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Cosa vuole un ragazzo da un’azienda oggi? Intervista a Samir Melki socio a vent’anni

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Sono Samir Melki, ho 23 anni e lavoro in OSM da circa 5 anni. Oggi sono qui per parlarti di cosa un ragazzo cerca in una piccola media impresa italiana.

Ho deciso di trattare questo argomento perchè ho sentito come la necessità di contrastare  un atteggiamento diffuso tra i miei coetanei, che spesso considerano le PMI italiane come un ripiego, una seconda scelta. Troppo spesso vedo ragazzi indecisi su che percorso lavorativo intraprendere e a cui piacerebbe lavorare in aziende molto grandi, ma che decidono, alla fine, di ripiegare su una PMI. Io credo che le PMI italiane non debbano essere considerate solo come una seconda scelta, bensì come una realtà con grandissime potenzialità. 

Tuttavia, per sfruttare appieno queste potenzialità, è essenziale che migliorino il loro modo di comunicare con i ragazzi. Per attrarre con successo le giovani risorse umane, le PMI dovrebbero concentrarsi su una comunicazione più accattivante e in linea con le aspettative dei giovani.

Ora ti faccio una domanda: Perché dovrei venire a lavorare per te?

Per quale motivo io, Samir, che ho poco più di vent’anni, dovrei lavorare nella tua azienda? Questa è la prima domanda che dovresti porti se desideri capire perché non hai ancora un flusso continuo di persone entusiaste all’idea di lavorare nella tua azienda!

Ora, però, per darti un po’ di contesto, ti racconterò la storia di come sono arrivato in OSM. Al tempo avevo 18 anni e non ero alla ricerca di un impiego. Contrariamente a quanto si possa pensare, non ho risposto a nessun annuncio per entrare in OSM e non ho neppure cercato io questa azienda poiché non avevo un così urgente bisogno di lavoro. Anzi, come ho appena detto, non era proprio una mia priorità.

Ho infatti conosciuto in maniera casuale alcune persone che facevano parte del team di OSM e pian piano mi sono avvicinato a questa realtà. La prima cosa che ho fatto quando ho iniziato ad interessarmi all’azienda è stata esplorare tutti i suoi profili social. Questo passo mi ha aiutato a comprendere appieno quali attività svolgeva l’azienda, il tipo di contenuti che condivideva, il suo stile comunicativo, che tipologia di persone ci lavoravano e, soprattutto, chi fosse il titolare. Solamente tramite i profili social ho capito che io con OSM volevo averci a che fare!

E tu che immagine trasmetti di te agli altri? Ricorda che al giorno d’oggi i tuoi social dicono chi sei e non possono essere sottovalutati! I giovani esaminano i profili social dell’azienda e del titolare per valutare il loro interesse verso un determinato posto di lavoro. Pensa che solamente attraverso i social, senza ricorrere ad annunci e campagne pubblicitarie, hai la possibilità di attrarre o allontanare una marea di persone. 

Come? Semplicemente curando il tuo profilo e quello dell’azienda!

Ovviamente non è necessario essere un coach o un personaggio pubblico; è sufficiente essere sé stessi e comunicare ciò che si ama fare.

Quindi ora ti chiedo: Guardando i tuoi profili social, ti assumeresti?

Avrai capito, quindi, che il primo punto per attrarre i giovani in azienda è utilizzare, in modo corretto e attento, i social. Ora, però, ti parlerò di altri elementi che per i giovani sono fondamentali all’interno di un posto di lavoro. 

Non molto tempo fa l’Università Bocconi ha condotto una ricerca che ho trovato particolarmente interessante nella quale vengono evidenziate le 10 caratteristiche che i giovani cercano in un’azienda. Vediamoli insieme:

  1. Al primo punto troviamo il work-life balance (equilibrio tra vita professionale e personale), ovvero la flessibilità. Non puoi più dire ad un ragazzo di lavorare dalle 8 alle 16 o dalle 9 alle 17! Questo è ciò da cui ogni giovane, io compreso, cerca di scappare. Nessuno al giorno d’oggi vuole più avere un orario e un luogo lavorativo fisso. Nessuno! 

I giovani, invece, aspirano a una maggiore indipendenza. Ciò non significa che vogliono lavorare meno, attenzione, ma sottolinea un loro forte orientamento verso risultati e obiettivi anziché verso rigidi orari di lavoro. Perciò, la principale richiesta dei giovani è quella di occupare posizioni lavorative che permettano loro di essere in qualche modo indipendenti.

  1. La seconda caratteristica che cercano i giovani è il dinamismo, che in realtà si collega molto al work-life balance. Sempre più persone, infatti, vogliono poter gestire più attività in una singola giornata. 

Io, per esempio, nella mia settimana voglio poter includere il mio lavoro, il tempo per seguire un corso sulle criptovalute, dei momenti per allenarmi in palestra e altro ancora. Alcune persone vogliono anche poter lavorare per due aziende differenti o desiderano combinare l’impiego presso un’azienda con la gestione di un’attività personale parallela.

Tutto questo non sarebbe permesso se ci fossero degli orari di lavoro fissi e rigidi, per questo i giovani cercano dinamismo. Nessuno vuole più trascorrere l’intera giornata a lavorare sulla stessa cosa senza dedicarsi a nient’altro. Un’azienda oggi, per attirare i giovani, deve essere più attiva, più energica.

  1. Un altro aspetto molto importante per i giovani è la formazione continua e duratura. Ad oggi è imprescindibile che un’azienda investa nella formazione dei suoi collaboratori.

Non si tratta solamente di una formazione tecnica, ma di sviluppare le soft skills, ovvero quelle abilità che possono essere utili non solo nell’ambiente lavorativo con colleghi e clienti, ma anche nella vita di tutti i giorni. Dato che l’imprenditore assume spesso il ruolo di mentore per i giovani, il suo obiettivo non dovrebbe limitarsi a formare solo “operai più competenti” o “agenti immobiliari più efficaci nella redazione dei contratti”, ma dovrebbe essere quello di rendere le sue persone migliori per la società.

Un giovane sceglierà di collaborare con te se percepirà che dedicare tempo alla formazione presso la tua azienda rappresenta l’opportunità di acquisire competenze che potrà sfruttare non solo nel contesto attuale, ma che avranno valore anche in contesti futuri. Devi diffondere la consapevolezza che, attraverso la formazione nella tua azienda, si acquisiscono competenze che vanno oltre la sfera lavorativa, contribuendo positivamente alla crescita personale e professionale della persona.

In questo modo, un giovane non starà più solo valutando un “posto di lavoro”, ma starà considerando attentamente il luogo in cui trascorrere gli anni più energici della sua vita, quelli in cui può dare il massimo di sé.

  1. Al quarto punto troviamo i benefit. Ricorda: l’incentivazione per un ventenne non è un’opzione, è un must. Come non desiderano un orario rigido, i ragazzi non vogliono nemmeno uno stipendio fisso. 

Questo non implica necessariamente la creazione di opportunità d’oro per tutti in modo indiscriminato. Piuttosto, si tratta di sviluppare un piano di carriera dettagliato che possa guidare la singola persona verso il successo desiderato e che non si basi solo sulle ore trascorse in ufficio, ma sui risultati concreti che l’individuo genera per l’azienda.

Ricorda che il giovane cerca meritocrazia e, se dimostra competenza e ottime prestazioni, si aspetta un riconoscimento. Se non offri alcun incentivo o se non gli fai comprendere che i suoi sforzi sono apprezzati, è quasi certo che abbandonerà presto la tua azienda. La meritocrazia non è un optional! 

  1. Un altro importante punto è la responsabilità sociale e i valori aziendali. Credo che questo, tra tutti i punti, sia uno dei più trascurati nonostante abbia un enorme valore. 

I giovani vogliono lavorare per qualcuno che sta contribuendo al mondo, vogliono stare in un’ azienda che partecipa attivamente alla società.

L’imprenditore deve quindi assumere sempre di più il ruolo di filantropo, sviluppando un forte senso di responsabilità nei confronti della sua comunità e del mondo che lo circonda.

  1. Al sesto punto troviamo l’inclusione: è essenziale avere un’azienda che promuova l’inclusività, un’azienda che accolga tutti,  indipendentemente dalla loro cultura, età e abitudini.  Il semplice fatto di assumere persone basandosi sulla loro determinazione piuttosto che su competenze specifiche per un ruolo è già un segnale di inclusività.

Molte aziende conservano ancora un forte attaccamento all’aspetto della competenza, sebbene oggi, per la maggior parte delle posizioni lavorative, non sia più essenziale possedere certe competenze, come ad esempio un titolo di studio, come lo era in passato.

Tu stai dimostrando inclusività alle persone? Stai comunicando di essere inclusivo? Se ancora non lo stai facendo ti consiglio di iniziare, poiché l’inclusività ti aiuterà ad attrarre molte risorse, soprattutto giovani.

  1. Coinvolgimento: nella tua azienda si respira un senso di appartenenza? 

I tuoi collaboratori indosserebbero mai una maglia con il logo della tua azienda per uscire con gli amici? 

Le tue persone fanno storie su Instagram mostrando il loro lavoro? 

Ricorda che questo coinvolgimento deve partire da te, dall’imprenditore. 

Un modo efficace per creare coinvolgimento e unire il gruppo è organizzare viaggi premio o uscite particolari col tuo team. Non sto parlando della solita e banale pizzata di fine anno, ma di qualcosa di più unico.

Hai mai posto un obiettivo ai tuoi ragazzi promettendo loro un’esperienza speciale una volta raggiunto l’obiettivo? Potrebbe essere una visita in una città interessante o la partecipazione ad attività particolari come kayak o arrampicata o qualsiasi altra cosa. 

Se non l’hai mai fatto, questo potrebbe essere il momento ideale per iniziare!

  1. Leadership: le persone non lavorano più per un’azienda, ma per una persona. Devi essere un vero leader se vuoi davvero attrarre giovani talenti. Devi lottare per il singolo membro del gruppo e aiutarlo a raggiungere i suoi obiettivi con tutta la forza che hai. 
  2. Ufficio young e smart. I giovani preferiscono evitare ambienti di lavoro troppo chiusi, prediligendo invece spazi accoglienti, come degli open space o luoghi di lavoro comune che favoriscono una maggiore interazione. 

Quello che un ragazzo desidera è che i colleghi diventino per lui più di semplici collaboratori, ma vere e proprie persone con cui condividere la maggior parte del tempo. I giovani vogliono avere amicizie nell’ambiente di lavoro. 

Quanti dei tuoi collaboratori si ammirano e stimano reciprocamente? Quanti di loro sono amici e trascorrono tempo insieme anche al di fuori dell’orario di lavoro?

  1. Nuove tecnologie, software e comunicazione. Stai adottando approcci innovativi nella gestione della tua azienda? Anche se operi in un settore apparentemente tradizionale, come ad esempio una pizzeria, riesci a distinguerti con un approccio rivoluzionario rispetto alla concorrenza? Hai un sistema innovativo che ti differenzia dagli altri? Se non riesci a offrire qualcosa di distintivo e innovativo, i giovani potrebbero non sceglierti, non vedendo in te una possibilità di futuro.

Anche il tuo stile di comunicazione deve essere altrettanto innovativo. Come si presenta il marketing della tua azienda? Come comunichi con il mondo? È cruciale essere alternativi e distintivi per attirare l’attenzione e l’interesse dei giovani.

Questi erano solo 10 spunti su ciò che i giovani cercano in un’azienda, ma si potrebbe parlare per ore di ognuno di essi. Quello che voglio dirti, per concludere, è che troppi giovani nel mondo si sentono inutili alla società e per questo non riescono mai a realizzarsi, ma sotto a tutti loro si nasconde un grandissimo potenziale.

Il loro potenziale nascosto è nelle tue mani. Tu, imprenditore, hai la possibilità di far sentire davvero utile ognuna di queste persone. Quello che ti consiglio è di offrire un’opportunità ad un ragazzo, anche ad uno che al momento non è in cerca di lavoro o non ne ha bisogno. Dagli la possibilità di scoprire te e la tua azienda, avvicinalo al tuo modo di lavorare e salvalo da tutte quelle credenze limitanti che si auto-impone.

Diventa, quindi, filantropo. Diventa un imprenditore attento. Sai quante persone puoi aiutare a comprendere il proprio valore e la propria utilità? Utilizza quel potenziale che si trova dentro ognuno di loro, dentro ogni ragazzo, e aiuta i giovani a costruire un mondo migliore!

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