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Come non detto: Israele non cede l’Occidente lascia fare

14 Ottobre. Questa mattina i social network sono stati affollati da video dell’ennesimo attacco militare ai danni della popolazione palestinese. La strategia utilizzata sembra quella del ”spariamo nel mucchio, almeno qualche cattivo lo becchiamo”. La scena è quella creata da due attacchi aerei. Il primo ha colpito le tende di palestinesi sfollati all’interno del complesso dell’ospedale Al-Aqsa, nella città di Deir al-Balah, nella parte centrale della Striscia di Gaza; il secondo ha visto invece una pioggia di fuoco su un ospedale e una scuola che ospitava degli sfollati. Questo perché si sospetta che siano tutte postazioni per operazioni militari di Hezbollah.

Risparmiamo la descrizione raccapricciante di quanto riportato nei video sui social.

Quanto vogliamo fare ora è dare una risposta al quesito presentato qualche giorno fa, dopo il primo attacco di Israele contro le truppe delle Nazioni Unite.

Prima ancora degli attacchi aerei di questa mattina, l’IDF (Israel Defense Force) ieri ha sconfinato nuovamente nel territorio libanese. La fonte ufficiale dell’UNIFIL dichiara:

“Questa mattina presto, i caschi blu in una postazione delle Nazioni Unite a Ramyah hanno osservato tre plotoni di soldati dell’IDF attraversare la Linea Blu e entrare in Libano.

Intorno alle 4:30 del mattino, mentre i caschi blu si trovavano nei rifugi, due carri armati Merkava dell’IDF hanno distrutto il cancello principale della postazione e vi sono entrati con la forza. Hanno richiesto più volte che la base spegnesse le luci. I carri armati sono partiti circa 45 minuti dopo, in seguito alla protesta dell’UNIFIL tramite il nostro meccanismo di collegamento, affermando che la presenza dell’IDF stava mettendo in pericolo i caschi blu.

Intorno alle 6:40 del mattino, i caschi blu nella stessa postazione hanno segnalato il fuoco di diversi colpi a 100 metri a nord, che hanno prodotto fumo. Nonostante l’uso di maschere protettive, quindici caschi blu hanno subito effetti, tra cui irritazioni cutanee e reazioni gastrointestinali, dopo che il fumo è entrato nel campo. I caschi blu stanno ricevendo cure mediche.”

Ebbene, davanti alla richiesta di spiegazioni da parte dell’Europa, Netanyahu ha insistito nel richiedere l’evacuazione delle forze dell’UNIFIL, accusandole di star facendo da “scudo umano” alle forze di Hezbollah, come se fossero ostaggi della forza nemica.

“Il tuo rifiuto di evacuare i soldati dell’UNIFIL li rende ostaggi di Hezbollah”, ha detto Netanyahu. “Questo mette in pericolo sia loro che le vite dei nostri soldati. Ma il modo semplice e ovvio per garantire questo è semplicemente farli uscire dalla zona di pericolo”.

Tirando le somme: l’esercito israeliano si dispiace se fa danni anche all’ONU, almeno è educato e chiede scusa; l’Europa fa la voce grossa ma di fatto si guarda bene dal prendere provvedimenti, giusto un po’ di ramanzina a Bibi, il quale intanto ci chiede cortesemente di levarci dalle… trincee.

L’Europa, scegliendo di non toccare i finanziamenti e l’invio di armi al quasi-alleato Israele, si è resa complice di tutto il sangue versato. Guardiamo la verità per quella che è.

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Francesco Iavarone

Francesco Iavarone è un autore Pugliese che da anni lavora con le parole. Scrittore, Articolista e Copywriter. La passione per la ricerca e la scrittura nascono sui banchi di scuola per poi diventare una vocazione vera e propria. Dottore in fisica, ama studiare, indagare e scrivere di temi di nicchia, scrivendo con l’intento di far emergere la verità dai fatti presentati e investigati.

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