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Costruire entrate passive con le obbligazioni

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Le obbligazioni sono un titolo di debito (per il soggetto che li emette) e di credito (per il soggetto che li acquista) emesso da una società, da un Governo o da un ente pubblico per finanziarsi.
Le obbligazioni sono emesse allo scopo di reperire capitali da investire direttamente tra i risparmiatori e a condizioni più vantaggiose rispetto a quelle dei prestiti bancari.
Per un investitore o per una persona che si sta avvicinando da poco al settore degli investimenti, le obbligazioni rappresentano uno strumento interessante per crearsi entrate passive o diversificare il proprio pacchetto di investimenti.


Forse i più celebri tra questi tipi di titoli, sono i BTP Italiani (Buoni del Tesoro Poliennali). Questi, sono obbligazioni a medio-lungo termine emessi dal Dipartimento del Tesoro (Ministero dell’Economia e delle Finanze) con cedola fissa posticipata pagata semestralmente.

L’obbligazione è un prestito per un certo numero di anni che rende un interesse che viene pagato annualmente o semestralmente. Alla fine del numero di anni stabilito, lo Stato o l’azienda ti rende anche tutto il capitale (a meno che l’emittente non fallisca e, in quel caso, il debito viene rinegoziato con il prestatore, cioè tu, che di solito perde una parte dei soldi).

Oltre che pagare un certo interesse, le obbligazioni, hanno anche un mercato secondario nel quale vengono scambiate.
Quando viene emessa per la prima volta, il prezzo di un’obbligazione è 100 (che è la cifra che ti verrà restituita). Durante la sua vita gli aumenti o i ribassi dei tassi di interesse applicati dagli Stati, così come l’andamento generale delle finanze di un Paese, fanno sì che il prezzo dell’obbligazione possa variare.

Nel caso di un Paese che fosse andato un po’ in difficoltà è quindi possibile trovare un’obbligazione che 20 anni dopo ripagherà 100, e che ogni anno paga un certo interesse, che viene scambiata a 80, questo perché le persone hanno un po’ di timore che quel Paese potrebbe avere ulteriori difficoltà e quindi la vendono a un prezzo più basso.

Allo stesso modo se un Paese va bene e paga un interesse elevato è facile che dopo un po’ l’obbligazione di quello Stato venga scambiata a oltre 100.

Perché ho investito in quel prodotto?

Ho conosciuto le obbligazioni nel 1999 e mi è piaciuto il fatto che erano titoli abbastanza sicuri (il capitale non è quasi mai in discussione e alla fine del ciclo di vita ti viene restituito per intero) e che pagavano un interesse tutti gli anni. In questo modo, pensavo, man mano che guadagnavo avrei potuto costruirmi una rendita che integrava ciò che ottenevo con i miei sforzi.

E così feci puntando a raggiungere l’obiettivo di 5000 euro al mese di entrate passive. Ai tempi i tassi d’interesse medi erano di circa il 6-7% e quindi quell’obiettivo richiedeva che avessi almeno 900.000 – 1 milione di euro in obbligazioni.

Ci sono altre due cose da sapere circa questo strumento:
a) gli interessi che percepisci sono tassati con ritenuta alla fonte del 12,5% (nel caso si tratti dell’obbligazione di uno Stato) o del 26% (nel caso in cui si tratti dell’obbligazione di un’azienda, chiamata in gergo anche “obbligazione corporate”;
b) a seconda dell’andamento delle finanze di un Paese le obbligazioni, come le aziende, hanno un rating che va da AAA (Paese sicurissimo, per esempio gli USA o la Germania) fino a D (= Default, Paese che non riesce a pagare i debiti contratti). Di solito più elevato è il rating, meno interesse paga l’obbligazione.   

Che risultati ho ottenuto?

Negli anni ho sempre avuto una bella cifra investita in obbligazioni che mi ha reso in media tra il 5 e il 7% del capitale. Reinvestivo gli interessi comprando altri titoli. Immaginati, quindi, quanto grande possa essere stato l’effetto composto negli anni. Attenzione però che non è sempre stato rose e fiori.

Ad oggi ho in portafoglio alcune obbligazioni argentine che mi hanno fatto perdere un po’ di soldi, anche se continuano a pagarmi le cedole, così come in altri momenti ho avuto in portafoglio dei titoli che, nonostante alla scadenza mi hanno poi ripagato l’intero capitale, nel corso della loro esistenza a causa delle difficoltà del Paese emittente erano calate molto di valore. Avessi dovuto rivenderle per necessità di denaro, avrei perso una parte di quanto avevo investito.

E questo ci dà la prima indicazione importante che devi seguire quando investi sulle obbligazioni: investi solamente il denaro di cui puoi fare a meno. In questo modo anche nel caso in cui l’obbligazione durante la sua vita perdesse di valore scendendo sotto i 100, tu non ti ritroverai a doverla vendere in perdita ma continuerai a percepire gli interessi e, alla scadenza, recupererai anche tutto il capitale.  

Il grafico che vedi in figura rappresenta l’obbligazione Italy 2033 5,75% in dollari. Paga un interesse del 5,75% all’anno e, come hai modo di vedere dal grafico, nel corso degli ultimi cinque anni il suo valore è oscillato tra i 92 e i 128. Se io l’avessi comprata a 103 e, avessi dovuto rivenderla non alla scadenza ma quando valeva 92, ci avrei perso secco un bel 10%, anche se mitigato dagli interessi percepiti.

Come si fa?

Io uso la piattaforma di Fineco che ha un motore di ricerca interno che si chiama Ricerca Obbligazioni. Seguo anche il blog Forum Finanza Online che ha una sezione dedicata alle obbligazioni dove è possibile imparare: https://forum.finanzaonline.com/forums/obbligazioni-titoli-di-stato.33/.  Ti consiglio di studiarti un po’ di articoli da beginner prima di lanciarti in questa avventura.

Altra cosa: invece che acquistare una singola obbligazione, io divido il rischio tra cinque o sei obbligazioni di emittenti diverse. Sappi anche che le obbligazioni con un rating inferiore al BB- in gergo vengono chiamate l’oro degli stolti (fool’s gold) in quanto anche se hanno rendimenti molto elevati (a volte anche del 10-12% all’anno), di solito questi vengono azzerati da fallimenti, rinegoziazione del debito, ecc; meglio lasciarle perdere.

L’ultimo portafoglio obbligazionario che mi sono costruito è composto di obbligazioni di tre Paesi con rating BBB e il denaro investito rende circa il 5% all’anno:  

  • Romania 2049 4,625%, ISIN XS1968706876, che paga una cedola del 4,625% all’anno e ha un rendimento del 5,93% all’anno se tenuto fino alla scadenza
  • Bulgaria 2034 4,625%, ISIN XS2536817484, che paga una cedola del 4,625% all’anno e ha un rendimento del 4,15% all’anno se tenuto fino alla scadenza
  • Ungheria 2035 1,75%, ISIN XS2181689659, che paga una cedola dell’1,75% all’anno e ha un rendimento del 4,84% all’anno se tenuto fino alla scadenza

Cose da non fare

Non investire mai denaro che non potresti permetterti di perdere o di avere “incastrato” per molti anni su un’obbligazione che è calata di valore ma che continua a pagare gli interessi.

Non scendere mai sotto BB- nell’acquisto dei titoli: il rendimento che ne ricavi rischia di essere azzerato o anche di più dalle perdite sul capitale.

Non diversificare tra più emittenti per mitigare il rischio.  

Acquistare obbligazioni in valute di Paesi Emergenti come la lira turca o il rand sudafricano. Queste valute sono molto volatili e l’80% delle volte calano molto rispetto al dollaro o all’euro.

Altri consigli

Fai attenzione che gli Stati in generale sono molto indebitati, dunque non mettere tutto il tuo patrimonio in obbligazione ma diversificane una parte.

DISCLAIMER

Quanto scritto in questo articolo rappresenta unicamente la condivisione delle azioni personali del sottoscritto e non dovrebbe mai essere interpretato come un consiglio di investimento ma come una semplice attività informativa. Ogni individuo dovrebbe fare la sua ricerca prima di decidere se e in cosa investire.    

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Paolo Ruggeri

Paolo A. Ruggeri è un imprenditore che gestisce numerose aziende in diversi paesi nel mondo. Socio fondatore di OSM, società Italiana di consulenza che aiuta gli imprenditori a comunicare con i dipendenti, a far crescere il loro business e ritrovare la motivazione in azienda, con più di quindici sedi distribuite in Europa, Stati Uniti, Canada, Russia e Medio Oriente. Inoltre, dirige o possiede partecipazioni in aziende in svariati altri settori intorno al mondo, dall'immobiliare all'Editoria, dalla consulenza per l'internazionalizzazione d'impresa al marketing e alla ristorazione.

One thought on “Costruire entrate passive con le obbligazioni”

  1. Grazie Paolo per aver condiviso la tua esperienza in questo post, molto interessante!

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