Abbiamo capito: il 2024 è l’anno dei tumulti elettorali.
Recentemente arriva la notizia della scalata, in Romania, di un candidato indipendente alle presidenziali che, sbaragliando la concorrenza, si trova ora in un gran bel guaio. Ma facciamo ordine.
Chi è il candidato?
Si tratta di Călin Georgescu, un politico e agronomo romeno. Attualmente viene etichettato come nazionalista e filorusso, destino toccato in sorte ad ogni politico NATO-scettico ed Euro-scettico (un po’ come quando si dà del terrorista a chi difende i diritti fondamentali dei civili bombardati a Gaza).
Il candidato indipendente ha ricoperto ruoli significativi in ambito internazionale, come ad esempio quello di direttore esecutivo dell’Istituto Globale per l’Indice di Sostenibilità delle Nazioni Unite a Ginevra e Vaduz (2015-2016).
Quest’anno Georgescu si è candidato alle elezioni presidenziali in Romania, ottenendo un inaspettato 22,94% al primo turno di votazioni. Il motivo di tanto successo è probabilmente la sua campagna elettorale che ha sfruttato una valida presenza su TikTok, attirando l’attenzione di un pubblico giovane e milioni di visualizzazioni.
Le accuse di interferenza russa e la sospensione dei risultati
Tuttavia, successivamente alla piccola vittoria ottenuta il 6 dicembre 2024, la Corte Costituzionale della Romania ha annullato il risultato elettorale, sospettando interferenze russe nel processo.
Come mai questa accusa? Le idee di Georgescu includono posizioni non concordi all’attuale politica della UE e della NATO. Questi sostiene che la Romania meriti più ascolto e attenzioni da parte dell’Alleanza Nord Atlantica, specie per quanto riguarda il vicino conflitto (la Romania condivide infatti un lungo confine con l’Ucraina). “Per me, ciò che mi interessa e mi interesserà sempre è la pace.” – Dichiara il candidato – “È attraverso di essa che si costruisce. Nel momento in cui inizi a entrare in territori molto instabili, soprattutto dal punto di vista delle provocazioni verso i vicini, chiunque essi siano, non va bene in nessun caso”.
Tramite i social ha infatti un approccio molto più pacifico e improntato alla valorizzazione della nazione. Smentisce più volte le voci che lo accusano di voler tirar fuori la Romania dalla NATO, rimanendo comunque fermo sulla posizione espressa prima.
Ecco perché non lasceranno vincere Georgescu
Sembra una storia già vista? Sì, in effetti lo è. Abbiamo visto la stessa dinamica in Moldavia o in Georgia, entrambi paesi vicini all’Ucraina e con leader politici – o candidati alle elezioni – meno orientati a foraggiare il conflitto dietro casa.
Georgescu ha oltretutto dichiarato apertamente la sua ammirazione per altri leader contrari alla politica europea maggiormente condivisa, come Viktor Orban. Questo è stato un valido punto di appoggio per gli opponenti, i quali hanno trovato terreno fertile per far fioccare le accuse di “interferenze russe”. Facile strategia per mettere fuorigioco – in termini di candidatura e di immagine pubblica – qualsiasi candidato o forza politica (vedi ad esempio Sogno Georgiano, in Georgia).
Se consideriamo poi che la Romania, grazie alla sua posizione geografica, è un valido appoggio per stanziare basi missilistiche americane (già presenti sul territorio, vedi qui) e per controllare il Mar Nero, risulta chiaro che qualunque tentativo di pace o di deviazione dalla politica imposta dalla NATO sia bollata come filo-russa, eretica e folle, tanto da causare l’annullamento di un risultato democraticamente scelto.
È infatti comodo e semplice dare del filo-russo ad un opponente piuttosto che argomentare.
Sei contrario al bombardamento e al genocidio dei civili Gaza? Sei antisemita.
Sei stato contrario all’invasione americana dell’Iraq? Allora stavi con i terroristi.
Sei favorevole ad una soluzione pacifica del conflitto ucraino? Sei putiniano.
Siamo sicuri, quindi, che tutti i “cattivi” siano tutti filo-russi e non semplicemente di un’opinione diversa?



