conoscenze, ma nel frattempo il gruppo ha ripreso a crescere forte del messaggio che nessuno è indispensabile.
Se potessi dare un unico consiglio agli imprenditori che ci leggono, quale sarebbe?
Il consiglio che darei agli imprenditori è di imparare a delegare e a far crescere i propri collaboratori, aiutandoli a fare sempre meglio il loro lavoro. È fondamentale creare un senso di appartenenza tra i dipendenti, facendo in modo che si sentano parte integrante dell’azienda. Un gruppo coeso, che sente la responsabilità non solo del proprio ruolo ma anche della crescita dell’intera azienda, è la chiave per il successo. Coltivare questo attaccamento alla “maglia” permette di sviluppare una squadra motivata e dedicata, pronta a crescere insieme all’azienda.
Quali sono i progetti su cui stai lavorando attualmente?
Attualmente, sto lavorando soprattutto sul consolidamento del gruppo e sulla crescita professionale. Ho delegato la maggior parte delle attività e nel pomeriggio non sono più in ufficio. Il mio obiettivo è far sì che i miei collaboratori abbiano chiaro che il loro futuro e quello dell’azienda vanno di pari passo. Se l’azienda cresce, crescono tutti.
Come vedi l’evoluzione del mercato nel tuo settore nei prossimi anni?
Nel prossimo decennio, vedo un’evoluzione del mercato verso una maggiore competizione. Noi siamo stati pionieri nel nostro settore, ma già adesso sto notando l’emergere di nuove aziende di assistenza tecnica. Prevedo che, entro dieci anni, lo spazio che occupiamo attualmente dovrà essere condiviso con queste “new entry”. È naturale che, man mano che il settore cresce, aumenti il numero di attori coinvolti. La sfida sarà quella di trovare soluzioni manutentive sulle nuove apparecchiature appena immesse sul mercato (quindi ancora coperte da garanzia ufficiale), in modo che alla scadenza della stessa potremmo essere l’unica alternativa all’assistenza tecnica del produttore.



