Cosa ci insegna il dolore? 

Cosa ci insegna il dolore?

Spesso cerchiamo a tutti i costi di eliminare il dolore, di fuggire da esso, di rimuoverlo in toto, di dimenticarlo. Eppure quando proviamo dolore, non c’è cosa più reale, immediata e intensa che si possa percepire in noi. 

Certe volte compiamo sforzi sovrumani per fare finta di niente, per mascherarci, dirci che “non è niente”. Ma è presto chiara la verità del dolore, fisico o emotivo che sia, perché nella totalità della nostra esistenza non esiste luce che non preveda ombre. 

Come se affrontare il dolore, guardandolo negli occhi per quello che è, ci facesse sentire troppo fragili, smettiamo di indagare nel profondo ciò che invece ha da insegnarci. Abbiamo il terrore di scoprire di essere deboli, di essere diverse, di trasformarci in modo permanente in qualcosa che non avevamo previsto, di non essere più riconosciute dopo tante conquiste sudate. 

“Un tuffo dentro me stessa” 

Sfinita dalle giornate passate sul letto, insonne sia di notte che di giorno e ricolma di antinfiammatori, compio il mio percorso interiore, leggendo libri e iniziando a elaborare nel profondo il mio stato interiore e psicofisico. 

Compio davvero un tuffo dentro me stessa, attraverso il quale cerco disperatamente le chiavi di accesso al portone dai sentieri sconosciuti, e così mi innamoro nuovamente della meditazione, che avevo lasciato andare assieme all’ascolto di me stessa, persa nel turbinio delle cose da fare e di tutto ciò che succhiava ogni mia energia vitale, senza che me ne rendessi conto. 

Immobile sul letto, comincio a respirare profondamente, a scrivere del mio stato emotivo con parole che vengono giù a fiotti, e dei sintomi del mio corpo, viaggiando finalmente dentro di me. Scopro di non aver paura in questo momento; al contrario, mi sorprendo in viaggio per un’avventura che sento essere meravigliosa. 

Da: GUARIRE L’ANIMA PER CURARE IL CORPO: Il racconto del dialogo con la mia malattia/medicina di Teresa Laviola

La storia di Teresa Laviola 

Nel febbraio 2017 Teresa si è ammalata di artrite e di fibromialgia, vivendo così l’esperienza più potente e trasformativa della sua vita che l’ha condotta a formarsi inizialmente come life coach per poi riscoprirsi esploratrice delle leggi del cuore. 

Nata in Campania oggi vive in Abruzzo, la sua terra d’adozione forte e gentile, insieme al marito e ai loro quattro figli. Ispirata da ragazza a farsi portavoce dei diritti delle persone più fragili, ha intrapreso la professione di avvocato dedicandosi in particolare alle famiglie e ai minori e ha formato altri professionisti alla gestione costruttiva dei conflitti in ambito legale, medico e penitenziario. 

Attualmente, Teresa crea spazi di connessione interiore profonda e di ricerca spirituale tra anime in viaggio, condividendo strumenti di evoluzione personale e antiche pratiche energetiche con uno sguardo sempre aperto alla ricerca scientifica, perché ognuna possa risvegliare la sacralità del corpo al fine di giungere alla pienezza della propria manifestazione.

Guarire l’anima per curare il corpo 

Nel suo libro, GUARIRE L’ANIMA PER CURARE IL CORPO: Il racconto del dialogo con la mia malattia/medicina, Teresa racconta di sé, del suo percorso di scoperta interiore, mentre fa i conti con il dolore. 

Perché per ogni condizione, vissuta o sperimentata, esiste un varco di senso, un portale di crescita pronto ad accogliere la nostra evoluzione. Dobbiamo soltanto avere il coraggio di oltrepassare il confine delle nostre resistenze e dire “sì: ti vedo e ti accetto”, aprendoci a un nuovo significato della nostra intera esistenza. 

In un mondo che demonizza il dolore, Teresa parla con la sua malattia, donandole un nome e un’identità. Via via riscopre che essa non è semplicemente la malattia ma l’intima essenza di sé stessa che le permette di trasformare il percorso attraverso il dolore in potente medicina. 

“La dignità di esistere mi permette di sperimentare la parte più profonda di me.”

Trasformare le sconfitte

“Nel nostro lavoro personale o imprenditoriale, come donne, a volte ci sentiamo vittime delle circostanze: ci sentiamo divise in mille ruoli, ci sentiamo inadatte e inadeguate se non otteniamo il risultato che volevamo, ci sentiamo di avere sempre e costamente gli occhi puntati addosso, così forti alle volte da far tornare a galla ogni nostra ferita più profonda”. 

Ed è così che “teniamo duro”, che rimandiamo la nostra vera felicità e completezza al domani. Quando avremo finalmente fatto, o quando avremo finalmente ottenuto, questo o quel risultato. Stringiamo i denti in un modo che quasi fa rumore soltanto a pensarci. E non ci importa se stiamo sanguinando da parecchio, “DOBBIAMO FARCELA” – ci ripetiamo. 

Ma come ci ricorda Teresa: “noi non manifestiamo quello che vogliamo, manifestiamo CHI SIAMO. Anche di fronte ad ostacoli e circostanze difficili abbiamo sempre il potere di trasformare le cose (belle e brutte) in nettare. Siamo noi in sostanza a influenzare tutto. La realtà là fuori, è uno specchio di ciò che hai dentro”. 

Non esistono ricette preconfezionate 

L’invito di Teresa è quello di leggere le cose della vita in un modo completamente diverso. Osservarsi dentro per realizzare che cosa fino a poco tempo fa ci ha rinchiuso nella botola della sofferenza. Per farlo ci vuole coraggio, per farlo ci vuole cuore. 

“Siamo anime complesse che non possono risolversi in 4 passaggi di una ricetta preconfezionata. E finché andremo alla ricerca della pozione magica, ahimé ne rimarremo deluse. Nel lungo viaggio verso la propria evoluzione e la propria realizzazione non bisogna mai dimenticarsi della propria unicità e infinita complessità. Non possiamo decidere di curare solo una parte di noi, non possiamo decidere di prenderci cura di noi solo quando qualcosa “smette di funzionare”. 

Non siamo macchine, non siamo ingranaggi. Per guarire non è sufficiente sostituire un pezzo di noi con qualcosa d’altro. E mi viene da dire: meno male!” 

Sei già felice 

“Come donne leader troppo spesso pensiamo: sarò felice solo quando… 

avrò persone che… 

avrò questa casa… 

avrò l’azienda che funziona senza di me… 

avrò un compagno… 

avrò… 

NO! Il mio invito è quello di invertire la rotta, di smetterla di rimandare, anche se questo implica affrontare il dolore. Farci i conti, osservarlo, smetterla di relegarlo a un noioso e fastidioso imprevisto che mette i bastoni fra le ruote alla tua corsa verso il successo. Perché è vero che ti mette i bastoni tra le ruote, ma se lo fa c’è un motivo. Ed evitando di comprenderlo potresti arrivare al punto di incatenarti all’infelicità una volta e per sempre. 

Ribaltiamo le carte in tavola, smettiamo di rimandare e di far finta di niente, affinché la gratitudine possa manifestarsi come stato del nostro essere. Al di là delle circostanze accogliendo il flusso della vita che si manifesta attraverso di noi.

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Claudia Bosi

Editor e Ghost Writer per Engage Editore. Dopo anni di studi di Filosofia sono approdata nel mondo del lavoro e sono riuscita a fare di un dono la mia professione, grazie al contributo di persone illuminate capaci di vedere oltre un semplice curriculum. Io amo le storie delle persone, indago fra sogni ed esperienze vissute. Penso che la scrittura e la lettura siano armi potentissime che l'essere umano ha a disposizione. Le cose essenziali per crescere, comunicare, apprendere e ricordare. In quest'arte c'è la vita e il senso di ogni grande sviluppo e scoperta, è lo specchio dell'anima che riflette l'umanità tutta. Con le parole scritte si rivoluziona il mondo, ci si apre agli altri, si scopre qualcosa di sé, si lascia una traccia indelebile da qui all'eternità.

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