Nel 2024 sono i candidati a scegliere le aziende, non più il contrario. Sebbene le aziende facciano un’attenta selezione, molto spesso i possibili candidati hanno la possibilità di scegliere tra l’azienda presso la quale lavorare. Ciò è dovuto ad una vasta offerta del mercato, il punto però è che questi posti di lavoro vacanti vengono riempiti solo se “appetibili” per chi inizia a lavorare. Se non ci si sa presentare o si offre un posto “scadente” diventa molto impegnativo costruire una squadra efficiente e permettere a qualcuno di lavorare con noi.
Ecco perché nell’analizzare un’attività o un’azienda cerchiamo di estrapolare quali sono i passaggi vincenti, quelli che la rendono appunto un “Best Place to Work”. Oggi ad esempio analizziamo le attività sviluppate da Olindo Cren, imprenditore veneto nella ristorazione e con un piede già nel futuro.
Olindo è titolare dei ristoranti veneti Atmosphera e Amore, oltre che di B&B Le Coccole. Vediamo nel dettaglio cosa li rende così unici!
Caratteristiche che rendono le attività di Olindo un Best Place To Work
1. Turnover. In quanto azienda nella ristorazione, una buona fetta del personale è composta da giovani che si fermano solo per lavorare per una stagione e mettersi qualche gruzzolo da parte: per questa categoria di persone è normale avere un alto tasso di turnover che si aggira attorno al 30%, ma ci sta! Tuttavia nei ruoli manageriali e non stagionali il tasso è praticamente allo 0%! Ciò significa che responsabili, chef, responsabili sala e addetti alla vendita rimangono molto volentieri.
2. Clima tra i membri dello staff. Lo staff è diviso su più livelli, da quelli più anziani a quelli più giovani e che hanno iniziato da poco (o, appunto, gli stagionali); ognuno di loro lavora con entusiasmo e serenità, avendo dunque un tono alto.
3. Stipendio. Lo staff ha diritto a stipendio e incentivi, i quali non garantiscono l’unica fonte di motivazione ma permettono di creare un clima di responsabilità in ognuno dei membri del team.
4. Formazione. È frequente e ben organizzata con cadenza settimanale per lo staff in modo che tutti possano avere la conoscenza necessaria. L’obiettivo è accompagnare il collaboratore a vincere e creare soddisfacenti risultati economici. Poi mensilmente ci sono appuntamenti di attività ludica e inclusiva e durante l’anno anche delle attività più strutturate e coinvolgenti.
Cosa ha fatto Olindo di diverso da altri ristoratori?
Non è una domanda scontata, molti ristoratori ritengono assurdo fare quanto fa Olindo, ma di fatto pare proprio il “segreto del successo”. L’imprenditore veneto ci racconta infatti che la cosa fondamentale è sempre guardare i numeri: misurare, registrare e non perdere nulla, per poi ritagliarsi un momento nel mese durante il quale analizzarli. Si può raggiungere anche un bel risultato e questo va soprattutto festeggiato, dopodiché si analizzano i numeri e la strategia che ha funzionato.
Un’ altra strategia vincente è ed è stata la continua e repentina formazione dei collaboratori. Le attività svolte assieme permettono di creare un gruppo coeso, che si muove verso un’unica meta e non solo per ricevere un bel risultato economico.
Valorizzare collaboratori grazie al percorso di formazione e creare una vera e propria Academy – una più avanzata per i responsabili e una più basic per le new entry – ha fatto sì che questi si sentissero parte del gruppo e che ottenessero da subito risultati. Questo è vitale per qualsiasi azienda: se non fai vincere i tuoi ragazzi e non te ne assumi la responsabilità questi porteranno il loro talento altrove.
Anche agire tempestivamente sulle statistiche ha fatto una grande differenza, data dal fatto che in ogni riunione i numeri sono in cima all’ordine del giorno.
In che modo tutto ciò impatta sul clima che si respira?
Il clima è sereno e allegro. C’è entusiasmo, questo è un dato di fatto, i fattori poi sono molteplici. I ragazzi guadagnano bene, hanno degli incentivi in base agli obiettivi che ci poniamo, sono seguiti dai responsabili che lo stesso Olindo segue e forma.
Un elemento caratterizzante della strategia di Olindo, oltre che nell’Academy per i propri collaboratori, risiede nel guardare loro come persone da conoscere, non solo con le quali lavorare. Ogni mese in agenda c’è un appuntamento di attività ludica nel quale passare del tempo piacevole e conoscersi. Due volte l’anno oltretutto si organizzano vere e proprie convention o viaggi di lavoro, dove l’obiettivo non è parlare del fatturato ma fare belle esperienze e conoscersi, raccontare di sé e superare la barriera spesso costruita dietro un grembiule e la divisa.
Ciò permette alle persone che fanno parte del team di sentirsi parte non solo di un gruppo innovativo, ma di una vera e propria famiglia che persegue delle mete precise, un gruppo esclusivo, pioniere nel settore della ristorazione. Questo “patriottismo” o, meglio, questo orgoglio, fa sì che gli ingranaggi funzionino in modo scorrevole e veloce.
Qual è il primo consiglio per gli imprenditori che ci leggono?
La condivisione! Attualmente è un tabù e sembra che condividere pensieri ed emozioni con i collaboratori sia un rischio immenso.
Invece, al contrario, è proprio un modo per amalgamare il gruppo e orientarlo verso un’unica meta condivisa. Parlare apertamente, spiegare quali sono le difficoltà che il locale sta affrontando, coinvolgere i collaboratori. Tutto ciò non solo sviluppa un senso di responsabilità in ognuno dei membri dello staff, ma permette anche un loro coinvolgimento emotivo e dunque nelle mete aziendali. Ed è quest’ultimo punto a fare la differenza.
Tendenzialmente i ristoratori nascono da scenari simili: ex dipendenti che si sono messi in proprio, diventando imprenditori, figli che hanno ereditato un’attività o semplici investitori (soci di un professionista). Venendo quindi da contesti nei quali la condivisione era totalmente assente, non la contemplano come qualcosa di produttivo, utile e anche bello, ma da ciò il business ne risente.
Per fare un gran salto di qualità si può partire condividendo il proprio sogno alle persone che ci affiancano e magari ascoltare anche i loro, dopotutto è quello che meglio ci muove!



