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Come sfruttare i vantaggi fiscali del marchio registrato – con Fabio Speranza

marchio registrato

Un marchio registrato potrebbe sembrare solo una questione di tutela legale, in realtà rappresenta anche un’opportunità strategica per ridurre il carico fiscale della propria azienda. 

Ma quali sono i reali benefici fiscali connessi al marchio registrato e come possono essere sfruttati al meglio dalle imprese italiane? 

Ne parliamo con Fabio Speranza, esperto di Partner d’Impresa, per scoprire come integrare la pianificazione fiscale nella gestione dei marchi. Analizzeremo i vantaggi derivanti dalla registrazione di un marchio, dalle agevolazioni fiscali legate alle royalties, fino alle strategie di tax planning più efficaci. Inoltre, approfondiremo gli errori comuni da evitare per sfruttare al massimo i benefici legali e fiscali connessi al tuo marchio.

Quali sono i principali vantaggi fiscali derivanti dalla registrazione di un marchio per un’azienda, e come questi possono contribuire a ridurre il carico fiscale complessivo?

Le imprese che operano attraverso la creazione un brand (marchio ) passano attraverso la fase connessa alla pianificazione dello sfruttamento della proprietà intellettuale (cd privative . 

Questo tipo di attività se effettuata preventivamente rispetto alla nascita del marchio, può portare importanti vantaggi per l’impresa. In particolare, registrare un marchio d’impresa può portare:

  • Il diritto esclusivo di utilizzare il marchio registrato, evitando che altri possano utilizzarlo indebitamente ed a loro volta ;
  • Possibilità di avviare azioni di tutela legale nei confronti di terzi che utilizzino impropriamente tale marchio;
  • Possibilità di sfruttare economicamente il marchio attraverso la concessione in uso a terzi.

La motivazione principale che spinge un’impresa verso la registrazione di un marchio è la sua tutela nei confronti della concorrenza e per poter disporre di quel marchio sul mercato, anche attraverso la concessione in uso del marchio a soggetti terzi. Per ottenere questi vantaggi è necessario procedere alla registrazione del marchio, che può essere effettuata sia a livello nazionale che internazionale (europeo o mondiale). 

Si tratta di procedure che consentono di ottenere una forma di tutela graduale, in relazione alle necessità di sfruttamento territoriale del marchio. In ogni caso la registrazione del marchio ha una validità decennale e può essere rinnovata alla scadenza.

Non deve essere sottovalutato il fatto che un marchio, una volta registrato, può diventare molto più facilmente cedibile sul mercato, in quanto è molto più semplice individuare la titolarità del marchio, e la sua unicità (e quindi il suo valore economico). Per questo motivo la registrazione di un marchio non deve essere vista solo come un vantaggio legale, ma anche come la possibilità di attribuire un valore commerciale al proprio marchio. 

Si tratta, in buona sostanza, di valorizzare un brand nel tempo, sfruttandone i vantaggi nel lungo periodo (pensa al caso di cessione o di sfruttamento in licenza a terzi del marchio stesso).

Accanto a questi importanti vantaggi derivanti all’impresa dalla registrazione di un marchio che la contraddistingue vi sono poi le collegate ed altrettanto importanti attività di tax planning che possono essere sfruttate per arrecare notevoli vantaggi fiscali.

I beni immateriali come licenze commerciali, royalties, marchi, brevetti industriali( c.d. privative industriali) in Italia sono soggetti a detassazione.

Questo significa che sono tutti strumenti da sfruttare per ridurre la pressione fiscale sulla propria azienda.

I vantaggi fiscali su marchi e royalties implicano, da un lato che chiunque sia titolare di un marchio ha diritto a una tassazione agevolata sulle royalties che riceve come pagamento per la concessione dell’utilizzo di tale marchio, dall’altro che chi paga delle royalties per utilizzare un marchio altrui può dedurre dall’imponibile IRES i costi sostenuti per queste royalties.

Separando l’azienda dal suo marchio, di conseguenza, si può ottenere un doppio vantaggio fiscale.

Deve essere precisato che vi sono due sistemi di sfruttamento del marchio e la sua successiva concessione in licenza per sfruttare opportunità di tax planning. Entrambi i metodi avranno però effettivi vantaggi solo se pianificati con anticipo, ed anteriormente rispetto al sostenimento dei costi di realizzazione del marchio (realizzare queste operazioni successivamente non è consentito).

Lo sviluppo e concessione dei marchi nei gruppi multinazionali

Nei gruppi multinazionali lo sviluppo dei marchi aziendali viene demandato a specifiche società che si occupano, esclusivamente, di sostenere costi di ricerca, sviluppo realizzazione e commercializzazione dei marchi aziendali. Queste società sostengono i costi e beneficiano dei ricavi derivanti dalla concessione in uso alle società operative del gruppo (attraverso le royalties).

I gruppi multinazionali riescono ad ottenere vantaggi fiscali da questo tipo di operazione, attraverso lo sfruttamento e la compensazione di svantaggi/vantaggi derivanti dai diversi regimi fiscali in gioco, ovvero quello della società concedente il marchio e quello delle società utilizzatrici.

Lo sviluppo e concessione dei marchi registrati personalmente

Una persona fisica può sviluppare e registrare personalmente un marchio, per poi pubblicizzarlo sul mercato ed eventualmente concedere il suo sfruttamento a terzi, in cambio di una remunerazione sotto forma di royalties.

In questo caso chi è proprietario di un logo depositato per risparmiare sulle tasse consiste e beneficiare del trattamento fiscale delle royalties persona fisica, deve necessariamente concedere in licenza d’uso a titolo oneroso il proprio Marchio Registrato all’azienda di cui si è titolari.

Quindi chi è titolare di un marchio registrato può concederlo in licenza d’uso alla sua stessa società o a soggetti terzi autorizzati al suo sfruttamento, che pagheranno un canone ( royalties).

In questo ambito la persona fisica che riceve questi proventi può sfruttare il regime fiscale di favore esistente in Italia sulle royalties.

Questa è la tipologia che a noi oggi interessa di più poiché applicabile e riguardante le piccole e medie imprese che costituiscono la maggior parte del tessuto imprenditoriale Italiano.

Facciamo un esempio per individuare il dettaglio.

Per quanto attiene al trattamento fiscale le royalties percepite da una persona fisica, il sistema italiano è organizzato in due regimi fiscali che trovano applicazione a seconda che a percepire la Royalty sia la persona che detiene la paternità del marchio oppure che si tratti un soggetto diverso.

Se a percepire la royalty è chi detiene la paternità del segno il fisco considera tali proventi come “Redditi da lavoro Autonomo” che, ai sensi dell’art. 54 comma 8 del Testo Unico Imposte sui Redditi (TUIR), viene calcolato applicando al compenso la deduzione a forfait di certe spese in misura variabile in base all’età del percettore.

In particolare queste deduzioni sono concesse nella misura del: 40% se le Royalties sono percepite da qualcuno di età minore di 35 anni; 25% se percepite da un soggetto di età maggiore di 35 anni.

All’importo percepito va applicata, al netto delle deduzioni spettanti, una ritenuta d’acconto del 20% così che poi la tassazione IRPEF che sarà applicata al percettore vada a scontare l’aliquota ordinaria.

Se le percepisce, invece, un soggetto diverso dall’autore, il reddito percepito dal titolare che non ne sia anche ideatore ( cioè che lo abbia ideato e registrato per primo), viene considerato dal fisco italiano come “Reddito Diverso” e, quindi, non sottoponibile alla tassazione contributiva INPS ma computabile solo ai fini imponibili IRPEF.

Non deve essere dimenticato però che la condizione necessariamente richiesta dalla legge per l’applicazione di tale regime fiscale agevolato è che i diritti sul Marchio siano stati acquisiti a titolo oneroso dal soggetto percettore delle Royalties.

Dato che tutti i “redditi diversi” sono forfettariamente computati solo come base imponibile per l’IRPEF nella misura del 75%, anche i proventi derivanti dalle Royalties beneficiano di una detrazione fiscale netta del 25%, quindi è evidente il vantaggio per chi è titolare del segno distintivo.

Per quanto attiene all’aliquota IRPEF (applicata sulla base imponibile decurtata del 25%) essa viene calcolata in base al reddito complessivo del soggetto sottoposto all’imposta, cioè varia in base al reddito complessivamente dichiarato dal titolare del marchio/percettore di Royalty.

Proprio per questa ragione è molto diffusa la soluzione di intestare il marchio a posteriori, così da pianificare l’operazione in base ai diversi livelli di tassazione dei vari soggetti coinvolti.

Si suggerisce quindi al momento della creazione del marchio, che esso venga registrato da una persona fisica, che ne diviene titolare, e solo successivamente concesso in licenza d’uso ad una società in cambio di una royalty.

Questo perché il regime di tassazione royalties sul marchio persona fisica è nettamente più vantaggioso alle spese che deve affrontare una società di capitali; IVA, IRES, IRAP e via discorrendo.

Infine, un vantaggio ulteriore dal fatto che per il proprietario le royalties vanno a integrare il compenso amministratore, rispetto al quale sono soggette a una tassazione inferiore, grazie alla deduzione fiscale, e non comportano il pagamento dei contributi INPS.

Peraltro, anche le aziende possono dedurre dall’imponibile IRES i costi che sostengono per pagare le royalties per utilizzare un determinato marchio di proprietà di un altro soggetto. Quindi si può sfruttare questo meccanismo per avere il doppio vantaggio di cui sopra.

Per l’azienda il costo delle royalties pagate per utilizzare il marchio è interamente deducibile dall’imponibile IRES.

In questo modo l’azienda riduce la propria pressione fiscale. 

Quali sono gli errori comuni riguardo la registrazione del marchio?

I più frequenti errori che possono essere commessi nella registrazione di un marchio sono:

  • innanzitutto depositare un marchio senza aver eseguito una ricerca preliminare accurata. Non verificare se il marchio è già registrato o se esistono segni simili può portare al rifiuto della domanda o a controversie legali per violazione dei diritti di terzi. Prima di procedere con il deposito, è fondamentale utilizzare database specializzati messi a disposizione dalle banche dati degli enti preposti alla registrazione dei marchi per verificarne la disponibilità, quindi, è sempre importante rivolgersi a un consulente esperto in proprietà industriale può aiutare a evitare di incorrere in problemi di questo tipo.
  • Scegliere un marchio troppo generico o descrittivo. È necessario scegliere un marchio che sia originale e distintivo, frutto di un’idea e di una creatività differenziale, che non lasci spazio a confusioni con altri già esistenti e che possa essere facilmente associato alla propria attività. 
  • Una non corretta o errata selezione delle classi merceologiche. Ogni marchio deve essere registrato in relazione a specifiche categorie di prodotti o servizi, un errore in questa fase potrebbe limitare notevolmente la sua protezione.
  • Non rinnovare il marchio, il quale ha una protezione di durata limitata e deve essere rinnovata periodicamente. Trascurare di rinnovare il marchio può comportare la perdita dei diritti esclusivi sullo stesso, aprendo la strada a concorrenti che potrebbero approfittarne.
  • Errata utilizzazione dei parametri di valorizzazione delle royalty possono aprire i casi di contenzioso con l’Agenzia delle Entrate. Infatti non è sufficiente registrare il proprio Marchio per iniziare a beneficiare di una riduzione del 25% delle proprie tasse, anzi è fondamentale essere seguiti da esperti della materia che possano guidare l’imprenditore nei delicati e complessi passaggi richiesti per l’ottenimento di tale beneficio. Fondamentale in tal senso è evitare alcuni errori tipici che possono consistere in passaggi o operazioni che attirano immediatamente l’attenzione dell’Agenzia delle Entrate, perché chiari indicatori di comportamenti fraudolenti.
  • Utilizzare sul mercato un marchio prima di averlo registrato, magari provando a registrare un segno distintivo che è già in uso sul mercato senza che venga aggiunto alcun elemento di novità. Infatti, procedere alla registrazione di un marchio d’impresa in un momento successivo rispetto alla commercializzazione del marchio sul mercato è immediatamente riconosciuto dall’Agenzia delle Entrate come tentativo di elusione fiscale.
  • Imputare i costi sostenuti per la creazione del marchio alle proprie società così da poterne portare in detrazione l’ammontare o ancora imputano i costi legati alla registrazione del marchio alla società che detiene il marchio e non a loro stessi che sono ufficialmente titolari del segno.
  • La persona fisica che detiene il marchio non investe in prima persona i costi di sponsorizzazione del marchio sul mercato, imputandoli invece alla società a cui concede lo sfruttamento del marchio. In sostanza chi paga delle Royalties deve dimostrare che vi sono ragioni commerciali concrete dietro la decisione di pagare un canone per poter disporre di quel marchio, ragioni che siano diverse dal solo e semplice beneficio fiscale. In altri termini bisogna dimostrare ad esempio un aumento del fatturato raggiunto dal marchio stesso da quando è stato acquisito in licenza d’uso; oppure l’aver avuto accesso ad un mercato nuovo attraverso il Marchio preso in licenza. Ancora aver chiuso nuovi accordi commerciali proprio grazie al segno distintivo preso in licenza.
  • Infine l’ultimo degli errori tipici in cui incorrono gli imprenditori non correttamente seguiti da professionisti è quello di non essere in grado di giustificare l’ammontare delle cifre pagate e/o percepite a titolo di Royalty, che risultano di fatto ingiustificabili in caso di accertamento dell’Agenzia delle Entrate. Non è sufficiente imputare a Royalty qualunque cifra percepita in cambio dell’utilizzo del segno distintivo per ridurre le tasse, poiché sarà importante essere in grado di dimostrare in modo incontrovertibile che quanto pagato come Royalty è giusto e proporzionato rispetto al valore concreto del Marchio che si è preso in uso e non si tratta, quindi, di una cifra computata al solo scopo di risparmiare sulle tasse.

Quali sono i passi pratici che una PMI dovrebbe compiere per proteggere e sfruttare al meglio i vantaggi fiscali offerti dal proprio marchio registrato? 

Innanzitutto ideare un segno distintivo autentico e differenziale che sia anche impegno verso la qualità e l’autenticità. 

Questo processo conferisce il diritto esclusivo di utilizzare il marchio nei confronti dei prodotti o servizi indicati nella registrazione. Di conseguenza si può prevenire che altri soggetti nel mercato utilizzino segni simili o identici, che potrebbero creare confusione tra i consumatori e danneggiare la tua immagine. 

La  procedura inizia con una ricerca di anteriorità, che è essenziale per verificare che non ci siano già marchi simili registrati. Questo passaggio è cruciale per evitare conflitti legali futuri che potrebbero emergere se il marchio scelto fosse già registrato da altri o comunque in uso.

Dopo aver condotto una ricerca di anteriorità approfondita, dovrà essere presentata una domanda di registrazione che specifichi i prodotti e i servizi che il marchio rappresenterà. Presentata, la domanda sarà esaminata dall’ufficio brevetti e marchi, che valuterà la distintività del marchio e l’assenza di conflitti con marchi già esistenti.

Se la domanda viene accettata, il marchio sarà pubblicato in un bollettino ufficiale per consentire eventuali opposizioni. Se non ci sono opposizioni entro il termine stabilito, il marchio viene registrato definitivamente. 

Da questo momento, si concretizza il diritto esclusivo di utilizzare il marchio e di difenderlo legalmente in caso di uso improprio da parte di terzi. 

Con il marchio registrato, il passo successivo è costruire e mantenere la sua identità unica. Anche attraverso un’adeguata tutela legale per proteggere il nome e il logo da usi non autorizzati e abusi potenziali. Questo processo conferisce all’impresa il diritto esclusivo di utilizzare il marchio in relazione ai prodotti o servizi indicati nella registrazione. Di conseguenza, si può impedire a qualsiasi altro soggetto di utilizzare un segno distintivo simile o identico, riducendo il rischio di confusione nel mercato.

Quindi, l’imprenditore per mantenere nel tempo i vantaggi fiscali collegati allo sfruttamento del proprio marchio deve approntare una tutela ed un controllo continuo per monitorare il mercato e garantire che il marchio sia utilizzato in modo appropriato. Scopri il Test Scena Attuale gratuito di Partner d’Impresa, che ti permettere di comprendere i punti di forza e le aree di miglioramento della tua impresa impresa sotto il profilo finanziario, fiscale, patrimoniale, legale, del lavoro, e di gestione delle Risorse Umane.

Fabio Speranza

A cura di Francesca Turriciano

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Francesca Turriciano

Sono una copywriter. E mi ritengo veramente “fortunata” perché per lavoro posso “giocare” con le parole ogni giorno. Ma non solo. Posso dare sfogo a tutto ciò che amo: leggere, soddisfare la mia curiosità infinita e vivere una vita “piena”. Sì, perché il lavoro del copywriter non si ferma alla scrittura. Ogni parola che scrivo è solo la punta dell'iceberg di un mondo ricco di idee, emozioni e visioni. In effetti la scrittura ha creato “un prima e un dopo” nella mia vita ed è stata la chiave che ha aperto la porta alla mia vera essenza. Quando ho lasciato entrare la creatività, ho dato il via a un circolo virtuoso che ha portato nuova energia e tanti stimoli interessanti. È stato come un risveglio che mi ha catapultato in una nuova dimensione, fatta di scoperte sempre diverse, avventure straordinarie e storie da raccontare. Oggi sono qui per condividere questo pezzetto di viaggio insieme ad altri lettori che, come me, sono appassionati della vita e dei suoi infiniti racconti.

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