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Conflitto in Siria – La “guerra contagiosa”

Negli ultimi giorni, la Siria è stata teatro di una significativa escalation del conflitto, con scontri intensi tra le forze governative del presidente Bashar al-Assad e gruppi ribelli jihadisti, principalmente guidati dall’organizzazione islamista Hayat Tahrir al-Sham (HTS). Questa offensiva ha coinvolto in modo la città di Aleppo, evidenziando la fragilità del regime siriano, per non parlar poi delle conseguenti vittime civili (si contano almeno cinque civili e il ferimento di 54 persone nella regione di Idlib).

Il conflitto in breve

È iniziato tutto il 27 novembre, quando è stata lanciata l’operazione “Alba della Libertà” da parte dei ribelli siriani, catturando rapidamente diverse città. L’operazione in particolare è stata guidata principalmente dall’organizzazione precedentemente citata, HTS, con supporto presunto di gruppi filoturchi (informazione da confermare).

Il tumulto si è sviluppato da Idlib, con assalti verso Aleppo e i collegamenti tra Aleppo e Damasco, con estensione verso Homs e Hama, arrivando anche all’uccisione del comandante iraniano Kioumars Pourhashemi ad Aleppo.

Conseguenza dei conflitti più grandi?

Alla luce dei fatti, la domanda alla quale rispondiamo è quella meno facile: questa confusione è una conseguenza dei conflitti già in atto (come Israele contro Palestina e Libano)?

Non abbiamo prove, ancora, che il conflitto sia stato scatenato da agenti esterni. Le fonti ufficiali dichiarano che l’organizzazione islamica stia facendo tutto in autonomia, eppure il sospetto che sia stato un attacco turco o israeliano c’è. Sia Turchia che Israele hanno infatti interesse nel rovesciare il regime della famiglia Assad. La Turchia sembrerebbe sostenere l’operazione jihadista per reprimere i curdi e ampliare la propria influenza. Israele (accusato velatamente da Israele e Iran) avrebbe il vantaggio di una destabilizzazione del fronte filo-iraniano.

I ribelli a loro volta dichiarano di combattere esclusivamente contro Assad – presidente in carica dal 2000 e rieletto con oltre il 97% di voti, percentuale che sa di regime autocratico più che di democrazia – e di voler tutelare i cittadini siriani.

Insomma, è un gioco a chi accusa chi. Ma indubbiamente la politica mondiale ora avrà un altro campo di battaglia.

Cosa accade se cade il governo di Assad?

Il regime di Bashar al-Assad è sostenuto da Russia, Iran ed Hezbollah, diventando un pericoloso crocevia di politica estera. Da una parte abbiamo nemici di Israele e dall’altra il regime di Putin. Sebbene la Russia sia impegnata sul fronte ucraino, non si limita infatti dal bombardare Aleppo, città sotto assedio dai ribelli. L’obiettivo è mantenere il governo centrale, palesemente filo-russo e alleato nella regione.

La caduta di quest’ultimo potrebbe infatti riscrivere gli equilibri nella zona, mettendo Israele in una situazione di potere sgradita a Iran e alleati. Questo eliminerebbe anche un prezioso alleato a sud delle Russia, la quale vedrebbe una presa meno solida sulla regione (ricordiamo infatti che Israele, in quella zona, è l’unico paese che mantiene frequenti rapporti non conflittuali con America e Occidente).

Che sia quindi un fuoco acceso volontariamente per attaccare indirettamente l’egemonia russa?

Una cosa è certa: quando là fuori c’è un gran delirio, fare un po’ di rumore vicino casa non è un problema, nessuno se ne accorge. Il nascere repentino di nuovi conflitti circoscritti è anche una conferma del fatto che, quando i grandi poteri sono impegnati in grandi conflitti, allora i piccoli poteri sono agevolati nel perseguire i propri obiettivi bellici, tanto “nessuno guarda”. Per farla breve: avremmo visto il nascere di questa ribellione – a prescindere dalle motivazioni che la scatenano – se non ci fosse stato un conflitto tanto prolungato tra Russia e Ucraina (e blocco occidentale)? È evidente infatti che i conflitti sono sempre contagiosi, influenzano chi è direttamente coinvolto ma anche chi è a chilometri di distanza.

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Francesco Iavarone

Francesco Iavarone è un autore Pugliese che da anni lavora con le parole. Scrittore, Articolista e Copywriter. La passione per la ricerca e la scrittura nascono sui banchi di scuola per poi diventare una vocazione vera e propria. Dottore in fisica, ama studiare, indagare e scrivere di temi di nicchia, scrivendo con l’intento di far emergere la verità dai fatti presentati e investigati.

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