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Come raggiungere il successo da giovane: i segreti di Danilo Dicorato, fondatore di Wave Marketing

Wave Marketing

“Arriva un momento in cui, per fare un salto di qualità, devi prendere una scelta, lasciare il tuo “porto sicuro” e buttarti in mare aperto. Noi l’abbiamo fatto, abbiamo rischiato in mare aperto, e questo ci ha permesso di scoprire nuove terre.”
– Danilo Dicorato

Questa è la storia di Danilo Dicorato, 28 anni, e della sua azienda Wave Marketing, nata grazie al coraggio e alla determinazione sua e del socio Federico Faloci. Oggi Danilo ci svelerà come ha trasformato il suo sogno, la sua visione ambiziosa, in una realtà di successo con oltre 40 collaboratori: Wave Marketing.

Wave Marketing è una società di consulenza aziendale fondata nel 2019, specializzata nell’aiutare le imprese a crescere a 360 gradi. Infatti, supporta le aziende nella creazione di sistemi di acquisizione clienti, nella costruzione di reti vendita, nella selezione e inserimento di nuovi collaboratori e nello sviluppo di progetti strategici di espansione. In particolare, Wave Marketing si concentra sulle attività locali, aiutandole nella creazione di sistemi di marketing digitali su misura per le micro-imprese.

Danilo, raccontaci del tuo percorso: cosa ti ha spinto a fondare Wave Marketing?

Il mio percorso è iniziato molto presto. All’epoca le mie passioni erano altre: sin da ragazzino, intorno ai 12-13 anni, mi interessava il mondo della musica, in particolare lavoravo come fonico per concerti e spettacoli teatrali. Poi, crescendo, verso i 15 anni, ho iniziato a fare il DJ alle feste, appassionandomi e immergendomi sempre di più in questo ambiente.

Da lì, spinto dal desiderio di lanciarmi nel mondo del lavoro, decisi di abbandonare gli studi per lavorare a tempo pieno in questo settore. Così mi comprai tutta l’attrezzatura che mi serviva e iniziai a suonare a sempre più serate come DJ.

Col tempo, però, la mia voglia di crescere aumentava e questo mi ha portato ad avvicinarmi anche al mondo del videomaking. Frequentai quindi alcuni corsi per imparare il mestiere del videomaker e, attorno ai 18 anni, mi ritrovai a trasformare questa passione in una professione. All’inizio è nato così, un po’ per gioco, però poi è diventato un vero e proprio lavoro e un modo per potermi mantenere da solo. 

Pian piano, le opportunità cominciarono a presentarsi.

Io non credo nella fortuna come qualcosa di astratto, ma penso che, quando fai le cose nel modo giusto, le occasioni arrivano. Intorno ai 18 anni, infatti, incontrai un’azienda che mi chiese di creare contenuti video per i loro social. Fu così che aprii la mia partita IVA e iniziai a lavorare per loro. Questo cliente mi chiese presto di espandere il mio ruolo e di occuparmi anche della gestione dei loro social e della creazione di contenuti fotografici.

A quel punto, conobbi Federico Faloci, il mio attuale socio, grazie a un amico in comune. Io, come videomaker, ero più focalizzato sui video e avevo bisogno di qualcuno che mi supportasse nella parte fotografica, che invece era proprio il punto di forza di Federico (per questo dico che le occasioni arrivano!). Iniziammo quindi a lavorare insieme su questo progetto e con il tempo arrivarono altri clienti. Così, un passo alla volta, la nostra collaborazione si trasformò in una vera e propria società. 

È così che è nata Wave Marketing: dall’incontro tra le nostre competenze e dalla volontà di fare la differenza per le aziende locali.

E come siete arrivati fin qui? Qual è stato il percorso di crescita di Wave Marketing?

Negli anni, abbiamo vissuto una grande trasformazione. Dieci anni fa, quando è nata Wave Marketing, il concetto di content creator non esisteva ancora come lo conosciamo oggi e creare contenuti sui social non era per niente banale. In più, ci rendevamo conto che il solo creare contenuti non era sufficiente: senza una corretta promozione, questi contenuti rischiavano di passare inosservati. Così, rispondendo alle richieste dei nostri clienti, abbiamo iniziato a creare delle strategie per valorizzare al massimo i loro contenuti (abbiamo quindi imparato a gestire le pagine social, a creare contenuti, a pubblicare in modo efficace e a utilizzare le sponsorizzazioni, che al tempo erano una grande novità). 

Da questa esperienza è nata una sorta di social media agency: ci occupavamo della gestione social per diverse aziende, creando e pubblicando contenuti e costruendo un nostro portfolio di clienti. Tra il 2015 e il 2018, eravamo arrivati a gestire circa 30-40 clienti, un grande risultato per noi, giovani e ambiziosi, che ci divertivamo e imparavamo allo stesso tempo. Crescendo, abbiamo iniziato a collaborare con altri professionisti, creando un team di 4-5 persone che ci supportava e riuscendo a generare 100.000/150.000 euro l’anno, un risultato che iniziava ad essere importante per dei ragazzi di 18 anni che stavano costruendo il loro futuro!

A un certo punto abbiamo avuto una svolta, che è stata probabilmente la chiave del nostro successo oggi: ci siamo avvicinati al mondo della formazione. Tutto è iniziato leggendo qualche libro sul marketing, ma presto abbiamo voluto approfondire, passando a corsi online ed eventi dal vivo. Tra la fine del 2017 e metà 2019, la formazione era diventata per noi quasi un’ossessione.

Re-investivamo praticamente ogni nostro guadagno in formazione di ogni tipo, per crescere come professionisti. 

Formarci ci ha aiutato a capire che il marketing è molto più che gestire contenuti social, ma è un insieme di tante attività più complesse. Inoltre, ci siamo resi conto che il nostro lavoro con i clienti non stava generando risultati misurabili: gestivamo contenuti e social, ma i clienti non percepivano un impatto concreto. Non che quello che facessimo non fosse profittevole, ma non era misurabile e questo non era in linea con i nostri valori. Insomma, volevamo cambiare. 

Così, abbiamo preso una decisione drastica: abbiamo lasciato andare tutti i clienti, chiuso ogni progetto in corso e dedicato mesi a ridefinire il nostro posizionamento e servizi. A fine 2019 abbiamo lanciato Wave Marketing per quella che è oggi: un’azienda che dedica le sue energie alla creazione di un sistema di marketing digitale specifico per aziende locali in grado di aiutare le micro-imprese a lanciarsi nel digitale. 

Poi è arrivato il COVID, e paradossalmente per noi è stata una grande opportunità. Inizialmente eravamo 6 persone e fatturavamo 200.000 € l’anno, mentre alla fine del 2020 avevamo 15 dipendenti e un fatturato di 1.3 milioni. Lavoravamo senza sosta, dalle 8 di mattina alle 2 di notte, ma eravamo mossi dalla missione di aiutare gli imprenditori a reinventarsi e crescere e questo ci bastava. 

La nostra attenzione per la standardizzazione e la creazione di procedure in azienda ci ha permesso di replicare e scalare rapidamente, arrivando oggi ad essere oltre 40 persone in azienda.

Arriva un momento in cui, per fare un salto di qualità, devi prendere una scelta, lasciare il tuo “porto sicuro” e buttarti in mare aperto. Noi l’abbiamo fatto, abbiamo rischiato in mare aperto, e questo ci ha permesso di scoprire nuove terre.

Ad oggi, non mi sento affatto “arrivato” né di aver raggiunto il successo. Per me, il concetto di successo è qualcosa di molto più ampio e complesso, spesso anche difficile da raggiungere. Non lo vedo come un punto di arrivo, ma piuttosto come un percorso. Ciò che abbiamo costruito finora è sicuramente funzionale e valido, però ancora non lo definirei un successo.

Secondo te, da cosa dipende il successo di un ragazzo? Quali caratteristiche fanno davvero la differenza per avere successo in giovane età? 

Secondo me, il successo di un giovane dipende da una combinazione di fattori, ma soprattutto dalla volontà di crescere, imparare e mettersi in gioco. La determinazione a migliorarsi e la disponibilità a mettere in gioco se stessi (valori, punti di forza, ma soprattutto debolezze) per realizzare un progetto più grande, è ciò che fa davvero la differenza. 

Quando sei pronto a investire tutto te stesso per qualcosa in cui credi, acquisisci tutta la forza necessaria per superare qualsiasi ostacolo e raggiungere qualsiasi obiettivo.

Quali sono secondo te gli errori più comuni che i giovani fanno quando provano a lanciarsi nel mondo del business?

Uno dei più grandi errori è la ricerca della comodità e della facilità. Nella nostra azienda facciamo circa 1000 colloqui all’anno e noto spesso che i giovani sembrano attratti da una crescita rapida e senza sforzi, probabilmente anche a causa della velocità con cui si è evoluta la tecnologia. Se guardiamo solo agli ultimi 10 anni, abbiamo assistito a trasformazioni enormi, paragonabili a quelle che, in passato, richiedevano decenni per realizzarsi.

Questo ritmo di cambiamento, per quanto positivo, ha instillato l’idea che tutto sia facilmente raggiungibile. 

Per lo stesso motivo, oggi è anche più difficile mantenere la concentrazione a lungo: molti non riescono a stare due ore a guardare un film senza distrarsi, io compreso. Il risultato che hanno portato questa velocità e questi cambiamenti è una mancanza di disciplina. Molti giovani pensano di poter ottenere risultati semplicemente iniziando un progetto, ma quando non vedono risultati immediati, mollano e passano ad altro. Invece, la disciplina è fondamentale: senza dedizione costante, non si realizza nulla di grande e di duraturo.

Il secondo errore comune è quello di non sperimentare in prima persona. Ogni servizio che noi offriamo, infatti, è stato prima testato su di noi. Crediamo sia fondamentale conoscere a fondo ciò che proponiamo, anziché vendere solo “prodotti”. Questo è un errore che vedo spesso, non solo tra i giovani. Molti si lanciano nel vendere un servizio o un prodotto dopo aver seguito un corso, ma senza averne acquisito una reale esperienza. In questi casi, non si riuscirà mai ad offrire un servizio di qualità, ma solo un prodotto “generico” e astratto.

Per noi, è essenziale vendere solo ciò che può davvero contribuire al successo del cliente. Per esempio, prima di proporre servizi di marketing, li abbiamo sperimentati e ottimizzati internamente. Lo stesso vale per la formazione dei venditori: abbiamo iniziato a offrire questo servizio solo dopo aver formato e reso autonomo il nostro team di vendita. Non vendiamo un prodotto fine a se stesso, ma portiamo sul mercato solo ciò che abbiamo già padroneggiato. Sperimentare e vincere in prima persona è la chiave per offrire qualcosa di valore al pubblico.

Quanto è importante scegliere il giusto socio o collaboratore quando si avvia un business? Come ti trovi a lavorare con Federico e cosa rende la vostra partnership vincente? 

Scegliere il giusto socio è fondamentale.

Seguendo diverse aziende, noto spesso che molte non funzionano proprio a causa delle difficoltà tra i soci nel gestire l’impresa insieme. Io e Federico, ad esempio, siamo complementari e spesso l’uno è l’opposto dell’altro in molte cose. Questo, paradossalmente, ci aiuta tantissimo: possiamo confrontarci, stimolarci a vicenda, e fissarci obiettivi che altrimenti non vedremmo con la stessa chiarezza. Ma la vera forza del nostro rapporto è la visione comune. 

Infatti, anche se su alcuni aspetti siamo profondamente diversi, condividiamo una visione chiara e solida: sappiamo esattamente dove vogliamo arrivare, quali sono gli obiettivi per i prossimi 10 o 20 anni, e siamo disposti a investire tutta la nostra energia e impegno per raggiungerli. 

Quindi sì, mi trovo molto bene a lavorare con Federico perché, nonostante siamo persone molto diverse, abbiamo un unico grande scopo che ci muove nella stessa direzione. Questa credo sia stata davvero la chiave del nostro successo come soci.

Quali caratteristiche cerchi nelle persone con cui collabori e costruisci rapporti di lavoro?

Cerco persone allineate ai valori e alla missione dell’azienda, perché mi sono reso conto che chi è motivato in questa direzione diventa una forza trainante, una spinta enorme per il gruppo. Chi è disallineato, invece, diventa spesso un grande ostacolo, un freno per l’azienda. 

Non intendo che tutti i collaboratori devono necessariamente avere la mia stessa visione, ma credo piuttosto che dovrebbero essere allineati alla grande missione dell’azienda. Poi, in generale, una caratteristica che per me è molto importante e che cerco nei candidati è la volontà di assumersi delle responsabilità e di lavorare sui propri limiti e punti deboli, mostrando un desiderio di miglioramento.

Poi, dalla parte del responsabile, posso dire che è altrettanto importante investire nella crescita del collaboratore e quindi formarlo, affiancarlo, motivarlo e credere nelle sue potenzialità (spesso più di quanto faccia lui stesso).

Le persone con cui ci circondiamo influenzano davvero il nostro successo? 

Sì, lo influenzano, ed è il motivo per cui 10 anni fa frequentavo persone diverse da quelle con cui sto oggi. 

Premesso questo, penso che, con una mentalità forte, si possa scegliere quali influenze accogliere, senza per forza adattarsi alle idee di chi ci sta intorno. Avere una visione e uno scopo chiaro in testa ti consente di frequentare anche persone con visioni diverse senza subirne l’influenza. Ovvio che, di base, per frequentare una persona dovrebbero esserci dei valori fondamentali in comune, ma quello che voglio dire è che, anche se non la si pensa completamente allo stesso modo, ci si può comunque frequentare e magari anche aiutare a vicenda. Anzi, credo che una persona con una direzione chiara possa ispirare e aiutare chi la circonda a crescere.

Sei molto giovane e già alla guida di un’azienda di successo. Cosa consiglieresti a un ragazzo che sta per iniziare il suo percorso imprenditoriale?

Fissati un obiettivo più grande di quanto pensi di poter raggiungere. 

Prenditi il tempo per definire chi vuoi essere e scrivi chiaramente ciò che vuoi realizzare non tra 1 o 2 anni, ma tra 5 o 10. All’inizio potrà sembrare complesso, lo capisco. Anch’io, sei anni fa, ho avuto difficoltà a mettere per iscritto ciò che volevo realizzare entro dieci anni: le mie idee erano confuse e non sapevo bene cosa scrivere. Eppure, tutto ciò che ho scritto quel giorno, poi l’ho realizzato. 

Darsi obiettivi ambiziosi è fondamentale per delineare il proprio percorso e per crescere. Quindi il mio consiglio è: datti grandi obiettivi e poi suddividi ciascuno di questi in micro-obiettivi concreti da raggiungere passo dopo passo. In questo modo ti sembrerà tutto più realizzabile. 

Ricorda che, se manca una visione chiara di ciò che vuoi ottenere nei prossimi anni, non costruirai mai qualcosa di solido. Tieni sempre a mente il tuo grande sogno, in ogni momento. Il mio grande sogno è ciò che continua a motivarmi ogni giorno, è la mia ragione di vita e posso dirlo con estrema sicurezza!

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