Spesso le donne ambiziose, a un certo punto della loro vita, sentono di essere a un bivio: famiglia o carriera? Quasi come se fossero obbligate a prendere una decisione che “esclude” qualcosa di loro stesse e delle loro aspirazioni. Da un lato, scegliere di curare la propria famiglia nel migliore dei modi sembra voler dire non avere né tempo né spazio per gestire un’azienda o un gruppo di persone. Dall’altro lato, scegliere di portare al successo un’attività imprenditoriale e diventare un punto di riferimento in azienda, sembra essere totalmente incompatibile con il costruirsi una famiglia.
Ma è davvero così?
Perché sentiamo in modo così prepotente la necessità di dover per forza scegliere l’una o l’altra cosa? Molte donne rifiutano di occupare ruoli manageriali nonostante le loro competenze e le loro capacità proprio nel momento in cui appare ai loro occhi il bivio carriera/famiglia. Molte altre, invece, raggiunto l’apice della propria carriera si sentono in difetto come madri o mogli o partner di vita.
Ma se invece di pensare a che cosa dovremmo rinunciare pensassimo a cosa vogliamo davvero realizzare?
Il mondo è fatto di opportunità e abbondanza. Quando pensiamo di essere costrette a “scegliere” o a “rinunciare” la nostra mente è tutta proiettata verso la scarsità. Ci convinciamo che non è possibile avere tutto ciò che desideriamo, che non è possibile avere successo in famiglia e al lavoro contemporaneamente.

Questa idea è così radicata in noi, che quasi non ci accorgiamo di vedere la realtà in modo distorto e parziale. Dal mio punto di vista questa convinzione è figlia della nostra mania di perfezione. Noi non accettiamo di poter sbagliare e così, nel ruolo di madre o di moglie, ogni volta che ti capita di uscire tardi dal lavoro, inizi a sentire sul petto il senso di colpa di non essere abbastanza presente, abbastanza affettuosa, abbastanza amorevole. Lo stesso accade quando ti prendi una pausa dal lavoro per passare un po’ di tempo con la tua famiglia. Tutto questo genera un circolo vizioso di stress, confusione e insoddisfazione personale, che alla lunga ci fa perdere di vista la cosa più importante: noi stesse.
Parlando con diverse manager e imprenditrici che hanno famiglia, ho scoperto la loro arma vincente: loro sanno che non potranno mai essere perfette e per questo decidono di mostrare al mondo sé stesse, così come sono senza maschere né divise. Loro riescono a fare tutto e a raggiungere eccellenti risultati proprio perché hanno fatto delle loro imperfezioni la loro bandiera, hanno messo in conto che sbaglieranno, hanno imparato a gestire il loro senso di colpa e di inadeguatezza, hanno scelto di essere loro stesse al di là degli stereotipi.
Elisabetta Comite ha due figlie adolescenti, gestisce il reparto risorse umane di diverse società con suo marito ed è manager e socia di OSM. Non ha paura di dire che la sera le piace guardare i cartoni animati, ride a crepapelle di fronte a chiunque, indossa completi colorati e non ha paura di ammettere i propri errori o di chiedere scusa. Valentina Tecchio è un’imprenditrice del settore dell’estetica, pioniera della dermopigmentazione, che gestisce circa cinquanta collaboratori. Anche lei ha due figlie. Anche lei non ha paura di essere “semplicemente” se stessa. Valentina ti dice che fa fatica, che alle volte vorrebbe scaraventare tutto giù dalla finestra, ti dice che non è vero che va sempre tutto bene, anzi, sui suoi social, non perde l’occasione di ricordare alle persone che lei non ha superpoteri, è una persona normale come tante, come tutte, con i suoi momenti di up e di down.
In fondo il vero bivio non è quello di scegliere se fare la mamma, la moglie, la manager o l’imprenditrice. Il vero e unico bivio è decidere se essere o meno sé stesse. L’unica cosa che devi scegliere è la vita che vuoi, le grandi cose che desideri realizzare. Non farti bloccare dall’idea che devi rinunciare a qualche parte di te solo perché qualcuno un giorno ti ha imposto di essere perfetta. Tu sei già perfetta così come sei nella tua incantevole imperfezione!
Osare è perdere momentaneamente l’equilibrio.
Non osare è perdere se stessi.
Soren Kierkegaard


