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Bible to Business: Kpi e statistiche; versetto Luca 14:28, Luca 16:10, Proverbi 21:5

Bible to Business
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Sempre più imprenditori stanno abbracciando l’idea che il successo negli affari e la spiritualità non siano mondi separati, ma piuttosto due sfere che possono interagire e arricchirsi reciprocamente. Quello che faremo oggi con Bible to Business, sarà proprio mettere in collegamento la saggezza biblica con i princìpi che oggi guidano già tantissimi imprenditori di successo.

Ci immergeremo in un’avventura affascinante con Davide Malito, copywriter, consulente strategico e direttore marketing di The Bible Company. La nostra conversazione con Davide Malito non sarà solo un viaggio attraverso versetti e proverbi, ma un’opportunità per approfondire il significato di una spiritualità pratica nel contesto degli affari moderni. 

Se sei un imprenditore in cerca di ispirazione, un professionista curioso o semplicemente un individuo alla ricerca di una prospettiva diversa, unisciti a noi in questo viaggio unico che vuole illuminare la via per coloro che desiderano prosperare non solo negli affari, ma anche nell’anima.

  • Come hai integrato i principi spirituali, in particolare quelli derivanti dalla Bibbia, nel mondo degli affari e nella gestione delle performance aziendali?

Già qui c’è una grande contestualizzazione da fare, perché secondo me integrare concetti spirituali non è una scelta. Oggi non esistono persone che non siano credenti, solo che ognuno magari crede in qualcosa di diverso.

È come se ognuno avesse una fede, un insieme di valori che guida le sue azioni e decisioni.

Vedo questa integrazione come un antidoto al relativismo imperante. Senza princìpi solidi, rischiamo di diventare schiavi delle emozioni e delle circostanze mutevoli. Come dire che, per non avere 1 “padrone” (come può essere visto Dio da alcuni) finiamo invece ad averne infiniti ed essere schiavi di tanti altri padroni molto più volitivi, come il denaro o il successo temporaneo. Questo ci porta con molta probabilità a una vita senza direzione, fatta di continue oscillazioni e ansie.

Personalmente, integrare Dio nei miei affari è stato un efficace antidoto contro l’ansia e la paura. La consapevolezza di seguire una direzione ben definita, ispirata dai principi spirituali, crea una chiarezza e una certezza che contrastano direttamente l’ansia. Quando si sa qual è il punto di arrivo, ogni azione diventa una progressione verso un obiettivo chiaro, dissipando le paure legate all’incertezza.

  • Nel contesto del versetto Luca 14:28, dove si parla di “calcolare il costo” prima di intraprendere un’opera, come si applica questo principio nel mondo degli affari? Quali sono gli elementi chiave che un imprenditore dovrebbe “calcolare” prima di avviare un progetto?

Luca 14:28 

“Poiché quale di voi, volendo costruire una torre, non si siede prima a calcolare la spesa, per vedere se ha con che portarla a compimento?”

Innanzitutto diciamo che dobbiamo capire il contesto. Quando viene detta quella frase, Gesù ha appena posto delle condizioni molto importanti per seguirlo.

In Luca 14:26 Gesù ha infatti appena detto a chi lo segue che, per farlo, deve amare lui più della propria stessa famiglia. Non una cosa semplice! 

Ed è come dire: sei sicuro di sapere davvero cosa vuoi e cosa serve per ottenerlo? 

Quando ci poniamo un obiettivo imprenditoriale, è imperativo innanzitutto interrogarsi sul “Perché”. 

Vuoi costruire la torre perché te lo ha detto qualcuno? Perché lo ha fatto anche il tuo vicino? 

La motivazione deve essere profonda e personale, altrimenti, di fronte alle prime difficoltà, rischi di lasciare il progetto incompleto.

E devi assicurarti che anche chi lavora con te lo sappia. 

Sa cosa state costruendo? Ha deciso di farlo con piena convinzione? Sa cosa è richiesto specificamente da lui perché il suo compito sia assolto?

Gesù non usa mezzi termini e non dovremmo farlo nemmeno noi. 

Quando siamo stati chiari e abbiamo impostato dei criteri, allora possiamo utilizzare anche le statistiche ed i KPI per misurare se effettivamente ognuno sta facendo la propria parte. 

Non viene lasciato all’immaginazione o a quanto uno è bravo a “infiocchettare”: la torre sta venendo costruita o no? 

Se il lavoro svolto avvicina alla costruzione della torre secondo i canoni indicati, ok. altrimenti dobbiamo rivedere qualcosa. 

Un’ultima considerazione prima di passare oltre, che emerge in modo forte da tutti i versetti che vedremo oggi. 

Dobbiamo capire che niente è regalato, mai. 

Ciò che otteniamo dipende dagli “altari” ai quali siamo disposti a sacrificare il nostro impegno e le nostre risorse. 

Calcolare il costo significa valutare attentamente quali sacrifici siamo pronti a compiere per portare a termine il progetto, perché sono proprio questi a plasmare il destino del nostro sforzo.

Sei pronto a sacrificare più tempo di tutti per dare ai tuoi clienti un customer care ed un’esperienza indimenticabile? Sei pronto a spendere più soldi di tutti per dargli un prodotto di cui hanno davvero bisogno, e che superi ogni loro aspettativa? Sei disposto ad investire in risorse di qualità e usare il marketing in modo etico ma efficace per far arrivare il tuo messaggio a più persone possibili? 

  • Luca 16:10 afferma che “chi è fedele nelle piccole cose è fedele anche nelle grandi”. In che modo questa prospettiva si riflette nelle tue strategie aziendali? Puoi condividere un esempio specifico di come la fedeltà nelle piccole cose ha portato a risultati significativi nel tuo percorso?

Luca 16:10 

“Chi è fedele nelle piccole cose, è fedele anche nelle grandi; e chi è disonesto nelle piccole cose, è disonesto anche nelle grandi.”

Troppo spesso sentiamo affermazioni del tipo “Quando avrò successo, cambierò il mio comportamento”, ma la prospettiva di Luca suggerisce di utilizzare un approccio totalmente diverso.

In questo senso, prova a chiederti: per te valgono di più i princìpi o le contingenze?

Secondo me i retti princìpi sono l’unico modo per ritrovarti, alla fine del cammino, lì dove avevi programmato. 

Ti faccio un esempio: se io e te partiamo per una passeggiata nel bosco, abbiamo una bussola (dei principi a cui decidiamo di attenerci e che ci guideranno lungo il cammino). Se a metà viaggio io decido di andare a sentimento, tu arrivi alla destinazione stabilita, mentre io probabilmente arriverò da un’altra parte.

Anche nel contesto imprenditoriale, questa prospettiva è cruciale. 

Se un collaboratore compie azioni poco etiche nelle piccole cose, come rubare una penna, è un segnale di allarme. Anche se sembra insignificante, è un problema interpretativo che potrebbe manifestarsi in situazioni più rilevanti, come la gestione di cifre finanziarie sostanziose.

Personalmente, ho sempre creduto che i princìpi debbano prevalere sulle contingenze. 

Ogni compromesso etico, anche il più piccolo, rappresenta un’accettazione implicita che i nostri princìpi non sono poi così importanti. Ciò può avere conseguenze a lungo termine, poiché compromettere la propria etica influenzerà inevitabilmente gli altri e creerà un ambiente in cui la mancanza di integrità diventa la norma.

Per quanto riguarda i risultati ottenuti da noi e dai nostri collaboratori il discorso è simile.

Anzi, i KPI alla fine servono proprio a questo: a misurare fin dall’inizio se uno “mantiene la sua parte di accordo.” E poi agire di conseguenza, secondo i principi che abbiamo impostato. 

Per assurdo, è molto più facile crescere in un’azienda che ha dei KPI molto chiari che in una che non ne ha, se ci pensi. 

Quindi, i KPI non dovrebbero essere qualcosa che allontana le persone, ma che accende quelle davvero valide e ne attira altre simili. Perciò ci possono aiutare nel selezionare, tenere e far crescere le persone giuste partendo dal piccolo. 

Se un collaboratore svolge con integrità e dedizione anche un lavoro più “basso”, possiamo star certi che quello è il suo modo di essere – e che quindi tenderà a riprodurre quei comportamenti anche in ruoli di fiducia. 

Un esempio concreto del valore della fedeltà nelle piccole cose si è manifestato nel mio percorso. Ho resistito alla tentazione di scendere a compromessi, anche quando ciò comportava la perdita di opportunità di lavoro e guadagno importanti. Tuttavia, questa coerenza etica mi ha aperto la strada a nuove opportunità più allineate con i miei valori.

Ho scelto a quale altare intendevo sacrificare, e da esso ho tratto le ricompense. 

Se sacrifichiamo a Dio riceviamo da Dio, ma se sacrifichiamo all’egoismo e all’inganno, da essi riceveremo, con tutto ciò che comporta. 

  • Proverbi 21:5 sottolinea l’importanza della pianificazione e della diligenza. Quali consigli puoi dare agli imprenditori che vogliono tradurre la saggezza di questo versetto nella loro vita professionale?

Proverbi 21:5

“I progetti dell’uomo diligente sono solo per l’abbondanza, ma chi è precipitoso è destinato alla povertà.”

Questo ci insegna che non ci sono scorciatoie. Il successo richiede una pianificazione accurata e uno sforzo costante nel perseguire gli obiettivi. Non possiamo illuderci di ottenere qualcosa senza sacrificare nulla. Il cammino dell’imprenditore è costellato da sfide e richiede dedizione, sacrifici ponderati e una visione a lungo termine.

A volte può capitare di guardare alla gente dello spettacolo con invidia e non ci rendiamo conto che in realtà le loro vite sono misere. Spesso, le persone che sembrano vivere una vita lussuosa potrebbero essere intrappolate in una realtà di vuoto e insoddisfazione, controllate in tutto ciò che fanno e dicono. 

Come nella storia di Abramo e Isacco, questo versetto ci dice che sacrificare ciò che è più significativo potrebbe sembrare controintuitivo, ma solo attraverso tale sacrificio si arriva ad ottenere anche di più di quello che immaginavamo – se stiamo sacrificando al giusto altare.

  • Quali consigli vorresti condividere con gli imprenditori che cercano di integrare la spiritualità nella loro vita professionale, basandosi sui princìpi biblici che hai sperimentato con successo?

Il consiglio che vorrei condividere è ispirato a Matteo 7:7:

“Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto”.

La cosa importante è capire a quali porte si sta bussando e a chi ci si sta rivolgendo per soddisfare le proprie esigenze.

Se assumi che questa frase sia vera, riguardi alla tua vita e non hai ciò che vuoi, al 90% dei casi stai cercando la cosa giusta nel posto sbagliato, o hai bussato alle porte sbagliate.

Per finire, il mio consiglio è quello di andare direttamente alla fonte, e in questo caso, la Bibbia rappresenta un’insostituibile guida. 

Attraverso i princìpi biblici, Davide ha sottolineato l’importanza di integrare la fede nella gestione aziendale e ci ha dato un chiaro percorso per affrontare le sfide imprenditoriali. La sua testimonianza di fedeltà nei princìpi, il calcolo attento dei costi e la diligente pianificazione sono ispirazioni per gli imprenditori che cercano un successo che abbracci non solo gli affari, ma anche l’anima. 

Se desideri esplorare ulteriormente questa connessione, l’invito è ad approfondire con il nostro corso The Bible Company, per abbracciare una visione più ampia e la saggezza intramontabile della Bibbia nel tuo percorso imprenditoriale. 

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Francesca Turriciano

Sono una copywriter. E mi ritengo veramente “fortunata” perché per lavoro posso “giocare” con le parole ogni giorno. Ma non solo. Posso dare sfogo a tutto ciò che amo: leggere, soddisfare la mia curiosità infinita e vivere una vita “piena”. Sì, perché il lavoro del copywriter non si ferma alla scrittura. Ogni parola che scrivo è solo la punta dell'iceberg di un mondo ricco di idee, emozioni e visioni. In effetti la scrittura ha creato “un prima e un dopo” nella mia vita ed è stata la chiave che ha aperto la porta alla mia vera essenza. Quando ho lasciato entrare la creatività, ho dato il via a un circolo virtuoso che ha portato nuova energia e tanti stimoli interessanti. È stato come un risveglio che mi ha catapultato in una nuova dimensione, fatta di scoperte sempre diverse, avventure straordinarie e storie da raccontare. Oggi sono qui per condividere questo pezzetto di viaggio insieme ad altri lettori che, come me, sono appassionati della vita e dei suoi infiniti racconti.

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