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Affrontare avversità e cattive notizie

avversità
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Nella vita, può capitarci di dover affrontare avversità e sfide impreviste che mettono a dura prova la nostra forza interiore. In questi momenti di difficoltà, è fondamentale trovare significato nelle esperienze dolorose e affrontarle con coraggio e determinazione. 

È proprio di questo che parliamo oggi, attraverso la testimonianza di Teresa Laviola, una donna che ha trasformato il dolore in una fonte di guarigione ed evoluzione.

Il suo racconto ci offre un raggio di speranza e una guida su come affrontare le sfide della vita con coraggio, gratitudine e fiducia nel potere del cuore umano. Quindi, se desideri scoprire come trasformare le avversità in opportunità di crescita e guarigione, ti invito a continuare questa emozionante lettura.

Possiamo iniziare parlando del momento in cui hai iniziato il tuo percorso di scoperta interiore? Cosa ti ha spinto a esplorare la spiritualità?

Il mio percorso di scoperta interiore è iniziato molto presto, a causa di un forte trauma. Quando avevo solo 16 anni, ho vissuto la tragica perdita della mia cugina, una giovane donna di appena 20 anni. Questo evento ha scosso le fondamenta della mia percezione sulla vita e sulla morte. Mi ha fatto riflettere profondamente sulla natura transitoria dell’esistenza umana e sulla ricerca di un significato più profondo oltre alle apparenze materiali.

Fin da giovane, ho avvertito un senso di connessione con qualcosa di più grande di noi stessi, una sorta di presenza divina che permeava il tessuto della realtà. Tuttavia, come molte persone, ho vissuto un conflitto interno tra questa consapevolezza spirituale e le esigenze e le aspettative del mondo esterno.

Mi sono dedicata con impegno alla professione di avvocato, cercando di dare voce a coloro che erano più vulnerabili e in difficoltà, in particolare i bambini e le famiglie in crisi. Ma nel corso degli anni, mi sono persa nell’ansia del fare e nell’illusione di dover sempre dimostrare il mio valore attraverso l’approvazione esterna. Vivevo in uno spazio di mancanza, ero intrappolata in un ciclo di auto-sacrificio, in cui cercavo costantemente di soddisfare le aspettative degli altri senza tener conto delle mie esigenze interiori.

La mia malattia è stata come un fulmine a ciel sereno nel 2017. È arrivata senza preavviso, costringendomi a fermarmi e a confrontarmi con me stessa in modo radicale. Ho avuto la chiara percezione che avesse deciso al posto mio di permettere di fermarmi con una forza devastante, per donarmi la possibilità di affrontare ciò che mi stava accadendo con una nuova consapevolezza.  Era come se il destino avesse deciso di farmi fermare e affrontare la realtà con una forza devastante. Un giorno come tanti, mentre andavo in bicicletta verso il mio studio, sono caduta senza apparente motivo.

Inizialmente ho ignorato il dolore, ho continuato con i miei impegni professionali come se nulla fosse, ma la situazione è peggiorata rapidamente. I dolori aumentavano e la mia salute declinava velocemente. Mi sono ritrovata costretta a letto, incapace di gestire la mia vita come facevo prima. È stato in quel momento di apparente buio totale che mi sono data il permesso di accogliere tutta la mia vulnerabilità attraverso l’esperienza della malattia, per percorrere il sentiero verso la guarigione che abbracciava tutta me stessa per ricondurmi all’essenza di chi sono.

La tua malattia ha segnato un punto di svolta nella tua vita. Puoi raccontarci di più su come hai affrontato questa sfida e come hai trasformato il dolore in una fonte di guarigione?

Inizialmente l’ho affrontata con sofferenza, era come se fosse sceso un velo nella mia vita. Questo in corrispondenza del momento in cui il medico mi diede la diagnosi, artrite seguita dalla fibromialgia e mi avvertì che la mia condizione poteva solo peggiorare nel tempo. Mi sentivo come se il terreno sotto i miei piedi si fosse improvvisamente sgretolato, lasciandomi a confrontarmi con una realtà sconosciuta e spaventosa.

Quella notte la ricordo ancora bene, come se fosse ieri, qualcosa è cambiato dentro di me. In mezzo al buio e alla disperazione, ho sentito emergere una nuova determinazione. In quel momento ho deciso di dare voce alla mia malattia, un nome che incarnasse la mia volontà di non permettere al dolore di definire chi ero. Così, è nata Serenella. Un nome buffo e allegro, che portava con sé l’auspicio di serenità e pace, nonostante le tempeste che potevano arrivare.

Dando un nome alla mia malattia, ho reso tangibile il mio desiderio di affrontarla con coraggio e dignità. Ho deciso di guardare il dolore negli occhi e di accettarlo come parte del mio viaggio verso la guarigione. 

Era come se avessi aperto il primo capitolo di un libro nuovo, il libro della mia vita. Avevo la consapevolezza che stavo per iniziare una nuova fase, una fase di esplorazione interiore e di trasformazione, e nonostante le incertezze, sentivo che c’era una luce brillante all’orizzonte, pronta a guidarmi attraverso le tenebre.

A proposito di libro, nel tuo “Guarire l’anima per curare il corpo” offri un approccio unico alla relazione tra mente, corpo e spirito. Puoi condividere con noi alcuni dei princìpi che hai trattato nel libro?

Il mio percorso di guarigione è stato un viaggio a ritroso che, a partire dall’esperienza che mi era accaduta, mi conduceva sempre più indietro nel tempo, sciogliendo nodo dopo nodo fino a tornare a Teresa bambina e ancora indietro fino ai miei antenati, alla storia del mio lignaggio. Inizialmente, ho attraversato il sentiero della guarigione prevalentemente attraverso l’intelletto. Soltanto quando ho dato voce alla mia anima attraverso un percorso di evoluzione spirituale, entrando nel dolore fino in fondo, si sono spalancati meravigliosi portali di guarigione a livello energetico, emotivo, mentale, corporeo e animico, realizzando che tutti noi siamo esseri integrati. Non può esservi vera guarigione senza esplorare tutti i livelli della nostra esistenza. 

Dalla compassione amorevole per me stessa e per l’Altro, ho realizzato il potere del perdono e del lasciar andare. Attraverso l’esperienza del perdono, ho trovato una profonda liberazione interiore che mi ha permesso di abbracciare il presente e il passato senza giudizio.

La meditazione coltivata ogni giorno,  è stata la prima tappa più importante . Attraverso la pratica della meditazione, ho realizzato la pace, la gioia, la luce, l’amore che mi abitano, proprio nell’intimo del mio cuore. Nello spazio vuoto dell’ascolto ho guardato dentro di me con gentilezza e compassione accogliendo gli insegnamenti della vita che accade attraverso di me.

Ho anche esplorato il legame tra cibo e guarigione, imparando a nutrire il mio corpo con ciò di cui ha veramente bisogno e a trattarlo con rispetto e gratitudine. Ho scoperto che nutrire il corpo in modo sano e consapevole può diventare un atto di amore verso se stessi.

 Quando ho fatto esperienza dell’Amore riconoscendo che questa è una qualità che risiede dentro di me e che può essere coltivata attraverso la gratitudine e la consapevolezza di ogni momento presente.

Che consigli daresti a chi sta attraversando un momento di difficoltà per trovare significato e affrontarlo al meglio?

Riflettendo sulla mia esperienza personale, ricordo quando il primo medico mi disse che non c’era speranza di guarigione dall’artrite e che avrei dovuto assumere farmaci per il resto della vita. Tuttavia, tre mesi dopo quel momento, un altro medico mi diede una prospettiva completamente diversa, dicendomi che la guarigione era possibile se avessi messo tutta me stessa in quel percorso, con l’aiuto della moderna medicina. Questo è stato il punto di partenza di un viaggio di sette anni verso la guarigione, che è partita dal cuore per abbracciare, nel mio caso anche il corpo.

Il mio consiglio per chiunque stia attraversando un momento difficile è fermarti per ascoltare il battito del tuo cuore. Fai silenzio dentro di te e accogliti proprio nello spazio vuoto dell’ascolto. Senti il tuo dolore, donati il permesso di berlo fino in fondo, delle volte a piccoli sorsi e qualche volta tutto intero. Quando resisti al dolore, esso diventa una sofferenza insopportabile. Se invece lo accogli, ti apre il portale della trasformazione interiore: il veleno si trasforma in medicina, il dolore in nettare.

Non ti sentire vittima di ciò che ti è accaduto o di ciò che stai vivendo. Accogli la situazione con coraggio e diventa protagonista della tua storia. Quando riconoscerai che ciò che ti sta capitando è un insegnamento della Vita, un richiamo della tua anima, allora il velo che ti separa dalla comprensione più profonda della tua esistenza, anche al di là di questa dimensione spazio-temporale, si abbasserà. 

A volte, devi lasciar andare, anche se hai paura. Non rimproverarti per il passato, ma ringrazia e perdona tutto ciò che è stato. E ricorda che il cuore è la tua protezione, è lì che troverai la tua forza e il tuo ritorno alla pace interiore. 

Su cosa vorresti che scrivessimo? Manda una mail a redazione@imprenditore.info per farcelo sapere

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Francesca Turriciano

Sono una copywriter. E mi ritengo veramente “fortunata” perché per lavoro posso “giocare” con le parole ogni giorno. Ma non solo. Posso dare sfogo a tutto ciò che amo: leggere, soddisfare la mia curiosità infinita e vivere una vita “piena”. Sì, perché il lavoro del copywriter non si ferma alla scrittura. Ogni parola che scrivo è solo la punta dell'iceberg di un mondo ricco di idee, emozioni e visioni. In effetti la scrittura ha creato “un prima e un dopo” nella mia vita ed è stata la chiave che ha aperto la porta alla mia vera essenza. Quando ho lasciato entrare la creatività, ho dato il via a un circolo virtuoso che ha portato nuova energia e tanti stimoli interessanti. È stato come un risveglio che mi ha catapultato in una nuova dimensione, fatta di scoperte sempre diverse, avventure straordinarie e storie da raccontare. Oggi sono qui per condividere questo pezzetto di viaggio insieme ad altri lettori che, come me, sono appassionati della vita e dei suoi infiniti racconti.

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