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Come attrarre la generazione Z alla propria azienda

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La generazione Z rappresenta una risorsa davvero unica nel mondo lavorativo, ma come
attrarla? E, soprattutto, come invogliarla a restare con noi?

Si tratta di ragazzi velocissimi a imparare e a vivere, sempre impegnati in qualcosa di
nuovo che li tenga occupati. Questi ragazzi sono come delle automobili: cercano
continuamente la novità, prestando la massima attenzione ad evitare la noia e la perdita di
tempo. Questa è una generazione di appassionati, con una capacità di ideazione
potentissima e tanti sogni nella testa. Se i giovani sono delle automobili, i loro sogni sono il
carburante, che li porta avanti ogni giorno.

Ora ti starai chiedendo cosa c’entra tutto ciò con un datore di lavoro. Saprai che, qualche
volta, le macchine vanno in riserva e il carburante va messo di nuovo. È qui che subentra la figura dell’imprenditore: la persona che deve sempre mantenere sotto controllo il
carburante ed evitare di andare in riserva, la persona che deve credere in quei sogni, che
aiuti i ragazzi a inseguirli e che gliene dia sempre di nuovi. I giovani non sono attratti da un progetto in cui possono essere utili, ma da un grande progetto che necessita della loro
presenza. Gli appartenenti alla generazione Z hanno bisogno di percepire che il titolare
crede in loro, vede con loro un futuro e, quindi, ha un piano a lungo termine per ognuno di
essi.

È importante considerare anche che la maggior parte dei giovani ha una terribile paura di
non riuscire nei propri incarichi, con la convinzione che sbagliare significhi fallire e
perdere tempo. Queste paure spesso si sviluppano nell’ambiente scolastico, dove molte
volte si richiede ai ragazzi di essere perfetti in tutto; dunque, è importante per un titolare o
un manager d’azienda riuscire a individuare una strada adatta al giovane e affidargli
qualche compito lasciandogli la responsabilità di quello che fa. Anche se all’inizio
sbaglierà, è meglio correggerlo e aiutarlo, dandogli fiducia e facendogli capire che per un
errore non è mai morto nessuno.

La fiducia è importante: non è forse tranquillizzante vedere un datore di lavoro calmo,
fiducioso e che non ha ansia appena un ragazzo inizia ad agire in modo indipendente?
Non affidarsi al ragazzo e non dargli responsabilità comporterebbe in lui uno stato di
stress, perché non si sentirebbe all’altezza del lavoro. Non che i giovani debbano stare da
soli dal primo giorno di lavoro, ma è giusto che fin dall’inizio qualche piccola
responsabilità e un po’ di fiducia venga loro data.

Insieme alla fiducia, questa generazione cerca la comprensione: mira ad un ambiente
lavorativo più amichevole che autoritario. Diciamoci la verità: nessuno vorrebbe mai
alzarsi dal letto la mattina e andare a lavorare per un capo duro, nervoso e che vede sempre
il bicchiere mezzo vuoto. Infatti, i ragazzi, prima di candidarsi, tendono a fare ricerche sui
vari posti di lavoro (soprattutto tramite social) e un fatto a cui prestano molta attenzione è
proprio l’ambiente, che deve essere amichevole, senza pressioni, nel quale le persone si
vogliono bene e non sono interessate solo al proprio successo, ma anche a quello dei
collaboratori.
L’interazione tra le persone, dunque, è importante per garantire un buon clima all’interno
dell’azienda.
Tramite alcuni recenti sondaggi è stato dichiarato che la Generazione Z preferisce un
feedback o un colloquio di persona e non tramite uno schermo. Sebbene i giovani siano
molto pratici con la tecnologia e la usino per qualsiasi tipo di attività, la Generazione Z
considera comunque importante la collaborazione e la forza del gruppo, all’interno del
quale ci si può motivare, si scherza e si è liberi di esprimere le proprie idee venendo
ascoltati. Questo aspetto è davvero rilevante per un ragazzo nella scelta del lavoro, perché
lo fa sentire parte fondamentale di un team, come lo è anche essere preso in causa per le
decisioni che riguardano il suo ruolo all’interno dell’azienda o il progetto a cui sta
lavorando.

La generazione Z cerca nel titolare un mentore, scegliendolo per la sua capacità di
insegnare, il suo carisma, il suo entusiasmo; tutte caratteristiche che implicano sognare in
grande. Un ragazzo molto giovane ha ancora un’infinità di tempo davanti e infinite sono
anche le sue mete, quindi vuole qualcuno al suo fianco che lo supporti e gli dia la
possibilità di crescere e realizzarsi. Un ragazzo è attratto da chi, pur sapendo di avere
davanti una persona molto giovane, pensa a un progetto per lui e gli dà fiducia.
Tornando all’esempio dell’automobile: supponiamo che una bellissima auto da corsa
nuova fiammante venga tenuta tutto il giorno in un garage, nessuno la tira mai fuori. La
Panda nel garage di fianco, invece, ha qualche ammaccatura ed è molto vecchia, però viene
utilizzata ogni giorno. Apparentemente si può dire che la Panda va più veloce dell’auto da
corsa, che rimane sempre inutilizzata. Eppure, se il proprietario della macchina da corsa
non avesse avuto paura di utilizzarla questa avrebbe dimostrato di andare velocissimo,
molto più della Panda.

Il bravo imprenditore scova le potenzialità e lascia alle sue persone lo spazio per crescere e sfrecciare come un’auto.

E tu cosa faresti con una macchina da corsa?

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