Le aziende sono costantemente alla ricerca di strategie per ottimizzare le proprie risorse umane e contenere i costi del lavoro. Un approccio efficace per raggiungere questi obiettivi è investire nella formazione dei dipendenti.
Laura Pozzi di Partner d’Impresa ci spiega come utilizzare gli incentivi fiscali disponibili per trasformare la formazione in un vantaggio strategico.
“In un mondo dove la competitività è spinta al massimo, vince chi fa della qualità e della competenza il proprio cavallo di battaglia. Ovviamente anche il contenimento dei costi è basilare. Per raggiungere questi obiettivi, un ottimo strumento è la formazione finanziata. Se vuoi essere competitivo nel mercato e attrattivo verso i candidati, devi puntare sulla formazione. Investire nelle risorse umane non solo migliora le competenze interne, ma può anche offrire significativi vantaggi fiscali.” – Laura Pozzi
Quali sono i principali incentivi fiscali disponibili per le aziende che investono nella formazione e nello sviluppo delle proprie risorse umane?
Esiste la possibilità, ancora non molto conosciuta agli imprenditori, di devolvere una parte della quota contributiva destinata all’INPS ad un fondo di formazione.
L’azienda, ogni mese, versa i contributi all’INPS per i propri dipendenti. In questa somma è compresa una parte che, se correttamente gestita, serve per coprire i costi della formazione offerta ai lavoratori dipendenti.
Più specificatamente nella quota contributiva mensile è compreso il contributo dello 0,30% che, se non devoluto ad un Fondo di formazione finanziata, resta nelle casse dell’INPS che lo utilizza per coprire gli ammanchi delle varie gestioni.
Viceversa, se il datore di lavoro, in modo lungimirante, decide di iscriversi ad un Fondo, attraverso la denuncia mensile UniEmens, questa scelta viene comunicata all’INPS che provvede a devolvere la somma incassata con i contributi al Fondo prescelto.
Si tratta di una scelta che non comporta nessun aggravio di costi e che consente invece di ottenere formazione a costo zero o comunque a costi inferiori rispetto al mercato libero.
L’adesione ad un fondo di formazione si effettua attraverso il flusso UniEmens. Il contributo dello 0,30% è dovuto per tutte le categorie di lavoratori compresi i dirigenti, i quadri, gli apprendisti e, più in generale, per tutti i dipendenti aventi rapporti di lavoro a tempo determinato o indeterminato.
Una volta che l’adesione si è perfezionata (generalmente servono alcuni mesi affinché avvenga il trasferimento dei fondi e l’acquisizione della posizione da parte del Fondo) il datore di lavoro può attivarsi per beneficiare del finanziamento.
Chi consiglia il datore di lavoro in questo ambito?
Sia il consulente del lavoro incaricato della gestione del personale dell’azienda sia l’Ente attuatore possono consigliare il datore di lavoro sulla scelta del Fondo. La sinergia tra i due soggetti potrebbe fornire la migliore consulenza possibile.
Oggi sono attivi molti fondi di formazione ciascuno con le proprie peculiarità e le proprie regole gestionali. È quindi importante conoscere la realtà aziendale per consigliare la scelta più efficace. FondImpresa è incentrata su aziende medio grandi mentre gli altri Fondi (FonarCom, FormAzienda, FonArti, ecc) sono più rivolti alle PMI e alle aziende medio piccole.
Come possono le aziende accedere a questi incentivi e quali sono i requisiti necessari per ottenerli?
Effettuata l’iscrizione e avendo ricevuto il benestare dal Fondo dell’avvenuto trasferimento dei fondi dall’INPS, è possibile procedere con l’identificazione delle esigenze formative presenti in azienda.
Il personale dell’Ente attuatore, cioè il soggetto che si frappone tra azienda e Fondo, supporta il datore di lavoro per la stesura del progetto e per la gestione di tutta l’attività burocratica-amministrativa fino ad arrivare alla rendicontazione che avverrà dopo la conclusione del piano formativo.
A seconda del Fondo a cui l’azienda aderisce e al progetto formativo delineato, il datore di lavoro potrà ottenere il rimborso della maggior parte dei costi sostenuti per la formazione oppure solo quelli relativi al formatore oppure una via di mezzo tra le due opzioni di copertura dei costi.
I corsi possono essere customizzati sull’esigenza aziendale oppure il datore di lavoro può, più semplicemente optare per un corso già predisposto dall’Ente attuatore. Infatti, questi predispongono dei cataloghi di proposte formative preconfezionate utilizzabili dall’azienda aderente a costo zero.
Se l’ azienda necessita di crescita professionale e adotta piani di carriera incentrati sulle competenze, può avvalersi della formazione finanziata per contenere i costi del lavoro e diventare più attrattiva in fase di selezione per le nuove assunzioni. Oggi più che in passato i giovani cercano formazione e crescita professionale.
Non va dimenticato che attraverso la formazione finanziata il datore di lavoro può coprire anche i costi di tutta la formazione sulla sicurezza, e in molti casi, anche la redazione o l’aggiornamento del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR), le visite mediche per la sorveglianza sanitaria, e altro ancora.
Quali sono gli errori comuni che riguardano gli incentivi per la formazione e come possono essere evitati?
Uno degli errori più diffusi è proprio la mancanza di conoscenza riguardo alla possibilità di accedere a questi incentivi. Molti imprenditori non sono a conoscenza del fatto che l’iscrizione ai Fondi di formazione finanziata non comporta costi aggiuntivi, ma rappresenta semplicemente uno spostamento dei fondi destinati ai contributi previdenziali.
Quali strategie consiglieresti per l’ottimizzazione delle risorse umane dal punto di vista fiscale?
Formazione sempre. Questo migliora le risorse umane presenti in azienda, fa crescere l’azienda in competitività e Know How, la rende attrattiva verso i potenziali candidati e effettua un’azione di retention dei talenti già presenti in azienda
Per garantire un’ottimizzazione fiscale efficace, consiglio anche di consultare esperti del settore, come i Partner d’Impresa. Questi professionisti possono offrire un supporto mirato per identificare le migliori opportunità fiscali e massimizzare i benefici per l’azienda.



