• BANNER-virtual-coac.png
  • BANNER-imp.info-nuovo.png
  • medical
  • carlo partipilo
  • gh garda dektop
  • guru jobs
  • valentini desktop
  • BANNER-time-management-nuovo.png
  • BANNER-mastermind.png
  • gh dubai desk
  • polidori
  • BANNER-utili-patrimonio.png
  • osmcoin promo
  • desktop barbagallo
  • bella vita cinzia
  • BANNER-osmcoin.png
  • augurale desktop
  • giro in mongolfiera desktop
  • banner-mobileutili-patrimonio-e-rendite.png
  • banner-mobile-OSMCOIN.png
  • guru mobile
  • barbagallo mobile
  • Valentini mobile
  • banner medical mobile
  • giro in mong mobile
  • banner mobile cinzia bonfrisco
  • sogi
  • banner-mobile-virtual-coach.png
  • gh dubai mob
  • augurale mobile
  • carlo partipilo
  • polidori
  • TIME-MANAGEMENT-mobile-nuovo.png
  • osmcoin promo mobile
  • banner-mobile-mastermind.png
  • gh Garda
  • sogi
  • banner-mobile-imp.info-nuovo.png

Ascoltare e curare il proprio corpo per prendere decisioni migliori 

Ascoltare e curare il proprio corpo per prendere decisioni migliori
Segui Claudia Bosi
( 12 Followers )
X

Segui Claudia Bosi

E-mail :*

Un’intervista a Lucia Polimene

Hai mai ignorato i segnali del tuo corpo, forzandolo oltre i suoi limiti?

Hai mai trascurato stanchezza e fatica fisica o mentale per giorni o addirittura mesi?

Ti sei mai trovata a sopportare dolori persistenti, convincendoti che non era nulla di serio?

Hai mai sottovalutato l’importanza del sonno e trascurato il tempo dedicato alla tua alimentazione?

Sono piuttosto sicura di sì.  È successo anche a me e anche a Lucia Polimene, la nostra intervistata di oggi. 

Lucia è una donna straordinaria, la sua inclinazione naturale verso l’aiuto e la comprensione del prossimo è il motore che l’ha spinta, nel tempo, a evolvere come professionista e come donna. 

Dapprima fisioterapista e neuropsicomotricista, Lucia è poi approdata all’osteopatia. Non solo, Lucia ad oggi è anche consulente familiare, un punto di riferimento per molti genitori che aiuta sia attraverso consulenze private, sia attraverso la collaborazione con OSM EDU. Da un po’ di tempo a questa parte ha inoltre approfondito lo studio di una disciplina che le ha cambiato la vita, lo Human Design, un mondo che le ha permesso di ampliare il raggio delle sue conoscenze e competenze nell’ambito dello sviluppo del potenziale delle persone. 

Parlando di benessere, felicità e realizzazione personale, In tutto ciò che ha fatto e continua a fare Lucia, il corpo occupa una posizione centrale. 

Maternità e carriera: il bivio del giudizio 

Il mio passaggio dalla vita da dipendente a libera professionista è stata un’esperienza coinvolgente che ha segnato una delle decisioni più importanti della mia carriera. Tuttavia, l’adattamento iniziale ha portato con sé una serie di sfide dovute a un persistente senso di colpa. 

Nonostante la mia grande motivazione e la certezza di essere sulla strada giusta per raggiungere i miei obiettivi, sapere di essere a casa per poco tempo con i miei figli mi faceva sentire una madre poco presente, poco attenta. 

Proiettavo su di giudizi di una cultura e una società talvolta troppo severa e troppo limitante per noi donne. La mia nuova quotidianità era fatta di innumerevoli impegni. La mattina lavoravo, il pomeriggio studiavo e continuavo a prendermi cura di me dedicandomi regolarmente all’attività fisica. 

Il tempo che passavo con i miei figli era mutato, per loro c’ero sempre, ma in altre vesti. Ero più felice ma qualcosa continuava a dirmi che non ero più una madre così presente, così attenta. Una vocina fastidiosa dentro di me continuava a sussurrarmi che quello che facevo non era abbastanza. 

L’ “inevitabile” senso di colpa 

C’è voluto molto tempo per superare il mio senso di colpa. Di tanto in tanto tornava poiché nonostante io fossi molto consapevole il senso di colpa ce l’abbiamo dentro un po’ tutte noi. È sempre lì che ti guarda, un peso ancestrale di cui sembra impossibile non farsi carico.

Per di più il mio corpo mi mandava segnali inequivocabili.  Un po’ come se fosse la prova del fatto che stavo sbagliando tutto, mi sono ritrovata a saltare i pasti per poi abbuffarmi la sera, a dedicarmi notte giorno al mio studio e al mio lavoro senza occuparmi più davvero di me. Entrando così in un circolo vizioso per cui ciclicamente prendevo peso a causa dello stress e di nuove abitudini non proprio ottimali, per poi mettermi a dieta con ulteriori sensi di colpa addosso.

Tutto era diventato un dovere: dovevo prendermi cura di me, dovevo studiare, dovevo lavorare dovevo essere una buona madre, dovevo rimettermi in forma, dovevo seguire una dieta. Dovevo stare bene. 

Ma finché non riusciamo ad uscire dalle dinamiche del dovere e del giudizio su noi stessi, i sensi di colpa non fanno altro che aumentare.

La trappola del “dovere”: quando a guidarci è solo il fare 

La verità è che di colpe non ne avevo nessuna e che stare bene non non può mai essere un dovere. Per stare bene basta volerlo, desiderarlo.  Perché se anche la nostra felicità diventa un dovere un diktat tutto ciò che facciamo diventa un terribile cortocircuito.

A un certo punto della mia vita infatti ho realizzato che se stavo così male era solo e semplicemente perché avevo smesso di ascoltarmi. Ero così sommersa dal fare e dal correre per raggiungere questo o quell’obiettivo, che avevo perso completamente la mia centratura. Ero come una scheggia impazzita che aveva perso il senso del percorso

Non riuscivo più ad essere veramente presente nel qui e ora. Il motivo per cui stavo male era perché anche quando c’ero, NON non c’ero. Anche quando ero presente, NON lo ero davvero.

Dalla colpa alla responsabilità 

Ho così realizzato che il senso di colpa in verità non esiste. Siamo noi a crearcelo con i nostri modi di fare, con i nostri modi di giudicarci, con i nostri modi di lasciarci condizionare da una cultura che ormai non ci appartiene più. 

È bastato trasformare il senso di colpa in una presa di coscienza, o meglio, in una presa di responsabilità. 

La colpa infatti è qualcosa che limita il nostro agire, qualcosa che ci mette nelle condizioni di sentirci costantemente osservati giudicati e additati. Qualcosa che ci fa stare continuamente sull’attenti e che non ci permette di esprimere davvero tutto il nostro potenziale.

La responsabilità invece ci rende liberi. Ci permette di pensare e di agire come individui unici in grado di creare generare e migliorare la propria condizione e il proprio ambiente. Nella responsabilità ci siamo solo noi davanti a uno specchio. Pregni dei nostri valori ci mettiamo in moto per costruire le condizioni migliori per la nostra felicità al di là di ogni giudizio o dover-essere. 

Stare bene è una nostra responsabilità. Quando stiamo male dunque non dobbiamo sentirci in colpa, ma semmai prenderci di nuovo la responsabilità del curare nel miglior modo possibile il tempio più prezioso che racchiude la nostra anima: il nostro corpo. 

Non aspettare che il corpo gridi per prendertene cura 

Lo stile di vita che conduce la maggior parte delle persone ci porta a pensare al nostro corpo semplicemente come un involucro.  Una macchina composta da una serie di ingranaggi che possono sostituirsi all’occorrenza. Salvo poi renderci conto che non è così. Perché è troppo tardi quando il nostro corpo ha già iniziato a gridare quando il nostro corpo ha già cominciato a dirci che ciò che stiamo facendo non è la cosa giusta.

Ricordiamoci, soprattutto noi donne, che in quanto esseri umani siamo natura nella natura.  Il nostro corpo ci parla continuamente e segue delle logiche che non sono in contrapposizione a quelle della mente o dell’anima. Queste cose sono intrinsecamente connesse e come veri e propri vasi comunicanti allo squilibrio dell’una corrisponde uno squilibrio dell’altra.

Se infatti corri alla velocità della luce per fare, fare fare, ad un certo punto sarei costretta a fermarti.

Quello che ho capito a mie spese è che non è necessario arrivare a questo punto. E per riuscirci basta semplicemente mettere nelle proprie priorità il proprio benessere allineando spirito mente e corpo. Rimanendo presenti a se stesse, senza scappare dalle proprie percezioni. Rimanendo costantemente in ascolto.

Tutto questo passa per una corretta alimentazione una costante attività fisica, tempo per la meditazione e lo studio. Quando queste cose non riescono ad entrare nella tua agenda il problema non è la mancanza di tempo, ma l’incapacità di sentirsi una priorità al di là della propria “produttività”. 

Non limitarti a “scegliere”, impara a “decidere! 

Non dimenticarti che tu sei molto di più del tuo ruolo e di ciò che fai. E il tuo corpo questo lo sa già… 

Se ti impegni ad ascoltarlo per davvero ti renderai conto che alcune decisioni le ha prese molto prima che lo facesse la tua mente. Sì perché la mente, di solito, sceglie, discerne i pro e i contro e si limita a considerare uno spettro di possibilità che qualcun altro ha messo sul piatto per noi. La decisione invece ha a che fare con la tua libertà e la tua responsabilità di individuare ciò che tu vuoi davvero, ciò che tu hai davvero intenzione di costruire e perseguire per stare bene ed essere felice. 

Cerca quindi di ascoltarti, di connetterti nella totalità del tuo essere per decidere, e non per scegliere. Le regole del prossimo gioco le puoi inventare tu! 

Segui Claudia Bosi
( 12 Followers )
X

Segui Claudia Bosi

E-mail :*
Follow
( 0 Followers )
X

Follow

E-mail : *
  • carlo partipilo
  • banner-mobile-imp.info-nuovo.png
  • banner-mobile-OSMCOIN.png
  • sogi
  • augurale mobile
  • gh dubai mob
  • giro in mong mobile
  • TIME-MANAGEMENT-mobile-nuovo.png
  • banner-mobile-virtual-coach.png
  • polidori
  • gh Garda
  • Valentini mobile
  • banner mobile cinzia bonfrisco
  • barbagallo mobile
  • banner-mobile-mastermind.png
  • osmcoin promo mobile
  • guru mobile
  • banner medical mobile
  • banner-mobileutili-patrimonio-e-rendite.png
  • sogi
Avatar photo

Claudia Bosi

Editor e Ghost Writer per Engage Editore. Dopo anni di studi di Filosofia sono approdata nel mondo del lavoro e sono riuscita a fare di un dono la mia professione, grazie al contributo di persone illuminate capaci di vedere oltre un semplice curriculum. Io amo le storie delle persone, indago fra sogni ed esperienze vissute. Penso che la scrittura e la lettura siano armi potentissime che l'essere umano ha a disposizione. Le cose essenziali per crescere, comunicare, apprendere e ricordare. In quest'arte c'è la vita e il senso di ogni grande sviluppo e scoperta, è lo specchio dell'anima che riflette l'umanità tutta. Con le parole scritte si rivoluziona il mondo, ci si apre agli altri, si scopre qualcosa di sé, si lascia una traccia indelebile da qui all'eternità.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Come vibrare ad alte frequenze e ascoltare la verità del nostro corpo
Impresa e Donna

Come vibrare ad alte frequenze e ascoltare la verità del nostro corpo 

“A volte quando siamo colmi di situazioni complesse, cariche delle dure prove a cui la vita ci ha messo di fronte, se non abbiamo la consapevolezza di quello che ci sta accadendo sprofondiamo nell’ombra della rabbia e del rancore. Ci ritroviamo in un angolo a rimuginare sulle ingiustizie che stiamo vivendo, chiudendoci in noi stesse per la paura che continuare ad aprirci al mondo possa recarci ulteriore dolore. 

Il nostro corpo così inizia ad assimilare una goccia di veleno dopo l’altra, ci trasforma fino al punto da non riconoscere più la nostra immagine riflessa nello specchio. Sì perché il nostro corpo è una spugna e di tutto ciò che ci mettiamo dentro, lui ne fa tesoro. Sia in positivo che in negativo. Il nostro corpo infatti è una verità immensa: decide, parla e, se non viene ascoltato o assecondato, somatizza ogni cosa.”

È iniziata così la mia chiacchierata con Sabrina Belhor, giovane imprenditrice siciliana, titolare del centro benessere Elisir. Il suo centro non è solo un posto in cui ricercare la propria bellezza esteriore, ma anche e soprattutto un luogo in cui poter ridonare equilibrio al rapporto tra mente, corpo ed emozioni.

Continua a leggere
Leadership femminile: una risposta alle sfide (aziendali e non) del nuovo millennio 
Impresa e Donna

Leadership femminile: una risposta alle sfide (aziendali e non) del nuovo millennio 

Perché a volte è così complesso correggere un collaboratore quando commette un errore?
Perché talvolta troviamo difficile prendere una decisione?
Perché spesso, nonostante tutti i nostri sacrifici e tutte le nostre buone intenzioni, ci capita di non ottenere i risultati che volevamo?

Tutte queste domande potrebbero sembrarti sconnesse o molto lontane tra loro. A ben guardare però sono tutte collegate da un filo rosso: la tua capacità di riconoscere e gestire le tue emozioni.

Una capacità tipica dei leader del nuovo millennio. Una capacità che noi donne abbiamo la responsabilità di trasferire ed espandere nella cultura aziendale. Al fine di trasformare non soltanto i risultati delle nostre organizzazioni, ma anche l’intera società…

Continua a leggere
Diventare imprenditrice: “perché no?!”
Impresa e Donna

Diventare imprenditrice: “perché no?!” 

A volte le cose accadono e basta. A volte le opportunità si presentano alla porta senza darti alcun appuntamento.

Saperle cogliere, però, non è così banale, né scontato. Bisogna essere nel posto giusto al momento giusto e soprattutto con il mood giusto.
Sì perché quando un treno passa, se non hai l’entusiasmo per esplorare nuove mete… è tutto inutile!

È questa la storia di Silvia Caminati, una giovane imprenditrice emiliana, titolare dell’Osteria Dei Girasoli, un ristorante curato e accogliente, situato a pochi passi dal centro di Sassuolo.

Una ragazza dai modi gentili, con il sorriso di chi ha capito bene quanto valore abbia la vita.

Un’imprenditrice che non si aspettava di diventarlo, ma che ha avuto il coraggio di provare la gioia di incoronare un grande sogno.

Continua a leggere