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Accoglienza, ascolto e motivazione: Gli strumenti per crescere come insegnante secondo Susanna Guarducci

insegnante

Come insegnante, è fondamentale avere strumenti che favoriscano la crescita professionale e personale, perché solo attraverso il continuo sviluppo di noi stessi possiamo essere davvero di supporto agli studenti. L’accoglienza, l’ascolto attivo e la motivazione non sono solo tecniche di gestione della classe, ma diventano la base per costruire una relazione educativa solida e significativa. Allo stesso tempo, un insegnante che cresce, che è consapevole delle proprie emozioni e responsabilità, è in grado di trasmettere valori forti anche ai propri studenti. 

Ne parliamo con Susanna Guarducci, che dal novembre scorso ricopre il ruolo di dirigente scolastica e che ha partecipato al percorso Teacher Life Skills di OSM EDU. Un’esperienza che ha arricchito la sua carriera e che continua a guidarla nel suo approccio educativo, portandola ad affrontare il suo nuovo ruolo con rinnovato entusiasmo e consapevolezza.

Come sei entrata in contatto con OSM EDU?

Ho conosciuto OSM EDU un pomeriggio d’estate, parlando con la mia vicina di casa, che collaborava con OSM. Mi raccontava di questo percorso per imprenditori e mi diceva che i principi alla base erano molto simili a quelli che io condividevo sull’idea di scuola. Così mi propose di compilare un questionario per partecipare alla formazione. Dopo essersi confrontata con una collega, decisero di farmi seguire il corso per docenti che era appena iniziato: il primo corso di Life Skills di OSM EDU per insegnanti.

Fin da subito ho capito che avevo trovato ciò che cercavo da tempo. Da docente, avevo seguito tanti corsi, master e perfezionamenti, ma mai qualcosa che rispondesse così profondamente alle mie esigenze. Questo percorso mi ha dato la possibilità di rigenerarmi, di riconoscere e valorizzare me stessa e di riscoprire il senso di responsabilità legato al mio ruolo. Inoltre, il corso confermava perfettamente la mia idea di scuola e il giusto approccio sia con gli studenti che con i docenti.

Da lì è iniziata la mia collaborazione con OSM EDU, soprattutto nella gestione del Talent, un percorso esclusivo di alta formazione per giovani, per sviluppare competenze essenziali per il successo personale e professionale.. È stata un’esperienza fantastica, perché mi ha aperto una nuova visione sui ragazzi delle scuole superiori, avendo lavorato principalmente con i bambini della primaria. Il Talent permette ai ragazzi di scoprire e valorizzare il proprio potenziale, condividendolo con le loro famiglie. Lo considero un’opportunità che manca alla scuola, perché mette in luce il valore unico di ogni persona.

Nel frattempo, ho partecipato a un concorso per diventare dirigente scolastico e, a novembre, mi è stata assegnata una scuola. Anche se ora il mio ruolo è cambiato, continuo a credere nel valore della formazione e voglio contribuire, quando possibile, alla crescita dei docenti attraverso il percorso di Life Skills, presente anche sulla piattaforma Sofia. La formazione di OSM EDU mi ha dato tanto e continua a darmi strumenti preziosi, soprattutto nel rapporto con il personale scolastico e con i genitori. 

Che tipo di approccio di gestione degli insegnanti usi e perché?

L’approccio che ho consolidato e approfondito con OSM EDU è basato sull’accoglienza e sull’ascolto. Per me è fondamentale pormi sempre in modo causativo, ovvero assumermi in prima persona la responsabilità delle situazioni, trasmettendo questa mentalità anche agli altri.

Quando un docente viene a un colloquio con me, il primo passo è l’ascolto attivo, per comprendere a fondo il problema o la difficoltà. Da lì, lavoriamo insieme per individuare possibili soluzioni, partendo da ciò che lui o lei può fare concretamente. Il mio obiettivo è aiutarli a vedere ogni situazione problematica come un’opportunità per crescere, superando la tendenza a rimanere nella propria zona di comfort.

In questo modo, cerco di guidare i docenti a superare il classico approccio del “si è sempre fatto così”, incoraggiandoli a trovare nuove modalità per affrontare le sfide educative con maggiore consapevolezza e responsabilità.

Quali sono quelli che consideri i tuoi strumenti del successo con gli insegnanti?

Se dovessi scegliere uno degli strumenti principali del mio successo con gli insegnanti, direi la motivazione. Spesso, durante la carriera di un insegnante, la motivazione tende a diminuire, e si finisce per agire per abitudine. Ma la motivazione è un elemento chiave che ci permette non solo di raggiungere il nostro successo, ma anche di assumersi la responsabilità del proprio agire.

Come insegnante, credo che la responsabilità non debba essere delegata solo agli studenti o alle famiglie; la prima responsabilità è nostra, come professionisti. Quando me la assumo pienamente, mi sento motivato a trovare nuove strategie, affrontare le difficoltà e raggiungere il successo, che, alla fine, è anche il successo dei nostri studenti.

Un altro strumento importante che utilizzo è l’incoraggiamento. Spesso sono sempre gli stessi a prendersi la responsabilità e a fare il lavoro extra, ma è importante valorizzare e coinvolgere tutti. Dare fiducia agli insegnanti, attribuirgli incarichi e coinvolgerli in progetti futuri è un atto di motivazione. Questo crea un ambiente dove chi investe tempo e impegno, lo fa perché ci tiene e crede nel proprio lavoro. 

Se potessi condividere un solo messaggio molto importante, quale sarebbe?

Se dovessi condividere un solo messaggio molto importante, sarebbe questo: dare spazio alla propria motivazione, assumendosi la responsabilità sia del fallimento che del successo, perché entrambi sono opportunità per crescere e cambiare punto di vista.

È fondamentale prendere la responsabilità dei propri studenti, senza scaricarla su di loro. Gli studenti sono in un percorso di apprendimento e, se gli attribuiamo responsabilità che non possono ancora avere, non li stiamo aiutando a crescere. Se fossero in grado di gestirle, non sarebbero studenti, sarebbero insegnanti. La responsabilità è nostra, e solo quando la prendiamo pienamente possiamo fare la differenza.

Francesca Turriciano

Sono una copywriter. E mi ritengo veramente “fortunata” perché per lavoro posso “giocare” con le parole ogni giorno. Ma non solo. Posso dare sfogo a tutto ciò che amo: leggere, soddisfare la mia curiosità infinita e vivere una vita “piena”. Sì, perché il lavoro del copywriter non si ferma alla scrittura. Ogni parola che scrivo è solo la punta dell'iceberg di un mondo ricco di idee, emozioni e visioni. In effetti la scrittura ha creato “un prima e un dopo” nella mia vita ed è stata la chiave che ha aperto la porta alla mia vera essenza. Quando ho lasciato entrare la creatività, ho dato il via a un circolo virtuoso che ha portato nuova energia e tanti stimoli interessanti. È stato come un risveglio che mi ha catapultato in una nuova dimensione, fatta di scoperte sempre diverse, avventure straordinarie e storie da raccontare. Oggi sono qui per condividere questo pezzetto di viaggio insieme ad altri lettori che, come me, sono appassionati della vita e dei suoi infiniti racconti.

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