Come trovare clienti B2B sui social – con Matteo Mattiussi

Trovare clienti B2B sui social può sembrare una sfida complessa, ma con la giusta strategia diventa un’opportunità straordinaria per costruire relazioni solide e generare risultati concreti. 

In questa intervista, Matteo Mattiussi, esperto nella gestione di strategie digitali per il settore B2B, condivide le sue best practice per trasformare le email in un asset fondamentale per il successo aziendale.

Dalla pianificazione iniziale alla gestione delle relazioni, Matteo ci guida attraverso un processo strutturato e basato sui dati, capace di trasformare le interazioni online in contatti qualificati e opportunità di business. Attraverso esempi pratici e consigli mirati, emerge come una strategia ben pianificata possa fare la differenza nel raggiungere i decision maker e nel consolidare la propria presenza nel mercato B2B.

1.   Quali sono i passi fondamentali per utilizzare i social media nella ricerca di clienti B2B?

Per utilizzare i social media nella ricerca di clienti B2B, i passi fondamentali si possono riassumere così:

1. Analisi (Passo Zero)
Il primo passo per utilizzare i social media nella ricerca di clienti B2B è l’analisi di mercato. È un passaggio fondamentale per raccogliere dati concreti e costruire una strategia basata su logica e numeri, piuttosto che sull’entusiasmo o sull’intuizione. Molto spesso gli imprenditori sono mossi da idee brillanti, ma per trasformarle in successo è necessario che siano sostenute da dati solidi.

Questa analisi si compone di due elementi principali:

●      Ricerca:
Consiglio di partire con una ricerca approfondita sul mercato di riferimento. Questo include:

○      Identificare i competitor diretti e indiretti.

○      Capire qual è il loro posizionamento e confrontarlo con il proprio.

○      Analizzare cosa stanno facendo: che tipo di contenuti pubblicano, quali sono i loro messaggi chiave, che tono di voce utilizzano, quali canali social sfruttano e quanto investono.

○      Studiare le tendenze online legate al prodotto o servizio che si vuole proporre, ad esempio verificare quante ricerche vengono effettuate attorno al prodotto o servizio che si vuole vendere al fine di capire se c’è un’effettiva richiesta del mercato..

●      Sondaggi e interviste:
A seconda del tipo di realtà aziendale, può essere utile integrare la ricerca con sondaggi o interviste dirette. Questi strumenti permettono di ottenere feedback specifici da clienti potenziali o attuali, aiutando a capire meglio le loro necessità, aspettative e problemi.

L’obiettivo di questa analisi completa è duplice:

  1. Capire chi sono i clienti ideali e quali sono le loro esigenze.
  2. Definire gli obiettivi aziendali e identificare il target con precisione.

Un’analisi ben fatta getta le basi per il successo, perché consente di trasformare un’idea in un progetto solido e misurabile. Come dico sempre: “Fare business significa essere guidati dai dati, non solo dalle emozioni”.

2. Strategia
Sulla base dell’analisi, si definiscono:

●      Gli obiettivi da raggiungere.

●      Il target aziendale specifico.

●      I canali social più appropriati per raggiungere il pubblico desiderato.

●      I contenuti da creare e pubblicare (formato, tono di voce, messaggi chiave).

●      L’investimento necessario in termini di tempo, risorse e budget.

3. Sistema di Conversione
Una volta avviata la strategia, serve un sistema per trasformare le interazioni sui social in contatti concreti (lead). È qui che entra in gioco uno strumento come Go High Level, una piattaforma “all-in-one” che consente di:

●      Centralizzare i lead generati dai social.

●      Automatizzare la comunicazione con i potenziali clienti (e-mail, messaggi, follow-up).

●      Ottimizzare il processo di conversione, passando dai lead ai clienti effettivi.

4. Gestione della Relazione
Dopo aver acquisito i contatti, è fondamentale gestire le relazioni nel tempo. Questo può essere fatto attraverso un CRM (Customer Relationship Management) avanzato, che consente di:

●      Monitorare lo stato di ogni contatto.

●      Personalizzare le comunicazioni.

●      Mantenere un rapporto continuo e di valore con i clienti.

2.   Hai menzionato Go High Level, in che modo questa piattaforma può essere utilizzata per migliorare l’acquisizione di clienti B2B?

Go High Level è estremamente utile per migliorare l’acquisizione di clienti B2B, grazie alla sua capacità di integrare il marketing con le vendite e di ottimizzare l’intero processo di gestione dei contatti. Permette di creare un sistema che converte una persona potenzialmente interessata in un lead qualificato e, successivamente, in un cliente effettivo. Questo è possibile attraverso strumenti come landing page personalizzate e lead magnet, come eBook o quiz, che catturano l’attenzione e raccolgono i contatti.

Uno degli aspetti più importanti della piattaforma è la capacità di fornire una chiara misurazione del ritorno sull’investimento. Spesso, le aziende si trovano con canali social ben avviati ma privi di un sistema che trasformi le interazioni in contatti concreti. Con Go High Level, tutto ciò viene tracciato e ottimizzato, offrendo un funnel che guida il potenziale cliente dal primo contatto fino alla gestione commerciale.

Un altro punto di forza è la gestione delle relazioni. Una volta acquisito il lead, la piattaforma consente di mantenere un contatto costante tramite email marketing, SMS, automazioni su WhatsApp e la pianificazione di appuntamenti, anche per la rete vendita. Tutto questo avviene in un CRM integrato che centralizza i dati e facilita il follow-up.

3.   Quali sono gli errori più comuni da evitare quando si cerca di costruire relazioni B2B sui social?

Gli errori più comuni da evitare nella costruzione di relazioni B2B sui social derivano spesso dalla mancanza di strategia e dall’assenza di una visione di lungo termine.

Il primo errore è proprio la mancanza di pianificazione. Molti imprenditori si lanciano sui social solo perché motivati da un’idea o un’intuizione, senza aver analizzato se il mercato ha effettivamente interesse per il prodotto o servizio che vogliono promuovere. Questo porta a investimenti inefficaci e a strategie mal calibrate. Pianificare significa partire da un’analisi accurata, comprendere il pubblico target e scegliere le piattaforme e i messaggi più adatti. Una buona analisi iniziale è la base per qualsiasi attività sui social.

Un secondo errore è non avere pazienza. Nel B2B, il processo decisionale è più complesso rispetto al B2C, perché coinvolge più persone e livelli aziendali. Di conseguenza, il tempo di conversione è più lungo. È fondamentale capire che ci vogliono più touchpoint per costruire fiducia e guidare una decisione. Se nel B2C parliamo di 7 contatti prima dell’acquisto, nel B2B il numero è anche maggiore. Una strategia efficace tiene conto di questo ciclo più lungo e prevede azioni costanti e mirate per mantenere viva la relazione.

Il terzo errore comune è sottovalutare il budget necessario, specialmente su piattaforme come LinkedIn, dove i costi pubblicitari possono essere significativamente più alti rispetto a Facebook o Instagram. Spesso si pensa che un piccolo budget possa bastare, ma questo porta a risultati scarsi o inesistenti. Anche in questo caso, l’analisi iniziale è fondamentale per scegliere il canale giusto e allocare il budget in modo efficace.

Un altro errore è non avere un sistema per gestire le relazioni online. Molti si fermano al contatto iniziale sui social, senza lavorare per trasformarlo in un dato di proprietà aziendale. È cruciale avere strumenti, come CRM o piattaforme di automazione, che consentano di raccogliere i dati dei contatti, nutrire la relazione attraverso email, SMS o altre automazioni, e mantenere un follow-up regolare. Ad esempio, inviare una mail di ringraziamento dopo un incontro o inserire un contatto in una newsletter settimanale con contenuti utili sono strategie semplici ma potenti per mantenere viva la relazione.

Infine, l’assenza di un sistema strutturato per la gestione delle relazioni rischia di far perdere opportunità preziose. Senza un flusso automatizzato per seguire i contatti nel tempo, è facile che le connessioni fatte sui social o durante eventi dal vivo si disperdano. L’implementazione di un sistema che ricordi all’imprenditore di riprendere i contatti o di organizzare incontri periodici rafforza il rapporto e apre nuove possibilità di business. 

4.   Puoi condividere un esempio pratico di una strategia che ha portato risultati concreti?

Mi viene in mente un cliente in particolare, una cantina vinicola con un modello di business focalizzato sulla vendita a ristoratori, hotel e distributori. Tradizionalmente, il processo di vendita avveniva attraverso venditori che visitavano i clienti porta a porta, lasciando campionature e materiali informativi, ma il sistema presentava alcune inefficienze, come la perdita di contatti o l’incapacità di qualificare adeguatamente i potenziali clienti.

La strategia adottata ha trasformato questo approccio in modo innovativo e digitale. Innanzitutto, è stato condotto uno studio di mercato per comprendere il comportamento del target e i punti critici del settore. Si è poi passati alla creazione di contenuti di qualità: video emozionali in cui l’enologo e il vignaiolo raccontavano i valori della cantina, mostrando il lavoro, la tradizione e l’identità dell’azienda.

Questi video sono stati utilizzati per campagne sponsorizzate su Facebook e Instagram, mirate a intercettare il pubblico specifico: titolari di ristoranti, hotel e distributori. La call-to-action delle campagne offriva una box di benvenuto gratuita, contenente una selezione di campionature, opuscoli informativi e materiali sulla cantina. Tuttavia, per evitare richieste non qualificate (come chi cercava solo vino gratis), è stato inserito un processo di pre-qualifica: un venditore contattava i richiedenti per verificare che fossero potenziali clienti in linea con il target aziendale.

Solo dopo questa fase, la box veniva spedita. Contestualmente, veniva fissata una videochiamata con il venditore, durante la quale venivano presentati il listino prezzi e i dettagli per un’eventuale collaborazione. Questo approccio ha permesso di costruire una relazione più personale e qualificata fin dall’inizio, grazie alla combinazione tra l’uso dei contenuti emozionali, il pre-filtro e l’interazione diretta con il venditore.

Il risultato è stato un incremento significativo nella qualità dei lead generati e nel tasso di conversione. I potenziali clienti, colpiti dall’esperienza strutturata e personalizzata, erano più inclini a proseguire la collaborazione, sentendosi coinvolti fin dai primi momenti. Inoltre, il processo ha migliorato l’efficienza del team di vendita, che ha potuto concentrare le proprie energie su contatti realmente qualificati, riducendo le perdite di tempo.

Questo caso dimostra come una strategia ben pianificata, che combina contenuti di valore, targeting preciso e automazione nei processi, possa trasformare il modo in cui un’azienda tradizionale approccia il mercato B2B.

5.   Se dovessi dare un consiglio agli imprenditori, quale sarebbe?

Un consiglio fondamentale per gli imprenditori è quello di trasformare l’entusiasmo, l’energia e la passione che spesso accompagnano una nuova idea in una strategia concreta e ben strutturata. Questo significa convogliare quel “fuoco interiore” in un processo di pianificazione accurata: analizzare il mercato, scrivere ogni passo necessario e valutare i potenziali ostacoli e opportunità.

L’emozione e la creatività sono motori potenti, ma se non supportate da una base razionale e strategica, rischiano di portare a decisioni affrettate o a investimenti poco mirati. Pianificare non significa spegnere l’entusiasmo, ma dargli una direzione chiara, concreta e sostenibile, trasformando un’idea iniziale in un progetto solido e scalabile.

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Francesca Turriciano

Sono una copywriter. E mi ritengo veramente “fortunata” perché per lavoro posso “giocare” con le parole ogni giorno. Ma non solo. Posso dare sfogo a tutto ciò che amo: leggere, soddisfare la mia curiosità infinita e vivere una vita “piena”. Sì, perché il lavoro del copywriter non si ferma alla scrittura. Ogni parola che scrivo è solo la punta dell'iceberg di un mondo ricco di idee, emozioni e visioni. In effetti la scrittura ha creato “un prima e un dopo” nella mia vita ed è stata la chiave che ha aperto la porta alla mia vera essenza. Quando ho lasciato entrare la creatività, ho dato il via a un circolo virtuoso che ha portato nuova energia e tanti stimoli interessanti. È stato come un risveglio che mi ha catapultato in una nuova dimensione, fatta di scoperte sempre diverse, avventure straordinarie e storie da raccontare. Oggi sono qui per condividere questo pezzetto di viaggio insieme ad altri lettori che, come me, sono appassionati della vita e dei suoi infiniti racconti.

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