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Bonus Sud: Cos’è, come funziona e come richiederlo

BONUS SUD
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Il Bonus Sud ti permette di beneficiare di importanti vantaggi fiscali, migliorando la tua redditività e aumentando la liquidità

Si tratta di una delle agevolazioni fiscali a favore delle imprese che investono in beni strumentali (macchinari e attrezzature) nuovi nelle regioni del mezzogiorno, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Molise, Sardegna e Abruzzo. 

Il Mezzogiorno d’Italia, da lungo tempo, affronta sfide economiche e strutturali che ne limitano lo sviluppo. Tuttavia, negli ultimi anni, il governo italiano ha adottato diverse misure per incentivare gli investimenti nel Sud, al fine di promuovere la crescita economica e ridurre le disuguaglianze regionali. Uno strumento chiave in questo contesto è il credito d’imposta per gli investimenti in beni strumentali. In questo articolo, esploreremo i dettagli di questa misura e i benefici che può apportare alle aziende che lo richiedono e al territorio meridionale in generale.

Grazie alla nostra esperienza nel mondo della consulenza finanziaria, negli ultimi anni abbiamo constatato quanto sia importante generare un progetto di finanza strutturata per agevolare il raggiungimento degli obiettivi competitivi e di sviluppo delle imprese. 

Leggi fino in fondo per capire cos’è il Bonus Sud, quali sono i suoi vantaggi e come richiederlo. 

Bonus Sud, cos’è?

Il Bonus Sud è un credito d’imposta che va dal 45% al 25% per gli investimenti in beni strumentali ed è stato introdotto dal governo italiano con l’obiettivo di incentivare le imprese a investire al Sud. 

Questa misura fiscale consente alle imprese che operano nelle regioni del Mezzogiorno di detrarre una percentuale del costo di acquisto dei beni strumentali nuovi direttamente dalle loro imposte. Ciò significa che le aziende possono ridurre significativamente il loro carico fiscale e avere accesso a una maggiore liquidità, che può essere reinvestita in nuove attività o utilizzata per migliorare la situazione finanziaria complessiva dell’azienda. 

Per avere un’idea chiara di quello che stiamo dicendo, facciamo un esempio:

Ipotizziamo che una micro/piccola impresa effettui un investimento in una nuova linea di produzione. 

  • Valore dell’investimento 100.000 euro. 
  • Il beneficio fiscale equivale al 45% del costo del bene (la percentuale varia in base alla dimensione aziendale), ovvero 45.000 euro che andranno compensati con i primi F24 da pagare. 

Quindi in realtà la nuova linea di produzione è costata 55.000 euro con un risparmio di ben 45.000 euro!

Vantaggi

Quali sono i benefici per le imprese che decidono di approfittare di questa agevolazione? 

Innanzitutto, il costo effettivo dei beni strumentali viene ridotto, aumentando la redditività degli investimenti. Ciò incentiva le imprese ad ampliare la loro capacità produttiva, ad adottare tecnologie all’avanguardia e a modernizzare le infrastrutture, migliorando così la loro competitività sul mercato.

Inoltre, il credito d’imposta migliora la liquidità delle imprese, consentendo loro di utilizzare parte dei risparmi ottenuti per finanziare altre iniziative aziendali. Ciò può includere l’assunzione di nuovo personale, la formazione dei dipendenti o lo sviluppo di nuovi prodotti e servizi. In questo modo, l’agevolazione fiscale crea un circolo virtuoso di investimenti iniziali che generano ulteriori opportunità di crescita economica.

Inoltre, le misure finanziate all’interno del PNRR possono essere cumulate con altre agevolazioni, nei limiti previsti dalla normativa nazionale ed europea vigente. Pertanto vi è la possibilità di cumulare all’interno di un unico progetto diverse misure agevolative, purché la sommatoria degli aiuti non superi il 100% del costo dell’investimento. Questo significa che il credito d’imposta beni 4.0 può essere cumulato con quello per investimenti nel Mezzogiorno. 

Esempio: se faccio un investimento in macchinari/impianti innovativi (cioè quelli facenti parte dell’Allegato A alla legge 11 dicembre 2016, n. 232) e sono una piccola impresa ubicata in Sicilia, posso ottenere un credito di imposta del 45% (bonus sud) + 20% (credito imposta beni innovativi 4.0), ottenendo un totale contributo pari al 65% del costo totale dell’investimento. Riprendendo l’esempio precedente della nuova linea di produzione dal costo di 100.000 euro, dove ipotizziamo che l’investimento sia stato effettuato nel 2023 e che sia un impianto innovativo, il risparmio complessivo sarà di 65.000 euro, di cui 45.000 euro per il bonus investimenti sud e 20.000 euro per il credito d’imposta beni innovativi 4.0. Quindi la linea di produzione innovativa mi costerà in effetti solo 35.000 euro e avrò ottenuto attrezzature moderne ad un prezzo veramente irrisorio.

Chi può usufruire del Credito d’Imposta?

Possono beneficiare del bonus tutti i soggetti titolari di reddito d’impresa (sono quindi esclusi i titolari di reddito agrario), indipendentemente dalla natura giuridica assunta, che effettuano nuovi investimenti destinati a strutture produttive situate nelle aree del mezzogiorno.

Sono escluse le imprese in difficoltà e le imprese che operano nei settori dell’industria siderurgica, carbonifera, della costruzione navale, delle fibre sintetiche, dei trasporti e delle relative infrastrutture, della produzione e della distribuzione di energia e delle infrastrutture energetiche, nonché nei settori creditizio, finanziario e assicurativo.

Sono ammissibili al credito d’imposta investimenti in beni strumentali nuovi, anche mediante sottoscrizione di contratti di Ieasing, destinati a strutture produttive ubicate nelle Regioni del mezzogiorno, facenti parte di un investimento che rientri nelle seguenti categorie:

  • realizzazione di un nuovo stabilimento;
  • ampliamento di uno stabilimento esistente;
  • diversificazione della produzione di uno stabilimento, ovvero ampliare la gamma di prodotti offerti;
  • trasformazione radicale del processo produttivo complessivo di uno stabilimento esistente;
  • riattivazione di uno stabilimento chiuso o che sarebbe stato chiuso qualora non fosse stato acquistato.

Come funziona (Entità e forma dell’agevolazione)

Il credito d’imposta è legato alle dimensioni aziendali ed è commisurato alla quota del costo complessivo dei beni, nel limite massimo, per ciascun progetto di investimento, pari a:

  • 3 milioni di euro per le piccoIe imprese; 
  • 10 milioni di euro per le medie imprese; 
  • 15 milioni di euro per le grandi imprese.

Esempio: se sono una piccola impresa e faccio un investimento di 4 milioni di euro, potrò usufruire di un credito calcolato su 3 milioni e non su 4 milioni.

Per Ie strutture produttive ubicate in Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sicilia e Sardegna, il credito d’imposta è riconosciuto in misura pari al:

  • 45% per Ie piccoIe imprese;
  • 35% per Ie medie imprese; 
  • 25% per Ie grandi imprese;

Per le strutture produttive situate nelle zone delle regioni Abruzzo e Molise:

  • 30% per Ie piccoIe imprese; 
  • 20% per Ie medie imprese; 
  • 10% per Ie grandi imprese. 

Una delle caratteristiche più importanti di questa misura è la sua retroattività. Il Bonus Sud, infatti, può essere richiesto anche per gli investimenti effettuati negli anni precedenti, ovvero a partire dall’1 gennaio 2016. Attualmente la scadenza è fissata al 31 dicembre 2023, almeno che il governo non decida di prorogare ulteriormente questa agevolazione.

COME SI ACCEDE

Il credito si applica alle spese sostenute fino al 31 dicembre 2023. Per fruire del credito d’imposta, le aziende devono presentare all’Agenzia delle Entrate un modello di domanda nel quale devono essere indicati i dati degli investimenti agevolabili. L’avvenuta autorizzazione alla fruizione del credito d’imposta viene comunicata dall’Agenzia delle entrate in via telematica con un’apposita ricevuta. L’azienda che ha ricevuto l’autorizzazione all’utilizzo del credito di imposta può farlo solo in compensazione presentando il modello F24, soltanto sui canali Entratel o Fisconline, a partire dal quinto giorno successivo alla data in cui è stata rilasciata la ricevuta che dimostra l’avvenuta autorizzazione per la fruibilità del credito d’imposta.

Chi può compilare la comunicazione

La comunicazione all’Agenzia delle Entrate può essere presentata:

  • direttamente dal contribuente;
  • tramite una società del gruppo, se il richiedente fa parte di un gruppo societario;
  • tramite gli intermediari (professionisti, associazioni di categoria, Caf, altri soggetti).

Le aziende possono fare da sole la comunicazione, ma occorre che ci sia qualcuno che sappia cosa fare. Noi consigliamo sempre di farlo attraverso un intermediario che possa gestire in maniera corretta tutta la procedura, come ad esempio uno dei consulenti di Studio Culicchia

Il Bonus Sud rappresenta un’opportunità concreta per gli imprenditori di realizzare i propri progetti di sviluppo nel Mezzogiorno d’Italia. Sfruttare questa agevolazione fiscale non solo offre vantaggi finanziari, ma contribuisce anche alla crescita economica e alla riduzione delle disuguaglianze regionali. Sia che si tratti di una piccola, media o grande impresa, investire nel Sud può portare a risultati positivi e creare un impatto significativo sulla propria attività e sul territorio circostante.

Per chiedere chiarimenti o informazioni:

Studio Culicchia

Studio Evoluto

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Salvatore Pipitone

Salvatore Pipitone è nato nel 1971 ed è laureato in Scienze Statistiche ed Economiche. Salvatore è un Consulente Aziendale specializzato in Finanza Agevolata, socio fondatore di Studio Evoluto srl e Business Lab srl, due società di consulenza manageriale, affiliate alla rete OSM Partner, che operano rispettivamente a Trapani e Ragusa, il cui obiettivo è quello di migliorare i risultati economici delle imprese clienti, ovvero aiutare le aziende a crescere in termini di fatturato e utili. Salvatore, dopo la Laurea, ha maturato diverse esperienze professionali sia in Italia che all’estero, finchè non ha conosciuto Maurizio Culicchia con il quale ha avviato le suddette società. Salvatore, ormai da circa 10 anni, si occupa di Finanza agevolata per le imprese, è un esperto in contributi alle imprese (fondo perduto e finanziamenti agevolati) e benefici fiscali concessi dal Piano Transizione 4.0. Il suo lavoro è quello di aiutare le imprese clienti ad individuare le migliori opportunità (Bandi del PNRR) per i loro progetti di investimento, partendo dallo studio di fattibilità e dei requisiti, e supportandoli fino alla richiesta dell'agevolazione ed agli adempimenti successivi al suo ottenimento. Salvatore è sposato ed è padre di una bambina di 8 anni.

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