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Come essere un mentore?

mentore
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Al giorno d’oggi, se vuoi che la tua azienda abbia successo, deve assolutamente avere dei ragazzi giovani! Ma come bisogna comportarsi con loro? Come si può essere per loro un vero mentore?

L’ho chiesto ad un ragazzo pieno di energia e sempre disponibile ad aiutare; sto parlando di Sergio Perisnakos, consulente e project manager di OSM che al momento si occupa del progetto Spiritual Economics. 

Sergio è un ragazzo di 23 anni ambizioso e determinato, che dall’oggi al domani si è trasferito a 150km da casa, stravolgendo la propria routine per inseguire il suo sogno. 

Sergio ha costruito il suo successo da solo, prendendosi delle responsabilità importanti e facendo scelte coraggiose. A volte ha sbagliato, ma ha imparato ad essere profondamente grato per i suoi errori perché proprio questi lo hanno reso il giovane di successo che è ora. 

Hai presente quando stai passando una di quelle giornate tristi, dove non te ne va bene una e sei arrabbiato col mondo? Ecco, bastano due minuti con Sergio e la tua giornata si risvolta!

Allora Sergio, cosa ti fa sentire gratificato al lavoro?

Sicuramente il fatto di avere persone che collaborano CON me e non che lavorano PER me. Io e i miei colleghi siamo una squadra dove ognuno fa la sua parte, diversa da quella degli altri, per raggiungere un obiettivo comune. Non c’è mai competitività, piuttosto è una simbiosi in cui ognuno, alzando i propri standard, aumenta anche quelli degli altri. Poi inevitabilmente si creano forti legami che si solidificano nel tempo e di cui sono profondamente grato. È un’amicizia che nasce al lavoro, ma che va ben oltre al lavoro stesso. Ci sono momenti più pesanti, ma anche in quelli si può trarre qualcosa di positivo.

Ci sono stati momenti difficili da quando lavori? 

Certo, ce ne sono stati, più di uno! A posteriori ringrazio ogni singolo momento in cui sono stato giù, perché le grandi lezioni e i veri risultati li ho ottenuti proprio uscendo da quelle zone buie. Questo pensiero mi aiuta ogni volta che mi sento giù a uscirne più in fretta. 

Che ruolo gioca un bravo mentore in questi momenti bui? Pensi che sia compito suo aiutare un collaboratore a brillare di nuovo?

A un bravo mentore non passa mai inosservato il fatto che un collaboratore abbia un momento giù, personale o lavorativo. Secondo me l’imprenditore dovrebbe essere preparato nel capire che spesso le due cose vanno di pari passo: se performo male al lavoro è perché forse è successo qualcosa anche nella mia vita privata. 

Un mentore dovrebbe sia essere bravo ad accorgersene, sia avere la leadership necessaria a ricaricare il proprio giovane collaboratore riaccendendo in lui il desiderio. Questo un imprenditore lo DEVE fare. 

È importante anche che un mentore sia in grado di creare la squadra “perfetta”, perché è in momenti come questi, quando qualcuno è giù di morale, che la sinergia del gruppo è estremamente utile nel riportarlo su. 

I momenti di down vanno sempre preventivati, ci saranno.

Secondo te ci sono problemi di comunicazione tra le diverse generazioni in azienda? Come possono essere risolti?

Comunicare con un collaboratore della generazione Z è un grande tabù per molti imprenditori che faticano a comprendere lo stile comunicativo dei  giovani. Spesso, quindi, vi è un forte imbarazzo da parte loro che si percepisce ed è deleterio. Situazioni di scomfort emotivo o relazionale all’interno del gruppo sono da preventivare e da gestire, non bisogna averne paura. L’imprenditore non deve ritirarsi da queste circostanze, ma è importante che le affronti applicando la sua leadership e mostrandosi come punto di riferimento. Quindi sì, per parlare con i giovani serve un po’ di sforzo, tanta comprensione e tanta pazienza. 

Inoltre, un mentore non deve sottovalutare i canali che i ragazzi d’oggi utilizzano (WhatsApp, Instagram, TikTok…), perché spesso per un gen Z “comunicazione” è anche un messaggio sui social. Allo stesso modo non rispondere ad un messaggio o leggerlo dopo molto tempo può lasciar intendere ad un giovane  disinteresse e poco apprezzamento nei suoi confronti, cose che magari una persona più grande non prende nemmeno in considerazione. 

Un mentore può anche essere un genitore, tu nel percorso che hai fatto hai sempre sentito l’appoggio dei tuoi? Pensi che sia importante per un giovane averlo?

Io mi ritengo molto fortunato. I miei genitori durante le superiori hanno avuto a che fare con una vera testa calda, sono stati cinque anni davvero complicati. Loro però mi hanno sempre supportato alla grande con i mezzi che avevano a disposizione, sono stati bravissimi e di questo li ringrazio. Loro avrebbero avuto piacere che io studiassi, ma sono stati abili nel comprendere che venivo da un periodo in cui non volevo più averne a che fare con la scuola. Quindi ho deciso di andare a lavorare e ho iniziato ad ottenere grandi risultati. 

Se i miei genitori non fossero stati così di supporto e tanto comprensivi avrei sicuramente avuto bisogno di una figura all’interno dell’azienda che facesse un po’ da padre/madre per me. Sono frequenti i casi in cui genitori o persone vicino a noi sono pesanti e ci limitano; un imprenditore a volte è anche questo, un genitore.

Che consiglio ti sentiresti di dare ad un imprenditore che inserisce in squadra un gen Z?

Già il fatto di liberarsi dalla convinzione che i giovani sono immaturi e non capiscono è tanta roba! Io credo che un imprenditore di qualsiasi età possa imparare veramente tanto da un ragazzo che lavora con lui, perché i giovani sono ancora privi di qualsiasi barriera o schema che si crea nel corso degli anni. Direi quasi che sono puri, è un piacere lavorare con loro, nonostante ci saranno momenti in cui avranno a che fare con oscillazioni emotive, ma fa parte del gioco, siamo esseri fatti di emozioni, è questa la cosa bella!

Sergio è la dimostrazione che assumere giovani porta alla tua azienda una marea di energia positiva che non può fare altro che travolgere te e i tuoi collaboratori. Tutto ciò che devi fare è fidarti di questi ragazzi perché dietro ognuno di loro c’è un mondo incredibile da scoprire. 

Cosa stai aspettando? Riempi la tua azienda di persone come Sergio!!!

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2 thoughts on “Come essere un mentore?

  1. Grazie e complimenti per la scrittura e per le buone parole.
    Importante nela vita ce ne sono tante cose,ma con coraggio e onestà troverete sempre una via di usc

    ita, perché ce sempre…grazie

  2. Completamente di cuore a questo meraviglioso giovane che ha lo stesso età di mio figlio e quindi apprezzo molto questa sua voglia di crescere e prendere delle responsabilità a volte più grandi della sua età . Wow complimenti di nuovo.

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