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Bonus Ipo: credito d’imposta fino a 500.000 euro per favorire la quotazione delle Pmi in Borsa

Bonus IPO
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Le PMI che si quotano nel 2023 possono ottenere un incentivo fiscale, con tax credit al 50% fino a 500mila euro: ecco come funziona il bonus IPO.

Fino a fine anno è ancora possibile accedere al credito d’imposta per le spese di consulenza finalizzate alla quotazione delle PMI. Il tetto massimo dell’agevolazione è pari a 500mila euro, nella misura del 50% delle spese sostenute dal 1° gennaio al 31 dicembre.

In attesa di sapere se ci sarà la proroga anche per il 2024, vediamo come funziona e come accedere al credito fiscale del cosiddetto Bonus IPO (initial public offering, ossia dalla prima emissione delle azioni sul mercato).

Cosa significa quotare in Borsa una PMI?

Prima di addentrarci nel Bonus IPO, potrebbe essere utile capire cosa significa la quotazione in Borsa di una PMI. Quotare in Borsa una piccola e media impresa significa che la società è ammessa alla negoziazione su un mercato azionario, cioè gli investitori possono acquistare e vendere azioni della società. Il processo di quotazione è un modo per una PMI di raccogliere capitale di rischio offrendo le proprie azioni al pubblico. La prima volta che le azioni vengono offerte su un mercato regolamentato si parla tecnicamente di IPO, ossia di initial public offering.

Il processo di quotazione in borsa per una PMI include una fase di assessment, durante la quale un’azienda valuta se soddisfa i requisiti per la quotazione e se il mercato azionario è adeguato alle sue esigenze. In questa fase, gli esperti finanziari (detti advisor) svolgono un ruolo importante nel fornire informazioni e consigli all’azienda.

Cos’è il Bonus IPO

Il credito d’imposta per la quotazione in borsa delle PMI è uno degli incentivi fiscali per la crescita economica e lo sviluppo delle imprese.

L’Italia è da sempre nota per il suo tessuto economico caratterizzato da una vasta presenza di piccole e medie imprese (PMI). Queste aziende rappresentano la spina dorsale dell’economia italiana, generando occupazione e contribuendo in modo significativo al PIL del paese. Per sostenere la crescita e la competitività delle PMI italiane, il governo ha introdotto una serie di misure e incentivi, tra cui il credito d’imposta per la quotazione in borsa.

La quotazione in borsa è spesso vista come un passo importante nella crescita di un’azienda. Tuttavia, per molte PMI, questa operazione può essere costosa e complessa. Per agevolare questo processo, il governo italiano ha introdotto il credito d’imposta, una misura che offre importanti vantaggi fiscali alle imprese che decidono di quotarsi in borsa.

Questo credito d’imposta consente alle PMI di godere di una detrazione fiscale sui costi sostenuti per quotarsi, riducendo così il loro carico fiscale. In altre parole, le aziende possono ottenere un rimborso fiscale per le spese sostenute durante il processo di quotazione.

Caratteristiche del Bonus IPO

Le PMI che iniziano una procedura di ammissione alla quotazione in un mercato regolamentato o non regolamentato (sistemi multilaterali di negoziazione di uno Stato membro dell’Unione europea o dello Spazio economico europeo), possono ottenere un credito d’imposta pari al 50% dei costi di consulenza sostenuti, fino a un massimo di 500.000 euro.

Soggetti beneficiari

Per accedere al Bonus IPO, le PMI devono soddisfare alcuni requisiti. In primis, devono essere classificate come PMI ai sensi del regolamento UE n. 651/2014, ovvero avere meno di 250 dipendenti e un fatturato annuo inferiore a 50 milioni di euro o un totale di bilancio inferiore a 43 milioni di euro. Inoltre, devono essere state costituite da almeno 2 anni e non devono aver effettuato un’offerta pubblica di vendita o un’altra operazione di quotazione prima del 1 gennaio 2020.

Spese ammissibili

Fra le spese ammesse al Bonus IPO rientrano tutte le consulenze specifiche necessarie per valutare la fattibilità di IPO e supportare la società nel processo tra cui quelle sostenute per preparare la quotazione, aggiornare il piano industriale, predisporre l’ammissione alla quotazione e il collocamento, ottenere consulenza esterna per questioni legali e fiscali, effettuare piani di comunicazione. Nel dettaglio rientrano le seguenti spese:

  • quotazione, attività sostenute in vista dell’inizio del processo di quotazione e ad esso finalizzate, quali, tra le altre, l’implementazione e l’adeguamento del sistema di controllo di gestione, l’assistenza dell’impresa nella redazione del piano industriale, il supporto all’impresa in tutte le fasi del percorso funzionale alla quotazione. 
  • Collocamento: tutte le attività necessarie per collocare presso gli investitori le azioni oggetto di quotazione.
  • Ammissione: le attività fornite durante la fase di ammissione alla quotazione e finalizzate ad attestare l’idoneità della società all’ammissione stessa e alla successiva permanenza sul mercato.
  • Consulenze legali, fiscali e contrattualistiche strettamente inerenti alla procedura di quotazione. Tra essi rientrano: la predisposizione dell’offerta; il prospetto informativo con la revisione delle informazioni finanziarie storiche o prospettiche e la conseguente preparazione di un report; il documento di ammissione e per il collocamento presso investitori qualificati; due diligence legale o fiscale, governance dell’impresa; altre attività riguardanti la procedura di quotazione.
  • Comunicazione, attività di comunicazione necessarie a offrire la massima visibilità della Società, a divulgare l’investment case, tramite interviste, comunicati stampa, eventi e presentazioni alla comunità finanziaria.

Ai fini della determinazione del credito d’imposta sono ammissibili i costi direttamente connessi allo svolgimento delle suddette attività e prestate da consulenti esterni, persone fisiche e giuridiche, come servizi non continuativi o periodici e al di fuori dei costi di esercizio ordinari dell’impresa connessi ad attività regolari, quali la consulenza fiscale, la consulenza legale o la pubblicità.

Entità e forma dell’agevolazione

Il credito d’imposta può essere riconosciuto, fino a un importo massimo di 500.000 euro, nella misura massima del 50% dei costi complessivamente sostenuti a decorrere dal 1° gennaio 2023 fino alla data in cui si ottiene la quotazione e, comunque, entro il 31 dicembre 2023.

Vediamo alcuni esempi dei benefici che si possono ottenere in base all’ammontare delle spese sostenute

Azienda x che sostiene le spese di consulenza per la quotazione nell’anno 2023:

1.   Spesa totale 50.000 euro, credito d’imposta 25.000 euro

2.   Spesa totale 200.000 euro, credito d’imposta 100.000 euro

3.   Spesa totale 500.000 euro, credito d’imposta 250.000 euro

4.   Spesa totale 1.000.000 euro, credito d’imposta 500.000 euro

5.   Spesa totale 1.500.000 euro, credito d’imposta 500.000 euro

Concessione e utilizzo del bonus 

Per ottenere il credito d’imposta, la PMI deve presentare una richiesta all’Agenzia delle Entrate, allegando la documentazione comprovante le spese sostenute per la quotazione in Borsa, nel periodo compreso tra il 1° ottobre dell’anno in cui è stata ottenuta la quotazione e il 31 marzo dell’anno successivo. 

Il bonus è utilizzabile solo in compensazione, dal decimo giorno lavorativo del mese successivo a quello in cui è stata comunicata la concessione dell’agevolazione alla società, attraverso i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate. Il tax credit deve essere indicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta di maturazione del credito e nelle dichiarazioni dei redditi relative ai periodi d’imposta successivi fino a quello nel quale se ne conclude l’utilizzo. 

Il credito d’imposta non concorre alla formazione del reddito, né della base imponibile dell’imposta regionale sulle attività produttive.

Quali sono i vantaggi del credito d’imposta per la quotazione delle PMI?

  • Accesso a nuove fonti di finanziamento: Quotandosi in borsa, le PMI possono accedere a nuove fonti di finanziamento provenienti da investitori istituzionali, individui e fondi comuni d’investimento. Questi capitali possono essere utilizzati per espansione, innovazione o per sostenere progetti di crescita.
  • Aumento della visibilità: Essere quotati in borsa aumenta la visibilità dell’azienda, migliorando la sua reputazione e la percezione di affidabilità tra clienti, fornitori e partner commerciali.
  • Opportunità di crescita ed espansione: I fondi raccolti tramite la quotazione possono essere utilizzati per espandere l’azienda, sviluppare nuovi prodotti o servizi, acquisire altre aziende o entrare in nuovi mercati.
  • Liquidità per i proprietari: La quotazione in borsa permette ai proprietari di PMI la possibilità di monetizzare la loro partecipazione nell’azienda, consentendo loro di realizzare profitti e diversificare i loro investimenti.

Conclusioni

Il credito d’imposta per la quotazione delle PMI rappresenta un importante incentivo fiscale che può contribuire significativamente alla crescita e alla competitività delle piccole e medie imprese italiane.

Quotarsi in borsa può essere un passo audace, ma i vantaggi a lungo termine possono essere considerevoli. 

Come sappiamo, la documentazione richiesta per l’accesso ai crediti d’imposta può essere complessa da reperire o realizzare. Inoltre, tutto l’iter burocratico e le indicazioni spesso in burocratese, complicano maggiormente le cose.

Le aziende interessate dovrebbero cercare il supporto di consulenti finanziari e legali esperti per navigare attraverso il processo di quotazione e massimizzare i benefici del credito d’imposta, contribuendo così alla crescita e allo sviluppo dell’azienda e dell’economia nel suo complesso. avvalersi del supporto di realtà specializzate in finanza straordinaria.

Per essere sicuri di accedere al bonus IPO 2023, una PMI può avvalersi del supporto di realtà specializzate in finanza straordinaria, come Studio Culicchia | Consulenza Aziendale, Fiscale e Societaria a Marsala    e Studio Evoluto – Consulenza e servizi innovativi ad imprese.

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Salvatore Pipitone

Salvatore Pipitone è nato nel 1971 ed è laureato in Scienze Statistiche ed Economiche. Salvatore è un Consulente Aziendale specializzato in Finanza Agevolata, socio fondatore di Studio Evoluto srl e Business Lab srl, due società di consulenza manageriale, affiliate alla rete OSM Partner, che operano rispettivamente a Trapani e Ragusa, il cui obiettivo è quello di migliorare i risultati economici delle imprese clienti, ovvero aiutare le aziende a crescere in termini di fatturato e utili. Salvatore, dopo la Laurea, ha maturato diverse esperienze professionali sia in Italia che all’estero, finchè non ha conosciuto Maurizio Culicchia con il quale ha avviato le suddette società. Salvatore, ormai da circa 10 anni, si occupa di Finanza agevolata per le imprese, è un esperto in contributi alle imprese (fondo perduto e finanziamenti agevolati) e benefici fiscali concessi dal Piano Transizione 4.0. Il suo lavoro è quello di aiutare le imprese clienti ad individuare le migliori opportunità (Bandi del PNRR) per i loro progetti di investimento, partendo dallo studio di fattibilità e dei requisiti, e supportandoli fino alla richiesta dell'agevolazione ed agli adempimenti successivi al suo ottenimento. Salvatore è sposato ed è padre di una bambina di 8 anni.

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