La Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha incontrato a Palazzo Chigi Larry Fink, presidente e CEO del fondo d’investimento statunitense BlackRock, del quale abbiamo già abbondantemente parlato. L’incontro viene dopo la partecipazione di Fink al Vertice G7 di Borgo Egnazia, tenutosi a giugno, e co-presieduto dalla premier italiana e dal presidente Joe Biden.
Durante il colloquio, Meloni e Fink hanno discusso in maniera approfondita le possibilità di investimenti da parte del fondo americano in Italia, con particolare attenzione allo sviluppo di data center (struttura fisica dedicata a ospitare una grande quantità di apparecchiature informatiche come server, storage e sistemi di rete) e delle infrastrutture energetiche necessarie a supportarli. La Presidente del Consiglio ha anche esposto le opportunità di investimento nelle infrastrutture di trasporto italiane – sperando che siano a prova di chiodi – e in altri settori strategici.
Come risultato immediato, è stata decisa la creazione di un gruppo di lavoro ristretto, coordinato da Palazzo Chigi, per sviluppare dei progetti a riguardo.
Un altro argomento affrontato è stato quello della ricostruzione dell’Ucraina, in vista della conferenza internazionale che si terrà in Italia nel 2025. In effetti ci sarà un bel business non appena la guerra volgerà a termine, lasciando un banchetto prelibato per corporazioni e i privati occidentali, i quali acquisiranno appalti di ricostruzione così come fu fatto in Iraq dopo l’invasione Americana.
Cosa si sa in più?
Il grande fondo di investimenti americano sembra aver ottenuto il via libera dal governo italiano per superare la soglia del 3% di investimento nel capitale di Leonardo, società pubblica italiana attiva nei settori della difesa, dell’aerospazio e della sicurezza, della quale lo Stato possiede un 30% di azioni.
Questo è di notevole importanza se pensiamo all’esistenza della normativa sul “golden power”. Tale normativa in Italia è un insieme di regole che attribuisce al governo il potere speciale di intervenire per proteggere gli interessi nazionali quando si tratta di investimenti stranieri in aziende strategiche (come in questo caso Leonardo). In pratica, il governo ha la facoltà di approvare, bloccare o imporre condizioni su acquisizioni o partecipazioni in settori considerati fondamentali per la sicurezza e il benessere del Paese.
In questo caso, il nostro governo ha spalancato le porte al fondo di investimenti più controverso che si potesse presentare alle nostre porte.
Questo perché BlackRock – così come molti altri fondi che abbiamo spesso elencato su questo blog – gestisce e investe in settori chiave dell’economia, garantendosi una fetta sia della domanda che dell’offerta, avendo la possibilità di tirare i fili di politica ed economia a suo piacimento. Questo genere di fondi investono in tecnologia ed energia, affondando le mani sia nell’industria bellica che farmaceutica.
I tentacoli sono ovunque, è proprio questo che preoccupa: che ora vengano a bussare alla nostra porta.
L’unica difesa? La consapevolezza di quanto realmente diversa sia la realtà rispetto a quanto raccontato su social, tv e giornali.



