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Come superare il gender gap nel mondo degli affari? Ecco le migliori strategie

La questione del gender gap continua a essere un ostacolo a tutti gli effetti. Lo è in diversi ambiti della vita, ma quello legato agli affari è evidentemente il più difficile da superare. Se ne continua a parlare, si muovono critiche, si fanno proteste a volte ancora troppo silenziose, si spera che qualcosa cambi all’improvviso, ma questo cambiamento accumula ritardo e il ritardo, a lungo andare, provoca non poca frustrazione. A soffrirne maggiormente sono le donne: abbattere il soffitto di cristallo è, ogni giorno che passa, sempre più complicato e la possibilità di trovare il proprio posto nel mondo e che questo sia soddisfacente sotto tutti i punti di vista sembra un’utopia. 

Ma cos’è che genera divario di genere nel lavoro? Intanto, le possibilità. Di crescita, di scalare e arrivare in cima alla piramide delle responsabilità, di guadagnare esattamente come gli uomini (o di più, volendo, ma il gender pay gap sembra renderlo impossibile), di essere considerate professioniste senza essere sminuite e di essere prese sul serio per il proprio lavoro. Questo, attualmente, sembra non essere attuabile: ci sono stati tentativi, qualcosa è migliorato, ma la strada per abbattere il glass ceiling (e non solo) è ancora molto, troppo, lunga. Che cosa fare, quindi? Intanto drizzare le antenne dell’esigenza e rendersi effettivamente conto che è necessario intervenire in modo mirato per colmare questo gap e promuovere di conseguenza una partecipazione più equa all’interno del mondo del lavoro. 

Tutto questo è possibile? Lo sarebbe, ma la sensazione spesso è che non ci sia poi tutta questa volontà nel raggiungere quel ricercato equilibrio. Eppure, basterebbe poco: non si chiede l’immediatezza e lo stravolgimento delle cose, si chiede un cambiamento costante che, andando avanti, possa portare realmente dei risultati concreti.

Strategie che tutte le aziende dovrebbero mettere in pratica per abbattere il gender gap 

Nonostante i miglioramenti attuati dall’UE negli ultimi decenni, l’Italia continua a registrare uno dei tassi di occupazione femminile più bassi. Nel 2024, solo il 56,5% delle donne tra i 20 e i 64 anni era occupato, rispetto al 70,2% della media UE. Il divario occupazionale di genere nel nostro Paese si attestava a 19,5 punti percentuali, quasi il doppio della media europea di 10,3 punti. Leggendo questi numeri, è elementare capire che le disparità di genere nel mondo degli affari sono ancora piuttosto evidenti. Se è vero che molte più donne riescono ad accedere al mercato del lavoro e ad acquisire una maggiore (e migliore) istruzione e formazione, dall’altra è altrettanto vero che continuano a essere sovrarappresentate nei settori scarsamente retribuiti e sottorappresentate anche nelle posizioni con responsabilità decisionali.  Per provare a migliorare questa condizione, dunque, sarebbe il caso che ogni azienda seguisse – e poi applicasse concretamente – determinate strategie.

Promuovere una cultura aziendale inclusiva

Ogni posto di lavoro dovrebbe impegnarsi attivamente per creare ambienti che valorizzino la diversità e l’inclusione. Questo significa adottare politiche che garantiscano pari opportunità di carriera e retribuzione per tutti i dipendenti, indipendentemente dal genere. Attraverso l’adozione di questa strategia, che ormai dovrebbe essere alla base di ogni azienda, non solo si favorirà l’equità, ma miglioreranno anche le performance aziendali. Avete mai pensato al fatto che team diversificati sono molto più efficaci dal punto di vista dell’innovazione, della creatività e, come conseguenza, dei risultati in termini economici? Ecco, forse è giunto il momento di riflettere su questo aspetto, ancora molto sottovalutato.

Implementare programmi di mentorship e sponsorship

A volte la presenza di figure specializzate nel supporto si rivelano fondamentali per migliorare le prestazioni dei lavoratori e, nel caso delle donne, per superare le barriere che possono incontrare nel loro percorso professionale. Le aziende, quindi, dovrebbero incentivare la creazione di reti di supporto interne, facilitando le connessioni tra dipendenti esperti e nuove leve, ma non solo. Un buon percorso di mentorship vale sempre, a prescindere dal grado di esperienza e dall’anzianità del lavoratore/della lavoratrice e oggi, basta fare un salto sui social, sempre più donne si dedicano proprio a questo ambito (ottenendo per altro grandi risultati!). Perché in fondo, si sa, il primo passo verso l’abbattimento delle diversità è la consapevolezza di sé.

Garantire flessibilità lavorativa e work-life balance 

La difficoltà nel conciliare lavoro e vita privata è spesso un ostacolo significativo per molte donne (se madri, poi, diventa una vera impresa). In questo senso, quindi, sarebbe utile offrire posizioni di lavoro flessibili, come lo smartworking o semplicemente proporre orari modulabili per dare la possibilità di concentrare la giusta quantità di energie al lavoro e la giusta quantità di energie alla vita fuori dal lavoro. L’equilibrio è sempre la chiave: valorizzarlo aumenta la soddisfazione e la produttività dei dipendenti.

Combattere gli stereotipi di genere

Come si può pensare di abbattere il gender gap nel mondo degli affari se le aziende continuano a lavorare seguendo stereotipi radicati? È necessario che ogni azienda, ogni realtà professionale, investa in formazione per riconoscere e affrontare i pregiudizi inconsci, creando un ambiente in cui ogni individuo possa esprimere sempre e comunque il proprio potenziale senza limitazioni legate ad aspettative di genere.

Monitorare e valutare i progressi

Per assicurarsi che tutte le iniziative adottate siano efficaci, è essenziale monitorare regolarmente i progressi. Questo può includere, ad esempio, l’analisi delle percentuali di assunzione, di promozione e di retribuzione tra uomini e donne, identificando eventuali discrepanze e intervenendo di conseguenza per colmarle. In questi casi a vincere su tutto è la trasparenza: essere trasparenti significa rafforzare la fiducia dei dipendenti nell’impegno dell’azienda verso l’equità. Perché non provare, allora? 

I segreti per abbattere il gender gap nel lavoro a volte riguardano le cose più semplici

Avete mai pensato alla curiosità come strategia primaria per l’abbattimento del gender gap? Ebbene sì, perché l’essere curiosi porta inevitabilmente a vedere il mondo con occhi diversi e questo, a volte, è necessario. Non solo, perché con la curiosità si acquisiscono abilità che vanno oltre le competenze tecniche richieste per svolgere un determinato lavoro. Attraverso la curiosità ci si apre a prospettive diverse, si imparano a conoscere altre soluzioni, spesso e volentieri vincenti. L’apertura a visioni diverse è sempre e comunque il giusto approccio verso il cambiamento: ogni visione va ascoltata, accolta, interiorizzata. 

Lavorare in un contesto che propone modelli positivi a cui tendere è la chiave di volta dentro questo grande ostacolo. Perché a ogni persona, uomo o donna che sia, dovrebbero essere garantite le stesse possibilità di successo, ma se il contesto lavorativo non offre esempi che rispecchiano questa narrazione, tutto si complica. L’impegno deve essere collettivo, le strategie mirate. Le aziende, i governi e la società tutta dovrebbero lavorare insieme per garantire pari opportunità, abbattendo barriere culturali e strutturali. Solo così il futuro potrà colorarsi, solo in questo modo il talento e il merito saranno gli unici criteri di successo, indipendentemente dal genere.

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