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Autore: Claudia Bosi

Editor e Ghost Writer per Engage Editore. Dopo anni di studi di Filosofia sono approdata nel mondo del lavoro e sono riuscita a fare di un dono la mia professione, grazie al contributo di persone illuminate capaci di vedere oltre un semplice curriculum. Io amo le storie delle persone, indago fra sogni ed esperienze vissute. Penso che la scrittura e la lettura siano armi potentissime che l'essere umano ha a disposizione. Le cose essenziali per crescere, comunicare, apprendere e ricordare. In quest'arte c'è la vita e il senso di ogni grande sviluppo e scoperta, è lo specchio dell'anima che riflette l'umanità tutta. Con le parole scritte si rivoluziona il mondo, ci si apre agli altri, si scopre qualcosa di sé, si lascia una traccia indelebile da qui all'eternità.

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Smetti di Pensare a Cosa Fanno i tuoi Collaboratori: inizia a pensare a chi SONO. Parola di Hr Manager!
Impresa e Donna

Smetti di Pensare a Cosa Fanno i tuoi Collaboratori: inizia a pensare a chi SONO. Parola di Hr Manager!

Una delle cose che mette al proprio posto il nostro Ego è l’attività di gestire e far crescere collaboratori sotto la nostra guida. Per riuscire in questo intento, infatti, bisogna essere pronti a dedicare una grande quantità di tempo, cure ed energie ad altre persone in modo totalmente disinteressato. Bisogna essere coscienti di star piantando dei semi in azienda, i cui frutti, probabilmente non riusciremo a vedere. Semi che però faranno la grande differenza nel futuro delle nostre organizzazioni. 

Coloro che pensano di far vincere le proprie persone mettendo avanti se stessi, puntando ad un immediato tornaconto, difficilmente ottengono risultati straordinari. Difficilmente riescono a godere di una vera e propria leadership tra i propri collaboratori. Questo perché l’autorevolezza è qualcosa che ti viene riconosciuta dal basso, non ha a che fare con il ruolo o la targhetta che si trova alla porta del tuo ufficio. E quando abbiamo la responsabilità di far vincere qualcuno, si sente, se in verità ciò che puntiamo a far crescere è il nostro potere o il nostro stipendio.

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Noїr: uno store di abbigliamento simbolo di emancipazione 
Impresa e Donna

Noїr: uno store di abbigliamento simbolo di emancipazione 

In questa rubrica abbiamo già avuto modo di parlare di come i nostri abiti siano il simbolo della nostra identità e del nostro benessere. Di come essi non siano semplicemente un modo frivolo di vestire i nostri corpi e di mostrarci al mondo.

Lo dice anche la stessa etimologia della parola “abito”. Dal latino habitus questo termine è profondamente connesso alle nostre abitudini e alla nostra disposizione d’animo, ossia il nostro carattere.

“Abito” quindi è una parola che ha che fare con i nostri comportamenti, le nostre inclinazioni e personalità. Ben più di un outfit da acquistare per un’occasione particolare, ben più di una serie di indumenti da impilare nel nostro armadio.

L’abito nel suo significato più profondo si intreccia dunque con l’etica, con la ricerca costante della propria felicità e della propria realizzazione. Non è un caso che quando ci sentiamo perfettamente allineate con i nostri valori attraverso i nostri comportamenti ci sentiamo “a casa”, abitiamo il nostro vero io.

Tutto questo lo ha colto molto bene Arianna Rubin, la nostra intervistata di oggi. Una ragazza di quasi trent’anni, un’imprenditrice e un’influencer, che da tempo lavora duramente non solo per realizzare il suo sogno, ma per far sì che ogni donna possa realizzare il suo.

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Fare l’imprenditrice: un modo per conquistare e donare libertà
Impresa e Donna

Fare l’imprenditrice: un modo per conquistare e donare libertà 

“Mia madre ha sempre fatto l’insegnante, lavorare con i bambini era la sua più grande vocazione. Per lei la scuola non era un lavoro, era uno stile di vita, un modo di vivere. 

Sono cresciuta vedendo brillare i suoi occhi mentre lottava per realizzare il suo sogno e non le sarò mai abbastanza grata per avermi trasmesso tutto il suo amore e la sua resilienza nei confronti del bene più prezioso che esiste nella nostra società: i bambini. 

Nel ‘94 mia sorella Federica era in arrivo, la sua vitalità e la sua voglia di scoprire il mondo si sarebbero presto aggiunte alla mia e a quella di mio fratello. Fu proprio quell’anno che mia madre fondò la ZEROSEI, una scuola per l’infanzia dedicata ai bambini dai tre ai sei anni.

Non ho mai avuto dubbi rispetto al fatto che un giorno avrei portato avanti il progetto di mia madre, prendendo le redini della scuola, assicurandomi che continuasse a crescere ed espandersi.

Mai, però, avrei pensato di doverlo fare all’improvviso, nel giro di pochi mesi, in un rapido aggravarsi della sua malattia. Fu un periodo davvero duro. Vivevo momenti di sconforto, rabbia e tristezza che però sapevo di non poter mostrare fino in fondo. 

Avevo delle responsabilità, avevo delle decisioni importanti da prendere senza alcun lusso di poter temporeggiare. Molte persone pensavano che non ce l’avrei fatta, che “sostituire” mia madre era impossibile, che avrei chiuso nel giro di poco. Ebbene eccomi qua…”

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Mamma E Manager: Non è Vero che Dobbiamo “Accontentarci”!
Impresa e Donna

Mamma E Manager: Non è Vero che Dobbiamo “Accontentarci”!

Siamo troppo spesso abituati a pensare che “la coperta sia sempre troppo corta”. 

Non c’è abbastanza tempo, non abbastanza spazio o denaro per fare ciò che vogliamo. Per andare dove vogliamo, per essere chi desideriamo. Come se le nostre vite dovessero viversi nei ritagli, o meglio negli scarti, di qualcun altro. Perché quasi sicuramente c’è qualcuno là fuori che ha più di te e che quindi finisce per  “toglierti la tua parte”. 

Ma qualcuno CHI? Il punto sta tutto qui: “NESSUNO ti sta togliendo qualcosa”!

Ma come si fa ad uscire da questo modo di pensare così comune e così impattante? 

“Non aver paura di andare in disaccordo”, “non accettare” – mi risponde decisa Elena Busato, manager di Open Source Management e mamma di tre figlie meravigliose. 

“Sei tu che casomai accetti che è arrivato il momento di accontentarsi, non gli altri!”

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Come ho trovato il coraggio di realizzare i miei sogni
Impresa e Donna

Come ho trovato il coraggio di realizzare i miei sogni

Quante volte hai detto a te stessa di non avere un sogno da realizzare? Quante volte hai guardato gli altri e hai pensato “beati loro che hanno le idee chiare“?

Ci sono persone che fin dalla loro tenera età sapevano che cosa avrebbero realizzato da grandi. Sono nate convinte del lavoro che avrebbero svolto e dei risultati che un giorno avrebbero raggiunto.

Talvolta guardiamo queste persone come dei veri e propri alieni, delle persone baciate dalla fortuna. Persone inarrivabili, vere e proprie eccezioni.

Ma non sempre ciò che non vediamo non esiste…

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Impresa di coppia Come rimanere integri e in focus senza rischiare di vivere il sogno del proprio coniuge
Impresa e Donna

Impresa di coppia 

Che le coincidenze non esistano, non è sempre un dato facile da metabolizzare. Soprattutto quando i puntini della nostra vita iniziano a formare un disegno chiaro, soltanto dopo anni di esperienze, fatiche, prove ed errori.

“Chi l’avrebbe mai detto?” – ci chiediamo, eppure, in certi istanti, tutto sembra suggerirci che le risposte a certi quesiti esistenziali, ce le avevamo già in tasca. Le conoscevamo già. Da bambine, quando ancora forse quelle domande non ce le ponevamo nemmeno.

Ho parlato di questo con Jessica Laconi, donna, mamma, imprenditrice e moglie. Da anni è titolare, assieme al marito, Alessandro Viviani, della Autotrasporti Viviani SRL, un’azienda valtellinese di trasporto merci su strada in conto terzi.

Un’azienda che Jessica non avrebbe mai pensato di guidare da bambina, ma a cui, i suoi giochi, in qualche modo le avevano sempre suggerito di andare incontro. Non è un caso che sua cugina, a un certo punto, le disse: “Quando eri piccola giocavi con i camion, ora ti stai per sposare con uomo che ha un’impresa di trasporti…”

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Think Pink! Perché le imprenditrici di oggi cambieranno il mondo delle donne di domani.
Impresa e Donna

Think Pink! Perché le imprenditrici di oggi cambieranno il mondo delle donne di domani

C’è voluto un bel po’ di tempo prima che le donne fossero le vere protagoniste delle loro storie. Anche quando sembravano essere il personaggio principale della vicenda, venivano descritte in attesa di qualcosa, molto raramente erano padrone del loro destino e della loro realizzazione personale. 

Persino i loro desideri sembravano essere desideri di altri: un matrimonio, un bel castello, un principe che donasse loro attenzioni e amore…

Poi le cose sono cambiate. E per fortuna! Abbiamo iniziato a sentir parlare di donne che volevano cambiare il mondo, di donne alla guida di grandi gruppi, di donne che volevano creare. 

Queste donne sono sempre esistite ovviamente, ma per un motivo o per un altro le loro gesta da protagoniste sono state messe in ombra, sminuite, declassate… ebbene voglio di certo creare un cliché al contrario. Quello che vorrei raccontarti qui è piuttosto qualcosa che ha a che fare con il tuo ruolo di imprenditrice, un ruolo che va oltre la descrizione classica di colei che è a capo di un’azienda, che amministra seleziona e gestisce il personale… 

No! Tu oltre hai questo sei un modello di vita e un elemento di speranza (in senso buono e romantico) per le generazioni a venire. Perché tu simboleggi il cambiamento, tu simboleggi un nuovo modo di intendere il lavoro e la vita stessa.

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Se tu non avessi paura, che cosa faresti davvero? Un’intervista a Sara Renossi
Impresa e Donna

Se tu non avessi paura, che cosa faresti davvero? Un’intervista a Sara Renossi 

Quando mi sento incartata, quando mi sento persa, bloccata, da un po’ di tempo a questa parte mi faccio sempre questa domanda: “Sara, se tu ora non avessi paura, che cosa faresti davvero?”

Sara Renossi è CEO di BE (Beauty-Experience) Srl , un’azienda in Franchising che opera nel settore dell’estetica avanzata e che ad oggi conta sei centri estetici tra le province di Padova, Verona e Vicenza. Un sogno iniziato quando Sara aveva solo 23 anni. Un sogno che via via ha cambiato forma, identità e intensità.

Sì perché Sara, quando ha iniziato, aveva solo una cosa ben chiara in mente: che diventare un’imprenditrice nel settore dell’estetica sarebbe stato il suo destino, la naturale estensione di sé, la cosa per cui era venuta al mondo. Ma anche con questa assoluta certezza addosso, Sara di difficoltà ne ha dovute superare parecchie; una su tutte: la sua paura…

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Risorse Umane: perché “sviluppare” è meglio che “gestire”!
Impresa e Donna

Risorse Umane: perché “sviluppare” è meglio che “gestire”! 

Che cos’è il potenziale? 

Spesso usiamo questa parola per definire il “potere interiore” di qualcuno, l’insieme delle sue doti e talenti, dimenticandoci però di una parte importante della definizione. Il potenziale è infatti una qualità, una possibilità, un talento che ancora non si è manifestato. 

Parlare dunque di potenziale umano, significa parlare di quegli aspetti invisibili delle persone, di quel potere sì, ma ancora inespresso, che ognuno di noi ha. 

Ecco allora che nel ruolo di leader, sviluppare il potenziale delle risorse umane significa riuscire a individuare qualcosa che ancora non ha preso piede nella realtà, vedere le nostre persone non per ciò che sono oggi, ma per ciò che saranno domani.

Ho parlato di potenziale insieme a Giada Melis, autrice del libro, Il potenziale umano: come sviluppare le tue risorse umane in azienda. Un libro che attraversa la sua esperienza di manager e imprenditrice. Giada coordina ed è responsabile di più di cinquanta persone all’interno del team di Mab Management, una società di consulenza e formazione aziendale, partner di Open Source Management. 

Nel suo libro condivide le esperienze e le strategie che l’hanno aiutata ad espandere la sua realtà imprenditoriale, insieme al marito e socio Andrea Podda. Qui Giada parla del titolare del nuovo millennio assimilandolo alla figura di un vero e proprio allenatore. Il quale non solo “ordina” cosa fare ai componenti della propria squadra, ma appunto fa sì che ognuno continui ad esercitarsi per dare il meglio di sé, con la grande convinzione che “il bello deve ancora venire”.

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Cosa ci insegna il dolore?
Impresa e Donna

Cosa ci insegna il dolore? 

Spesso cerchiamo a tutti i costi di eliminare il dolore, di fuggire da esso, di rimuoverlo in toto, di dimenticarlo. Eppure quando proviamo dolore, non c’è cosa più reale, immediata e intensa che si possa percepire in noi.

Certe volte compiamo sforzi sovrumani per fare finta di niente, per mascherarci, dirci che “non è niente”. Ma è presto chiara la verità del dolore, fisico o emotivo che sia, perché nella totalità della nostra esistenza non esiste luce che non preveda ombre.

Come se affrontare il dolore, guardandolo negli occhi per quello che è, ci facesse sentire troppo fragili, smettiamo di indagare nel profondo ciò che invece ha da insegnarci. Abbiamo il terrore di scoprire di essere deboli, di essere diverse, di trasformarci in modo permanente in qualcosa che non avevamo previsto, di non essere più riconosciute dopo tante conquiste sudate.

Nel febbraio 2017 Teresa si è ammalata di artrite e di fibromialgia, vivendo così l’esperienza più potente e trasformativa della sua vita che l’ha condotta a formarsi come life coach per riscoprirsi esploratrice delle leggi del cuore.

Nel suo libro, GUARIRE L’ANIMA PER CURARE IL CORPO: Il racconto del dialogo con la mia malattia/medicina, Teresa racconta di sé, del suo percorso di scoperta interiore, mentre fa i conti con il dolore.

Perché per ogni condizione, vissuta o sperimentata, esiste un varco di senso, un portale di crescita pronto ad accogliere la nostra evoluzione.

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Come vincere l’insicurezza: i 9 consigli di Michaela Gariboldi
Impresa e Donna

Come vincere l’insicurezza: i 9 consigli di Michaela Gariboldi 

Essere sicure di noi stesse non è sempre così facile. Ci sono momenti in cui tutto sembra crollarci addosso, in cui non vediamo alcuna soluzione all’orizzonte. Talvolta guardiamo gli altri e ci diciamo: “ah come vorrei essere come lei/lui”, “quello/a lì è davvero forte”… 

E così ci dimentichiamo quanto forti siamo anche noi. Spostiamo il nostro focus altrove, sperando che desiderare di essere come qualcun altro ci aiuti a stare meglio. E invece no, invece stiamo inesorabilmente peggio. 

Ma allora come si fa in quei momenti a ritornare convinte e convincenti? Come si fa a vincere quell’insicurezza? 

L’ho chiesto a Michaela Gariboldi. Michaela Gariboldi è socia di Open Source Management, CEO di OSM Real Estate. Da anni opera nel settore della consulenza aiutando gli imprenditori a realizzare i propri sogni. Una venditrice e una leader eccezionale che ha fatto della determinazione un suo stile di vita. In questo articolo ci condividerà 10 strategie utili per ripristinare la nostra volontà di vincere, di farcela, di riemergere per uscire da una condizione di mera sopravvivenza e liberare tutto il nostro grande potenziale.

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Superare il divario di genere: realtà o utopia? Intervista a Francesca Cipriani
Impresa e Donna

Superare il divario di genere: realtà o utopia? 

Sono anni che si parla del divario di genere nel mondo del lavoro. Dal 2006 il World Economic Forum ha introdotto il Global Gender Gap Report, ossia un insieme di dati che fornisce un quadro del divario di genere in tutti i paesi del mondo.
Questo report si basa su criteri che analizzano le condizioni economiche, politiche, educative e di salute di uomini e donne del Pianeta, di cui poi ne fornisce una classifica. Questo sistema presenta dati utili, ma anche tanti limiti e punti critici. Non è però mio intento parlarne qui.
Ciò su cui vorrei porre l’attenzione in questo articolo è più che altro il concetto stesso di “divario di genere”. O per meglio dire di “divario” in generale…

Non vorrei pertanto polarizzare la discussione rispetto a “chi sta meglio” o “chi sta peggio”.
Quello che vorrei, è più che altro dare consistenza e voce ad alcune domande:
come possiamo agire (insieme, sia uomini che donne) affinché questo “divario” sia sempre meno impattante?
Come possiamo agire affinché emerga sempre di più la bellezza delle “differenze”, a scapito del “divario”?
E infine: è possibile cambiare le cose partendo da noi? O siamo inesorabilmente costretti ad aspettare l’intervento di qualcuno dall’alto?

Ho parlato di tutto questo con Francesca Cipriani, giovane professionista nel mondo della consulenza e della formazione imprenditoriale, ad oggi Operation Manager presso OSM Partner Trapani. La sua storia è emblematica e ci accompagna in questa riflessione.

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Ogni tuo desiderio è un ordine: un’intervista a Manuela Toto
Impresa e Donna

Ogni tuo desiderio è un ordine: un’intervista a Manuela Toto 

e avessi di fronte a te un genio che ti dice: “Ogni tuo desiderio è un ordine”, tu che cosa gli chiederesti? 

In uno dei capitoli del suo libro C’era una volta…ma c’è ancora: viaggio in sé stessi attraverso le fiabe, Manuela Toto ci invita a riflettere sulla nostra capacità di desiderare. Una capacità squisitamente umana che ci distingue dal regno animale. Quest’ultimo è infatti animato esclusivamente dalla sfera dei bisogni e dell’istintualità, mentre per noi essere umani, le cose funzionano diversamente… 

Manuela Toto è autrice consulente familiare, coaching umanista, esperta dell’ascolto empatico, specialista nel trasmettere strategie efficaci per migliorare sé stessi. Fondatrice del metodo Fabulab e della community SouLab che ad oggi conta più di 200 iscritti.

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Cambia Prospettiva: il Giusto Mindset per Scegliere il proprio Destino e Vivere la propria Vita
Impresa e Donna

Cambia Prospettiva: il Giusto Mindset per Scegliere il proprio Destino e Vivere la propria Vita 

Perché così tante persone hanno paura del cambiamento? Che cosa significa cambiare esattamente?

Sicuramente ti sarà capitato più volte nella tua vita di ritrovarti a un bivio. Ad un punto di svolta in cui hai dovuto fare scelte importanti. Scelte in cui non era prevista la possibilità di tornare indietro.

Il respiro si è fatto affannoso, le gambe hanno iniziato a tremare e i dubbi a galoppare veloci negli infiniti spazi della tua mente.

“Sarà la cosa giusta?” “E Se poi dovessi pentirmene?” “Chissà cosa penseranno gli altri…”

Cambiare spesso non è così facile perché la mente gioca brutti scherzi. Come un freno a mano automatico resiste, ci consiglia di non rischiare, ci impone di conservare.

Eppure il cambiamento fa parte della vita, o meglio, il cambiamento è vita.

Lo sa bene la nostra intervista di oggi, Barbara Delponte titolare di OSM Partner NOVARA, società di consulenza e formazione imprenditoriale, nonché autrice del libro “Cambia prospettiva… E ti viene da vivere. Il giusto mindset per scegliere il proprio destino e vivere la propria vita”.

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La felicità non può aspettare: la storia della Military Coach Elisa Piccicuto
Impresa e Donna

La Felicità non può aspettare. La storia della Military Coach: Elisa Piccicuto 

Non posso. È difficile. È impossibile.
Non mi capiranno. Non mi ascolteranno. Non funzionerà.

Elisa Piccicuto aveva moltissime buone ragioni per pensarlo. Sapeva che il suo sogno sarebbe stato caratterizzato da tante resistenze, dubbi e pregiudizi.

Avrebbe potuto vivere una vita all’insegna della frustrazione e dei rimpianti, avrebbe potuto passare una vita lamentandosi delle ingiustizie e delle difficoltà.

Ma lei ha scelto un’altra strada. Quella dell’abilità, della forza e della libertà.

Elisa ad oggi è un’imprenditrice con un’attività in forte espansione. Una donna libera, che nel giro di 4 anni è riuscita ad uscire dall’operatività delegando tutto brillantemente, e che oggi vive la quotidianità che aveva sempre sognato.

Come ha fatto? Continua a leggere…

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Fashion Therapy: come raggiungere obiettivi e benessere grazie allo Stile
Impresa e Donna

Fashion Therapy: come raggiungere obiettivi e benessere grazie allo Stile

Quante volte ti sei ritrovata ad osservare il tuo armadio e a pensare: “non ho nulla da mettermi!”? Quante volte hai pensato di non avere nessun capo che ti facesse sentire davvero bella, forte e a tuo agio? Sicura di te e invincibile agli occhi di chiunque altro?

Scommetto che spesso ti sei ritrovata, proprio come me, a comprare un sacco di vestiti che ora sono lì a prendere la polvere, vestiti che non ti rappresentano davvero e che dopo averli messi una volta soltanto… non ti piacevano più.

Qualcuno potrebbe pensare che questi siano i tipici capricci “da donna”. Frivolezze di poca importanza tipiche dell’emisfero femminile fatto di scarpe, trucchi e borsette. Una roba da donne superficiali insomma, incontentabili, che nonostante abbiano un armadio che straborda hanno sempre una buona ragione per lamentarsi davanti allo specchio.

Chi la pensa così, forse non sa che l’armadio è lo specchio del nostro inconscio e che tutto quello che vi mettiamo dentro non è altro che la rappresentazione del nostro stato d’animo, delle nostre paure, delle nostre insicurezze, dei nostri bisogni.

Ho parlato di tutto questo con Loretta Valentino, un’imprenditrice affermata nel settore dell’abbigliamento nonché consulente d’immagine e Fashion Therapist.

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Mettersi al primo posto: se non vinci prima tu, non vinceranno le persone che hai attorno.
Impresa e Donna

Mettersi al primo posto: se non vinci prima tu, non vinceranno le persone che hai attorno. 

Le donne spesso sono vittime di un terribile cortocircuito: prima vengono gli altri, poi veniamo noi.  Nella corsa indaffarata tra lavoro e famiglia, spesso chi si mette all’ultimo posto della lista delle cose di cui preoccuparsi siamo proprio noi, intente a pensare a come far star bene chiunque altro.

Me ne dà conferma Clarissa Pozzoli networker di successo di Olife che ad oggi gestisce decine di persone ed è un punto di riferimento per la sua azienda.

“Spesso quando mi ritrovo a fare i colloqui di selezione molte donne mi dicono che non hanno abbastanza tempo per i loro sogni, o che non ne hanno mai avuto prima. Come se pensare alla realizzazione dei propri obiettivi fosse qualcosa di secondario che può essere rimandato o messo in stand-by finché prima ‘tutto il resto’ non è ok: la famiglia, i figli, la casa, i propri genitori, eccetera”. 

Il fatto è che, come ci insegnano le regole della delega, se prima non vinciamo noi difficilmente riusciremo a far vincere le persone attorno a noi. Se, infatti, continuiamo a pensare prima agli altri è molto probabile che il nostro vero riscatto non ce l’ avremmo mai.

E fra rimpianti e rimorsi, potremmo ritrovarci a vivere una vita di frustrazione in cui ci sembra di aver fatto tantissimo per gli altri, senza alcun riconoscimento in cambio. Nell’assenza di gratitudine e benevolenza. Entrando così in un circolo vizioso per cui più ci impegniamo per gli altri meno riusciamo ad ottenere risultati.

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Come trasformare tutte le tue sfighe in vere e proprie sfide: La storia di Shaula
Impresa e Donna

Come trasformare tutte le tue sfighe in vere e proprie sfide: La storia di Shaula 

La vita di ognuno di noi è come un puzzle intricato, fatto di pezzi che si incastrano in modi misteriosi. Spesso, mentre viviamo le nostre esperienze, non percepiamo immediatamente le connessioni tra di loro. 

Tuttavia, il filo rosso della nostra vita ha una direzione precisa, e la storia di Shaula è una testimonianza meravigliosa di come ogni sfida possa diventare un’opportunità di crescita.

In questo articolo ho deciso di raccontare la storia di Shaula Gardini, un’imprenditrice spumeggiante, titolare di una clinica veterinaria, la Clinica Veterinaria Cinisello.  Sono certa che leggendo la sua storia ognuna di noi possa capire una parte in più di sé e trovare il coraggio per perseguire i propri sogni…

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Fai sentire la tua voce!
Impresa e Donna

Fai sentire la tua voce!

“Era il primo dicembre del 1955, quando Rosa Parks venne arrestata in Alabama. Parks quel giorno aveva deciso di far sentire la sua voce.

Rosa Parks, una donna afroamericana, quel giorno cambiò per sempre le sorti del mondo: divenne simbolo della lotta non violenta per i diritti civili. Lo fece occupando uno spazio, lo fece mettendo il suo corpo al servizio della sua voce e della voce di tutti coloro che come lei erano oppressi.

Lo fece senza gridare. Eppure la sua voce superò oceani e montagne, arrivò persino dall’altra parte del mondo. ”

È iniziata così la mia chiacchierata con Giovanna Pellegrino a proposito del tema di oggi: la voce. Uno strumento potentissimo che troppo spesso releghiamo al “parlare” quotidiano, anziché sfruttare a pieno come mezzo per la nostra realizzazione personale…

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Ascoltare e curare il proprio corpo per prendere decisioni migliori
Impresa e Donna

Ascoltare e curare il proprio corpo per prendere decisioni migliori 

Ascoltare e curare il proprio corpo per prendere decisioni migliori

Un’intervista a Lucia Polimene

Hai mai ignorato i segnali del tuo corpo, forzandolo oltre i suoi limiti?
Hai mai trascurato stanchezza e fatica fisica o mentale per giorni o addirittura mesi?
Ti sei mai trovata a sopportare dolori persistenti, convincendoti che non era nulla di serio?
Hai mai sottovalutato l’importanza del sonno e trascurato il tempo dedicato alla tua alimentazione?

Sono piuttosto sicura di sì.
È successo anche a me e anche a Lucia Polimene, la nostra intervistata di oggi.

Lucia è una donna straordinaria, la sua inclinazione naturale verso l’aiuto e la comprensione del prossimo è il motore che l’ha spinta, nel tempo, a evolvere come professionista e come donna.

Dapprima fisioterapista e neuropsicomotricista, Lucia è poi approdata all’osteopatia. Non solo, Lucia ad oggi è anche consulente familiare, un punto di riferimento per molti genitori che aiuta sia attraverso consulenze private, sia attraverso la collaborazione con OSM EDU. Da un po’ di tempo a questa parte ha inoltre approfondito lo studio di una disciplina che le ha cambiato la vita, lo Human Design, un mondo che le ha permesso di ampliare il raggio delle sue conoscenze e competenze nell’ambito dello sviluppo del potenziale delle persone. 

Parlando di benessere, felicità e realizzazione personale, In tutto ciò che ha fatto e continua a fare Lucia, il corpo occupa una posizione centrale.

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La potenza del sorriso. Un’intervista a Michaela Varone
Impresa e Donna

La potenza del sorriso. Un’intervista a Michaela Varone 

Troppo spesso il potere del sorriso viene banalizzato, screditato o semplificato. Eppure è l’arma più potente che abbiamo per far fronte alla vita, per crescere, superare gli ostacoli più difficili, aiutare noi stessi e gli altri a stare meglio.

Una donna che sorride talvolta, soprattutto nel contesto professionale, è percepita come “leggera”, poco seria, superficiale e frivola. Una persona che non dà il giusto peso alle cose importanti della vita, quelle sfidanti, così complesse e intricate che generalmente il sorriso lo tolgono, per lasciare spazio alla preoccupazione e al pensiero.

Ne ho parlato con Michaela Varone, CEO di Labor consulting (società di consulenza del lavoro che offre dal 2005 servizi di consulenza alle aziende), socia di Partner di Impresa nonché moglie e mamma di un bellissimo bambino.

Michaela ha fatto del suo sorriso la sua bandiera. Un vero e proprio stile di vita, un principio guida che da anni le permette di vivere la vita che vuole: una vita fatta sì di innumerevoli sfide, ma piena di orgoglio, amore e bellezza.

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Le donne del domani: cosa pensano le bambine e le adolescenti del loro futuro?
Impresa e Donna

Le donne del domani: cosa pensano le bambine e le adolescenti del loro futuro? 

In quali condizioni vivranno le donne delle prossime generazioni?
Si prospetta un futuro pieno di CEO oppure anche le bambine e le adolescenti di oggi si ritroveranno in un modo del lavoro molto simile a quello che viviamo oggi?
Quali sono le ambizioni e le paure delle donne del futuro?

In una società in cui il 52% delle persone tra i 15 e 31 anni non lavora né studia (i famosi NEET) le prospettive sul futuro per i nostri ragazzi non sembrano così rosee e positive. Ma c’è un MA. Un’inversione di rotta sta facendo capolino nelle scuole. In un mondo che cambia così rapidamente, infatti, non possiamo fare affidamento sul passato per poter pretendere fare previsioni così chiare sul futuro.

Ne abbiamo la conferma tra i banchi di scuola. E a dircelo è una giovane leader, un’educatrice e una donna straordinaria, Costanza Agostinelli, che di scuole ne visita quotidianamente un bel po’…

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Il Sottile Equilibrio Della Bellezza: Come La Medicina Estetica Ricerca Il Tuo Benessere nell’Imperfezione
Impresa e Donna

Il Sottile Equilibrio Della Bellezza: Come La Medicina Estetica Ricerca Il Tuo Benessere nell’Imperfezione

Un uomo non impara a comprendere nulla a meno che non la ami. (Johann Wolfgang Goethe)

Tutto passa sempre dall’amore, nei nostri confronti e nei confronti degli altri, e dall’uso che ne facciamo. Se vuoi comprendere la tua persona, se vuoi capirla, migliorarla, se vuoi regalarti una nuova bellezza, devi sempre prima cercare l’amore, quello per te stesso.

Ma cosa significa realmente la parola bellezza? Libertà, prigione, rinascita, preoccupazione, estetica, interiorità, bisogno, obbligo.

La bellezza è intorno a noi, nelle piccole e nelle grandi cose.

Inizia così il libro di Laura Mazzotta intitolato Il Sottile Equilibrio della Bellezza, Come La Medicina Estetica Ricerca Il Tuo Benessere nell’Imperfezione.

La bellezza è un concetto molto delicato, che passa dal bisogno o da una richiesta inconscia di cambiamento da parte della società, che può rendere conflittuale il rapporto con il proprio corpo. Potrebbe venire da pensare che il bisogno di bellezza sia spesso mosso da un banale capriccio, che prende forza solamente dal volersi sentire “belli” dinanzi al mondo, per puro narcisismo, ma molto spesso non è così, o meglio non è SOLO così…

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Leadership Femminile: la sottile differenza tra solitudine e isolamento 
Impresa e Donna

Leadership Femminile: la sottile differenza tra solitudine e isolamento 

Quante volte ti è capitato di sentirti sola? Di sentirti incompresa?
Quante volte ti è capitato di sentirti nell’impossibilità di comunicare alle persone attorno a te ciò che provavi davvero?

Tra le responsabilità trasversali, ordinarie e straordinarie, di una donna sembra non esserci sempre il tempo di esternare le proprie emozioni e i propri pensieri in modo trasparente e istantaneo. La forza delle donne che al contempo ricoprono il ruolo di lavoratrici, madri e mogli nasconde, infatti, un peso esistenziale che spesso le mette al muro nei momenti di fragilità e fatica.

Quasi come se non potessero mai mollare neanche di un centimetro, molte donne sentono di non aver il permesso di prendersi una pausa, di mostrarsi vulnerabili, di togliersi di dosso quell’armatura che quotidianamente le veste di una potenza strabiliante.

Proprio come tutti coloro che ricoprono ruoli di leadership, dunque di cura e grande responsabilità nei confronti di molte altre persone, le donne vivono per natura e cultura quella sensazione di DOVER ESSERE sempre al top della loro forma. Fisica, mentale ed energetica.

Un leader è infatti una guida, un modello per gli altri, un esempio da ammirare e seguire. Come può lasciar scorgere le sue debolezze nei confronti di coloro che dovrebbe aiutare?
A chi può rivolgere nei momenti di fragilità? Non peccherebbe forse di incoerenza se lasciasse trasparire la sua fatica o i suoi dubbi? Non perderebbe forse di leadership quel leader che mostrasse al mondo la sua vulnerabilità?

Queste domande portano a considerare un tema sviscerato in lungo e in largo in fatto di leadership: la solitudine. Una condizione che sembra essere inevitabile per tutti coloro che hanno deciso di essere a capo di un gruppo di persone. Per tutti quelli che hanno deciso di prendersi la responsabilità del cambiamento e del miglioramento della vita di molti altri individui.

Ma cosa si intende esattamente per solitudine?

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Maternità & Management: il vero segreto della delega è imparare a chiedere aiuto
Impresa e Donna

Maternità & Management: il vero segreto della delega è imparare a chiedere aiuto. 

Sarò in grado di fare la madre? 

Riuscirò a portare risultati nel mio lavoro, nonostante i figli? 

Sarò comunque una buona manager? 

Sarò mai una buona madre? 

… Forse meglio prendersi  una pausa. Probabilmente è arrivato il momento per me di ritirarmi per un po’. Del resto sono contenta dei risultati che ho ottenuto fino ad ora, adesso è il momento di concentrarsi su altro: devo fare la mamma!

Questi pensieri sono all’ordine del giorno per tante donne manager o imprenditrice. Una carriera fatta di traguardi e successi e una mente brillante e sempre in moto, a un certo punto è come se si scontrassero con lentezza di un corpo che ha bisogno di ossigeno. Un corpo che è cambiato, che ha dato vita a nuova vita. 

Inizialmente quel corpo non ci piace, lo viviamo come un freno. Siamo troppo abituate ad andare veloce, troppo abituate a giudicarci:

devi essere perfetta, devi essere lucida, devi essere entusiasta, devi essere produttiva, devi essere focalizzata, devi essere determinata…

viene l’ansia solo a pensarci vero?!

Ma in fondo è questo quello che si dicono spesso le donne e le imprenditrici donne. E se dirsi tutto questo già comporta stress e sovraccarico di norma, quando si diventa madri la cosa può diventare una prigione terribilmente pericolosa.

Ho parlato di tutto questo con Claudia Marino, Direttrice Tecnica di OSM Medical. Claudia è una manger straordinaria che mette tutta se stessa in ciò che fa. È inoltre la mamma di due bambini meravigliosi, Roberto Elia, di due anni e mezzo e Francesco Giulio di sei mesi.  

Claudia da sempre è stata in azienda l’esempio vivente del “sì può fare”, da quando è diventata mamma lo è ancora di più! Con due bambini così piccoli, Claudia nonostante ci abbia pensato qualche volta, non ha mai mollato il suo lavoro, non ha mai pensato di rinunciare a realizzare i suoi sogni ed essere una donna, una madre, una compagna e una professionista… FELICE e ORGOGLIOSA di sé. 

In questo articolo le ho chiesto di svelarci alcuni dei suoi segreti… 

Ecco di seguito i suoi 5 consigli per essere una mamma manager di successo!

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Ecco perché non dovresti mai giudicare una candidata dal suo cv!
Impresa e Donna

Ecco perché non dovresti mai giudicare una candidata dal suo cv! 

Quando il talento incontra l’opportunità, molti lo chiamano “fortuna”. Ma per le imprenditrici avanguardiste, è ben più di questo: è il risultato di una visione strategica abbinata a una grande capacità di riconoscere e valorizzare i talenti giusti delle persone. 

Immagina una giovane donna, alle prese con una carriera da avvocato che cerca di costruirsi il suo successo dopo anni di studio. Per anni la sua realtà quotidiana era stata circoscritta a una stanza solitaria. Quella stanza, con il suo pc e la sua scrivania, era diventata l’universo in cui operava, isolandola e spingendola a conformarsi a un modello rigido e monolitico, ricco di stereotipi. 

Imprigionata in una versione di sé stessa che non rispecchiava le proprie caratteristiche e aspirazioni a un certo punto quella ragazza ha detto “basta”. Con il tempo, l’ambiente in cui aveva lavorato fino a quel momento l’aveva resa più chiusa, meno esuberante e meno gioiosa. Si sa l’allegria non è consona a certi ambienti.
Eppure lei aveva una parlantina di quelle che avrebbero incalzato i migliori commercianti. Era solare, piena di vita, non perdeva neanche un istante quando c’era da rompere il ghiaccio. Come credi che si sia sentita quando veniva messe con le spalle al muro in un mondo fatto di formalismi, obbedienza e reverenze? 

Non era più lei. 

Questa è la storia di Federica Meletti, o meglio, ERA.

Fino a quando non ha deciso di abbattere i suoi stessi pregiudizi, le sue stesse idee “storte” – come dice lei.

La storia di Federica è una storia di successo che dimostra come imprenditori e imprenditrici, proprio come te, possano cambiare le sorti di una persona e con esse le sorti della propria azienda.

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Donne e Denaro: Chi l’ha detto che la gestione finanziaria è roba da uomini? 
Impresa e Donna

Donne e Denaro: Chi l’ha detto che la gestione finanziaria è roba da uomini? 

Le donne e i numeri apparentemente sembrano non andare d’accordo fin dall’alba dei tempi. Ce lo ricordano le svariate pubblicità che ci dipingono come delle spendaccione che non vedono l’ora di uscire con le amiche per fare shopping. Oppure che ci rappresentano come delle parsimoniose donne di casa a caccia dell’offerta migliore al supermercato. O infine che ci descrivono come delle speranzose amanti desiderose di ricevere quel regalo tanto costoso da parte del marito abbiente. (Del resto un diamante è per sempre no?!)

Qualche mirabolante azzardo è anche stato fatto a proposito della nostra “natura”. Noi donne abbiamo inclinazioni diverse rispetto agli uomini si sa, e fra queste emerge una naturale repulsione per la gestione finanziaria, per la creazione e la tutela di un patrimonio e per gli investimenti. E come dare torto a queste narrazioni se, ancora oggi, il mondo della finanza è quasi totalmente composto da uomini?

Basti pensare che nel settore della finanza le CEO (Chief Executive Officer) donne sono solo circa il 5% contro il 95% dei colleghi uomini.

Ma allora, donne e numeri in che relazione stanno davvero?

Dovremmo forse ammettere che donne e finanza siano due mondi che non si incontreranno mai sia per natura che per cultura?

Assolutamente no!

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Vuoi guidare il tuo gruppo verso grandi traguardi? Diventa il leader che avresti sempre voluto avere!
Storie di Imprenditori

Vuoi guidare il tuo gruppo verso grandi traguardi? Diventa il leader che avresti sempre voluto avere! 

Vuoi guidare il tuo gruppo verso grandi traguardi? Diventa il leader che avresti sempre voluto avere!

Nonostante ci siano un’infinità di libri, manuali e video che spieghino e raccontino cosa sia la leadership e come si faccia ad ottenerla, sembra che i consigli per diventare un vero leader non siano mai sufficienti.

Ne sa qualcosa Giuseppe Arata, dirigente del gruppo OSM Medical, società di consulenza che aiuta i titolari degli studi medici a trasformarsi da professionisti del loro settore in veri e propri imprenditori. È inoltre autore del libro, Leadership & Gestione delle Risorse Umane, edito da Engage Editore disponibile da qualche mese in tutte le librerie online.

Giuseppe Arata ha dedicato la sua vita ad indagare questo argomento per riuscire ad aiutare il maggior numero di persone possibili a realizzarsi e perseguire i propri sogni. Passare dalla teoria alla pratica è come un salto quantico che i più non riescono a fare del tutto, la leadership è infatti qualcosa che probabilmente più che capita va metabolizzata, com-presa, fatta propria. Non esiste infatti un leader “standard” che si possa noi tutti imitare una volta per tutte.

Ognuno di noi se vuole davvero acquisire leadership per portare al successo un numeroso gruppo di persone deve trovare il suo stile unico e irripetibile. Ripercorrere gli errori che come manager o titolare d’azienda ha commesso nel corso della sua carriera e farne tesoro. Giuseppe Arata, nel suo libro, ha fatto proprio questo!

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Quanto costa a un’azienda non avere donne al vertice? Un’intervista a Paolo Ruggeri
Impresa e Donna

Quanto costa a un’azienda non avere donne al vertice? Un’intervista a Paolo Ruggeri 

Quanto costa a un’azienda non avere donne al vertice? Un’intervista a Paolo Ruggeri

Quando si parla di business spesso ancora oggi si parla prevalentemente di uomini. Esistono infatti ancora molte aziende in cui a decidere davvero ci sono solo figure maschili, mentre le donne sono relegate a ruoli marginali.

Il cliché della segretaria che porta il caffè al boss però è qualcosa che (grazie al cielo) ad oggi fa rabbrividire i più. Eppure c’è chi ancora non si è accorto che i tempi sono profondamente cambiati.

Ma quali sono i veri vantaggi di avere manager donne nel proprio consiglio di amministrazione?
Quali sono i rischi per un’impresa che non abbia donne al vertice?
Quante opportunità, risorse e denaro si sta perdendo un’azienda che non stia costruendo un management al femminile?
L’ho chiesto a Paolo Ruggeri, socio fondatore di OSM società italiana di consulenza con sedi in Europa e nel mondo, imprenditore seriale e un mentore per moltissime persone che abbiano a cuore il proprio miglioramento personale.

A capo delle sue aziende le donne non mancano, anzi, si può dire che siano la maggioranza, in netta controtendenza rispetto al resto delle grandi aziende. Molto spesso, infatti, a ricoprire ruoli direzionali, a gestire rapporti delicati con clienti e collaboratori, nonché a coordinare tutte le operations, nelle aziende di Ruggeri troviamo donne, spesso mamme.

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Il Rosa è da “femminucce?” Chiedilo a Elsa Schiaparelli… Elsa Schiaparelli è famosa al grande pubblico per aver dato il nome a un colore ancora in gran voga: il Rosa Schiaparelli. Un fucsia acceso, che lei stessa definirà impudente, al contempo gradevole ed energico, un colore proveniente dalla Cina e dal Perù, un rosa shocking puro e non diluito. Un colore, dunque, molto lontano da quel “rosa da femminuccia” che spesso e volentieri ancora associa le caratteristiche di idealizzata dolcezza delle donne a un colore gentile, romantico, calmo e tranquillo.
Impresa e Donna

Il Rosa è da “femminucce?” Chiedilo a Elsa Schiaparelli… 

Il Rosa è da “femminucce?” Chiedilo a Elsa Schiaparelli…

Molti uomini ammirano le donne forti, ma non le amano. Alcune donne riescono ad essere forti e dolci allo stesso tempo, ma la maggior parte di quelle che hanno deciso di andare avanti per la loro strada hanno perso la felicità.

Elsa Schiaparelli è famosa al grande pubblico per aver dato il nome a un colore ancora in gran voga: il Rosa Schiaparelli. Un fucsia acceso, che lei stessa definirà impudente, al contempo gradevole ed energico, un colore proveniente dalla Cina e dal Perù, un rosa shocking puro e non diluito. Un colore, dunque, molto lontano da quel “rosa da femminuccia” che spesso e volentieri ancora associa le caratteristiche di idealizzata dolcezza delle donne a un colore gentile, romantico, calmo e tranquillo.

Ma chi era Elsa Schiaparelli e che cosa la sua storia può insegnarci ancora oggi?

“Schiap”, così si la chiamavano, nasce nel 1890, a Roma, precisamente vicino a San Pietro. La sua famiglia è composta da intellettuali e aristocratici, ma tutta la sua vita sarà molto diversa dalle sue coetanee provenienti dalla sua stessa classe sociale.

Fin da subito Elsa fa i conti con la sua nascita, è la secondogenita femmina, mal voluta dai suoi genitori che erano alla imperterrita ricerca di un figlio maschio. I lineamenti del suo volto sono ben lontani dall’estetica armonica e angelica che definiva la bellezza di quei tempi. Il suo volto è irregolare, spigoloso e allungato, decisamente fuori dagli schemi, come la sua personalità del resto. Schiap è la “strana” della famiglia, la”diversa” della società, una “visionaria” direi io…

A 18 anni riceve un regalo dalla sua famiglia, le viene dato un assegno cospicuo che prontamente investe tutto in abiti. Nonostante lei non avesse la benché minima idea di come si facesse a cucire un abito e non avesse nemmeno una strumentazione adeguata, Schiaparelli comincia a produrre abiti utilizzando forbici da cucina e grosse spille per poter tenere uniti i tessuti.

Le sue creazioni, proprio come il suo viso, non hanno niente a che vedere con l’armonia e lo status quo: Elsa esagera. Aveva un solo pensiero fisso in testa: voleva salvarsi dalla monotonia del salotto e dall’ipocrisia borghese. Per le sue idee d’avanguardia veniva considerata una folle.

In qualunque modo i suoi genitori cercano di “rimetterla in riga” obbligandola a studiare lettere e filosofia all’università e poi spedendola in un istituto in Svizzera. Ma uno spirito libero come il suo non teme lo spessore dei “muri”…

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Work & Life balance: è davvero possibile l’equilibrio tra lavoro e vita privata?
Impresa e Donna

Work & Life balance: è davvero possibile l’equilibrio tra lavoro e vita privata? 

Segui Claudia Bosi ( 12 Followers ) X Segui Claudia Bosi E-mail :* Segui Claudia Bosi Smetti di seguire Claudia Bosi “La bacchetta magica per trovare l’equilibrio tra lavoro e vita privata, non c’è. E se qualcuno ti sta dicendo come fare per ottenerlo, […] una cosa è certa: è una fregatura.  L’equilibrio è una […]

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Come superare l’imbarazzo di apparire in video e dare un boost al tuo business in 3 mosse!
Impresa e Donna

Come superare l’imbarazzo di apparire in video e dare un boost al tuo business in 3 mosse!

Quante volte hai sentito dire che è arrivato il momento di “metterci la faccia”? Di mostrare chi sei sui tuoi social, di avvicinarti alla tua community di clienti parlando di te, di quello che fai, che pensi e che provi? Quante volte ti hanno detto che per aumentare il tuo posizionamento o le tue vendite è necessario che tu inizi ad utilizzare i social come se fossero la naturale estensione di te stessa? Che oggi se non pubblichi video difficilmente riuscirai ad aumentare il tuo potere di influenza sul tuo pubblico online? 

Ebbene, sono certa ti sia capitato parecchie volte (del resto è quello che ho scritto qui la scorsa settimana), ma ogni volta che hai sentito questo consiglio qualcosa dentro di te ha manifestato una qualche resistenza… “Apparire in video? Naah.. non fa per me!”, “Non sono abbastanza bella”, “non sono abbastanza credibile”, “non so come si usano certi programmi”, “non sono più una ragazzina per mettermi a fare questo genere di cose”, “non ho una bella voce”, “mi sento ridicola”. 

Una serie di pensieri intrusivi come questi hanno via via divorato il tuo entusiasmo, ti hanno messo con le spalle al muro. La paura di essere giudicata e la vergogna hanno avuto la meglio su di te. E l’idea di fare i video è svanita nel nulla, o meglio, si è nascosta dietro la grande scusa: “con tutto quello che faccio non ho tempo di fare anche i video!”. 

Ma davvero vuoi dare la meglio a quelle voci dentro la tua testa? 

Davvero vuoi darla vinta a quella sensazione di non essere mai abbastanza per qualcun altro o per te stessa?

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Mettici la faccia! Come costruire una community di clienti fidelizzati su instagram
Impresa e Donna Storie di Imprenditori

Mettici la faccia! 

Dopo anni di lavoro come dipendente in un negozio di un famoso brand di abbigliamento, Roberta Barrasso ha deciso di mettersi in gioco, diventando una vera e propria imprenditrice digitale. Titolare di Love Wanderlust Shop, ad oggi Roberta conta una community di ben 38,1 Mila follower di clienti fidelizzate che non vedono l’ora di vederla con i suoi nuovi capi addosso, trepidanti di conoscere i suoi consigli di acquisto, ma non solo…

Ogni giorno, infatti, Roberta accompagna le giornate di moltissime sue clienti tra post, stories e reel indossando personalmente i capi che propone online, abbinandoli tra loro secondo il suo gusto e la sua sensibilità, ma fa anche tanto altro. Mentre di vestiti e di moda, Roberta parla di lei, delle sue emozioni, delle sue esperienze, delle avventure che vive giornalmente e delle sfide che di volta in volta si prefigge di superare.

Questo in fondo è ciò che la contraddistingue dagli altri, ciò che l’ha portata a vincere come imprenditrice digitale vendendo quasi e esclusivamente i suoi prodotti su instagram. Anche se Roberta partecipa a eventi e fiere del suo settore, l’80% del suo fatturato proviene dal lavoro quotidiano sui social network. Un risultato straordinario, che a molte di noi non può che suscitare grande stima e interesse.

Ho deciso dunque di intervistarla per comprendere meglio quali siano state le azioni vincenti che Roberta ha messo in campo per costruire una community così affiatata e fidelizzata in questi anni.

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Ri-Scopri la leader che è in te: come ottenere leadership sfruttando le proprie abilità “femminili”
Azioni Vincenti nella Gestione di Impresa Impresa e Donna

Ri-Scopri la leader che è in te: come ottenere leadership sfruttando le proprie abilità “femminili” 

Spesso viene fatto notare che le donne in posizioni di comando assumono atteggiamenti “maschili”. Ne ho parlato anche io diverse volte in questa rubrica, raccontandoti la storia imprenditoriale di tante grandi donne. Tra loro c’è stata chi mi ha confidato di essersi ritrovata a cambiare il proprio linguaggio, di alzare la voce, di aver indurito i propri modi di fare con le persone. Tutti questi atteggiamenti non hanno fatto altro che portarle a sentirsi in squilibrio, a non essere così efficaci come avrebbero pensato, e ad avere, al contrario, sperimentato malessere interiore: non si riconoscevano nei loro stessi atteggiamenti!

Passare per una leadership “maschile” sembra dunque una costante di tante donne che ricoprono ruoli al vertice di un’azienda. Ma è davvero un pattern obbligato? E se sì, come possiamo fare per evitarlo? Come possiamo evitare di ritrovarci nei panni di qualcun altro e indossare direttamente i nostri, quelli che ci stanno meglio e ci fanno ottenere risultati migliori?

Ne ho parlato qualche tempo fa con un’altra straordinaria donna: Anna Catanzaro.

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Gli opposti si attraggono, ma chi si somiglia si piglia: come scoprire se hai accanto la socia giusta!
Impresa e Donna Storie di Imprenditori

Gli opposti si attraggono, ma chi si somiglia si piglia: come scoprire se hai accanto la socia giusta! 

Gli opposti si attraggono, ma chi si somiglia si piglia: quale dei due detti è vero fino in fondo? 
Probabilmente la verità “sta nel mezzo”. E per dimostrartelo, in questo articolo ho deciso di parlarti di me e della mia socia, collega e amica Marta Taulotto, con la quale da quasi tre anni ho avviato una vera e propria business unit all’interno di Engage Editore: il progetto Book Authority. 

 

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Come diventare mamma ha migliorato le mie capacità imprenditoriali. Un’intervista a Francesca Canteri
Impresa e Donna

Come diventare mamma ha migliorato le mie capacità imprenditoriali. Un’intervista a Francesca Canteri 

Diventare mamma era uno dei miei sogni, ma non era il mio sogno prioritario, né l’unico. L’azienda è stata ed è tutt’ora una delle mie priorità. Forse l’azienda è stata proprio la mia prima figlia, qualcosa di molto più grande di un progetto. Una creatura da plasmare, far crescere e proteggere. Per anni sul podio delle mie priorità c’è stata lei, poi ovviamente con l’arrivo di Leia le cose sono cambiate.

Nonostante l’azienda rimanga una delle cose più importanti, oggi so che c’è una vita nuova accanto a me che ha bisogno che io ci sia. Una bambina che può avere bisogno in qualunque momento, senza alcun preavviso e alla quale di certo non posso rispondere: “scusami ma ora sono in riunione, ne parliamo più tardi”. Ecco, forse può sembrare strano, ma questo per una mamma-imprenditrice significa stravolgere ogni suo paradigma. Il tuo tempo e la tua energia, soprattutto nei primi mesi di vita sono più soltanto tuoi. Non puoi ragionare come facevi prima di essere madre, non funziona!
Ma non è così facile cambiare abitudini e assetto mentale dopo anni che lavori notte e giorno per far funzionare la tua azienda. Tua figlia è lì che ti guarda, che ti chiede e tu non puoi far altro che assecondarla, è lei la tua priorità, lo sai, ma è un po’ come se ti ritrovassi ad aver cambiato ruolo senza che nessuno ti facesse leggere un mansionario, senza che qualcuno ti formasse e ti avvisasse della cosa.

Improvvisamente ti rendi conto che non sei più solo un’imprenditrice, né sei soltanto una mamma. Sei entrambe le cose insieme.

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“Se vuoi vivere una vita da favola devi essere disposta ad entrare nel bosco!” Un’intervista a Laura Sessa
Impresa e Donna

“Se vuoi vivere una vita da favola devi essere disposta ad entrare nel bosco!” 

nche le principesse delle favole, prima di arrivare a vivere la vita dei loro sogni devono imbattersi in dure prove. Devono rendersi conto che non tutto è come appare e che per vincere è necessario lottare, rischiare, prendere decisioni difficili. Devono essere disposte ad addentrarsi nei pericoli del bosco. 

Laura nel “bosco” ci entrata da tempo, perché ha deciso di non accontentarsi, di vivere una vita piena e felice, al di là di ogni resistenza e giudizio. Ed è per questo che le ho chiesto di svelarci alcuni dei suoi segreti…

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Seguire la propria natura per conquistare la propria felicità: la storia di Chiara Sicignano Dal mondo della contabilità a quello della moda è un attimo. Non ci credi? Leggi la storia di Chiara Sicignano. Chiara è sempre stata una bambina determinata: se qualcosa non le stava bene, batteva i piedi e si faceva valere. Lo sa bene suo padre, che nonostante la sua personalità autorevole, data la sua carriera militare nell’esercito, di fronte a un paio di sandali che voleva comprare per la figlia, non sapeva di imbattersi in una risposta del tipo: “se vuoi comprare quei sandali comprali pure, ma io non li metterò mai!” E la citazione sui sandali non è buttata lì per caso…
Impresa e Donna Storie di Imprenditori

Seguire la propria natura per conquistare la propria felicità: la storia di Chiara Sicignano 

Chiara è sempre stata una bambina determinata: se qualcosa non le stava bene, batteva i piedi e si faceva valere. Lo sa bene suo padre, che nonostante la sua personalità autorevole, data la sua carriera militare nell’esercito, di fronte a un paio di sandali che voleva comprare per la figlia, non sapeva di imbattersi in una risposta del tipo: “se vuoi comprare quei sandali comprali pure, ma io non li metterò mai!”

E la citazione sui sandali non è buttata lì per caso…

Chiara cresce, infatti, tra due grandi passioni apparentemente contrastanti: la matematica e la moda. I suoi pensieri si mischiano tra la goduria di far quadrare i conti, risolvendo problemi di algebra e la creatività dei colori, dei tessuti e degli abbinamenti dei vestiti da passerella.

Il cuore di Chiara è sempre andato alla ricerca di un’armonia perfetta. Un’armonia fatta di forme e proporzioni matematiche che potessero comunicare bellezza. Lei lo ha sempre saputo, ma nel tempo, si sa, le ragioni del cuore vengono sopraffatte da altri tipi di ragionamenti, o sarebbe meglio dire “giudizi”.

Il percorso scolastico di Chiara è turbolento, fatto di alti e bassi che la portano a pensare di non essere poi così adatta né per la matematica, né per la moda. “Se non sono brava a scuola, non sarò mai brava in nulla” – si diceva fra sé e sé, confermando l’opinione di certo poco motivante che di lei aveva qualche professore.

“Forse il liceo è troppo difficile per me, forse è meglio che vada a lavorare”. Un’idea questa, che per alcuni potrebbe sembrare negativa, ma che in realtà si rivela la sua più grande fortuna. E presto ne capirai il perché…

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Zero Compromessi: la via che dà potere alle donne - Un’intervista a Gaetano Balsamo
Impresa e Donna Intelligenza Spirituale

Zero Compromessi: la via che dà potere alle donne – Un’intervista a Gaetano Balsamo 

Nel tempo ho avuto modo di osservare letteralmente il “respiro delle persone”. La maggior parte di noi respira con il diaframma bloccato; di solito gli uomini respirano di pancia, mentre le donne respirano con il petto. La pancia simboleggia la volontà, il petto il cuore. Ma quando cuore e volontà non sono allineati, c’è come un “pezzo di noi” che fatica ad emergere, portando con sé alcune difficoltà in termini di risultati, performance e benessere.

La donna è concentrata sul cuore e non sulla volontà perché tende a fare moltissimi compromessi, molti di più degli uomini. La società in cui viviamo e i tempi a cui stiamo andando incontro incastrano la donna fra schemi, ruoli e modi di essere che non appartengono in realtà alla sua natura originaria.

Le donne cercano il consenso, mediano, si fanno andare bene una quantità di cose che per un uomo sarebbero insostenibili. Nonostante tutto questo va avanti, come fosse una macchina da guerra, poiché il suo corpo e la sua mente sono programmati per sopportare un’alta dose di dolore. La sua resistenza alla sofferenza è qualcosa di inimmaginabile per molti di noi uomini, ma questo per la donna è sia un pregio che un grande svantaggio.

quali sono i compromessi che stai accettando da troppo tempo?
Sei consapevole di essere nel bel mezzo di diversi compromessi?
Non sei stanca di scendere a patti mettendo da parte la tua volontà?

Smetti di nasconderti dietro a un dito e affrontali. Abbi il coraggio di sciogliere le catene che in questo momento ti stanno costringendo ad abbassare la testa. In quanto donna tu sei dotata di caratteristiche di un’importanza estrema, sei madre terra, colei che ha il potere di generare la vita. Dal mio punto di vista le donne hanno un ruolo ancora troppo marginale in questa società, dovrebbero ricoprire il ruolo di sacerdotesse, ma è così anche per te oppure no?

Per ottenere successo in azienda e nella vita, avere idee geniali non basta! L’idea geniale vale il 5% il resto è mission, forza commerciale, abilità nella finanza e qualità del team. Ma oltre a questo alla base della piramide c’è quello che non si vede: il benessere del mentore, chi sta a capo dell’azienda. TU.

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La formula magica per avere più tempo ed energia: un’intervista a Michaela Gariboldi Il tempo è relativo. So che sembra una frase fatta, ma non lo è. Il tempo varia a seconda di ciò che facciamo, a seconda di come stiamo e a seconda del nostro punto di vista. Quando sei allegra e svolgi un lavoro che ti piace e che ti dà soddisfazione, il tempo vola. Quando invece sai di dover fare qualcosa che non ti va, qualcosa di noioso o che va oltre la tua zona di comfort, il tempo sembra non passare più.
Impresa e Donna

La formula magica per avere più tempo ed energia: un’intervista a Michaela Gariboldi 

La formula magica per avere più tempo ed energia: un’intervista a Michaela Gariboldi

Il tempo è relativo. So che sembra una frase fatta, ma non lo è. Il tempo varia a seconda di ciò che facciamo, a seconda di come stiamo e a seconda del nostro punto di vista. Quando sei allegra e svolgi un lavoro che ti piace e che ti dà soddisfazione, il tempo vola. Quando invece sai di dover fare qualcosa che non ti va, qualcosa di noioso o che va oltre la tua zona di comfort, il tempo sembra non passare più.

Michaela Gariboldi è socia di Open Source Management, CEO di OSM Real Estate, una manager, una mamma e moglie, nonché autrice di diversi bestseller. Da anni opera nel settore della consulenza aiutando gli imprenditori a realizzare i propri sogni, coltivando talenti che di anno in anno battono record su record. Michaela sa bene quanto il tempo sia prezioso, soprattutto per le donne ambiziose come lei, quelle che non riescono a stare ferme, che avviano nuovi progetti ogni giorno e desiderano realizzare qualcosa di grande, senza dover per forza rinunciare a vivere una vita in famiglia e godere dell’amore di un partner e/o dei propri figli.

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“Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo” Un’intervista ad Anna Aulico
Impresa e Donna

“Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo”

“Il nostro momento è ora”

Troppo spesso le donne si abituano a vivere in una condizione di “sofferenza”, spinte dal loro senso di sacrificio, si mettono da parte, si arrendono di fronte agli ostacoli del mondo. Nonostante la loro grande forza, impiegano anima, corpo ed energie a rendere felici gli altri anziché loro stesse. Alcune è come se si accontentassero, convinte che la loro vita potrà cambiare soltanto quando a cambiare sarà la società, la cultura, la politica.

Io sono profondamente convinta del contrario ed è questo che vorrei comunicare in questo articolo. Il nostro momento è ora. Non ci sarà un futuro o un tempo sufficientemente illuminato, sufficientemente pronto in cui stare meglio, o in cui vivere la vita dei nostri sogni. Il momento giusto è sempre nel qui ed ora, nell’attimo presente in cui la nostra consapevolezza si fa vita.

Anna sa bene che cosa voglia dire accettare di vivere la propria vita come fosse una condanna già scritta. Per lungo tempo ha sopportato di tutto, ha sofferto, si è fatta del male, sottostando al volere di un uomo che non sapeva cosa fosse l’amore. Ma da quando è riuscita a liberarsi dalle sue catene, quando finalmente ha dato priorità a se stessa, trovando il coraggio di crescere le sue figlie da sola, lontana dalla casa in cui sarebbe dovuta invecchiare, Anna ha deciso di trasformare la sua esperienza di dolore nel suo più grande punto di forza e nella sua missione di vita.

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INTERVISTA A FRANCESCA FARINELLI
Impresa e Donna Storie di Imprenditori

Tra gossip e invidie: è davvero così che si lavora in un team di sole donne? 

Lavorare in un team a maggioranza femminile per i meno “aggiornati” è ancora sinonimo di “inferno”. Una buona fetta di persone, infatti, ritiene che le donne spesso siano le protagoniste dei gossip d’ufficio, divulgatrici di invidia, gelosia e frecciatine acide. Ma è davvero così che stanno le cose?

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Che-tipo-di-eredita-vuoi-lasciare-in-questo-mondo-Che-tipo-di-mondo-vuoi-lasciare-ai-tuoi-figli?
Impresa e Donna Storie di Imprenditori

Che tipo di eredità vuoi lasciare in questo mondo? 

Alice e Serena sono esempio di determinazione, costanza, capacità di sognare in grande e non solo. Sono simbolo di amore, per se stesse e per gli altri, due ragazze giovani che sono certa stravolgeranno il modo di fare impresa e di intendere il lavoro per moltissime persone. Nel tempo sono rimaste loro stesse, integraliste nel loro modo di presentarsi: “noi andiamo dagli imprenditori in Converse, perché sappiamo che quello che facciamo ha un impatto che va molto al di là di un bel vestito e un tacco 12” – mi dicono. Per qualcuno questo modo di essere e di fare potrebbe sembrare eccessivo o peggio ancora fuori luogo, ma del resto basta guardarle in faccia per poco più di dieci secondi, per capire che due così difficilmente si fermeranno di fronte a qualche giudizio frettoloso.

“In gioco c’è il futuro del Pianeta e dell’umanità tutta. Pensate che indossare le scarpette da ginnastica sia qualcosa su cui ancora dovremmo soffermarci??” – io non mi sento di contraddirle, perché quando qualcuno sa ciò che fa e sa ciò che dice non ha bisogno di molte sovrastrutture per far valere i propri valori, per far emergere le cose davvero importanti.

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Violina è un’imprenditrice, una donna, una moglie e mamma della splendida Avelin. Come tante sue colleghe si fa in quattro per riuscire a fare tutto al meglio. A volte ci riesce, altre no. A volte va fiera di sé, altre volte non si sente all’altezza delle grandi sfide che una donna ambiziosa come lei non può non affrontare lungo il suo percorso. Violina è una cittadina del mondo. Nata e cresciuta in Bulgaria, ha tagliato il suo primo traguardo laureandosi in Francia. Completa poi i suoi studi universitari in Italia, a Torino, ed è lì che incontra Luca, suo marito e suo socio. Ma prima di costruire una vita e un’azienda con colui che sarebbe diventato il padre di sua figlia, Violina lavorava come dipendente. Mai si sarebbe immaginata di dedicare la sua vita alla creazione di un’impresa, rischiando tutto e tutta se stessa.
Impresa e Donna Storie di Imprenditori

Chi è il responsabile dei tuoi successi? E dei tuoi insuccessi? 

Violina è un’imprenditrice, una donna, una moglie e mamma della splendida Avelin. Come tante sue colleghe si fa in quattro per riuscire a fare tutto al meglio. A volte ci riesce, altre no. A volte va fiera di sé, altre volte non si sente all’altezza delle grandi sfide che una donna ambiziosa come lei non può non affrontare lungo il suo percorso.

Violina è una cittadina del mondo. Nata e cresciuta in Bulgaria, ha tagliato il suo primo traguardo laureandosi in Francia. Completa poi i suoi studi universitari in Italia, a Torino, ed è lì che incontra Luca, suo marito e suo socio. Ma prima di costruire una vita e un’azienda con colui che sarebbe diventato il padre di sua figlia, Violina lavorava come dipendente. Mai si sarebbe immaginata di dedicare la sua vita alla creazione di un’impresa, rischiando tutto e tutta se stessa.

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Valentina Tecchio: una mamma, una moglie, un'imprenditrice... ma come fa a fare tutto?
Impresa e Donna

Per cosa sei disposta a combattere tutta la vita? Un’intervista a Valentina Tecchio 

Riuscire a fare tutto è faticoso: non vergognamoci a dirlo
Non so più quante volte mi abbiano fatto questa domanda. Ma non so nemmeno più quante volte io mi sia ritrovata (nonostante io abbia un marito che è anche un socio e un bravissimo padre per le nostre figlie) a fare le capriole per riuscire a fare tutto. Anche io me lo sono chiesta tante tantissime volte come faccia a fare tutto e, a un certo punto, mi sono data una risposta.

Io faccio FATICA. E non credo ci sia nulla di male né a dirlo né ad ammetterlo. Alcune giornate ribalterei la scrivania dalla stanchezza che ho addosso. Anche io ho i momenti no, le giornate storte. Anche io sto male, soffro, mi butto giù quando succede qualcosa di brutto. Gestire i problemi di una famiglia, di una relazione, di un’azienda e i propri patemi personali non è una boccata d’aria fresca e, anche se non sempre lo do a vedere, la verità è che ci sono giorni meravigliosi ma ci sono anche tante, tantissime notti insonni.

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Come farsi rispettare senza alzare la voce: un’intervista a Roberta Quinz
Impresa e Donna Storie di Imprenditori

Come farsi rispettare senza alzare la voce: un’intervista a Roberta Quinz 

Quante volte ti è capitato di sentirti invisibile, impotente o non all’altezza di guidare un gruppo? 

Chi di noi non ha mai sperimentato la frustrazione che si prova nel sentirsi incapaci di influenzare gli altri?

Nonostante tutta la nostra buona volontà e nonostante le pagine lette e rilette dei libri di leadership, spesso ci ritroviamo di fronte a persone che non ci ascoltano, che non ci seguono e che non fanno ciò che abbiamo richiesto loro. Del resto tra la teoria e la pratica c’è di mezzo l’esperienza e una profonda conoscenza del comportamento umano, di sé, dei propri obiettivi, dei propri sogni, delle proprie fragilità e dei propri punti di forza.

Ne sa qualcosa Roberta Quinz, una grande imprenditrice del mondo della ristorazione. Dal suo primo ristorante con 28 collaboratori nel 2007, Roberta oggi possiede sette ristoranti e una struttura ricettiva, gestendo un totale di oltre 250 collaboratori.

“Se tu non sei te stesso mentre fai le cose, sei forzato e poco naturale, gli altri se ne accorgono e di conseguenza non ti rispettano. Se infatti tu sei il primo a non rispettare la tua natura, perché mai dovrebbero farlo gli altri? Sembra un concetto semplice, ma attuarlo non lo è altrettanto. Quando però l’ho capito ho fatto un click. E da lì è cambiato tutto”.

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I super poteri delle donne: un'intervista ad Anna Marras
Impresa e Donna

Il potere delle donne 

Come fa una donna ad ottenere successo in un settore popolato per lo più da uomini, senza snaturarsi o sentirsi costantemente inadatta?
L’ho chiesto ad Anna Marras, AD di EdiliziAcrobatica, che dal 2007 a questa parte si è fatta promotrice di una vera e propria rivoluzione nel mondo dell’Edilizia.
Senza mai rinunciare alla sua femminilità, Anna porta in alto la bandiera del “Potere Femminile” e in questo articolo ci ricorda quali sono i nostri 3 super poteri che non dovremmo mai dimenticare… nel lavoro e nella vita!

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La maternità è davvero un “problema” per le aziende di oggi? No, ma solo se sai selezionare e gestire al meglio le tue risorse. Un'intervista a Samantha Marzullo. “Sono incinta. Non merito di essere confermata in questa azienda”. Queste sono state le prime parole di Maria dopo aver scoperto di essere incinta. Eppure Maria non aveva nulla di cui preoccuparsi. Viveva con il suo fidanzato, la loro era una storia d’amore solida e l’età era quella giusta. Unico neo: Maria era una stagista, al suo ultimo mese di “prova” prima di sapere se fosse stata confermata o meno. Nonostante la stupenda notizia, Maria non riusciva ad essere felice fino in fondo, la sua gioia era temporaneamente bloccata nell’oceano di dubbi e paure che riempiono la testa e lo stomaco di tante ragazze cui sta a cuore la propria carriera. Avrebbe dovuto ricominciare da capo? Avrebbe dovuto cambiare azienda? Avrebbe perso la fiducia della sua titolare? Avrebbe perso l’opportunità di crescere nel suo ruolo?
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La maternità è davvero un “problema” per le aziende di oggi? 

Il PROBLEMA MATERNITÀ è un problema soltanto nella testa di chi ancora fa impresa in modo retrogrado. PRIMA CHI E POI COSA è l’unica regola importante da seguire se si vuole ottenere successo nella propria azienda.

Crea un CLIMA SERENO in cui i tuoi collaboratori possano essere AMICI
Selezione in modo CONTINUO affinché tu non sia mai in urgenza per carenza di personale.
Seleziona per ATTITUDINI e forma per competenze: NON VICEVERSA.

Se metti in campo questi tre consigli, la maternità non sarà più un tabù per te e per le collaboratrici. Le persone ora più che mai hanno bisogno di avere un lavoro che possa realizzarle, qualcosa che le faccia star bene, al di là dello stipendio a fine mese. Le persone hanno bisogno di vedere che tu hai uno scopo nobile al di là dei prodotti e dei servizi che proponi ai tuoi clienti. Che tu con ciò che fai hai voglia di cambiare il mondo in meglio! Non deludere le aspettative dei maggiori talenti che sono là fuori… metti in campo le giuste azioni e la tua azienda non avrà più bisogno di retorica: sarà a tutti gli effetti diventata una grande famiglia di amici affiatati.

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Qual è il segreto che permette a tante imprenditrici di essere madri e business woman di successo?  Quali sono i loro super poteri?  È davvero possibile conciliare lavoro e genitorialità in questa società? L'ho chiesto a Giada Melis, che prontamente mi ha risposto: Siamo noi a doverci impegnare per lasciare ai nostri figli un mondo migliore rispetto a come l’abbiamo trovato! Le imprese sono un mezzo verso la libertà. Le aziende esistono per gli individui, non sono gli individui ad esistere per le imprese. Io sogno un mondo in cui le madri possano portare i figli in azienda, sogno aziende in cui sia possibile essere madri senza sentirsi in colpa e senza trascurarsi.
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Imprenditoria femminile e maternità: come incentivare la genitorialità attraverso la tua vision aziendale!

Segui Claudia Bosi ( 12 Followers ) X Segui Claudia Bosi E-mail :* Segui Claudia Bosi Smetti di seguire Claudia Bosi Un’intervista a Giada Melis  Qual è il segreto che permette a tante imprenditrici di essere madri e business woman di successo?  Quali sono i loro super poteri?  È davvero possibile conciliare lavoro e genitorialità […]

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“La gestione finanziaria all’interno di una coppia e, in generale, di una famiglia, è un tema che, troppo frequentemente viene trascurato. Un vero e proprio tabù che può diventare, nei casi più estremi, la causa di tante separazioni e divorzi.” “Secondo una recente ricerca condotta dall’Institute for Divorce Financial Analysts, la gestione del denaro è la terza causa di divorzio nel mondo” - continua Barbara. Ma come mai accade tutto questo? Quali sono gli errori più frequenti che, gradualmente, portano la coppia ad accumulare disaccordi sulla gestione del denaro e, conseguentemente, ad allontanarsi gli uni dagli altri?
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Gestione Finanziaria di Coppia: 5 consigli sul denaro che fanno funzionare al meglio la tua famiglia. 

“Secondo una recente ricerca condotta dall’Institute for Divorce Financial Analysts, la gestione del denaro è la terza causa di divorzio nel mondo” – afferma Barbara Cattani.

Ma come mai accade tutto questo? 

Quali sono gli errori più frequenti che portano le coppie ad accumulare disaccordi sulla gestione del denaro e, conseguentemente, ad allontanarsi gli uni dagli altri?

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Fortuna o Merito? Quanto conta l’aspetto fisico per avere successo?
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Fortuna o Merito? L’aspetto fisico conta per avere successo?

Perché spesso, una bella donna, se è intelligente, è prima bella e POI ANCHE intelligente? 
La storia della “bella che non balla”, non regge da nessun punto di vista. Ma certi modi di dire, di fare e di pensare sono duri a morire. E per una donna, o una ragazza, che muove i suoi passi nel mondo del lavoro, esserne consapevole è fondamentale. 
Il nostro aspetto fisico è da sempre il nostro primo biglietto da visita… Ma può la bellezza diventare una prigione? Ne ho parlato qualche giorno fa con Giada Pezzaioli, una mamma imprenditrice, influencer, incoronata Miss Mondo nel 2010. 

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Leadership al femminile tra empatia e pugno duro
Impresa e Donna

Leadership Femminile tra Empatia e Pugno Duro 

“Che cosa faresti, se vedessi arrivare un’auto a tutta velocità che sta per investire qualcuno in mezzo alla strada, proprio lì, davanti ai tuoi occhi? Saresti pronto a spingere con tutte le tue forze quella persona, pur sapendo che potrebbe cadere e farsi molto male, per salvarle la vita?”

Sono queste le domande che mi ha fatto Lara Campoli, quando le ho chiesto di parlarmi di leadership femminile, portandomi a riflettere sulla necessità di trovare un equilibrio tra forza e dolcezza, tra comprensione e assertività.
Ognuno di noi puoi essere e fare ciò che vuole solo se se ne assume la piena responsabilità. Questo richiede di farsi carico di diversi rischi, come nel caso di Lara, di recare dolore a qualcuno, per estirpare un male maggiore. Ci sono momenti in cui è giusto mostrare tolleranza, ascolto e comprensione, altri in cui non puoi permetterti di dare manforte a scuse. In cui non puoi accettare nessuna ulteriore giustificazione. 

“Se non lo faccio io chi lo fa? Se non la spingo io quella persona, a costo di romperle una gamba, nel giro di qualche secondo sarà investita dall’auto in corsa. Qual è la scelta giusta? Che cosa è meglio?”

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Prenditi cura di te per avere più tempo per te!
Impresa e Donna

Il tuo tempo aumenta quando impari a prenderti cura di te

Quando sei una donna, una mamma e un’imprenditrice sai bene che cosa significhi correre contro il tempo.
Non solo, sai anche molto bene quanto sia complesso bilanciare le tue forze in virtù delle tue priorità.

Tutto sembra venire prima di te, i tuoi figli, il tuo lavoro, i tuoi collaboratori, il tuo partner… E tu a forza di correre, rimani fregata nel vortice delle urgenze e dei senso di colpa.

Non c’è abbastanza tempo, non ho abbastanza tempo. Forse però le cose non stanno davvero così. Forse è arrivato il momento di prendere in considerazione il fatto che il tempo non si misura solo in base ai minuti, ma anche e soprattuto in base alle emozioni che provi e che fai provare agli altri.

In questo articolo Giulia Longato, mamma e imprenditrice ci racconta come aumentare il nostro tempo, partendo dalla cura di noi stesse.

Un esempio illuminante che può aiutare tante di noi a ritrovare la propria armonia, il proprio equilibrio e il proprio “successo”.

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Non esiste il bivio carriera/famiglia. L'unica scelta da fare è quella di essere te stessa.
Impresa e Donna

Abbattere l’idea di perfezione per avere successo nella vita e in azienda… quando sei donna.

Spesso le donne ambiziose, a un certo punto della loro vita, sentono di essere a un bivio: famiglia o carriera? Quasi come se fossero obbligate a prendere una decisione che “esclude” qualcosa di loro stesse e delle loro aspirazioni.

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Impresa e Donna

Chi è suo marito? Non farti fermare dai pregiudizi

“Chi è suo marito?”
“Come prego?” 
“Sì insomma, chi è che le ha comprato l’ambulatorio?”

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Ottimizzare e moltiplicare il proprio tempo come donna manager

“Dove trovi il tempo per fare tutto”?
Se ci pensi bene, quando sei di fronte a una donna imprenditrice, che magari è anche mamma, la prima cosa che ti balza in mente di chiederle è proprio questa

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