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Come scegliere il broker giusto

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Investire è una decisione importante che richiede non solo una conoscenza approfondita del mercato finanziario, ma anche la scelta di un broker affidabile.

La selezione del broker giusto si traduce direttamente nella capacità di ottimizzare i rendimenti e di ridurre al minimo le incertezze. Un broker affidabile è un intermediario per le transazioni finanziarie e svolge un ruolo fondamentale nel fornire informazioni tempestive, strumenti analitici avanzati e un ambiente sicuro per eseguire operazioni in modo efficiente. In questo intricato contesto, la scelta del broker diventa un elemento chiave nella costruzione di un portafoglio di investimenti solido e sostenibile nel tempo.

Per ottenere consigli e insight da un esperto di investimenti, abbiamo intervistato Felipe Orrego di Investitore Efficace.

Insieme a lui esploreremo i criteri chiave da considerare quando si sceglie un broker e forniremo una guida dettagliata su come prendere la decisione più informata possibile.

Intanto che cos’è effettivamente un broker?

Molte persone confondono il broker con il consulente bancario o assicurativo, perché in alcuni casi è lui la persona a cui si rivolgono per comprare e vendere strumenti finanziari.

Per definizione il broker è l’intermediario tramite cui tu puoi acquistare e vendere gli strumenti.

Ormai nel 2024 non è più una persona che chiami e fa le operazioni come poteva essere in passato, ora il broker è una piattaforma efficace ed efficiente in termini di costi che ci permette di fare le operazioni di acquisto e vendita.

In ambito di consulenza finanziaria personalizzata, il consulente indipendente ti consiglia anche la miglior piattaforma per comprare e vendere gli strumenti finanziari.

In base alla tua esperienza, quali sono i fattori più importanti da considerare nella scelta di un broker?

  1. Strumenti acquistabili

Il primo fattore da considerare è la tipologia di strumenti che il broker ti permette di acquistare.

Molti broker, purtroppo, ti permettono di acquistare solo strumenti finanziari derivati.

Ad esempio, eToro si promuoveva qualche anno fa con commissioni zero (che poi non lo erano), però a quali condizioni? Che tu non compri strumenti finanziari veri e propri, come un ETF o azioni, ma acquisti solamente un CFD (contract for difference), strumenti finanziari derivati il cui prezzo si muove esattamente come quello dell’ETF o dell’azione. 

Qual è il problema?

Che se eToro, il broker, fallisce perdi comunque tutti i soldi (rischio di controparte).

Mentre, se avessi scelto un broker serio che ti vende lo strumento finanziario vero e proprio, in caso di fallimento del broker stesso, tu rimarresti possessore dello strumento e ti basterebbe comunicare al broker fallito su quale altro broker vorrai controllare e vedere l’andamento dei tuoi strumenti.

Bisogna poi verificare che gli strumenti finanziari che vuoi acquistare siano scambiati tramite il broker che vorresti utilizzare.

2. Regime fiscale

Un altro fattore importante da considerare è il regime fiscale che il broker ci permette di applicare, ovvero il regime fiscale che regolerà la modalità di pagamento delle imposte sulle plusvalenze.

Di solito, se il broker è estero saremo in regime dichiarativo, cioè la responsabilità della dichiarazione fiscale è in carico a noi e siamo noi i responsabili della dichiarazione. Quindi l’imprenditore deve comunicare al commercialista le operazioni fatte, cosicché lui possa fare i calcoli sui redditi da dichiarare. Tuttavia, questo implica maggiori costi in termini sia economici che di tempo da dedicare.

Se il broker è italiano (oppure estero, ma con convenzioni particolari con l’Italia), saremo in regime amministrato. In questo caso è il broker che si occupa della parte fiscale per noi e quindi, quando vendiamo uno strumento con una plusvalenza, il broker ci dà sul conto l’importo che ci spetta, già al netto della tassazione.

Questo è molto più comodo e più efficiente per chi fa investimenti finanziari.

Per chi fa trading il regime dichiarativo è interessante, perché si pagano le tasse solo in sede di dichiarazione: riceviamo le plusvalenze lorde senza che siano tassate subito.

3. Costi e commissioni

In verità, tutte le banche italiane rispettano le prime due caratteristiche che cerchiamo nella scelta del broker, ovvero ci permettono di acquistare strumenti finanziari veri e propri e, di base, applicano il regime amministrato.

Tuttavia, quando si va a considerare il terzo fattore, ovvero i costi e le commissioni che il broker ci applica, il 99% delle banche non risulta essere conveniente, perché applicano commissioni eccessive sulla transazione degli strumenti finanziari.

Se abbiamo una banca tradizionale, come Intesa Sanpaolo o Crédit Agricole, avremo rispettato i primi due fattori, ma possiamo essere certi di pagare commissioni eccessive, che impattano negativamente sui nostri rendimenti. Infatti, ogni volta che faremo un acquisto saremmo già in negativo per via delle commissioni.

Dunque, per ricapitolare, il terzo fattore più importante e a cui stare attenti sono i costi e le commissioni: devono essere più bassi possibili.

Mi fai un paio di esempi di broker che rispecchiano tutte e 3 le caratteristiche?

Il primo esempio che farei e che i nostri clienti utilizzano più spesso, è Directa. Si tratta di un broker italiano che esiste dal 1996 e che svolge solo e soltanto l’attività di brokeraggio. 

La sua attività è diversa da quella delle banche, che invece svolgono più attività (come ad esempio la tenuta dei conti correnti e fanno prestiti) e quindi hanno contemporaneamente sia la funzione monetaria, sia quella creditizia che la funzione di brokeraggio (per non parlare del loro interesse a portarti ad essere loro cliente di consulenza finanziaria non indipendente). 

Directa, invece, è specializzata solo in brokeraggio e proprio per questo è il broker italiano con le commissioni più basse in assoluto, dunque il più conveniente.

Un altro broker che sicuramente ha senso citare è Fineco che ha delle buone condizioni per chi ha dei capitali relativamente alti. Le loro commissioni, infatti, sono migliori rispetto a tutte quelle delle altre banche italiane, ma comunque sono molto più alte rispetto alle commissioni di Directa. Altra cosa a cui prestare attenzione con Fineco, è di evitare gli inviti dei promotori Fineco a farsi seguire da loro dato che non sono consulenti finanziari indipendenti e potrebbero volerti far acquistare strumenti finanziari più costosi e meno efficienti (ne abbiamo parlato in maniera approfondita qui: Differenza tra consulente finanziario indipendente e consulente bancario tradizionale).

Se non siamo residenti in Italia oppure ci spostiamo spesso, potremmo valutare il broker più grande al mondo, che anche gli investitori istituzionali utilizzano, ovvero Interactive Brokers, consapevoli che saremo in regime dichiarativo. Tra l’altro, quest’ultimo ha le commissioni di transazione più basse in assoluto.

Io stesso utilizzo, invece, DEGIRO. Prima questo broker permetteva di aprire conti senza l’obbligo del prestito titoli (che comporta lo stesso rischio di controparte dei broker che vendono solo CFD). Ora, purtroppo, non lo permette più dunque è da evitare. Tra l’altro è un broker estero. Dunque, il regime fiscale è quello dichiarativo.

Perché lo utilizzo?

  1. Perché faccio anche trading oltre ad investire, dunque, il regime dichiarativo per questa attività è più efficiente.
  2. Non devo far fare i calcoli al commercialista, ma semplicemente girargli una dichiarazione pre-compilata col quadro RW: i conti delle imposte da pagare sono già stati fatti da professionisti esperti in fiscalità pagati da DEGIRO.
  3. Perché le condizioni di chi ha aperto il conto tempo fa sono le stesse. In altre parole, non sono stato obbligato a fare il prestito titoli e non ho rischio di controparte: sono possessore delle mie azioni singole e dei miei ETF.

Ci sono errori comuni da evitare durante questo processo decisionale? E quali consigli hai per gli investitori che stanno cercando il broker più adatto alle proprie esigenze?

Scegliere il broker, così come scegliere gli strumenti finanziari, non è una decisione da prendere alla leggera.

In totale onestà e trasparenza: le informazioni date in questo articolo o che si possono trovare su YouTube non sono sufficienti per scegliere il miglior broker.

Questo perché oltre alla valutazione dei fattori riguardanti il broker stesso (strumenti acquistabili, regime fiscale, costi e commissioni) che abbiamo citato prima, dobbiamo considerare i fattori personali riguardanti l’utente che utilizzerà il broker (quante operazioni farà, saranno operazioni di trading o di investimento, quanto spesso lo utilizzerà, serve che sia un broker con un’interfaccia semplice da utilizzare oppure l’utente riuscirà ad utilizzarne una relativamente più complessa, ma più conveniente, ed altri).

Quando dobbiamo scegliere i migliori medicinali per prenderci cura della nostra salute fisica, ci affidiamo ad un medico che ci consiglia e ci prescrive una ricetta.

Quando dobbiamo scegliere i migliori strumenti finanziari ed il miglior broker per acquistarli per prenderci cura della nostra salute finanziaria, dovremmo affidarci ad un Consulente Finanziario Indipendente che ci può “prescrivere” le raccomandazioni necessarie: così fanno gli imprenditori e professionisti, clienti di Investitore Efficace. Ognuno di loro è consapevole di aver scelto sia il miglior broker che i migliori strumenti finanziari, perché hanno ricevuto una consulenza personalizzata da parte di un professionista senza conflitti d’interessi.

Il mio consiglio per evitare errori banali, che però purtroppo accadono ogni giorno (come ad esempio, aprire Directa, ma poi acconsentire al prestito titoli e tanti altri), è quello di affidarsi ad un Consulente Finanziario Indipendente.

Per conoscere personalmente uno dei Consulenti Indipendenti che collabora con Investitore Efficace e prendere queste decisioni importanti affiancato da un esperto che veramente ci tiene a te e ai tuoi obiettivi, abbiamo dato la possibilità ai lettori di questo articolo di prenotare una consulenza gratuita tramite questo link:

https://consulenzafinanziariaefficace.com/prenota-consulenza

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Francesca Turriciano

Sono una copywriter. E mi ritengo veramente “fortunata” perché per lavoro posso “giocare” con le parole ogni giorno. Ma non solo. Posso dare sfogo a tutto ciò che amo: leggere, soddisfare la mia curiosità infinita e vivere una vita “piena”. Sì, perché il lavoro del copywriter non si ferma alla scrittura. Ogni parola che scrivo è solo la punta dell'iceberg di un mondo ricco di idee, emozioni e visioni. In effetti la scrittura ha creato “un prima e un dopo” nella mia vita ed è stata la chiave che ha aperto la porta alla mia vera essenza. Quando ho lasciato entrare la creatività, ho dato il via a un circolo virtuoso che ha portato nuova energia e tanti stimoli interessanti. È stato come un risveglio che mi ha catapultato in una nuova dimensione, fatta di scoperte sempre diverse, avventure straordinarie e storie da raccontare. Oggi sono qui per condividere questo pezzetto di viaggio insieme ad altri lettori che, come me, sono appassionati della vita e dei suoi infiniti racconti.

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