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Tra le Righe della Storia: La Terza Guerra Mondiale sta Avvenendo in Modo Invisibile – Ecco le Prove che Nessuno Sta Notando

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Una possibilità che preoccupa gli “esperti”

Esperti, teorici dei conflitti, chiromanti e anche qualche avventore di bar si sono più volte lanciati in previsioni su quando sarebbe scoppiata una Terza Guerra Mondiale. In fondo, dopo la Seconda Guerra Mondiale, pressoché ad ogni scoppio di conflitto o crisi internazionale la paura di un conflitto globale si ripresenta alla mente. E’ successo per l’Afghanistan, l’Iraq, i Balcani, e prima ancora durante la crisi missilistica di Cuba. Tornando ai titoli di giornale di quegli anni, non serve molta ricerca per vedere che lo spettro di un conflitto su scala mondiale non è mai davvero sparito. Ora, a stendere l’ombra di una Guerra Mondiale sono le tensioni nello stretto di Taiwan, l’Ucraina, il conflitto Israelo-Palestinese e prima ancora la primavera araba. Conflitti, crisi e tensioni, che sembrano andare ad aggiungersi ad un piccolo termometro che, raggiunta la determinata pressione, scoppia in un conflitto mondiale. Alla radice, forse, l’idea sbagliata ma comprensibile che una Guerra Globale sia effetto di un’isteria di massa dei governanti, anziché di scelte ponderate e strategie belliche ed economiche.

Per di più, per prevedere una Guerra Mondiale bisogna partire dal presupposto che i governanti non abbiano imparato nulla dalle precedenti. Non certo sul fatto che sia sbagliato dare vita ad una guerra globale, non arrivano di certo a tanto, ma quanto quale sia il modo migliore per fare una guerra globale. Quello lo hanno capito, e lo stanno applicando.

I governanti degli stati che potrebbero dare vita ad una guerra mondiale, che non sono certo tanti, hanno ben chiaro cosa sia la war-exhaustion, ossia la stanchezza da guerra, e che ruolo abbia nell’esito favorevole di un conflitto. Hanno capito che la stabilità di un sistema produttivo ed economico di una nazione è fondamentale per mantenere un impegno bellico. Hanno capito molte cose, e le stanno mettendo in campo. Si, perchè senza tanta pubblicità, la Terza Guerra Mondiale è in corso, e c’è anche chi la sta vincendo. Per capire come si stia svolgendo questa guerra, bisogna però capire poche semplici regole, che i governanti hanno ben chiaro e stanno mettendo in campo in modo efficace:

  1. La guerra non si fa mai a casa propria

Dopo l’esperienza della Seconda Guerra Mondiale, gli stati guerrafondai del pianeta hanno capito che combattere una guerra sul proprio territorio nazionale sarebbe un atto suicida, poiché manometterebbe la filiera produttiva, i mercati finanziari, e la stabilità del capitale umano necessario per portare a termine un conflitto con successo. Se guardiamo, durante la Guerra Fredda, dove i principali attori in gioco erano Stati Uniti e Unione Sovietica, il campo di battaglia non ha mai superato la frontiera nazionale di questi stati. Il conflitto si è svolto in Vietnam, in Corea del Sud, in Africa, nei Balcani ed in Sud America. In modo che il campo da gioco potesse essere distrutto in pace, senza mettere a rischio la stabilità economica dei paesi che si muovevano guerra. Ora, il conflitto si è spostato in Ucraina, in Medio Oriente, e nello stretto di Taiwan. Questa regola è anche il motivo per cui la Cina non muoverà guerra nello stretto: troppo vicino ai confini nazionali, e troppo facile per in conflitto strabordare sul suolo continentale cinese.

  1. Non serve un esercito di proprietà per fare guerra

Esiste una scelta molto migliore di usare il proprio esercito per muovere guerra, ed è usare l’esercito di qualcun’altro. Perchè impegnare i propri uomini, mettere a rischio il proprio capitale umano, perdere personale formato e specializzato, quando posso fomentare, addestrare, e armare le milizie locali di un qualsiasi stato del mondo, dargli un illusione di poter vincere il conflitto, e poi creare un casus belli? La maggior parte delle azioni ostili compiute da uno stato nei confronti dell’altro nel mondo, dopo la Seconda Guerra Mondiale, sono state azioni di spionaggio, di sabotaggio, di contrabbando di armi, di destabilizzazione economica, politica e sociale, senza contare i colpi di stato e gli atti terroristici. Non più grandi battaglie campali come alla fine dell’ottocento, che costano vite, denaro, e risorse, bensì piccoli gruppi mal organizzati di milizie locali, che possono adeguatamente stancare gli eserciti regolari dello stato bersaglio, prima che i veri attori possano scendere in campo con una “missione di pace” tra gli applausi della comunità internazionale.

  1. Un embargo commerciale fa più vittime di un bombardamento

Sebbene sui titoli di giornali compaiano solo gli atti di guerra tradizionali, come invasioni o bombardamenti, le azioni che veramente danneggiano uno stato, e vincono le guerre, sono quelle sul piano commerciale ed economico. Un embargo sulle esportazioni dell’acciaio, un embargo sulle importazioni di gas, materie prime, carburante, e tecnologia sono in grado di mettere in ginocchio stati colossali. L’interdipendenza economica e di risorse è l’unica vera assicurazione contro la guerra, ed il motivo per cui, fintanto che l’Unione Europea sarà dipendente dal gas Russo, non ci sarà mai una guerra tra questi due blocchi. Ed è anche il motivo per cui gli Stati Uniti sono così impegnati a cercare di rimuovere questa interdipendenza.

  1. Il Soft-Power decide le alleanze, non le ambasciate

Cheeseburger, Rock n’Roll, Basket e film americani sono la più grande assicurazione dell’Alleanza Atlantica. Dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, l’impegno degli Stati Uniti in Europa è sempre stato rivolto a far desiderare agli abitanti dei paesi europei di vivere la vita americana. Dalla televisione, alla musica, il cibo e gli stili, tutto è rivolto a creare un’identificazione della popolazione con lo stile di vita americano. Quando sui giornali della Guerra Fredda si leggeva che la guerra in corso era una guerra di stili di vita, tra Capitalismo e Socialismo, tra Est e Ovest Berlino, era la verità. Oggi, se l’Italia dovesse scegliere tra allearsi con l’Iran Islamico, o con la Francia cattolica, occidentale, e bianca, sceglierebbe certamente la seconda, anche se l’Iran non ha mai invaso l’Italia e la Francia sembra invece averne una vera ossessione. Questo perché le alleanze sono scelte dalla somiglianza dello stile di vita, e non dalle strategie diplomatiche. Per vincere una guerra, bisogna far credere di essere i buoni nella storia, e quando gli Avengers sono guidati da Captain America, è ovvio chi sia l’eroe e chi i mostri.

A fronte di queste regole, alle quali se ne potrebbero aggiungere tante e che potrebbero essere approfondite molto, bisogna prendere consapevolezza di una cosa: la Terza Guerra Mondiale è in corso e, per la precisione, ancora in corso.

La Terza Guerra Mondiale abbiamo solo scelto di chiamarla in un altro modo e combatterla con altre strategie, e si chiama Guerra Fredda.

Pensavamo che con la caduta dell’Unione Sovietica la Guerra Fredda fosse terminata, ma guardiamo da cosa era caratterizzata quella guerra, e vediamo se la situazione di oggi la rappresenta ancora, per capire se è effettivamente terminata.

La guerra si svolgeva tra gli alleati degli Stati Uniti e gli alleati della Russia. Ancora adesso?

La guerra si svolgeva tra potenze con arsenali nucleari. Ancora adesso?

La guerra si combatteva per procura, cioè in paesi esteri del medio oriente, dell’est europa e del sud est asiatico. Ancora adesso?

C’era tensione, diffidenza, accuse e sabotaggio tra un blocco e l’altro. Ancora adesso?

La guerra era tra un blocco capitalista di matrice democratica presidenziale, e un blocco para-statale, caratterizzato da presidenze a vita e statalizzazione delle infrastrutture. Ancora adesso?

Se diamo risposte a queste domande, capiamo che la Guerra Fredda è ancora in corso.

Ma la Guerra Fredda è una Guerra Mondiale? Proviamo a darci una risposta.

Questa guerra si svolge a cavallo di più continenti?

Questa guerra supera i confini nazionali?

Questa guerra impegna potenze e nazioni da ogni parte del mondo?

Questa guerra si svolge con noncuranza per le regole di ingaggio della guerra tradizionale?

Questa guerra ha visto massacri di civili, distruzione di infrastrutture, e genocidi?

Potremmo andare avanti, ma resta una sola consapevolezza da raggiungere: un tempo le Guerre Mondiali erano la straordinarietà, che avrebbe stravolto il mondo. Oggi, è semplicemente la condizione naturale in cui viviamo. Ora, la Guerra Mondiale si combatte ancora, lo si fa solo in modo più efficace ed efficiente. La Guerra Mondiale si è evoluta, e nessuno si è nemmeno accorto.

Di cosa vorresti che parlassimo? Scrivici una mail a redazione@imprenditore.info per farcelo sapere.

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Rami Nazha

Rami Nazha è Direttore Commerciale di OSM Real Estate, società di consulenza in gestione d’impresa specializzata nel settore immobiliare. Dottore in Studi Internazionali, Rami è da sempre appassionato di tematiche di attualità, di storia, di geopolitica e relazioni internazionali, anche a causa delle sue origini Italo-Siriane. Questo, e il suo amore per la scrittura, che ha dato vita nel 2021 al suo romanzo d’esordio, “Germogli”, spingono Rami a cercare di essere una voce lucida e penetrante nel panorama del giornalismo d’informazione, portando analisi e approfondimenti circa il panorama internazionale dell’imprenditoria e politica.

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