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Che rapporto ha la generazione Z col denaro? 

denaro
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In questo articolo si parlerà del rapporto tra i giovani e il denaro e chi meglio di Nina Iacuzzo può trattare questo tema?

Nina è la CFO di OSM, la responsabile finanziaria di tutte le aziende del gruppo. Il suo ruolo è quello di assicurarsi sempre che, dal punto di vista legale, fiscale e finanziario, l’azienda sia tutelata, solida e florida. Per Nina è importante che le aziende di cui si occupa siano a prova di bomba sotto l’aspetto fiscale e che, allo stesso tempo, facciano utili, abbiano al suo interno persone felici e prosperino continuamente. 

Nina è un’esplosione di energia e, da come parla, si percepisce subito il suo amore e interesse verso le persone che le stanno intorno. Grazie alla sua delicatezza e al suo sorriso mi sono sentita a mio agio fin da subito. 

Nina, secondo te la generazione Z ambisce a guadagnare tanto denaro attraverso il lavoro? 

Sì, sono molto ambiziosi. La cosa che mi piace di più dei giovani è che credono e puntano tanto su loro stessi. Il contesto storico sicuramente li aiuta ad aumentare questa fiducia. I social, e quindi il fatto di mettersi in mostra e di poter guadagnare in questo modo, fa loro pensare che tutto quello che vogliono lo possono avere.  

Rispetto alla gestione del denaro devono però essere anche attenti, perché l’idea di fare del denaro “facilmente” e di occuparsene ad un’età così giovane, comporta il rischio che gli stessi ragazzi si “brucino” velocemente. È molto probabile che, se una persona molto giovane e con meno esperienza si ritrova con tanti soldi in mano, li spenda in maniera poco cauta e meno prospettata alla progettazione. Quindi a questa cosa è importante prestare attenzione.  

In ogni modo, penso che questa sia una generazione incredibile che ha davvero voglia di fare. Io credo tanto in questi ragazzi! 

A volte l’ambizione è mossa dal denaro, che viene visto più come un fine che come un mezzo. Secondo te la generazione Z che idea ha del denaro e che rapporto ha con questo? 

Su questo aspetto non possiamo fare una generalizzazione: alcuni ragazzi lavorano solo per i soldi, col fine di guadagnare e basta, molti altri cercano invece l’autorealizzazione.  

Una cosa che amo di questa generazione è che i giovani conoscono e credono nel proprio valore. La mia generazione è più abituata e propensa agli step, quindi al fatto che cresci, ti diplomi, ti laurei, fai lo stage…  

Tra i ragazzi oggi, invece, è più diffusa l’idea del “posso avere tutto”. Di conseguenza potrebbe accadere, a volte, che un giovane abbia tanta consapevolezza di quello che sa fare, mentre sia meno cosciente delle sue lacune e del fatto che deve ancora imparare tanto. Perciò pretenderà di guadagnare in maniera commisurata al valore che lui stesso si attribuisce. 

Sicuramente io da piccola ero più propensa ad aspettare, quindi magari ho cominciato con 1000 euro, poi 1200, poi 1400 e poi sono salita pian piano. Alcuni giovani oggi, invece, è come se, consci del proprio valore, non possano  accettare di essere pagati al di sotto di una certa somma. Questa cosa da una parte è davvero bella, perché significa che, nonostante, ad esempio, un ragazzo abbia vent’anni, ha comunque tanta autostima e sa quello che fa. D’altra parte, penso che un giovane abbia ancora tanto da realizzare e dovrebbe cogliere il bello anche di questo, il bello di arrivare ad un traguardo passo dopo passo. Cosa c’è di bello ad avere tutto subito? 

La gestione del denaro non viene insegnata a scuola e, molto spesso, i giovani non sanno molto a riguardo. Nonostante questo, come pensi gestisca il denaro la generazione Z? 

Anche di questo argomento ci sono aspetti positivi e negativi.  

Usciti da scuola non sappiamo nulla sul denaro o su come si guadagna, se non quello che, probabilmente, ci hanno insegnato i nostri genitori educandoci secondo i loro valori. Quindi, se sono persone più parsimoniose impareremo ad essere più parsimoniosi o, al contrario, se sono più “spendaccioni”, ci abitueremo a concederci molte più cose.  

La scuola sicuramente dovrebbe rendersi conto dell’avanzare dei tempi e del fatto che i giovani hanno sempre più esigenze diverse. Sarebbe quindi, secondo me, davvero utile introdurre all’interno degli istituti scolastici, già dalle scuole superiori, l’educazione finanziaria a tutti gli effetti. Insieme all’organizzazione di OSM Edu stiamo promuovendo sempre di più progetti rivolti ai giovani riguardanti questi argomenti. Il nostro scopo è quello di arrivare a più persone possibili, in modo da eliminare tutta questa disinformazione.

Capisco comunque la difficoltà delle scuole di scegliere la persona giusta per trattare questo tema, che non è semplicissimo, anzi, è molto delicato, poiché alcune famiglie hanno una situazione economica diversa da altre. Parlare di soldi in molte famiglie è ancora un tabù, per cui, per affrontare questo argomento nelle scuole, devi essere esperto e bravo a spiegare. 

Noi, in OSM, grazie ad alcuni progetti, cerchiamo già di sensibilizzare il più possibile i giovani all’educazione finanziaria. Mi rendo conto che quello che facciamo è ancora poco, perché possiamo arrivare solo a pochi giovani, quando invece questo argomento dovrebbe essere imparato da tutti

Noto anche che su social come Instagram o Tik Tok ci sono tanti canali che parlano di educazione finanziaria, soprattutto per i giovani. Ho scoperto qualche tempo fa una pagina su Instagram che si chiama “bankstation_”. È stata creata da un ragazzo per sensibilizzare il pubblico a temi finanziari e mi piace tanto il modo in cui lo fa. Stamattina, per esempio, spiegava con un’immagine molto semplice tutto quello che sta intorno alla richiesta di un prestito e come comportarsi rispetto all’ottenimento di un prestito appunto.  

Quindi, si può certamente dire che ci sono miglioramenti da attuare, come quelli scolastici, però, dall’altra parte, vedo tanti progressi sull’argomento da parte delle tecnologie e dei social media, dai quali poi i ragazzi devono saper filtrare le informazioni. È importante quindi, per imparare certe cose, avere la capacità e soprattutto la curiosità di cercare, scoprire e capire se quello che viene detto è corretto oppure no. 

In conclusione, penso che nella gestione del denaro la generazione Z si possa dividere in due gruppi: chi si dà degli obiettivi, e quindi riesce a gestire bene i suoi soldi, e chi non se li dà, che rischia perciò di consumarli velocemente. È quello che succede anche ad alcuni calciatori: si ritrovano ad avere i miliardi e poi, dopo la carriera lavorativa, perdono tutto. È estremamente importante darsi degli obiettivi finanziari sempre stimolanti! 

Penso che Nina abbia ragione, sarebbe davvero bello fare qualcosa del genere a scuola, perché mi accorgo sempre di più di quanto sia diffusa la non consapevolezza riguardo al denaro, come se fosse un mostro da tenere nascosto e come se alle superiori fossimo troppo piccoli per imparare a gestirlo. Penso che sarebbe importante fare almeno delle lezioni su come gestire i soldi in generale, come darsi degli obiettivi per spenderli in modo consapevole e come organizzare e tener conto delle spese e di ciò che magari si guadagna.

Qual è stato il primo obiettivo che ti sei posta da realizzare da sola, con i tuoi soldi? 

Per me l’obiettivo più grande era quello di riuscire a mantenermi vivendo da sola. Io sono di un piccolo paesino dell’entroterra siciliano e mi sono trasferita a Palermo per via dell’università. All’inizio mi sostenevano i miei genitori, perché, nonostante avessi ottenuto la borsa di studio per l’università, dovevo pagarmi da vivere. Quindi il mio primo obiettivo era quello di potermi mantenere e pagare l’affitto da sola. Insomma, di vivere in totale autonomia.  

Il primo obiettivo che un ragazzo si pone da realizzare con i propri soldi è molto importante perché è quello che gli permetterà di realizzare tutti i suoi altri desideri. 

Secondo te per i più giovani cosa sono la ricchezza e il successo? 

Secondo me la ricchezza per i giovani di oggi è libertà.  

Noto che misurano tanto la ricchezza con la libertà. Vi è ricchezza se il denaro che guadagnano riesce a dar loro la libertà di viaggiare, di scegliere, di non essere vittime di qualcosa, di godersi degli spazi, di poter lavorare anche da posti diversi. Non è una ricchezza in termini di economia pura.  

Un sondaggio che ho visto tempo fa mostrava che i giovani di oggi desiderano meno di comprarsi una macchina o comunque mezzi importanti, ma tendono a comprare mezzi alternativi, talvolta elettrici. I ragazzi hanno la necessità di essere completamente disancorati dai beni materiali. Ovviamente non è sempre così, dipende dal giovane, alcuni sono ancora molto interessati ai beni materiali, non possiamo generalizzare. 

Adoro quei ragazzi che vedono nei soldi la possibilità di realizzarsi e che reinvestono il denaro in cultura viaggiando, formandosi, frequentando corsi, per esempio, di inglese o di cucina… Insomma, facendo qualsiasi cosa che accresca le loro capacità, che li renda soddisfatti e che permetta loro, un domani, di essere chiunque desiderino. 

Penso che sia molto diverso a seconda della persona. Come diceva Nina prima, la cosa più importante è avere degli obiettivi sensati per i quali utilizzare il nostro denaro. Chi lavora distante da casa necessita di un’auto, non necessariamente perché è legato ai beni materiali, ma perché, per realizzarsi dal punto di vista lavorativo, ha bisogno di una macchina, magari anche bella, sicura e che vada bene, perché dovrà usarla ogni giorno. Quindi mi trovo d’accordo con Nina: molti giovani sono meno legati ai beni materiali, ma aggiungo, se non per motivi precisi.

Cosa deve fare un imprenditore per trasmettere il valore del denaro ai ragazzi?  

Indirizzando e ancorando il ragazzo alla responsabilità, a delle statistiche chiare e a degli obiettivi da raggiungere.  

All’imprenditore poco importa che un certo ragazzo sia costantemente presente in azienda e che occupi la sua sedia dalla mattina alla sera alzandosi solo una volta per andare in bagno. L’imprenditore ha solo bisogno di sapere che tutti i cicli, tutti gli obiettivi dati al ragazzo, vengano portati a termine. Il ragazzo non deve pensare di essere pagato per il tempo che passa sulla scrivania, ma per i risultati che porta. Deve capire che il denaro viene da uno sforzo e da un successo che deriva da un grande obiettivo. 

Quindi, per far comprendere al giovane quale sia il valore del denaro, è importante dargli delle statistiche, degli obiettivi chiari e premiarlo il più possibile per averli raggiunti. Poi, per motivarlo ad arrivare ai traguardi e a superare quei limiti che lo possono bloccare inizialmente, è importante dargli dei piani incentivanti e di carriera. 

La generazione Z preferisce ottenere denaro o ricompense diverse?

I giovani preferiscono il pagamento piuttosto che i benefit. Il ragazzo vuole avere la libertà di gestire il denaro come meglio crede. Oggi, probabilmente, se prometto ad un giovane l’assicurazione sanitaria non gli interessa molto. Preferisce sicuramente una ricompensa in denaro. 

Io mi trovo d’accordo. I veri benefit, secondo me, sono piani di crescita, piani di carriera e soprattutto incentivi e premi. Il giovane deve avere la possibilità di raggiungere i suoi obiettivi, di fare quello che più desidera con il suo guadagno, non quello che l’azienda gli impone regalandoglielo. 

Pensi ci siano differenze tra la generazione Z e quelle passate riguardo la gestione del denaro e il rapporto con questo? Se sì, quali? 

Certo, ci sono tantissime differenze. Il giovane di oggi acquista beni completamente diversi. Ad esempio, potrebbe volere un telefono bellissimo e nuovissimo, però potrebbe non interessargli nulla di avere una macchina. Questo perché il cellulare bello magari gli permette di raggiungere altri obiettivi. Se il ragazzo lavora sui social, l’ultimo modello di un telefono gli servirà molto, quando invece sarà meno utile la macchina perché si sposta con i mezzi pubblici.  

La generazione Z ha anche la sensibilità di comprendere che ci sono forme di acquisto diverse e penso che questo sia molto bello. 

Grazie a questa intervista a Nina è più semplice comprendere il pensiero dei giovani riguardo i soldi. Come ha detto Nina, il rapporto e la gestione del denaro cambia molto da persona a persona in base all’educazione che si ha ricevuto. Sicuramente i genitori hanno un ruolo molto influente in questo, non solo con l’insegnamento, ma proprio con l’esempio pratico, quindi è importante che prestino attenzione anche a questo. Mi è piaciuto tanto (e mi sono trovata molto d’accordo) con il discorso di Nina riguardo gli obiettivi: i ragazzi che gestiscono meglio il proprio denaro lo fanno proprio dandosi degli obiettivi nell’usarlo.  

Oltre al genitore, è essenziale che anche l’imprenditore contribuisca nell’aiutare il giovane ad avere un buon rapporto con il denaro dandogli delle mete precise e aiutandolo a capire l’importanza di quello che sta facendo, che va ben oltre ai soldi (nonostante siano comunque estremamente importanti!).  

Gli esseri umani sono spaventati da ciò che non conoscono. Per questo, se un giovane non sente mai parlare di soldi e non conosce nulla sulla gestione di questi, molto probabilmente o avrà un’idea sbagliata di questo o, addirittura, ne sarà spaventato, penserà che sia qualcosa di brutto e cattivo. Ogni ragazzo, invece, dovrebbe avere un bel rapporto col denaro, perché è qualcosa che può solo aiutarlo a raggiungere sempre più obiettivi e a fare tante cose belle. I soldi non ci devono spaventare! 

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