Nell’intervista di oggi, esploreremo insieme a Gianluca Barbagallo di Prometeo investing il mondo della consulenza finanziaria indipendente: cos’è, perché è essenziale, e quali sono i principali servizi offerti da un consulente autonomo. Discuteremo anche dei criteri utilizzati per selezionare gli investimenti, degli errori comuni degli investitori fai-da-te e dei vantaggi di affidarsi a un consulente indipendente.
Questa lettura è fondamentale per chiunque voglia prendere decisioni finanziarie informate e strategiche, migliorando la gestione del proprio patrimonio e raggiungendo obiettivi di lungo termine.
Cos’è la consulenza finanziaria indipendente e quali sono i principali servizi che un consulente finanziario autonomo come te offre ai clienti?
Il consulente finanziario indipendente è un professionista nella finanza che non lavora per nessuna banca o rete commerciale ma solo per il cliente a parcella. La parcella è la sua unica fonte di remunerazione che gli garantisce imparzialità nelle scelte e assenza di conflitti di interesse nell’offerta del servizio di consulenza finanziaria.
Il consulente finanziario indipendente, a differenza dei consulenti che lavorano per banche e reti commerciali, non percepisce nessuna commissione o provvigione da parte di intermediari o emittenti finanziari.
La professione del consulente finanziario indipendente rappresenta ad oggi la novità più assoluta del mercato finanziario italiano, composto fino a poco tempo fa da soli dipendenti bancari e agenti di vendita monomandatari.
Il riconoscimento della professione del consulente finanziario indipendente da parte delle istituzioni è avvenuto nel 2019 con la fondazione dell’Albo Unico dei consulenti finanziari OCF.
Negli USA esiste dagli Anni ‘70!
Io sono convinto che questo sia il futuro, perché offre vantaggi estremamente tangibili agli investitori. Oggi finalmente l’investitore ha un’alternativa che finora non possedeva, cioè un vero servizio di consulenza basato sulle proprie esigenze a un costo nettamente inferiore a quello bancario.
I servizi offerti sono molteplici. Partendo dalla consulenza in materia di investimenti privata si passa per la pianificazione previdenziale, l’analisi successoria, la pianificazione finanziaria e di investimenti aziendale. Uno dei punti forti della consulenza autonoma è il fungere da account aggregation, controllando e monitorando tutti gli investimenti del cliente, non solo quelli fatti con noi. Questa cosa ad esempio in banca è impossibile.
Quali sono i criteri che utilizzi per valutare e selezionare gli investimenti per i tuoi clienti?
Ti risponderei con quelli che io chiamo i pilastri di un investimento e si tratta di una serie di analisi che si fanno insieme al cliente:
1. Si investe per obiettivi.
2. Si investe delineando degli orizzonti temporali.
3. Rischio e rendimento sono collegati.
4. Dobbiamo conoscere la finanza comportamentale.
5. Diversificazione, il portafoglio complessivo è quello che conta.
- Si investe per obiettivi
La maggior parte dei risparmiatori italiani investe senza una pianificazione finanziaria. Ad esempio parte dal prodotto invece che dall’obiettivo. E quindi esce un nuovo BTP e lo compra, oppure la banca gli propone un fondo e lo compra, o ancora un assicuratore gli propone una polizza vita e la compra.
Investire per obiettivi invece ha una doppia funzione:
- Reale e finanziaria: farti focalizzare su ciò che davvero ti è utile finanziariamente per poi abbinarci gli strumenti e i prodotti adatti
- Psicologica e comportamentale: farti sopportare dei sacrifici, rischio e incertezza per raggiungere gli obiettivi che contano.
Per sopportare rischio, volatilità e incertezza uno dei pochi modi che abbiamo è focalizzarci sulla ricompensa di lungo termine. Evitare quindi che siano come i buoni propositi di inizio anno, come fare la dieta ed andare in palestra. Vanno scritti.
- Si investe delineando degli orizzonti temporali
Tra le prime decisioni da prendere c’è senza dubbio anche la definizione del proprio orizzonte temporale, inteso come il tempo necessario a raggiungere il proprio obiettivo di investimento. Ancor più precisamente, per orizzonte temporale si intende solitamente l’arco temporale – più o meno esteso – per il quale il risparmiatore/investitore è disposto a rinunciare a parte delle proprie disponibilità finanziarie per conseguire un determinato scopo che, a propria volta, sarà proiettato in un momento più o meno distante nel tempo.
Convenzionalmente, l’orizzonte temporale è definito di breve periodo quando si colloca entro i 3 anni, è considerato di medio periodo quando si colloca intorno ai 3-7 anni, mentre viene definito di lungo periodo quando supera i 10 anni. Come ovvio, impossibile comunque stabilire confini troppo netti, tanto più che alcune soluzioni di risparmio come i PAC o i fondi pensione e altri strumenti del risparmio previdenziale vanno spesso ben oltre il decennio, estendendo talvolta l’orizzonte temporale alla vita intera.
3. Rischio e rendimento sono collegati
Ricordati che rischio e rendimento crescono insieme!
La propensione al rischio rappresenta la disponibilità a sopportare perdite patrimoniali dovute all’andamento negativo del mercato, al fallimento dell’emittente dello strumento finanziario in cui abbiamo investito o al fatto che non esiste un mercato liquido. Quanto più siamo propensi al rischio, tanto più siamo disposti ad accettare che l’investimento non consegua i risultati che ci attendevamo.
Nel momento in cui decidi di investire, devi:
– quantificare la percentuale del patrimonio investito che sei disposto a vedere oscillare in un determinato periodo di tempo se le condizioni di mercato non si rivelassero favorevoli;
– valutare il rischio dell’investimento proposto cercando di evitare che la tua percezione del rischio sia falsata da variabili quali la modalità di rappresentazione dell’informazione di prodotto, giudizi affrettati o gli esiti delle scelte pregresse, etc..
– definire il tuo grado di “tolleranza al rischio”, ossia la tua capacità emotiva di assumere rischio e affrontare situazioni di incertezza (rischio soggettivo). Il livello di tolleranza al rischio di ciascun individuo dipende tipicamente da molteplici fattori, quali la personalità e le inclinazioni individuali, lo specifico stato emotivo, il genere, il livello di cultura finanziaria.
4. Dobbiamo conoscere la finanza comportamentale
Siamo tutti soggetti ad emozioni, positive o negative, che sono il risultato di una moltitudine di fattori, come le nostre convinzioni, la nostra esperienza, la nostra visione del mondo o la nostra personalità.
La finanza è troppo spesso equiparata a informazioni razionali come probabilità, statistiche e altre previsioni basate sui numeri. Ma mentre tutti questi dati sono utili e dovrebbero teoricamente guidare gli investitori a prendere decisioni puramente logiche, non è raro commettere errori di giudizio basati sull’emozione.
5. Diversificazione, il portafoglio complessivo è quello che conta
Se aumentiamo la diversificazione dei nostri investimenti, cioè compriamo, ad esempio, non solo azioni, (di tutto il mondo!) ma anche obbligazioni; non solo quelle emesse dai governi ovvero i titoli di Stato, ma anche emesse dalle imprese (societarie, in inglese corporate), piano piano iniziamo a diventare generalisti e possiamo meglio sopravvivere agli shock di mercato perché una forte perdita su una asset class non avrebbe effetti devastanti sui nostri risparmi.
Quali sono i principali errori che le persone fanno quando gestiscono i propri investimenti senza l’aiuto di un consulente finanziario?
Potrei riassumere dicendoti: “non fare quello che di cui ho parlato nella domanda precedente”.
Volendo approfondire dico che altri errori molto comuni sono:
- Parcellizzare il patrimonio in tante strategie. Questo spesso è confuso con il criterio della diversificazione. Il cliente che possiede diversi dossier titoli in diversi istituti di credito o con diverse compagnie non fa altro che disperdere la propria capacità finanziaria erodendo il potere dell’interesse composto ed esponendosi al pagamento di ingenti commissioni. Inoltre nessuno ha chiara la reale asset allocation del cliente non conoscendo i prodotti acquistati presso altri intermediari.
- Avere troppa preoccupazione per il breve termine. Questo porta a fare scelte errate non avendo studiato i meccanismi della finanza comportamentale. Solitamente infatti cerchiamo di investire per il lungo termine, dal momento che la maggior parte degli obiettivi hanno orizzonti temporali molto lunghi. A volte però subentra la paura che ci fa prendere delle decisioni di breve termine e devia da tutti gli obiettivi di lungo termine che dovremmo perseguire. E quindi entriamo o usciamo dai mercati per evitare le perdite; puntiamo troppo su asset class che nel breve sembrano dare extra rendimenti; cerchiamo di fare una rotazione costante del portafoglio cercando di inseguire le statistiche sui rendimenti.
- Puntare su investimenti troppo di nicchia o inutili. A volte ci facciamo trascinare dalle mode del momento. Possa trattarsi di ESG, Crowfunding, auto elettriche, intelligenza artificiale etc…Basterebbe restare concentrati su panieri di titoli globali che includono tutte le sottocategorie citate.
- Non avere un piano a lungo termine. Alcuni risparmiatori acquistano in modalità push, comprano un po’ a caso. Questo è molto grave in quanto al primo segnale di crisi dei mercati verranno colti dalla paura e faranno danni grossi.
- Sovrastimare le proprie abilità. Spesso alcune persone prese dall’overconfidence si credono bravi perché hanno investito in determinate azioni che sono andate bene. Questo si traduce in minori rendimenti in quanto ci si espone enormemente al rischio specifico.
- Investire seguendo le news. Il comportamento tipico di chi rincorre le notizie giornaliere sulla Borsa, dal momento che ormai ci troviamo in una bolla informativa. Tante persone pensano che investire significhi proprio cercare notizie sui siti internet. Non potete immaginare cosa si legge su gruppi FB o Youtube! Gente chiede a perfetti sconosciuti come investire i propri soldi.
In che modo la consulenza finanziaria indipendente può aiutare una persona a raggiungere i propri obiettivi di investimento?
La risposta è semplice: è veramente fondamentale rivolgersi a un consulente finanziario indipendente. Esser sicuro che i consigli dati non vengano influenzati da altri interessi, se non da quello di darti il miglior servizio possibile, è fondamentale per qualunque investitore.
Sapere che i consigli sono personalizzati per te, per il tuo patrimonio, per la tua situazione e profilo di rischio non ti dà maggiore sicurezza?
A differenza della consulenza generica offerta dagli intermediari finanziari tradizionali come gli istituti bancari o assicurativi, ma anche dai nuovi strumenti tecnologici come i robot advisor, la consulenza finanziaria indipendente è personalizzata su di te, sulle tue necessità di oggi, ed è pronta a rispondere agli obiettivi di domani. Si tratta dell’unico modo per un investitore di avere qualcuno che lavori realmente per lui e che si assicuri che scelga gli strumenti più efficienti esistenti al riparo dal confitto di interessi.
Purtroppo tutte le statistiche indicano come il fai da te porti a bruciare milioni di euro ogni anno e di come rivolgendosi alla tradizione industria del risparmio gestito non si riesca mai ad accrescere il proprio patrimonio con rendimenti degni di nota. Spesso devi ringraziare per essere riuscito a non perdere soldi!
Un consulente ti aprirà tante possibili strade e lascia a te la possibilità di scegliere quella che ritieni più adatta, rendendoti consapevole di limiti e virtù di ognuna.
Ti darà le sue raccomandazioni di investimento in linea con il tuo profilo di rischio e di orizzonte temporale, ma l’ultima parola spetterà sempre a te. Il consulente finanziario perciò non parla, ma ascolta.
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