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Come risparmiare a livello fiscale con i premi di produzione

COME EROGARE I PREMI DI PRODUZIONE
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Sapevi che puoi risparmiare a livello fiscale sfruttando i premi di produzione? 

E la cosa più bella è che sposti il denaro dalle tasche dell’erario a quelle dei dipendenti ed ottieni il doppio vantaggio di una tassazione ridotta. 

Quindi riusciamo a fornire un maggior reddito ai nostri collaboratori, mentre noi paghiamo meno imposte, creando così un sistema vantaggioso per entrambe le parti.

Come farlo?

Lo vediamo subito! In questo articolo esploreremo il trattamento fiscale dei premi di produzione e i vantaggi fiscali ad essi associati.

Premi di produzione: le regole fiscali 

Se la tua azienda ha deciso di erogare premi di produzione, è possibile beneficiare di una tassazione ridotta al 10% e per il solo anno 2023 al 5% su un importo fino a 3.000 €. Tieni presente che questa agevolazione fiscale si applica solo se il reddito è inferiore a 80.000 €.

Esiste anche un’opportunità di aumentare l’importo massimo del premio a 4.000 € nel caso in cui tutti i dipendenti, indipendentemente dalla loro posizione, siano coinvolti nei processi di innovazione e crescita aziendale. Tuttavia, questa regola si applica solo ai contratti firmati prima del 24 aprile 2017.

Affinché i dipendenti possano beneficiare di questi vantaggi fiscali sui premi di produzione, il datore di lavoro deve rispettare alcuni requisiti fondamentali. Questi includono la stipula e in seguito il deposito del contratto o dell’accordo aziendale (che regola i premi) presso gli organi competenti entro 30 giorni dalla sottoscrizione e il raggiungimento dei requisiti per l’erogazione del premio dopo la firma del contratto o dell’accordo.

È importante ricordare che il premio di produzione costituisce reddito tassabile, ma esistono alternative di erogazione che possono offrire vantaggi fiscali, come ad esempio il welfare aziendale. 

L’azienda può decidere di erogare il premio sotto forma di benefit all’interno di un programma di welfare aziendale, che sono esenti da tassazione o ancora potrebbe erogare i premi in forma ibrida, ovvero una parte sotto forma di premio di produzione in busta paga con lo sgravio contributivo e la parte eccedente i 3.000,00 euro sotto forma di welfare.

Come si fa per poter avere diritto ad usufruire dello sgravio

  1. L’azienda con il proprio consulente del lavoro deve creare un piano incentivante; Il premio produzione può essere corrisposto per raggiungimenti di obiettivi relativi a:
  • produttività
  • redditività
  • qualità
  • efficienza
  • innovazione apportata
  1. Una volta stabiliti i termini degli incentivi da erogare al raggiungimento delle performance, si deve stipulare un accordo di II livello. Per Contrattazione di Secondo Livello si definisce un accordo, stipulato tra il datore di lavoro e i sindacati, che consente di derogare rispetto al CONTRATTO COLLETTIVO NAZIONALE DI RIFERIMENTO o alla disciplina ordinaria che contempla la tassazione totale del premio di produzione.

Si può considerare, sostanzialmente, come un sistema che permette di costituire una struttura contrattuale su misura della propria azienda, il fatto che intervenga il sindacato, non significa che all’indomani della stipula avremmo una azienda sindacalizzata. Il sindacato in questo contesto rappresenta i collaboratori e spiega loro la funzione e l’utilità del contratto, come verranno pagati i premi di produzione e in che misura questi incidono sulla tassazione.

            Il contratto di secondo livello (aziendale o territoriale) deve essere:

  • stato sottoscritto con un anticipo ragionevole e comunque in un momento in cui era incerto il raggiungimento dell’incrementalità dei parametri prescelti rispetto al periodo preso a confronto;
  • depositato telematicamente entro 30 giorni dalla sottoscrizione, unitamente alla dichiarazione di conformità dello stesso alle disposizioni contenute nel decreto del Ministro del Lavoro, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, emanato il 25 marzo 2016.
  • infine, il lavoratore ha la facoltà di optare, qualora espressamente indicato all’interno del contratto collettivo aziendale o territoriale, per la conversione – totale o parziale – del premio di produttività monetario in prestazioni di beni e servizi (cosiddetti piani di welfare aziendali) previsti dall’art. 51 del TUIR.

Facciamo un esempio per chiarire meglio.

Esempio 1) 

Il datore di lavoro decide di erogare 1.000,00 Euro al raggiungimento di determinati obiettivi indicizzati, senza accordo di secondo livello su una base di 1.000,00 euro lordi l’azienda andrebbe a pagare totalmente 1.400,00 euro e il dipendente guadagnerebbe al raggiungimento dei suoi obiettivi 680,00 euro ( la tassazione è piena per entrambe le parti del rapporto).

Se al contrario il datore di lavoro avesse un accordo si II livello che presuppone per l’anno 2023 una tassazione al 5%, l’azienda sempre sulla base di 1.000,00 euro lordi sosterrebbe un costo di 1.060,00 euro e il dipendente guadagnerebbe 932,00 euro.

Il datore di lavoro ha risparmiato 340,00 euro (su una base di 1.000,00 euro) , il collaboratore ha guadagnato 252,00 euro in più, aumentando la sua capacità di spesa e senza vedersi rosicato in tassazione il suo lavoro e la sua voglia di dare di più in azienda.

Esempio 2)

L’azienda Acca srl fattura 2.000.000 di euro, con all’attivo 15 collaboratori (5 prime linee e 10 operativi). Dopo aver redatto il budget e raggiunto gli obiettivi stabiliti, andrà a pagare il premio di produzione.

Questo è dato al raggiungimento del risultato stimato, con un budget di 3.000 euro per le 5 prime linee e 2.000 euro per i 10 collaboratori = 35.000 euro, con utile ante imposte di 400.000 euro.

Mettendo in atto la strategia del premio di produzione attraverso l’accordo di II livello, per un totale di 35.000 euro di premi erogati, andrà a pagare complessivamente 5.500 di tasse tra imposte e contributi. Senza tale accordo, invece, l’azienda avrebbe pagato 11.500.

Un risparmio niente male! 

Cosa cambia quindi? Cambia che attraverso l’utilizzo dell’accordo di II livello riusciamo a dare più soldi ai nostri collaboratori e allo stesso tempo paghiamo meno tasse, creando quindi un sistema virtuoso win-win.

Ma l’aspetto veramente significativo della vicenda è che con i premi di produzione crea anche una leva per la maggiore produttività aziendale.

E’ possibile ancora che 3.000,00 come limite massimo, siano pochi rispetto al piano di espansione dell’azienda e alla crescita che questa ha definito per e con  i propri collaboratori.

Anche in questo caso l’accordo di II livello è dalla parte dell’imprenditoria e dei collaboratori, di fatti, attraverso l’accordo di II livello i collaboratori possono decidere di destinare a welfare ( benefit, servizi per la persona e i suoi familiari detassati al 100%), la parte eccedente i 3.000,00.

In tal modo anche il sistema di premialità attraverso forme di welfare potrà essere ancorato ad indici, performance che possono variare da dipendente a dipendente.

Facciamo anche in questo caso un esempio pratico.

Il dipendente Mario, ha raggiunto tutti gli obiettivi indicizzati nell’accordo di II livello e ha un totale di premio di produzione  di 5.000,00 euro, in questo caso, potrà decidere tramite le intese raggiunte in accordo di ricevere la differenza di 2.000,00 del premio in welfare aziendale e destinare quella quota ad assicurazioni sanitarie, viaggi con la propria famiglia, tasse universitarie dei propri figli, asili nido, scuola, palestra avendo come importo il 100% dei 2.000,00 in quanto sono completamente detassati.

Se decidesse di non destinarli al welfare otterrebbe lo stesso il suo premio di produzione, ma a fronte di 2.000,00 ne riceverebbe all’incirca 1.400,00.

Come vedi bastano semplici strategie e il supporto di persone competenti per ottenere un risparmio fiscale molto interessante per la tua azienda.

Per ottenere questi vantaggi fiscali, è fondamentale avere a tua disposizione degli esperti che possano guidarti nel percorso. Scegli un consulente in gamba, come quelli di Partner d’Impresa, che saprà consigliarti al meglio in base alle esigenze specifiche della tua azienda.

Speriamo che queste informazioni ti siano state utili per comprendere come risparmiare a livello fiscale con i premi di produzione. Con le giuste strategie e il supporto adeguato, puoi ottenere un notevole vantaggio fiscale per la tua azienda.

Ricorda, la chiave è pianificare attentamente e valutare tutte le opzioni disponibili. Non esitare a consultare dei professionisti qualificati per una consulenza personalizzata.

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Michaela Desire Varone

Michaela Desirée Varone è nata nel 1986 ed è laureata in giurisprudenza. Lavora come consulente del lavoro ed HR manager. Insieme al marito Fabio Trotta fondano lo studio LABOR CONSULTING nel 2005, animati dallo scopo di aiutare tutti gli imprenditori italiani a mantenere aziende sane. Nel 2020 abbracciano il progetto Partner d’Impresa perché vicino ai loro valori etici e professionali e condividono lo scopo del progetto: avere aziende prospere e libere dai compromessi. Michaela, infine, oggi è responsabile tecnico dei consulenti del lavoro PDI.

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