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Dalla solitudine alla forza del gruppo: L’esperienza di Eugenia Andrian

Gruppo

Intraprendere un percorso imprenditoriale può spesso sembrare un’avventura solitaria. La sensazione di dover affrontare ogni sfida da soli e di portare il peso di ogni decisione è una realtà condivisa da molti imprenditori. 

Ma per Eugenia Andrian, fondatrice di Equilibrio Alimentazione, il viaggio è stato trasformato dalla scoperta del potere del gruppo e della collaborazione. Dalla sua base operativa a Udine, Eugenia ha iniziato da sola, costruendo il suo studio da zero, ma col tempo ha scoperto che il successo poteva crescere solo attraverso il sostegno di un team fidato.

Questa storia è dedicata a tutti gli imprenditori e le imprenditrici che si trovano a gestire la propria attività, spesso sentendosi isolati nella propria visione e nei propri obiettivi. Un percorso che parla di crescita personale e professionale, di delega e di fiducia e che è un esempio di quanto sia potente fare un passo avanti con la forza di un gruppo.

Come hai iniziato il tuo percorso imprenditoriale?

Il mio percorso imprenditoriale è nato da un’esperienza molto personale. Sin da giovane ho vissuto alti e bassi con il mio corpo e il mio rapporto con il cibo, un’esperienza comune a molte persone, soprattutto adolescenti. Ho sempre cercato il modo di stare bene, di capire come nutrirmi per sentirmi in equilibrio, e questo percorso di scoperta mi ha portato alla consapevolezza che volevo aiutare anche gli altri a raggiungere lo stesso benessere. Così ho iniziato gli studi in Biologia della Salute all’Università di Bologna, ottenendo la laurea nel 2017, e successivamente ho conseguito un Master in Psicologia della Nutrizione e del Comportamento Alimentare presso l’Università di Roma Tor Vergata, che mi ha dato una visione ancora più ampia del legame tra mente e alimentazione.

Nel 2018 ho aperto il mio primo studio a Gonars, iniziando da sola, con tanta passione e il desiderio di fare la differenza. I primi clienti sono arrivati anche grazie ai rapporti che avevo costruito negli anni e il passaparola ha fatto il resto. In breve, le richieste sono aumentate al punto che non riuscivo più a gestire tutto da sola, soprattutto la parte organizzativa e burocratica, che non è mai stata il mio punto forte. Ho assunto una segretaria, che ancora oggi è con me, e poi ho cominciato a cercare collaboratori per poter espandere i servizi e offrire un supporto sempre più completo.

Il mio studio è cresciuto rapidamente: nel 2021 eravamo già in cinque, e oggi siamo un team di nove professionisti a Gonars. Ho anche intrapreso altre avventure: ho aperto un centro a Udine, Way to Wellness, insieme a due socie, dove uniamo nutrizione e psicoterapia per supportare a 360° le persone che vogliono intraprendere un percorso di cambiamento. Oggi siamo in undici lì, e continuiamo a lavorare con passione per fare la differenza nella vita delle persone.

Quali sono state le azioni che consideri vincenti per la crescita del tuo business? 

Le azioni vincenti che hanno contribuito alla crescita del mio business sono state, prima di tutto, la capacità di trovare le persone giuste. Ho sempre puntato a costruire un team che condividesse i miei stessi valori, che fosse composto da professionisti con competenze diverse e complementari. È fondamentale per me lavorare con persone che, oltre a essere preparate, portino valore con le loro caratteristiche uniche e il loro approccio.

Un altro elemento chiave è stata la delega. Anche se non è facile, ho capito che non posso fare tutto da sola e che affidare compiti agli altri è fondamentale per crescere. Ho imparato ad accettare che ogni collaboratore possa fare le cose in modo diverso dal mio, e ho scoperto che questo porta risultati migliori. 

Qual è stata la sfida più grande che hai dovuto affrontare nel tuo percorso imprenditoriale?

La sfida più grande che ho affrontato nel mio percorso imprenditoriale è stata, e continua a essere, la delega. È un equilibrio difficile perché vorrei essere sempre presente in ogni dettaglio, in ogni progetto, ma so che non è sostenibile a lungo termine. Imparare a fidarmi degli altri e capire che non posso fare tutto da sola è stato un grande passo avanti, anche se richiede un esercizio costante.

Un’altra sfida è stata saper scegliere i progetti giusti a cui dedicare tempo ed energie. Mi piacerebbe poter seguire tutto, ma ho capito che è fondamentale selezionare le attività che hanno il maggiore impatto e che sono in linea con la crescita del business. Sto imparando a calibrare meglio le mie energie e a lasciare spazio ai collaboratori, ma è una sfida quotidiana su cui sto ancora lavorando.

Quali sono i progetti a cui stai lavorando? 

Attualmente sto lavorando a due progetti principali. 

Il primo è l’organizzazione di workshop che consentano di esplorare il potere del gruppo nel percorso di benessere. Voglio offrire un’esperienza in cui le persone possano sentirsi sostenute e ispirate dalla condivisione con gli altri, mostrando quanto la forza del gruppo possa fare la differenza anche rispetto al lavoro individuale.

Il secondo progetto è la scrittura di un libro che ho quasi terminato.

Se potessi dare un unico consiglio agli imprenditori e alle imprenditrici che ci leggono, quale sarebbe?

Sarebbe questo: ricordati che non sei solo. Spesso, soprattutto all’inizio, si ha la sensazione di dover portare avanti ogni cosa da soli, ma è fondamentale imparare a condividere sia i compiti che le preoccupazioni. Scoprire che puoi contare su altre persone rende il percorso meno pesante e più ricco di valore.

E, in parallelo, direi di prendere le cose con un po’ più di leggerezza. Ci si lascia facilmente travolgere, pensando che ogni problema aziendale sia una questione di vita o di morte, ma è utile fare un passo indietro e guardare tutto con un po’ di distacco. Questo non significa essere meno seri o professionali, ma ricordarsi di preservare il proprio benessere e, ogni tanto, sdrammatizzare.

Francesca Turriciano

Sono una copywriter. E mi ritengo veramente “fortunata” perché per lavoro posso “giocare” con le parole ogni giorno. Ma non solo. Posso dare sfogo a tutto ciò che amo: leggere, soddisfare la mia curiosità infinita e vivere una vita “piena”. Sì, perché il lavoro del copywriter non si ferma alla scrittura. Ogni parola che scrivo è solo la punta dell'iceberg di un mondo ricco di idee, emozioni e visioni. In effetti la scrittura ha creato “un prima e un dopo” nella mia vita ed è stata la chiave che ha aperto la porta alla mia vera essenza. Quando ho lasciato entrare la creatività, ho dato il via a un circolo virtuoso che ha portato nuova energia e tanti stimoli interessanti. È stato come un risveglio che mi ha catapultato in una nuova dimensione, fatta di scoperte sempre diverse, avventure straordinarie e storie da raccontare. Oggi sono qui per condividere questo pezzetto di viaggio insieme ad altri lettori che, come me, sono appassionati della vita e dei suoi infiniti racconti.

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