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Cosa verrà chiesto agli esami di Stato? Noi lo sappiamo

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Gli esami di Stato sono imminenti, un rito di passaggio che andrà in scena anche quest’anno: la maturità. Puntuale, il Ministero dell’istruzione e del merito ha diffuso le novità a cui la
commissione esaminatrice dovrà attenersi: due prove scritte e un colloquio. È durante lo
svolgimento del colloquio che ci sarà un’attenzione particolare degli esaminatori alle esperienze più significative che emergeranno dal curriculum vitae dello studente. Documento che verrà allegato al diploma conseguito, una volta superato l’esame di Stato.
Circa 500.000 giovani saranno chiamati all’appello per l’ultima volta, prima di intraprendere un nuovo percorso di studi o iniziare a lavorare.
Il curriculum vitae è un documento che, al di fuori del mondo della scuola, richiama l’attenzione di chi è alla ricerca di persone da accogliere in azienda. Attraverso esso si cerca un allineamento di aspettative tra quanto dichiarato e l’orientamento strategico aziendale. Il giovane che si incammina verso un futuro sempre più globalizzato, ipertecnologico, in cui la velocità con cui gli eventi si susseguono e si influenzano vicendevolmente disegnando scenari via via più complessi, è sollecitato affinché dimostri di avere le competenze per gestire queste sfide, ma anche di saper cogliere le opportunità che il futuro gli offrirà. Il curriculum vitae è il miglior modo per raccogliere, sin dal periodo di permanenza nella scuola, tutte quelle esperienze che mettano in condizione un giovane di saper integrare i saperi disciplinari con la crescita relazionale ed emotiva. In altri termini, stiamo assistendo a un passaggio epocale dalla cultura del sapere alla cultura della competenza. Se Seneca fosse ancora vivo, tirerebbe fuori la sua nota sentenza: “non scholae sed vitae discimus”, ovvero “non per la scuola, ma per la vita s’impara”.
Il cambio di passo è stato colto anche dai funzionari del Ministero mettendo in campo strumenti
in grado di aiutare i giovani nel delicato processo di orientamento (i giovani delle scuole medie
che devono andare alle superiori e quelli delle superiori di fronte alla scelta tra continuare a studiare
o entrare nel mondo del lavoro).
L’ansia delle famiglie per il futuro dei figli, così come gli scenari mondiali sempre più pervasivi,
hanno dunque fatto breccia nelle stanze ministeriali. Ne è nato un portale – Unica – La scuola di
tutti (istruzione.gov.it) – con l’intento di raggruppare una serie di servizi “finalizzati ad
accompagnare studentesse e studenti nel percorso di crescita, con l’obiettivo di supportarli a fare
scelte consapevoli e a far emergere e coltivare i loro talenti durante il percorso di Scuola
secondaria”. Nel portale, studenti e famiglie troveranno una sezione dedicata all’Orientamento per
il “proprio percorso di crescita in base a competenze, aspirazioni, offerta formativa e sbocchi
professionali”. Le informazioni sull’andamento del percorso di studi, così come lo sviluppo delle
competenze per attività extracurriculari saranno raccolte in una sezione, denominata E-Portfolio,
che alimenterà il curriculum vitae del maturando, i cui contenuti ispireranno i commissari d’esame
nella formulazione delle domande durante l’orale dell’esame di Stato.
Quale sarà una domanda della commissione? Nessuna fuga di notizie. È lo stesso Ministero che la
suggerisce. Si tratta di raccontare un “Capolavoro” (è il nome di una della quattro parti che
formano l’E-Portfolio), ovvero un qualunque lavoro, per ogni anno scolastico, individuale o di
gruppo, scolastico o extrascolastico, “riconosciuto criticamente come il proprio capolavoro”.
Quale migliore occasione per i giovani di porsi questa domanda: cosa mi rende divers* dagli altri?
Quali talenti esprimo meglio? In quali occasioni?
Il capolavoro è ciò che mostra l’unicità dei nostri giovani nelle occasioni più disparate come,
attività di volontariato, recitazione, attività formative, stage, partecipazione in una band, tiktoker,
elaborazione di un romanzo, saggio, poesia, disegno, e via dicendo. Attenzione; siamo sicuri che
tutto questo sia proponibile? Si, purché si evidenzi di aver sviluppato una o più competenze tra
quelle individuate da una Raccomandazione del 2018 dell’Unione Europea. A tal proposito, di
notevole rilevanza sarà il ruolo del docente con funzioni di tutor, il quale aiuterà il giovane nella
valorizzazione dei talenti personali e delle competenze sviluppate in seguito alla partecipazione di
progetti speciali. Come si dimostra di aver conseguito una o più competenze? Un modo è attraverso
il “compito di realtà”. Si tratta di un documento in cui si affronta la ricerca di una soluzione
concreta a un problema reale. Un esempio è il lavoro finale che svolgono i partecipanti all’Edu
Talent Academy (https://famiglia.osmedu.it/edu-talent-academy/), rispondendo a una
sollecitazione degli imprenditori, che partecipano come sponsor. Essi sottopongono ai giovani dei
temi di interesse aziendale su cui riflettere e a cui dare soluzioni che, in seguito, verranno messe
al vaglio dei rispettivi tecnici aziendali per essere ulteriormente sviluppate.
Per un giovane fare della propria vita un capolavoro, vuol dire cogliere quante più opportunità
possibili e trasformarle in una palestra per allenare le competenze. Poterle certificare attraverso
video, materiale scritto, referenze, ecc. diventa il miglior modo per realizzare un curriculum vitae
apprezzato anche al di fuori del mondo della scuola. Sarebbe una bella differenza per un
imprenditore che volesse assumere un giovane e che, leggendo il curriculum vitae, trovasse traccia
di una serie di “capolavori” che hanno allenato proprio quelle competenze che sta cercando da
tanto nella sua azienda. Chi non chiamerebbe per un colloquio un giovane per farsi raccontare i
suoi “capolavori”? Quale migliore occasione per toccare con mano tutti i modi in cui quel giovane
ha messo in pratica queste competenze: utilizzare le lingue, comprendere i numeri, utilizzare le
tecnologie digitali, gestire il tempo e lavorare in gruppo, agire da persone responsabili, essere
creativi, usare il pensiero critico, essere predisposto alla risoluzione di problemi, esprimere le
proprie idee.
Per il giovane sarà un déjà vu, per l’imprenditore un’opportunità da cogliere al volo.

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Antonio Farchione

Antonio Farchione giornalista pubblicista, consulente aziendale che ha lavorato nel controllo di gestione e nella finanza d’azienda, docente universitario a contratto nella materia di marketing e neuromarketing. Autore di libri e articoli. Ricopre il ruolo di direttore tecnico in OSM Education, oltre ad avere la responsabilità dell’attività di ricerca e sviluppo.

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