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Al voto con l’incubo della guerra nucleare

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Al voto con l’incubo della guerra nucleare. L’8 e il 9 giugno 359 milioni di europei saranno chiamati al voto per rinnovare il parlamento. Sul vecchio continente aleggia però l’incubo di una guerra nucleare. Come vi avevamo anticipato in questo articolo, la questione ruota intorno alla Russia e alla guerra in Ucraina. Vladimir Putin non si è mai detto interessato a un conflitto con l’Europa, altri invece paiono spingere verso l’escalation. Il primo – anche questo vi abbiamo raccontato – è stato il presidente francese, Emmanuel Macron, ora ci sarebbe lo zampino (ovviamente) della Nato.

Al voto con l’incubo della guerra nucleare

Negli ultimi giorni l’Ucraina ha colpito due radar della Russia. Fanno parte dell’Early Warning Sistem, lo strumento attraverso il quale il Cremlino intercetta missili nucleari tattici. Fortunatamente – per l’Europa – non si sono registrati grossi danni. Se ci fossero state conseguenze, la Russia avrebbe potuto anche reagire. D’altronde si sarebbe sentita “cieca”, non potendo più intercettare eventuali attacchi, e avrebbe dunque reagito. Da più parti sale la paura di una vera e propria escalation. “Vogliamo dare all’Ucraina accesso a miliardi di altri fondi così che possa provvedere in modo sostenibile alla sua difesa e aumentare così la sicurezza dell’intera Europa” hanno intanto ribadito Macron e il cancelliere tedesco Olaf Scholz. Secondo il presidente Volodymyr Zelenzky è poi «importante che il mondo non si stanchi della guerra in Ucraina».

La situazione al fronte

Secondo l’analisi di France Press, nell’ultima settimana Mosca ha conquistato 278 chilometri quadrati di territorio. La pressione intorno a Kharkiv sarebbe funzionale a fiaccare i reparti di Kiev nella controffensiva sulle regioni di Donetsk e Lugansk. Putin, per ora, tace. Parla il vice presidente Medvedev. Lo fa dopo l’intervento del segretario generale della Nato Stoltenberg, che ha invitato gli alleati a togliere il divieto per Kiev di usare le forniture militari atlantiche in territorio russo. Medvedev è stato chiarissimo: «Sarà guerra Mondiale, se gli USA attaccheranno obiettivi russi». Insomma: prepariamoci al voto europeo del prossimo fine settimana ma speriamo che le nostri notti non vengano squarciate da una forte luce. Non sarebbe il sole di mezzanotte, ma l’inizio dell’ecatombe.

Il voto in UE

Al voto con l’incubo della guerra nucleare. Con questo quadro si intravede comunque un vincitore: l’astensionismo. Alle ultime elezioni europee si è attestato al 49,3% nella media dell’Unione con un picco in Slovacchia (75,3%) e un valore minimo toccato in Belgio (11,5%). L’Italia era sotto media (45,5%).
“In Italia la tendenza all’astensionismo elettorale, intensa e prolungata nel tempo, mostra dati più allarmanti alle votazioni europee (il 45,5% di astenuti nel 2019) rispetto alle elezioni politiche (il 36,1% di astenuti nel 2022) – spiega il Censis -. L’astensionismo alle europee è aumentato costantemente: dal 14,3% del 1979 al 30,3% nel 1999, fino al 42,8% nel 2014 e al 45,5% del 2019. D’altra parte, oggi meno della metà dei cittadini europei ha fiducia nelle istituzioni europee”. Il dato relativo all’Italia è in linea con la media europea: solo il 49% degli italiani ha fiducia nel Parlamento europeo, il 46% nella Commissione europea. “La ridotta partecipazione elettorale e la scarsa fiducia nelle istituzioni europee si legano al lungo ciclo del declassamento storico e sociale che ha investito l’Europa a partire dal 2008, che si manifesta nel malessere dei perdenti e nella bruciante percezione di aver perso posizioni sul terreno del proprio benessere» conclude il Censis.

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Matteo Gardelli

Compagno di Annalisa, tifoso dell'Inter e dei Boston Celtics. A tempo perso giornalista professionista e scrittore.

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