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Come orientare i giovani al futuro? Genitore e figlio a confronto

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È davvero difficile capire come far sì che un figlio scelga il suo futuro, la giusta strada, in maniera autonoma e senza l’influenza del genitore.

Oggi tratterò questo argomento insieme a mia mamma, Valeria Viaggi, imprenditrice con due figli di generazione Z. È una donna davvero forte e determinata che, con passione e tanto amore, gestisce uno studio dentistico. Valeria è riuscita a indirizzare noi, i suoi figli, verso la giusta strada senza costringerli a percorrere la sua e insegnando loro a inseguire i propri sogni sempre.

Qual è il primo passo per orientare i figli nella giusta direzione?

Valeria: Nasce tutto dall’educazione che dai ai tuoi figli. È importante conoscere le loro caratteristiche personali e insegnare loro fin da piccoli a valorizzare i propri punti di forza. Spesso i genitori sono molto concentrati a correggere quelli che loro vedono come difetti del figlio piuttosto che a valorizzare i suoi pregi. Non serve rimproverare un bambino o un adolescente, non lo farà migliorare. Invece, imparerà di più dall’esempio che gli dai, dal tuo modo di parlare, dal modo con cui ti rapporti con lui.

Se il genitore, che è un esempio per il figlio, non valorizza i punti di forza del ragazzo, come potrà mai lo stesso figlio apprezzarsi? Gli adolescenti soprattutto non vedono quando sono forti in qualcosa, non ci credono. Per questo è fondamentale complimentarsi coi ragazzi quando fanno cose belle, qualsiasi esse siano, e non dire mai “è il tuo dovere, dovevi farlo”. Mia figlia, per esempio, è molto precisa e, se sbaglia qualcosa, la prende come una delusione personale. Con lei è importante complimentarsi sempre, anche quando fa degli errori, facendole osservare che, nonostante la cosa non sia andata come avrebbe voluto, l’errore mette in evidenza anche grandi insegnamenti e opportunità.

Quindi, quando i ragazzi vincono in qualcosa, bisogna celebrare questo successo, piccolo o grande che sia, perché è pur sempre un gradino in più che servirà per salire anche quello successivo.

Poi un genitore deve dire spesso ai suoi ragazzi che gli vuole bene e che, qualsiasi sbaglio faranno, lui ci sarà sempre. I figli devono avere questa certezza, perché senza un supporto non si butteranno e avranno paura ad intraprendere una strada tortuosa e impegnativa; preferiranno invece evitare le complicazioni.

Francesca: io sono una gen Z e penso sia fondamentale l’appoggio dei genitori. Se raggiungo un traguardo e mi vengono fatti i complimenti, sono decisamente molto più motivata a replicare la mia “vittoria”. È vero, magari non era nient’altro di ciò che dovevo fare e magari era solo il mio dovere, ma dopo tanti sforzi non sarà più gratificante sentire dei complimenti? Ti sprona sicuramente di più! Sono molto d’accordo anche sul fatto che, alcune volte, è necessario festeggiare anche per gli errori del proprio figlio. Chiaramente dipende dal carattere e dalla personalità del ragazzo, non siamo tutti uguali. È giusto alcune volte anche far notare ai figli l’errore, però io, per esempio, che penso molto ai miei sbagli già da sola, non ho certo bisogno di qualcun altro che me li faccia notare, anzi, mi farebbe solo stare peggio.

Come invogli un figlio a vivere nuove esperienze riguardo il suo futuro?

Valeria: trovo molto giusto mostrare ai ragazzi ciò che non conoscono e che va oltre le loro solite abitudini, per esempio proponendo loro esperienze positive attraverso le quali sia possibile incontrare persone nuove (che il figlio in genere non è abituato a frequentare). In questo modo potrà conoscere nuovi punti di vista riguardo il suo futuro. È giusto osservare da più prospettive e prendere in considerazione tante possibilità diverse prima di fare una scelta.

 Prima di tutto, però, è importantissimo far notare al ragazzo le sue qualità, insegnargli come valorizzarle e fargli capire che in questo mondo c’è uno spazio per lui. Allo stesso tempo è bene stimolarlo con esperienze positive che possano arricchirlo e fargli comprendere che può raggiungere qualsiasi traguardo.

Bisognerebbe insegnare al proprio figlio queste cose fin da quando è piccolo, trasmettergli valori forti e fargli capire che deve sempre inseguire i suoi sogni, non quelli degli altri.

Francesca: Una piccola esperienza può cambiarti la vita, soprattutto se sei giovane. Molto spesso mia mamma mi ha fatto provare cose nuove, visitare posti diversi, conoscere persone, e ora capisco perché lo ha fatto: voleva indirizzarmi verso un futuro felice e prosperoso.

Spesso le amicizie influenzano le nostre scelte riguardo il futuro, se tuo figlio frequentasse persone che non ti piacciono glielo diresti? Come puoi allontanarlo da relazioni tossiche senza costringerlo?

Valeria: Non vanno obbligati a sceglier un’amicizia piuttosto che un’altra. Non possiamo metterci noi genitori a giudicare le persone con cui nostro figlio vuole uscire. Penso che educandolo bene sceglierà da solo le giuste amicizie, non è necessario che ci intromettiamo.

Se sta frequentando una persona che non ti piace, tu come genitore puoi farlo riflettere sulla sua vita con questa persona e su come si senta insieme a lei. Si sente bene? A disagio? Si sente limitato? Se la risposta a quest’ultima domanda è sì, per esempio, lo fai riflettere sul fatto che esiste un’altra faccia della medaglia dove la sua libertà non è limitata. In questo caso devi fargli vivere, senza imporgliele, altre situazioni dove può lui stesso vedere coi suoi occhi che c’è un’alternativa, che non si vive solo così e che potrebbe stare molto meglio se lo volesse.

Impedire ad un figlio di frequentare qualcuno non ha senso, come non lo ha metterlo in punizione, per esempio non farlo uscire. Così si arrabbierà e creerai l’effetto contrario.

Piuttosto mettilo davanti alla realtà e fagli comprendere che, se vuole questa persona al suo fianco, vivrà la sua vita come uno spettatore e non come il protagonista.

Francesca: Io ho vissuto questa esperienza. Ero circondata da amici che non erano fatti per me, non erano per niente allineati ai miei valori. Non ero felice, anche se pensavo di esserlo. Solo una volta liberata da questo enorme peso ho iniziato davvero a vivere e a creare il mio futuro. Mia mamma mi è sempre stata accanto e sapeva che quelle non erano assolutamente le persone per me, ma non mi ha mai impedito di frequentarle. Forse, se lo avesse fatto, starei ancora uscendo con loro o comunque non avrei imparato niente da quell’esperienza.

È importante lasciare che i tuoi figli capiscano da soli i loro errori e che ci sbattano la testa almeno una volta. È troppo facile dare una punizione a un bimbo o a un ragazzo e non farlo uscire. Capisco che l’istinto di un genitore in casi come questi sarebbe di obbligare il figlio a non passare tempo con degli amici che lo danneggiano, lo posso capire. Ma è proprio questa la sfida: riuscire a far crescere il proprio figlio e a far sì che impari lasciandolo “lottare” da solo.

Come ti comporti se tuo figlio non fa progressi o non ottiene risultati?

Valeria: Ascoltarli attentamente è fondamentale perché i figli, anche se non sembra, ti dicono le cose, solo che non lo fanno in modo del tutto chiaro o esplicito. Se un ragazzo non sta bene è difficile che lo dica direttamente. Per questo devi cogliere tutti i sensi in cui ti dicono qualcosa, non puoi ascoltarli solo letteralmente, ma devi leggere tra le righe. In questo modo le parole avranno un significato completamente diverso e riuscirai a capire il loro stato d’animo. Poi può capitare di cogliere le parole in modo sbagliato, anche se, di solito, infondo c’è sempre qualcosa di vero nel sesto senso del genitore.

L’ascolto è importante perché dalle parole del figlio puoi arrivare al suo stato d’animo e capire di cosa abbia bisogno. Un ragazzo, per esempio, potrebbe avere paura di fallire nella scelta del suo futuro e potrebbe quindi avere bisogno di essere spronato. Spesso un giovane cerca conferme: magari ha un’idea per il suo futuro, ma non è molto sicuro e vorrebbe sentire un appoggio da parte del genitore.

L’ascolto richiede tempo e il genitore deve essere disposto a rinunciare alcune volte ai suoi impegni per farlo, perché è solo così che potrà capire come realmente sta il figlio.

È vero che per una buona educazione ci vuole del tempo di qualità, ma spesso serve anche quantità.

Francesca: Sono d’accordo, l’ascolto sta alla base del rapporto genitori-figli. Se un ragazzo non vuole continuare un percorso di studi, e ascoltandolo davvero lo capirai, è inutile obbligarlo ad andare all’università per esempio. Se la mamma è un medico, ma i figli non hanno la missione della cura del paziente, potrà anche mandarli nella scuola di medicina migliore del mondo, ma non saranno mai dei bravi medici. Certe volte, per il bene del ragazzo, bisogna mettere da parte le proprie convinzioni.

So che in passato hai rilevato lo studio di famiglia, come vive un figlio il passaggio generazionale? Come pensi dovrebbe comportarsi il genitore in quel momento?

Valeria: Se un figlio vuole percorrere la strada del genitore, è importante che gli venga lasciata indipendenza e che gli vengano affidati dei progetti scollegati dal genitore stesso.  Questo perché non c’è niente di più brutto di essere qualificati come “il figlio di…”. Ogni ragazzo merita di avere la propria indipendenza e di costruire la propria identità, a quel punto può realmente decidere che strada prendere: se continuare con quella e restare nello studio di famiglia o se creare nuovi progetti. L’identità è importante e difficile da ottenere, per questo dobbiamo aiutare i nostri figli a costruirsela fin da piccoli, facendo loro credere in sé stessi e vedere cosa sono in grado di fare senza di noi.

Gli imprenditori devono capire che l’azienda non sono loro, solo in questo modo riusciranno a farsi succedere. I nostri figli non sono la nostra fotocopia, devono diventare più bravi di noi e lo faranno se tu, genitore, gli darai fiducia. Noi dobbiamo essere pronti a farci da parte se vogliono prendere in mano la nostra azienda.

Come si deve comportare un genitore che pensa che suo figlio abbia preso una scelta sbagliata per il suo futuro? Glielo deve dire? Lo deve supportare comunque?

Valeria: In questo caso sarebbe bene documentarsi insieme al figlio riguardo la sua scelta e ipotizzare un business plan per capire se è un’attività che può essere portata avanti. Che impegno comporta questa scelta? Quanti soldi servono? Quali sono gli obiettivi e le strategie? Ecc…

Il genitore intanto non deve essere un giudice solo perché pensa che la scelta sia sbagliata. Piuttosto è meglio far provare il ragazzo facendogli capire che non potrà avere risultati immediatamente e poi capire come va. Se la cosa non funziona se ne accorgerà da solo. O magari funzionerà e ti ricrederai. Quindi non serve giudicare e sminuire dall’inizio, perché in questo modo il figlio non si butterà mai e non farà mai nuove esperienze. Il genitore deve fare un po’ l’allenatore: caricare, motivare e buttare il giocatore in campo.

Io non mi ritengo la madre perfetta, ma penso di aver indirizzato molto i miei figli verso certi valori. Quando sono dei ragazzi, soprattutto al giorno d’oggi, è importante far capire ai nostri figli che non sono il voto che prendono a scuola, ma che devono andare alla sostanza: chi sono io? Cosa voglio fare nella vita e perché? Qual è il mio scopo finale? Non puoi dire a tuo figlio “scegli questo lavoro perché è vicino a casa”.

Se vuoi imparare una cosa devi farlo nel modo migliore, anche se è lontano da dove vivi. Bisogna sempre inseguire i propri sogni, solo così si costruirà un buon futuro.

Francesca: A volte è meglio far sperimentare a noi figli anche le cose che sembrano sbagliate agli occhi dei genitori, perché magari sono proprio questi ultimi ad avere torto. È sicuramente giusto avere un momento di confronto dove ci si scambiano le idee senza che, però, il genitore si senta di avere più diritto di parola del figlio; si tratta del futuro del ragazzo, quindi è lui ad essere il più “importante” in questa discussione. Penso che una chiacchierata sul futuro possa sempre essere d’aiuto soprattutto per i giovani che molto spesso non hanno le idee chiare, ma anche per i genitori, che imparano cose nuove e aiutano il figlio. È anche così che si rafforzano i rapporti.

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