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Business in India: scenari, opportunità e rischi

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Alla scoperta dell’ “Incredible India”, intervista a Mauro Chiarugi

L’India è una terra di meraviglie, una destinazione che affascina e incanta i visitatori con la sua ricchezza culturale, la sua storia millenaria e la sua bellezza senza tempo.

Uno dei tratti distintivi dell’India è la sua diversità. Questa vasta nazione ospita una miriade di culture, lingue, religioni e tradizioni. Ogni stato e regione dell’India ha la sua identità unica, che si riflette nella sua architettura, nella sua cucina, nella sua musica e nelle sue celebrazioni. Da nord a sud, da est a ovest, ogni angolo dell’India offre una bellezza unica e affascinante.

ln termini di opportunità di business, L’India ha adottato una serie di riforme economiche volte a semplificare il processo di avvio e gestione delle imprese. Il governo indiano ha introdotto misure come l’iniziativa “Make in India” per promuovere gli investimenti stranieri diretti nel paese e ha semplificato le procedure amministrative per la creazione di nuove imprese.

Aprire un’azienda in India offre numerose opportunità di crescita e successo. Il paese ha un vasto mercato, una serie di riforme economiche e un potenziale di crescita significativo. Tuttavia, è importante essere consapevoli delle sfide che possono presentarsi, come la burocrazia complessa, la concorrenza locale e la diversità culturale. Con la giusta preparazione è possibile avviare e gestire con successo un’azienda in India.

L’imprenditore italiano Mauro Chiarugi, Co founder di GuruJobs e di Founder e CEO Dogma Systems che l’India la conosce davvero bene e da vicino, ci racconta di più su questo Paese in forte sviluppo, mostrandoci in questa intervista approfondita pro, opportunità e rischi.

Come hai conosciuto l’India? Raccontaci la tua esperienza da imprenditore.

È partito tutto da un libro: “La strada che porta a domani” di Bill Gates.
Ero un ragazzino come tanti, appassionato fin da piccolo di informatica. Quando avevo 8-9 anni, anziché giocare con il commodore 64 di mio fratello, preferivo utilizzarlo per scrivere banali programmi in Basic che erano del tutto inutili, ma che liberavano la mia fantasia e creatività. Scrivere software era la mia passione e il mio dono.

Quando alle superiori uscì questo libro di Bill Gates, lo comprai subito. Bill immaginava un futuro dove ci sarebbe stato un computer in ogni casa (uno scenario inimmaginabile allora, anche se per me lo era!) e descriveva l’India come la fucina mondiale di programmatori per il mondo, un paese che sfornava migliaia di programmatori ogni anno e che sarebbe diventata l’amazzonia del mondo per lo sviluppo software.

Nel 2014, quando decisi di ampliare il mio business ed ero alla disperata ricerca di programmatori da assumere, mi ricordai proprio di quel libro, frutto di una micro decisione quando ero un ragazzino, ma che si sarebbe trasformata poi in una grande decisione per il mio futuro. Era agosto 2014 ed ero in ferie, così, per risolvere il mio problema di mancanza di programmatori, iniziai a comprare libri su come avviare un business in India. Nel giro di una settimana, avevo letto 3-4 libri, scritto un business plan e trovato su internet un consulente indiano che mi avrebbe aiutato ad avviare il business.

C’è da dire che non ero ancora mai stato in India e non sapevo quello che mi avrebbe aspettato. 

Preparai tutto e a dicembre andai in India, in un viaggio che sarebbe durato 10 giorni, dove avrei

  • incorporato l’azienda
  • trovato un locale
  • intervistato 50 programmatori per assumerne 4!

Il 2 Gennaio 2015 eravamo operativi! Un sogno, ma anche una grande sfida.

Potresti farci una descrizione del contesto all’interno del quale l’imprenditore (italiano) si troverà a operare?

Avviare un’attività in India è un’esperienza straordinaria e sfidante. L’India ha molto da insegnarci e la loro cultura è veramente straordinaria. La maggior parte delle persone non conosce la nostra musica o i nostri film, in India l’industria cinematografica di riferimento non è Hollywood ma Bollywood!

La religione di riferimento è l’induismo e plasma ogni aspetto delle loro vite, partendo anche dal cibo che oltre ad essere speziato – e mettere alla prova ogni occidentale – è in gran parte vegetariano. Per venire in India devi essere pronto ad imparare e ad andare oltre gli schemi convenzionali a cui siamo abituati noi occidentali e aprirti a nuovi modi di pensiero e una spiritualità / mitologia calata nei piccoli aspetti della vita di tutte le persone. Aprendo un’azienda qui non puoi non considerare questo aspetto dovendo coinvolgere persone nel tuo progetto!

Punti di forza

Situazione Demografica: con una popolazione prevalentemente giovane e attiva, l’India gode di un notevole vantaggio in termini di risorse umane e capacità di consumo. Questa ricchezza demografica ha il potenziale per stimolare la crescita  / mercato interno e favorire l’innovazione in diversi ambiti.

Crescita della Classe Media: un ampio strato di consumatori di classe media offre enormi possibilità per settori quali il commercio al dettaglio, il commercio elettronico e i prodotti di consumo. L’aumento della classe media alimenta la crescita del consumo nazionale e, di conseguenza, stimola l’economia.

Tecnologie dell’Informazione (IT) e Servizi: l’India si è consolidata negli anni come un importante hub per l’IT e i servizi correlati, specializzandosi nello sviluppo software, nei servizi tecnologici e nell’esternalizzazione dei processi d’impresa (outsourcing). L’IT ha la capacità di sostenere la crescita economica, attirare investimenti esteri e promuovere l’innovazione. Un fiore all’occhiello della tigre asiatica!

Settore Agricolo: essendo uno dei principali produttori agricoli a livello globale, l’India dispone di ampie possibilità di crescita e diversificazione in questo settore. L’innovazione tecnologica e la modernizzazione dell’agricoltura possono incrementare l’efficienza produttiva, aumentare i redditi degli agricoltori e contribuire al progresso economico complessivo.

Posizione geografica: posizionata in un punto nevralgico delle rotte commerciali internazionali, l’India ha facile accesso ai principali mercati asiatici, europei e africani. Questa ubicazione strategica potrebbe rafforzare il ruolo dell’India come destinazione privilegiata per commercio e investimenti a livello mondiale.

Punti di debolezza

Carenze infrastrutturali: l’India deve superare molte sfide legate allo sviluppo delle infrastrutture, che vanno da reti di trasporto carenti e interruzioni di corrente, fino a un accesso ristretto a servizi educativi e sanitari di buon livello. Dalla mia esperienza posso dire che gli investimenti sono comunque ingenti e la velocità con cui costruiscono e cercano di colmare questo gap è notevole. Dal 2014, ho visto con i miei occhi la costruzione di metropolitane, business center, strade ad una velocità impressionante.

Una foto che rappresenta bene l’India:

  • Mucche allo stato brado, simbolo di spiritualità e santità.
  • Business centers, innovazione e software.
  • Un veicolo elettrico che trasporta persone nel futuro. 
  • Sopra, il cavalcavia della metro costruita da poco.
Mauro Chiarugi

Gap culturali: pur avendo a disposizione una vasta forza lavoro, in India c’è un marcato divario tra la popolazione della classe media e quella della classe più povera che spesso non conosce nemmeno l’inglese.

Mercato nero: una consistente parte dell’economia indiana è rappresentata da attività non “registrate”, che si distinguono per bassa produttività e l’assenza di tutele sociali.

Disparità di reddito, caste, matrimoni combinati: in India, la disuguaglianza nella distribuzione dei redditi è un problema rilevante. La ricchezza è concentrata nelle mani di pochi, a scapito di una crescita equilibrata e degli sforzi per ridurre la povertà. Non esistono contratti collettivi nazionali (e questo devo dire che è un bene) ma una vera “contrattazione” tra collaboratore e azienda che può portare i più talentuosi a guadagnare davvero tanto (anche più che in Italia) e le persone più deboli a guadagnare davvero cifre infime. Le caste sono ancora presenti e la maggior parte dei matrimoni sono combinati dalle famiglie!

Ambiente: il paese è alle prese con gravi problemi ambientali, inclusi l’inquinamento dell’aria, la carenza idrica e i cambiamenti climatici. 

Opportunità

Infrastrutture: l’attenzione del governo indiano allo sviluppo delle infrastrutture offre opportunità di investimento nell’immobiliare e nel settore delle costruzioni. 

Trasformazione Digitale: la rivoluzione digitale in India ha il potenziale per trasformare tutto. Pensate che si può pagare con il cellulare qualsiasi cosa, anche alle bancarelle ambulanti che vendono noci di cocco o chincaglie. Qualcosa di impensabile in Italia.

Energia Rinnovabile: l’India ha fissato obiettivi ambiziosi nel campo dell’energia rinnovabile, aprendo vie per investimenti in energia solare, eolica e idroelettrica. In pochi mesi si sono iniziati a diffondere anche i Tuc Tuc elettrici! Straordinario!

Manifattura e Make in India: la campagna governativa Make in India mira a rafforzare la manifattura nazionale e ad attrarre investimenti stranieri anche grazie ad una politica di dazi che protegge il mercato interno.

Rischi

Incertezza Economica Globale: l’economia indiana è vulnerabile a shock esterni, inclusi tensioni commerciali, conflitti geopolitici e volatilità dei mercati finanziari globali. Tali incertezze possono disturbare le industrie orientate all’esportazione e influenzare la stabilità economica generale.

Inflazione: l’inflazione erode il potere d’acquisto dei consumatori e riduce le loro spese discrezionali. A seconda del cambio valutario del momento, può anche far aumentare i costi di produzione per le imprese, portando a una riduzione della redditività e della competitività.

Burocrazia: regolamenti complessi, burocrazia e politiche incoerenti possono rappresentare ostacoli per le imprese e ostacolare la facilità di fare impresa.

Fuga dei cervelli: l’India sta sperimentando la fuga di cervelli, con professionisti altamente qualificati che emigrano in altri paesi in cerca di opportunità migliori. Basti pensare che i CEO di Google o Microsoft sono proprio indiani!

Disuguaglianze di reddito: le disparità di reddito, la divisione in caste e le disuguaglianze socioeconomiche possono portare a tensioni sociali e instabilità politica. Sono evidenti a chiunque visiti il paese.

Rischi geopolitici: dispute di confine con Pakistan e Cina sono frequenti e rappresentano un rischio da tenere sotto controllo.

Società a confronto. Ci sono dei pro rispetto all’Italia? Quali sono?

Competitività, contrattazione delle retribuzioni (chi se lo merita, può guadagnare davvero tanto). Non ci sono limiti come in Italia relativi alla premialità – se mi porti risultati straordinari, ottieni premi straordinari! – e la tassazione è davvero chiara (sebbene apparentemente più alta: 30% dell’utile).

In India non hai spese indetraibili / indeducibili / INPS e tassazione a carico del datore di lavoro: paghi il 30% e basta e un’assicurazione sanitaria per i tuoi dipendenti. Se hai problemi con il personale, con due mesi di preavviso puoi terminare il rapporto di lavoro e questo, sebbene non sia una pratica a cui dovresti ricorrere, rappresenta però una libertà importante per un’azienda o un’imprenditore.

Ogni anno devi fare un appraisal, ovvero una valutazione delle performance dei tuoi collaboratori, e quindi contrattare la nuova base salariale. Un concetto difficile da comprendere per noi italiani abituati ai contratti collettivi nazionali!

L’India poi nel campo IT è veramente la fucina mondiale di programmatori e, se ti occupi di sviluppo software o vorresti avviare lo sviluppo di un progetto software, dovresti seriamente prendere in considerazione di aprire un centro di sviluppo in India.

Fare business in India: opportunità e agevolazioni per le PMI italiane

Quando decisi di avviare il mio business provai contattando le varie associazioni di categoria per imprenditori e le organizzazioni governative italiane per l’internazionalizzazione delle imprese italiane. La mia esperienza fu negativa. Mi proponevano studi di fattibilità, ricerche, il costo era superiore al mio totale budget che avevo allocato per 12 mesi di operatività. 

Decisi di rischiare e fui fortunato. Trovai un consulente locale che mi aiutò nell’avvio dell’impresa e il resto è storia. Una storia di chi è partito solo con una valigia e un portatile e avviato un’impresa a New Delhi che oggi conta più di 30 persone e decine di progetti di successo.

Qual è il consiglio che vorresti dare ad un imprenditore italiano che si affaccia al mercato indiano?

Mente aperta. Sii pronto a scoprire un mondo davvero diverso, per cultura e mentalità, dal nostro occidentale. Non puoi venire qui pensando di fare le cose come le hai sempre fatte. Fallirai. Devi capire l’India e gli indiani.

Trova un partner affidabile che ti aiuti in tutti gli aspetti di gestione dell’impresa (incorporazione, gestione fiscale, gestione personale, etc). Vieni in India e vivi il paese per renderti conto di alcune dinamiche che da “remoto” non potresti capire.

Lo slogan della promozione del turismo dell’India è “Incredible India”. Direi lo stesso anche per il business. 

È davvero una terra in cui cercare opportunità,
la prima potenza mondiale per popolazione,
una delle più veloci a crescere economicamente
e destinata a diventare la terza potenza economica mondiale dopo Cina e Stati Uniti nei prossimi 20 anni!


Cosa non fare?

Venire in India e non aprirsi alla loro cultura, alle loro regole, alle loro mentalità e alla loro spiritualità che permea ogni singolo aspetto della vita delle persone che vivono in questa splendida terra.

Non venire e non giudicare questo paese e la sua meravigliosa gente: sii aperto all’Incredible India!

Mauro Chiarugi

Dogma System
Sito Web ITA
Sito Web IN

a cura di Aline Improta

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Aline Improta

La scrittura è fin da piccola il mio grande amore. Giornalista pubblicista dal 2010, negli ultimi dieci anni, ho riversato la mia passione in un altro settore: il marketing. Dopo anni a scrivere per le aziende, ritorno all'anima che c'è dietro ognuna di loro: gli imprenditori e tutte le persone che vivono in quell'ecosistema. Vi starete chiedendo come... Sono Editor e Ghostwriter per Engage Editore. la prima casa editrice italiana che pubblica libri dedicati agli imprenditori scritti da imprenditori. Amo le persone e credo che in ognuna di esse ci sia una luce da tirare fuori e una bellissima storia da raccontare.

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