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Come trattare con l’Agenzia delle Entrate

agenzia delle entrate
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Quando si ricevono avvisi di irregolarità, liquidazioni d’imposta, o cartelle di pagamento dall’Agenzia delle Entrate, è fondamentale affrontare la situazione con una comprensione approfondita. Le richieste possono includere sanzioni per ritardato o omesso versamento e interessi maturati nel periodo di accertamento, aumentando considerevolmente l’importo complessivo. Qualora non si proceda al pagamento entro determinati termini, l’Ente può procedere al recupero in vari modi: con il pignoramento dei conti correnti, pignoramento dello stipendio, pignoramento presso terzi, fermo amministrativo dei veicoli e persino espropriazione forzata dei beni immobili del debitore (nei casi di importi molto elevati).

Negli ultimi anni, l’efficienza dell’Agenzia delle Entrate nel recupero dei tributi è notevolmente aumentata grazie alle potenzialità informatiche e alle banche dati a sua disposizione. I contribuenti che si trovano di fronte a richieste di pagamento consistenti e accumulate nel tempo devono comprendere le varie opzioni e opportunità disponibili per gestire questa situazione. 

Affrontare questioni fiscali può essere un compito complicato, ma con la giusta conoscenza e consulenza, è possibile gestire efficacemente la propria situazione. Oggi ne parleremo con Cristina Marchesini, una consulente OSM – Open Source Management, che ci offrirà preziosi consigli su come affrontare debiti e trattative con l’Agenzia delle Entrate.

Contrarre debiti con l’Agenzia delle Entrate può creare ansia e preoccupazione, spingendo molti a cercare un accordo con l’Agenzia Entrate Riscossione (ex Equitalia). Tuttavia, essendo un ente pubblico, non può accettare accordi di saldo e stralcio, come un creditore privato. In questa guida, esploreremo dettagliatamente le alternative, concentrandoci su soluzioni pratiche e approfondite.

Cosa fare quando si riceve una richiesta dall’Agenzia delle Entrate?

Ovviamente la prima azione da compiere nel momento in cui si riceve una richiesta da parte dell’Ente è verificare che la richiesta da parte dell’Agenzia sia corretta. Non è infatti raro che vengano notificate richieste di pagamento, parzialmente o totalmente errate. Ad esempio, il contribuente potrebbe non aver versato in tempo utile dei tributi, ma aver poi provveduto al versamento in ritardo con il pagamento delle sanzioni con la modalità del ravvedimento operoso. Questa modalità consente di pagare con sanzioni ridotte. A volte l’Agenzia Entrate non rileva il pagamento con ravvedimento e vengono notificati avvisi contenenti le sanzioni più elevate.

In questi casi, sia per gli avvisi di irregolarità che per le cartelle esattoriali, è possibile comunicare con l’Agenzia, sia direttamente presso gli uffici, ma molto semplicemente ricorrendo al Civis. E’ sufficiente accedere con lo spid al servizio Civis dal sito dell’Agenzia entrate, compilare il format e inserire le spiegazioni del caso. L’Agenzia risponderà se accoglie o meno la richiesta. 

Attenzione ai termini: relativamente alle comunicazioni di irregolarità, la richiesta al Civis va fatta entro 30 giorni dal ricevimento della comunicazione, anche per poter effettuare il pagamento eventualmente dovuto entro lo stesso termine. Per quanto riguarda le cartelle esattoriali, per evitare sgradevoli conseguenze, il termine è di 60 giorni dal ricevimento.

Altra verifica da effettuare nel caso di notifica di cartella esattoriale, oltre al fatto che gli importi siano effettivamente dovuti. Nel prospetto riepilogativo della cartella vengono riportate diverse informazioni, tra cui, nei casi che lo prevedono, la notifica dell’avviso di irregolarità (avviso bonario), che deve essere notificato prima dell’emissione della cartella. Se il contribuente non ha ricevuto l’avviso indicato, può comunicarlo agli uffici e se confermato, può richiedere la riduzione delle sanzioni dal 30 al 10%. Di seguito la parte in cui potete verificare se e quando secondo l’Agenzia è stato notificato l’avviso di irregolarità (avviso bonario).

ruolo

Ricorso: ovviamente contro la richiesta indicata nella cartella esattoriale si può anche proporre ricorso, entro lo stesso termine di 60 giorni, ma in questo ultimo caso, va considerata con attenzione l’effettiva ragionevolezza delle proprie motivazioni. Il consiglio in ogni caso è di valutare le varie opzioni con il supporto del proprio consulente, ancora di più per quanto riguarda la notifica di avvisi di accertamento, la cui valutazione è particolarmente complessa. 

1. Rateizzazione: Un’Opzione Accessibile

Per quanto riguarda gli avvisi di irregolarità (avvisi bonari) emessi dalla Agenzia delle Entrate, è possibile dilazionare il debito fino a un massimo di 20 rate trimestrali. Procedere alla rateizzazione è molto semplice: si può accedere ad un format già predisposto a questo link https://www1.agenziaentrate.gov.it/servizi/ratef24/compila.php, ed inserendo i dati richiesti, viene elaborato il prospetto di rateizzazione e i modelli f24 con cui procedere ai relativi pagamenti. Si ricorda che in caso di avviso bonario il termine per effettuare il pagamento della prima rata è 30 giorni dalla data di ricevimento dell’avviso stesso.

Qualora non si rispetti il termine, verrà notificata successivamente una cartella esattoriale. In questo caso, le sanzioni applicate passeranno dal 10 al 30 percento.

Per evitare che anche l’avviso di irregolarità rateizzato si trasformi in cartella esattoriale, è necessario versare le rate alle scadenze previste. Se ci si è dimenticati di versare una rata, è possibile recuperare tale versamento entro il termine del versamento successivo, versando in più le sanzioni previste per il ravvedimento operoso. 

Esempio: la mia rateizzazione prevede una scadenza al 31 dicembre 2023 che ho dimenticato di versare e la rata successiva scade il 31 marzo 2024. Entro il 31 marzo 2024 posso recuperare la rata in scadenza al 31 dicembre 2023, purché io aggiunga all’importo anche il ravvedimento. 

Per quanto riguarda le cartelle esattoriali emesse da Agenzia Entrate Riscossione, la rateizzazione offre una soluzione pratica. È consentito dilazionare i pagamenti fino a 72 rate mensili. Anche in questo caso predisporre la rateizzazione è molto semplice: basta accedere con il proprio spid al link https://www.agenziaentrateriscossione.gov.it/it/cittadini/Rateizzazione/

Compilare i dati richiesti ed entro poche ore si riceverà una mail contenente il piano di rateizzazione e i bollettini per effettuare i pagamenti. Nel caso di rateizzazioni con molte rate, i bollettini ricevuti saranno per i primi dodici mesi, successivamente si dovrà accedere nuovamente al sito dell’Agenzia Entrate Riscossione, per stampare i bollettini restanti.

In casi particolari, con un basso ISEE, è possibile estendere la rateizzazione a 120 mesi. 

Vediamo come procedere:

  • Recarsi presso gli sportelli dell’Agenzia delle Entrate Riscossione.
  • Presentare documentazione comprovante un ISEE basso.
  • Richiedere la rateizzazione estesa a 120 rate.

Decadenza del piano di rateizzazione cartella esattoriale: la decadenza si concretizza al mancato pagamento di 8 rate anche non consecutive e non è possibile poi ripresentare domanda di rateazione per gli stessi importi. Per i piani di rateizzazione richiesti prima del 16 luglio 2022 è possibile ottenere una nuova rateizzazione ma solo dopo aver regolarizzato l’importo delle rate scadute.

Per rendere più chiari i concetti, consideriamo un esempio pratico:

Il Sig. Rossi in data 3 gennaio 2024 riceve un avviso di irregolarità (avviso bonario) per non aver versato l’iva relativa al quarto trimestre 2022 per un importo complessivo di Euro 5.500,00. In questo caso, dopo aver verificato se la richiesta dell’Agenzia è corretta, potrà procedere alla richiesta di rateizzazione di massimo 20 rate trimestrali, con pagamento della prima rata da effettuare entro il 2 febbraio 2024.

Qualora il Sig. Rossi non riesca a pagare, dopo qualche mese riceverà una cartella esattoriale da Agenzia Entrate Riscossione, maggiorata con le sanzioni al 30%. Entro 60 giorni dal ricevimento della cartella, si dovrà procedere al pagamento totale o rateizzato del debito fino a un massimo di 72 rate, o 120 rate se in situazioni di particolari difficoltà economiche.

2. Legge 3/2012 e Piano del Consumatore: Soluzioni per Consumatori Debitori

Questa possibilità è riservata ai debiti contratti in ambito privato e non professionale o imprenditoriale. Se la rateizzazione sopra indicata non è percorribile, la Legge 3/2012 offre una via d’uscita per i consumatori. Il Piano del Consumatore consente una ristrutturazione del debito senza l’approvazione del creditore, richiedendo solo quella del Giudice. Questo è ideale per coloro in uno squilibrio tra obbligazioni e redditi insufficienti.

  • Accedere al Piano del Consumatore se si rientra nella categoria di consumatori non fallibili.
  • Dimostrare che i debiti non derivano da attività professionali o imprenditoriali.
  • Ottenere l’approvazione del Giudice senza coinvolgere il creditore.

3. Ristrutturazione del Debito

La ristrutturazione del debito è un’alternativa aperta a privati, professionisti e imprenditori. Ovviamente è una operazione più complessa, che richiede l’intervento di professionisti e costi più elevati di esecuzione. Consigliabile nei casi di debiti di importo molto rilevante. 

L’accordo richiede l’approvazione dei creditori che detengono almeno il 60% dei crediti complessivi. Ecco le opzioni di accordo:

  • Accordo ordinario (Art. 57 del D. lgs. 14/2019).
  • Accordo agevolato (Art. 60 del D. lgs. 14/2019).
  • Accordo a estesa efficacia (Art. 61 del D. lgs. 14/2019)

5. Conclusione: Scelte Riflessive per la Gestione dei Debiti

La gestione dei debiti con Agenzia Entrate ed Agenzia Entrate Riscossione (ex Equitalia) richiede un approccio ponderato, sia per la verifica di quanto effettivamente dovuto, sia per la verifica delle proprie condizioni finanziarie e la scelta della soluzione più adatta.

In questo blog, abbiamo esplorato le opzioni disponibili, fornendo esempi pratici e dettagli chiari. Affrontare i debiti con l’Agenzia Entrate richiede comprensione e azioni consapevoli. Consultare un professionista del settore come Cristina Marchesini e i Partner d’Impresa può essere un ulteriore passo per una gestione finanziaria accurata.

Su cosa vorresti che scrivessimo? Manda una mail a redazione@imprenditore.info per farcelo sapere

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Francesca Turriciano

Sono una copywriter. E mi ritengo veramente “fortunata” perché per lavoro posso “giocare” con le parole ogni giorno. Ma non solo. Posso dare sfogo a tutto ciò che amo: leggere, soddisfare la mia curiosità infinita e vivere una vita “piena”. Sì, perché il lavoro del copywriter non si ferma alla scrittura. Ogni parola che scrivo è solo la punta dell'iceberg di un mondo ricco di idee, emozioni e visioni. In effetti la scrittura ha creato “un prima e un dopo” nella mia vita ed è stata la chiave che ha aperto la porta alla mia vera essenza. Quando ho lasciato entrare la creatività, ho dato il via a un circolo virtuoso che ha portato nuova energia e tanti stimoli interessanti. È stato come un risveglio che mi ha catapultato in una nuova dimensione, fatta di scoperte sempre diverse, avventure straordinarie e storie da raccontare. Oggi sono qui per condividere questo pezzetto di viaggio insieme ad altri lettori che, come me, sono appassionati della vita e dei suoi infiniti racconti.

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