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Come far appassionare i figli – Il giardino dei Talenti di Anna Aulico

far appassionare i figli
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Far appassionare i figli a qualcosa di diverso dai social sembra diventato un compito veramente difficile per i genitori.

Ma il gioco vale decisamente la candela!

Perché quando i bambini e i ragazzi si appassionano a ciò che fanno, scoprono una fonte inesauribile di motivazione e gioia e il loro atteggiamento migliora in ogni ambito.

Così ho scelto una vera esperta in materia per aiutarci a capire tutto su come far appassionare i figli. Per guidarci in questo viaggio abbiamo l’onore di avere con noi Anna Aulico, che è socia e responsabile HR di OSM Value. Da ex maestra, ora si dedica ad aiutare imprenditori e manager a raggiungere successo e felicità attraverso l’etica e la comunicazione. Con il progetto KID’S TALENT  e “Il giardino dei talenti”, Anna porta il suo amore e la sua cura nelle scuole per aiutare i giovani a plasmare un futuro basato sui loro sogni.

Condividendo la sua preziosa esperienza, Anna ci guiderà nell’esplorazione di strategie e consigli su come far appassionare i nostri figli, mantenendo un equilibrio sano tra lavoro e famiglia.

  • Parliamo subito di KID’S TALENT e del tuo percorso chiamato “Il giardino dei talenti”. Cosa significa per te e quali sono i princìpi fondamentali che ti guidano?

Per me, KID’S TALENT e il percorso de “Il giardino dei talenti” rappresentano una missione personale e un’opportunità di realizzare ciò che ho sempre desiderato. Quando ho lasciato il mondo della scuola, ho provato un forte rammarico perché sentivo che c’era ancora tanto che potevo dare ai bambini. Non ero soddisfatta dei 1400 Euro che guadagnavo come insegnante, perché sapevo che potevo fare di più.

L’idea di KID’S TALENT è nata quasi per caso, ma è stata una di quelle idee che sembrano essere destinate a prendere vita. Fortunatamente, ho avuto delle ottime relazioni con le dirigenti scolastiche, che mi hanno aperto le porte delle scuole. Mi piace ricordare che mia nonna mi diceva sempre “lascia profumo”, intendendo il fatto di lasciare una buona impressione ovunque andassi.

Il principio fondamentale che mi guida in questo percorso è insegnare ai bambini quelle competenze e quelle materie che spesso vengono trascurate nella scuola tradizionale. 

Voglio aiutarli a coltivare i loro sogni, a sviluppare un’autostima positiva e a credere in se stessi. Penso che questi aspetti siano fondamentali per il loro sviluppo personale e per costruire una base solida per il loro futuro.

  • Ogni bambino è un individuo unico con interessi diversi. Come incoraggi i genitori a scoprire e valorizzare i talenti specifici dei loro figli? 

Quando si tratta di scoprire e valorizzare i talenti specifici dei figli, il mio approccio è incentrato sull‘importanza di non sostituirsi a loro. Come genitori, non siamo i nostri figli e non possiamo vivere i sogni al posto loro. Proprio come gli imprenditori con i dipendenti, se facciamo tutto al posto dei nostri figli, li demotiviamo. Dobbiamo invece lasciar fare loro, anche se ciò significa permettergli di commettere errori lungo il percorso.

In OSM KIDS, il nostro percorso con i figli degli imprenditori, i consulenti sono semplicemente gli osservatori che i bambini meritano, quelli che li guardano e riescono a vedere quanto sono speciali. 

Nelle classi con i genitori, li incoraggiamo a trattare le famiglie come vere aziende, organizzando riunioni periodiche per discutere i progressi, gli obiettivi e le sfide dei loro figli. Inoltre, suggeriamo l’utilizzo di incentivi appropriati per motivare i bambini a perseguire i loro talenti, così da creare un ambiente di apprendimento positivo e stimolante. L’obiettivo è quello di creare una sinergia tra genitori e figli, lavorando insieme per scoprire e coltivare i talenti unici di ogni bambino.

  • Spesso i genitori si trovano di fronte a sfide nel sostenere e nutrire l’entusiasmo dei loro figli nel lungo termine. Come affronti questa situazione e quali suggerimenti offri ai genitori per mantenere viva la passione dei loro ragazzi nel corso del tempo?

Affrontare le sfide nel sostenere e nutrire l’entusiasmo dei figli nel lungo termine è una questione che richiede impegno costante da parte dei genitori. È normale che all’inizio ci sia un sentimento di entusiasmo, ma successivamente si può sperimentare anche la fatica. Quella che io chiamo “zona della tristezza” in ambito aziendale e che potrebbe essere vista come una fase di difficoltà o di mancato successo.

Il mio suggerimento ai genitori è di impegnarsi a tenere la mano dei propri figli durante tutto il percorso. Ad esempio, posso condividere la mia esperienza personale con mia figlia, con cui avevamo stabilito la lettura di tre pagine al giorno quando era piccola. Se si sentiva male o non riusciva a farlo, io le leggevo al suo posto, mantenendo la promessa e offrendole il mio sostegno. Questo mostra ai figli che siamo al loro fianco, anche quando si incontrano difficoltà.

In un recente discorso che ho avuto l’onore di ascoltare, Patrizio Oliva ha sottolineato la differenza tra essere un perdente e uno sconfitto perché “Lo sconfitto analizza ciò che non è stato fatto bene”. Questo insegnamento può essere applicato ai genitori e ai figli. È importante valutare insieme gli ostacoli o gli errori che si possono incontrare lungo il percorso e utilizzarli come opportunità di crescita e apprendimento. Mantenere una mentalità aperta e incoraggiare la riflessione può aiutare i genitori a mantenere viva la passione dei loro ragazzi nel corso del tempo.

  • Spesso si parla di “giovani senza speranza”. Secondo la teoria della speranza di Snyder, ci sono tre elementi chiave legati alla speranza: impostare un obiettivo, pensare ai percorsi e pensare all’azione. Quali potrebbero essere i fattori che influenzano la mancanza di speranza nei giovani e come possiamo aiutarli a sviluppare una visione chiara dei loro obiettivi, a individuare diverse strade per raggiungerli e a sentirsi motivati ed in grado di intraprendere le azioni necessarie per realizzarli?

Viviamo in un periodo in cui spesso ci viene detto di accontentarci, come a dire che non possiamo aspirare a più di quanto ci viene offerto. Questa mentalità, definita da mio amico Andrea Condello come “Il periodo della poverite”, può influenzare negativamente i giovani. 

Spesso, per paura del giudizio degli altri, evitano di fare le cose che desiderano davvero. Ma è fondamentale che i giovani provino e si aprano alla vulnerabilità, perché è proprio in questi momenti che scoprono chi sono veramente. 

Altra cosa in cui dovremmo spendere le nostre energie è normalizzare il concetto di deviazione dalla strada originale. Se abbiamo scelto un percorso da A a B, ma ci accorgiamo lungo il cammino che ci piace C, non c’è nulla di male nel cambiare direzione. Questo è il messaggio che dovremmo passare anche ai nostri ragazzi e che potrà essere loro d’aiuto per imparare ad esprimersi al 100%.

  • In una intervista che ho fatto a Luca Mazzucchelli, lui mi ha raccontato che crea delle statistiche anche per misurare quante volte porta i figli a scuola o a fare sport. Molti genitori che sono anche imprenditori, possono trovarsi a dover prendere decisioni difficili riguardo alle priorità tra il lavoro e il coinvolgimento nei percorsi dei loro figli. Secondo te, qual è il modo migliore per bilanciare queste esigenze contrastanti e garantire che i nostri figli siano sostenuti nel perseguire le loro passioni?

Quando siamo sia genitori che imprenditori, bilanciare il lavoro e l’impegno nei percorsi dei nostri figli può essere una sfida. Ma ricorda che la vita è fatta di vasi comunicanti e dobbiamo cercare il modo migliore per ottenere risultati positivi in ogni ambito. 

Noi indossiamo diversi “HAT”, ricopriamo differenti ruoli: siamo padri, madri, figli, manager, colleghi. Quando trascuriamo uno di questi ambiti, il rischio è quello di farci assalire dai sensi di colpa e diventare meno efficienti in ogni aspetto.

Ovviamente esistono le eccezioni e puoi provare a trovare soluzioni creative. Ad esempio, se in un periodo devi concentrarti di più sul lavoro, spiega ai tuoi figli la situazione e fai accordi per trascorrere momenti speciali con loro in seguito.

Ricorda che non devi compensare le mancanze con regali o materialismo. I tuoi figli hanno bisogno della tua presenza, del tuo ascolto e del tuo sostegno attivo. In questo modo, potrai stare bene senza sensi di colpa e garantire che i tuoi figli si sentano apprezzati e sostenuti nel perseguire ciò che amano.

Anna ci ha mostrato che far appassionare i figli è una sfida che richiede impegno, pazienza e dedizione costanti. Ma quando vedrete i vostri figli brillare di entusiasmo e gioia per ciò che fanno, capirete che ogni sforzo è valso la pena. 

Non arrendiamoci mai nel coltivare la passione dei nostri figli e offriamo loro il supporto di cui hanno bisogno per realizzare tutto il loro potenziale. Insieme, possiamo costruire un mondo in cui i nostri figli possano vivere una vita appassionata e piena di significato.

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Francesca Turriciano

Sono una copywriter. E mi ritengo veramente “fortunata” perché per lavoro posso “giocare” con le parole ogni giorno. Ma non solo. Posso dare sfogo a tutto ciò che amo: leggere, soddisfare la mia curiosità infinita e vivere una vita “piena”. Sì, perché il lavoro del copywriter non si ferma alla scrittura. Ogni parola che scrivo è solo la punta dell'iceberg di un mondo ricco di idee, emozioni e visioni. In effetti la scrittura ha creato “un prima e un dopo” nella mia vita ed è stata la chiave che ha aperto la porta alla mia vera essenza. Quando ho lasciato entrare la creatività, ho dato il via a un circolo virtuoso che ha portato nuova energia e tanti stimoli interessanti. È stato come un risveglio che mi ha catapultato in una nuova dimensione, fatta di scoperte sempre diverse, avventure straordinarie e storie da raccontare. Oggi sono qui per condividere questo pezzetto di viaggio insieme ad altri lettori che, come me, sono appassionati della vita e dei suoi infiniti racconti.

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