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Come diventare mamma ha migliorato le mie capacità imprenditoriali. Un’intervista a Francesca Canteri 

Come diventare mamma ha migliorato le mie capacità imprenditoriali. Un’intervista a Francesca Canteri
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Francesca Canteri è CEO di Maternatura & Lakshmi Organic Cosmetic, aziende che si occupano del benessere e della bellezza del corpo in modo sostenibile, mamma di Leia, una bambina stupenda di nove mesi e una giovane donna piena di grinta ed entusiasmo. Ho avuto modo di conoscerla diversi anni fa e se penso a lei, le prime cose che mi vengono in mente sono il suo sorriso, i colori che indossa e la sua incredibile energia “solare”. 

Negli ultimi anni ha portato a termine con successo il passaggio generazionale in azienda, si è dedicata all’espansione di entrambe le sue attività ed infine è diventata mamma. Eppure sul suo viso non ci sono segni di stanchezza, frustrazione e fatica. Francesca è più radiosa che mai. Come riesce ad incastrare tutto nel migliore dei modi, per di più senza dare di matto? Da dove le arriva questa sua grande energia? Le ho chiesto di raccontarcelo in questa intervista! 

Le cose non “succedono” per caso

  • Francesca, sei una giovane imprenditrice che nel giro di pochissimi anni è riuscita a realizzare un passaggio generazionale in azienda nonché diventare mamma… quanto di tutto questo è “successo” e quanto di tutto questo è stato programmato con intenzione? 

L’80% è programmato con intenzione. Da più di due anni insieme al mio compagno stavamo programmando di diventare genitori. Il mio grande desiderio era quella di diventare mamma tra i 30 e 35 anni. Pur non sapendo esattamente quando sarebbe accaduto, avvicinandomi ai 30 anni, ho iniziato a pianificare un lavoro di delega in azienda. Ho così formato un responsabile per ogni reparto aziendale in modo tale che la mia presenza non fosse strettamente necessaria, per lo meno da un punto di vista prettamente operativo. Se mi fossi trovata nelle condizioni di rimanere a casa qualche mese sarei riuscita a fare in modo che l’azienda andasse avanti nel migliore dei modi. 

La stessa cosa vale per il passaggio generazionale. Io e mio padre abbiamo dedicato diversi anni alla nostra formazione, in particolare per riuscire a comunicare in modo chiaro diretto, trasparente, gentile e collaborativo. Oggi siamo complici, abbiamo chiari i nostri ruoli e abbiamo compreso qual è e quale sarà  il nostro equilibrio dentro e fuori l’azienda. Il lavoro di formazione fatto su di me e con mio padre penso sia stata una base fondamentale anche per tutto il processo di delega successivo.  

Abituarsi al nuovo ruolo di mamma-imprenditrice: una questione di priorità 

  • Ora che sei mamma com’è cambiata la tua vita (in generale e in azienda)? 

La mia vita si è rivoluzionata. Diventare mamma era uno dei miei sogni, ma non era il mio sogno prioritario, né l’unico. L’azienda è stata ed è tutt’ora una delle mie priorità. Forse l’azienda è stata proprio la mia prima figlia, qualcosa di molto più grande di un progetto. Una creatura da plasmare, far crescere e proteggere. Per anni sul podio delle mie priorità c’è stata lei, poi ovviamente con l’arrivo di Leia le cose sono cambiate. 

Nonostante l’azienda rimanga una delle cose più importanti, oggi so che c’è una vita nuova accanto a me che ha bisogno che io ci sia. Una bambina che può avere bisogno in qualunque momento, senza alcun preavviso e alla quale di certo non posso rispondere: “scusami ma ora sono in riunione, ne parliamo più tardi”. Ecco, forse può sembrare strano, ma questo per una mamma-imprenditrice significa stravolgere ogni suo paradigma. Il tuo tempo e la tua energia, soprattutto nei primi mesi di vita sono più soltanto tuoi. Non puoi ragionare come facevi prima di essere madre, non funziona!

Cambiare paradigma alla ricerca di un nuovo equilibrio 

Ma non è così facile cambiare abitudini e assetto mentale dopo anni che lavori notte e giorno per far funzionare la tua azienda. Tua figlia è lì che ti guarda, che ti chiede, e tu non puoi far altro che assecondarla, è lei la tua priorità, lo sai, ma è un po’ come se ti ritrovassi ad aver cambiato ruolo senza che nessuno ti facesse leggere un mansionario, senza che qualcuno ti formasse e ti avvisasse della cosa. 

Improvvisamente ti rendi conto che non sei più solo un’imprenditrice, né sei soltanto una mamma. Sei entrambe le cose insieme. Occupi un nuovo ruolo in famiglia, in società e in azienda. Spesso questo mi ha fatto sentire inadatta. Se passo troppo tempo focalizzata sul lavoro mi sento in colpa nei confronti di mia figlia. Se passo troppo tempo con mia figlia sento di essere poco presente con le persone in azienda. Credo sia un canale entro cui tutte noi dobbiamo passare per un po’, finché non accettiamo il nostro nuovo ruolo e ritroviamo un nostro nuovo equilibrio. 

3 consigli per gestire al meglio il tempo 

  • Quali sono le cose che ti aiutano di più nella gestione del tuo tempo?
  1. Programmazione settimanale 

Ogni fine settimana pianifico la settimana successiva. Lo faccio ogni weekend e impiego circo un’ora e mezza. Quel tempo mi serve per iniziare la settimana con energia e lucidità. Mi domando: quali sono le priorità? Dove stiamo andando? Cosa devo fare? Mi faccio queste domande pensando sia alla sfera professionale che a quella personale. Metto poi tutto in agenda. Penso sia davvero importante inserire in agenda anche dei momenti solo per sé: un trattamento dal fisioterapista, un aperitivo con le amiche. Le volte che mio sono scordata di mettere in agenda questi momenti mi sono incartata come una caramella ritrovandomi molto più stanca del solito e piena di pensieri intrusivi. 

  1. Scrivere ogni mese le mie mete 

Le mete, i nostri grandi obiettivi, devono essere molto forti molto radicate e profonde per funzionare davvero. Da quando ho partorito mi sono resa conto di aver scritto delle mete che non sempre erano così sfidanti per me, non sempre erano così grandi e profonde da riuscire a darmi la giusta carica. Questo perché il mio corpo e in generale la mia energia erano occupati su altri fronti. Ogni mese sento il cambiamento, mi rendo conto che più passa il tempo e più il mio corpo si assesta e con lui la mia energia e la mia capacità di pensare in modo lungimirante. Così seguo il corso della natura e ogni mese riscrivo i miei obiettivi e li osservo diventare sempre più chiari e sfidanti. Continuerò così finché non mi sentirò di aver fatto centro! 

  1. Comunicare in modo chiaro e costante con le persone vicine a me 

La mia tendenza è un po’ sempre stata quella di farmi scivolare le cose addosso, andare avanti con una macchina da guerra, farmi carico di tutte le cose in prima persona. Sbagliato! E quando diventi mamma… questo diventa davvero molto più difficile (per fortuna). Comunicare per queste ragioni diventa fondamentale: comunicare con il mio compagno e con i responsabili dell’azienda in modo chiaro e trasparente mi aiuta a far emergere le mie esigenze, mi permette di chiedere aiuto, mi consente di essere aggiornata sull’andamento delle cose anche se non sono presente e/o operativa. 

Comunicare per me significa anche condividere la visione, prendere accordi su chi fa cosa, rinegoziare eventuali disaccordi. In questo senso non perdo tempo a trascinare vecchi rancori, o a farmi carico di cose di cui si dovrebbe occupare qualcun altro. Ottimizzo così il mio tempo e la mia energia! 

La forza che non pensavi di avere

  • Ritieni che la nascita di tua figlia ti abbia dato strumenti in più per crescere anche come imprenditrice? Se sì quali e perché?

Un bambino porta con sé attenzioni ed esigenze che ti portano a dire: “come faccio ad incastrare tutto?” poi ti rendi conto che ce la fai e questo aumenta di tanto la tua autostima. Ciò che Leia mi ha regalato è una grande consapevolezza sulle capacità che abbiamo noi donne, ora so che possiamo organizzare tantissimi aspetti della nostra vita anche se non eravamo mai state prima di allora delle campionessa in fatto di organizzazione. Prima dicevo se non dormo almeno 9 ore a notte non riesco a fare le cose…. ora dormo molto ma molto meno, eppure… Inoltre, quando hai un figlio, impari a non procrastinare, a non trascinare a lungo certe situazioni. Non esiste “lo faccio dopo” quando hai un bebé tra le braccia, non puoi rimandare, non puoi non risolvere subito e prontamente un problema quando si presenta. 

Un bambino incrementa di molto la tua sensibilità, ti mette di fronte lo specchio, ti invita all’ascolto viscerale. Questo per me ha significato in particolar modo eliminare ogni tipo di compromesso. Avendo meno tempo e vivendo di più nell’imprevedibilità sai che non puoi sprecare troppe energie dietro a cose futili. 

Scegliere bene le persone con cui passare del tempo diventa allora fondamentale. In questo senso Leia mi ha dato modo di essere molto più brava nel selezionare le persone all’interno della mia azienda. Ora sono più vera, ho meno filtri, so esattamente cosa voglio e cosa non voglio, e data la fatica che sto facendo per far quadrare il tutto, ho deciso, grazie a Leia, che al mio fianco da qui in avanti ci saranno sempre e solo persone che hanno la mia stessa determinazione, la mia stessa voglia di farcela. 

A volte penso che Leia sia molto più forte di me. Se ha sete urla finché non qualcuno non le porge dell’acqua. Costi quel che costi lei insiste: ha chiaro di cosa ha bisogno e continuerà ad urlare finché non lo ottiene. Ora sta imparando a camminare: si alza e cade, sbatte la testa, le braccia e le gambe, ma si rialza sempre, senza fare capricci. Osservarla per me è un grande insegnamento quotidiano: se facessi esattamente quello che fa lei quante cose riuscirei a fare?! 

Come se io mi rivedessi in lei, Leia diventa uno specchio che mi insegna e chi mi dà la spinta ad andare avanti.

Nessuna rinuncia, nessun rimpianto!

  • Cosa ti senti di consigliare alle giovani imprenditrici che vorrebbero diventare mamme, ma che hanno paura di dover sacrificare la propria carriera? 

Se vuoi fare carriera e avere anche un bambino è possibile, ovvio che sarà challenging, perché se hai un’azienda non puoi prenderti un anno di maternità. Devi sapere che i primi mesi saranno davvero molto intensi. Dovrai consapevolizzare che c’è una nuova te che non conoscevi e che devi imparare ad accettare. Del resto, un bambino mette a dura prova l’energia di una persona, ma allo stesso tempo avere un bambino accanto a sé con così tanta energia, amore ed entusiasmo ti fornisce una carica pazzesca.  

Senza mia figlia vicino non so se riuscirei a fare tutto quello che faccio.

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Claudia Bosi

Editor e Ghost Writer per Engage Editore. Dopo anni di studi di Filosofia sono approdata nel mondo del lavoro e sono riuscita a fare di un dono la mia professione, grazie al contributo di persone illuminate capaci di vedere oltre un semplice curriculum. Io amo le storie delle persone, indago fra sogni ed esperienze vissute. Penso che la scrittura e la lettura siano armi potentissime che l'essere umano ha a disposizione. Le cose essenziali per crescere, comunicare, apprendere e ricordare. In quest'arte c'è la vita e il senso di ogni grande sviluppo e scoperta, è lo specchio dell'anima che riflette l'umanità tutta. Con le parole scritte si rivoluziona il mondo, ci si apre agli altri, si scopre qualcosa di sé, si lascia una traccia indelebile da qui all'eternità.

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Perché a volte è così complesso correggere un collaboratore quando commette un errore?
Perché talvolta troviamo difficile prendere una decisione?
Perché spesso, nonostante tutti i nostri sacrifici e tutte le nostre buone intenzioni, ci capita di non ottenere i risultati che volevamo?

Tutte queste domande potrebbero sembrarti sconnesse o molto lontane tra loro. A ben guardare però sono tutte collegate da un filo rosso: la tua capacità di riconoscere e gestire le tue emozioni.

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A volte le cose accadono e basta. A volte le opportunità si presentano alla porta senza darti alcun appuntamento.

Saperle cogliere, però, non è così banale, né scontato. Bisogna essere nel posto giusto al momento giusto e soprattutto con il mood giusto.
Sì perché quando un treno passa, se non hai l’entusiasmo per esplorare nuove mete… è tutto inutile!

È questa la storia di Silvia Caminati, una giovane imprenditrice emiliana, titolare dell’Osteria Dei Girasoli, un ristorante curato e accogliente, situato a pochi passi dal centro di Sassuolo.

Una ragazza dai modi gentili, con il sorriso di chi ha capito bene quanto valore abbia la vita.

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Quando si parla di impresa, di realizzazione personale o professionale, si parla spesso di coraggio. Coraggio di cambiare, di sciogliere compressi, di tuffarsi nel vuoto, di rischiare, di investire ecc. Ma che cosa significa davvero, avere coraggio? E come possiamo noi ogni giorno alimentarlo e farlo vivere al di là di ogni paura e giudizio? 

L’etimologia della parola coraggio deriva dal latino coratĭcum o anche cor habeo, aggettivo derivante dalla parola composta cŏr, cŏrdis cioè ’cuore’ e dal verbo habere ossia ‘avere’. L’origine della parola coraggio dunque risiede nell’espressione: avere cuore. 

Per comprendere il significato di “coraggio”, dunque, dobbiamo passare attraverso l’esplorazione del nostro cuore.

Se ci pensi quando accordiamo uno strumento che cosa facciamo? Allineiamo le frequenze sonore affinché possa esserci un’armonia. E se rifletti su quello che accade quando prendi un accordo con qualcuno, ti puoi rendere conto che, in sostanza, fai sì che le vostre volontà vibrino alla stessa frequenza. 

Avere coraggio vuol dire quindi connettersi alla sede dell’amore, la forza più grande che esista, quella che supera ogni paura, ogni dolore, ogni giudizio. Significa tornare a vibrare con le proprie frequenze più intime, quelle appunto del cuore, che sanno come connettere ciò in cui crediamo con ciò che facciamo. 

Ed è proprio questo che ha fatto Doretta Scutti a un certo della sua vita, quando ha deciso di rifiutare un posto fisso, quando ha deciso di aprire il suo negozio e poi di chiuderlo per rivoluzionare il suo business.

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