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“Credere nei ragazzi significa riconoscere il campione che c’è in ognuno di loro”. L’approccio all’insegnamento di Ester Semenzato

campione

Credere nei ragazzi significa aiutarli a scoprire il loro potenziale, guardandoli con gli occhi di chi vede in loro un campione in divenire. 

Questo è l’approccio di Ester Semenzato, un’insegnante che ha scelto di portare la sua passione e la sua visione innovativa anche nel progetto OSM EDU.

Parlare con lei significa immergersi in un mondo in cui l’educazione non è solo trasmissione di nozioni, ma un percorso di crescita, scoperta e tras-formazione. Il suo metodo, basato sulla valorizzazione dei talenti, dimostra come un ambiente positivo possa fare la differenza nella vita dei ragazzi. Un’intervista che offre spunti preziosi su come trasformare la scuola in un luogo di ispirazione oltre che di apprendimento. 

Come sei entrato in contatto con OSM EDU?

Sono entrata in contatto con OSM Edu grazie alla mia insegnante di yoga, che fa parte del gruppo di OSM MC² di Padova, Nadia è per me una cara amica. E’  stata infatti lei a suggerirmi di aiutare mio marito, che stava vivendo una situazione lavorativa insoddisfacente in quel periodo, e lo ha così avvicinato a OSM. Grazie al suo consiglio, ha svolto l’ I-Profile,un questionario che analizza le attitudini personali. Poco dopo mio marito Giacomo ha iniziato a lavorare come consulente.

Ho assistito in prima persona al suo cambiamento: l’ho visto trasformarsi profondamente, soprattutto in alcuni aspetti personali, e questo ha suscitato in me una grande curiosità, in particolare per la formazione che stava ricevendo. A casa si percepiva un’energia diversa, più positiva, e questo mi ha spinta a voler approfondire.

Per il mio quarantesimo compleanno, Nadia ha fatto svolgere anche a me l’ I-Profile. Quando ho ricevuto la riconsegna del profilo da parte di Enrico Morello, direttore del partner MC², ho capito che dovevo fermarmi a riflettere sulla mia vita e su quello che stavo facendo.

In quel momento mi sentivo insoddisfatta del lavoro e, in più, la perdita di mia madre, avvenuta due anni prima, mi aveva spinta a interrogarmi profondamente su cosa volessi davvero fare: avevo iniziato a insegnare molto presto, subito dopo gli studi, e sentivo l’esigenza di capire se quella fosse ancora la mia strada o se ci fosse qualcosa di più adatto a me.

Dopo la riconsegna del mio I-Profile, Enrico mi ha suggerito di contattare Corrado Troiano per conoscere meglio il progetto EDUCATIONAL di OSM. Ho seguito il suo consiglio: ho contattato Corrado Troiano tramite messanger e abbiamo fissato una videocall il 16 agosto 2023. 

A metà settembre, Corrado mi ha comunicato che avrei potuto iniziare a collaborare con OSM Edu, affiancando questo nuovo incarico al mio lavoro di insegnante nella scuola.

Il mio percorso in OSM EDU è iniziato con una formazione specifica per la riconsegna dell’OSM Talent, il questionario che aiuta i ragazzi a scoprire i loro talenti, le aree di miglioramento e a orientarsi verso scelte più consapevoli.

Dopo questa prima fase, ho ricevuto in seguito una formazione dedicata alle proposte dei percorsi formativi che i ragazzi possono svolgere con OSM EDU. Da quel momento, ho iniziato a lavorare direttamente con i privati: seguo i ragazzi, i genitori e organizzo eventi formativi.

Nel tempo, il mio ruolo si è ampliato e ho avuto la grande responsabilità e l’onore di organizzare due edizioni del corso Teachers Life Skills, il nostro percorso di punta per gli insegnanti. La Teacher Life Skills è un percorso trasformativo per i docenti che lo frequentano. Durante questo percorso, ho visto docenti entrare con dubbi, difficoltà e insicurezze e uscire con una nuova consapevolezza di sé e del loro ruolo educativo. La cosa più potente di questo percorso è proprio l’impatto che ha non solo sulle competenze professionali, ma anche sulla crescita personale degli insegnanti stessi.

Inoltre, sono diventata io stessa docente alla Teacher Life Skills ho così avuto  l’opportunità di condividere strumenti concreti per migliorare il loro approccio educativo e favorire una crescita personale e professionale.

Questa esperienza mi ha fatto comprendere quanto oggi sia importante investire nella formazione di chi educa le nuove generazioni, perché un insegnante che cresce e si tras-forma può davvero fare la differenza nella vita dei suoi studenti e delle persone che incontra quotidianamente a scuola.

Oggi collaboro anche con le aziende per sviluppare nuove iniziative sul territorio. Questo mi permette di portare la formazione di OSM Edu non solo all’interno delle famiglie e delle scuole, ma anche nelle realtà aziendali che vogliono investire nel benessere dei propri collaboratori e delle loro famiglie e soprattutto nel territorio.

Credo profondamente nel valore di questo progetto e nell’impatto positivo e trasformativo che porta, davvero di un valore immenso.

Che tipo di approccio di insegnamento usi e perché?

Mi sono sempre considerata un’insegnante atipica, una sorta di libera professionista statale, se così vogliamo dire. Il mio approccio è centrato sui ragazzi, sulle loro peculiarità e sul valorizzare il positivo. Insegno alla scuola primaria e il mio lavoro è guidato da entusiasmo e passione. Nel tempo, grazie anche alla formazione con l’Academy di OSM, ho compreso che ciò che facevo per inclinazione naturale – credere nei bambini, valorizzarli e renderli protagonisti del loro apprendimento – è in realtà l’approccio più efficace.

Se c’è un aspetto su cui ho dovuto lavorare maggiormente, non è stato tanto l’approccio didattico, quanto la gestione delle pressioni esterne: il sistema scolastico, le dinamiche interne e i rapporti con i colleghi. La scuola, purtroppo, può essere un ambiente demotivante, non per i bambini – che restano la parte più bella – ma per il contesto lavorativo. Spesso manca lo spirito di squadra e prevale una logica individualista, dove ognuno coltiva il proprio “orticello” e lo scambio tra colleghi è scarso.

Ho alle spalle 12 anni di esperienza nella scuola paritaria, un ambiente con regole molto rigide, a tratti soffocanti. Quando ho vinto il concorso e sono passata alla scuola pubblica, pensavo di entrare in una scuola di serie A, mi sono trovata invece immersa in una sorta di giungla. Questa esperienza, mi ha resa ancora più consapevole dell’importanza di un insegnamento che metta davvero al centro il bambino e il suo potenziale, dell’importanza di mettere in campo la causatività ogni giorno.

Quali sono quelli che consideri i tuoi strumenti del successo con i ragazzi?

I miei strumenti di successo con i ragazzi si basano principalmente sulla relazione. Credo che, quando si crea un buon clima relazionale in classe, si possa fare di tutto.

Uno degli strumenti che utilizzo è il barattolo degli apprezzamenti, un’idea che mi è stata suggerita da un collega. Ogni mattina, i bambini possono scrivere un apprezzamento per un compagno, un insegnante o al personale scolastico, firmarlo o lasciarlo anonimo. Questo semplice gesto aiuta a creare un ambiente positivo, favorisce la coesione del gruppo e incoraggia la gratitudine e il supporto reciproco.

Allo stesso modo, cerco di instaurare un dialogo costante con i miei alunni. Il lunedì, ad esempio, chiedo sempre cosa hanno fatto nel weekend, come stanno, come sono rientrati a scuola, dando spazio alle loro esperienze prima di iniziare la lezione. Questo li fa sentire ascoltati e valorizzati. Quando c’è un litigio o un momento di difficoltà, intervengo per mediare e cerco sempre di capire come tutto questo li fa sentire, perché penso che l’ascolto sia fondamentale per costruire un rapporto di fiducia reciproca.

Nei percorsi con OSM Edu, invece, lavoro molto sull’apertura e sulla creazione di una bolla di non giudizio, uno spazio sicuro in cui i ragazzi possono raccontarsi ed esprimersi liberamente. Uno degli strumenti più potenti che utilizzo è l’OSM Talent, che permette ai ragazzi di scoprire i loro talenti e di vederli riconosciuti in chiave positiva. L’obiettivo è sempre quello di aiutarli a potenziare i loro punti di forza e a prendere consapevolezza delle aree di miglioramento, facendo capire loro che ogni abitudine può essere cambiata.

Il mio desiderio è che i ragazzi possano vedersi con occhi diversi: non con lo sguardo giudicante di un insegnante o di un genitore che ha grandi aspettative, ma con lo sguardo di chi crede in loro e nelle loro possibilità di diventare la migliore versione di se stessi.

Se potessi condividere un solo messaggio molto importante, quale sarebbe?

Se potessi condividere un solo messaggio, sarebbe questo:

“Circondati di persone che ti guardano con gli occhi del campione che puoi diventare.”

Ogni ragazzo custodisce dentro di sé un potenziale straordinario. Solo quando viene visto con fiducia, da chi crede davvero in lui, quel potenziale può prendere vita. È in quel momento che impara a credere in sé stesso, a prendere in mano il proprio futuro e a trasformare i sogni in realtà, facendo della propria vita un autentico capolavoro!

Francesca Turriciano

Sono una copywriter. E mi ritengo veramente “fortunata” perché per lavoro posso “giocare” con le parole ogni giorno. Ma non solo. Posso dare sfogo a tutto ciò che amo: leggere, soddisfare la mia curiosità infinita e vivere una vita “piena”. Sì, perché il lavoro del copywriter non si ferma alla scrittura. Ogni parola che scrivo è solo la punta dell'iceberg di un mondo ricco di idee, emozioni e visioni. In effetti la scrittura ha creato “un prima e un dopo” nella mia vita ed è stata la chiave che ha aperto la porta alla mia vera essenza. Quando ho lasciato entrare la creatività, ho dato il via a un circolo virtuoso che ha portato nuova energia e tanti stimoli interessanti. È stato come un risveglio che mi ha catapultato in una nuova dimensione, fatta di scoperte sempre diverse, avventure straordinarie e storie da raccontare. Oggi sono qui per condividere questo pezzetto di viaggio insieme ad altri lettori che, come me, sono appassionati della vita e dei suoi infiniti racconti.

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