banner-mobile-imp.info-nuovo.png

17 anni di innovazione: come cambia l’odontoiatria verso il futuro – con Daniele Beretta

innovazione

L’innovazione è la chiave per trasformare le sfide in opportunità, soprattutto in un settore come l’odontoiatria. Tecnologie all’avanguardia, nuove modalità organizzative e un approccio integrato ai servizi stanno ridisegnando il futuro delle cliniche dentali, rendendole sempre più complete ed efficienti.

Oggi ne parliamo con Daniele Beretta, odontoiatra e formatore con una lunga esperienza nel settore. Socio fondatore della Clinica del Sorriso di Torreglia (PD), avviata nel 2006, Beretta ha anticipato le tendenze puntando su qualità, innovazione e servizi integrati. Oltre a questa realtà, è tutor della Rete di Cliniche Odontoiatriche Aqua, una struttura che oggi conta sei cliniche in tutta Italia, un team di 180 dipendenti e un fatturato annuale di circa 15 milioni di euro.

Con Daniele esploreremo come il settore sta cambiando, quali sfide e opportunità attendono gli imprenditori del settore odontoiatrico e quali strategie sono fondamentali per avere successo in un mercato sempre più competitivo.

Come hai iniziato il tuo percorso imprenditoriale?

Il mio percorso imprenditoriale è iniziato in modo molto semplice: io nasco come medico. Ho sempre avuto una passione per la medicina e, dopo la laurea, ho fatto diverse esperienze come medico ospedaliero, medico di base, pediatra e specialista in medicina dello sport. Per anni, la mia visione professionale è stata quella tradizionale del medico: lavorare e crescere in ambito sanitario.

Tuttavia, a un certo punto, una serie di circostanze casuali mi hanno portato a fare il passo verso la specializzazione e l’apertura del mio studio. All’inizio era qualcosa di piccolo, una sola sala operatoria, ma con il tempo e una crescita costante, mi sono reso conto che il mio approccio professionale poteva essere più imprenditoriale.

La svolta è arrivata intorno ai 43 anni quando, nel 2003, ho conosciuto Paolo Ruggeri. Grazie a lui ho avuto modo di entrare in contatto con un mondo imprenditoriale che fino a quel momento avevo sottovalutato. Devo essere onesto, inizialmente consideravo gli imprenditori figure meno rilevanti rispetto alla mia idea di professionista. Per me, il massimo era essere un medico libero professionista.

Poi, conoscendo persone straordinarie e aprendo la mente, ho capito che l’imprenditoria non solo è preziosa, ma anche fondamentale: crea opportunità, dà da mangiare a tante famiglie e trasforma le idee in qualcosa di concreto. Mi sono liberato dei pregiudizi e ho iniziato a ragionare da imprenditore, mantenendo però i valori del medico.

Oggi gestisco la mia clinica e nel 2013 ho avviato Aqua, la prima rete d’impresa odontoiatrica in Italia, che comprende sei cliniche, con 111 dipendenti, una settantina tra odontoiatri e igienisti, 56 sale operatorie e un fatturato di quasi 15 milioni di euro. Per me, il passaggio dalla professione medica all’imprenditoria non è stato un abbandono, ma un’evoluzione: ho ampliato la mia visione, portando le mie competenze mediche al servizio di un progetto più grande. Questo mi ha permesso non solo di crescere personalmente, ma anche di contribuire a un impatto positivo per molte persone.

Quali sono state le azioni che consideri vincenti per la crescita del tuo business?

Le azioni vincenti che hanno contribuito alla crescita del mio business sono state diverse, ma tutte legate a un principio fondamentale: non smettere mai di migliorare e confrontarsi.

Fare da tutor della rete mi ha permesso non solo di crescere personalmente, ma anche di creare una rete di professionisti che, lavorando insieme, hanno generato ricchezza non solo per me, ma per tanti altri. Credo che il successo sia una relazione reciproca: aiutando gli altri a crescere, cresci anche tu.

Altri fattori fondamentali sono stati:

  1. Curiosità e formazione continua: Non smetto mai di imparare. La curiosità è ciò che ti spinge a trovare nuove soluzioni, a innovare e a fare meglio.
  2. La capacità di rischiare: Ogni passo importante nel mio percorso è stato accompagnato da una certa dose di rischio. Se non rischi, non cresci.
  3. Creare alleanze giuste: Collaborare con le persone giuste è cruciale. Ho sempre cercato di costruire partnership strategiche che portassero valore reciproco, basate sulla fiducia e sulla voglia di migliorare.
  4. Velocità e determinazione: Crescere significa agire, avere voglia di far meglio e confrontarti continuamente con chi è più avanti di te. Non si può rimanere statici.
  5. Qualità del prodotto o servizio: Questo è il pilastro di tutto. Puoi avere la strategia migliore, la squadra più affiatata e tutte le risorse che vuoi, ma se il prodotto o il servizio che offri non è di altissima qualità, alla lunga non reggi. È fondamentale che la qualità sia la base su cui costruire tutto il resto.

Qual è stata la sfida più grande che hai dovuto affrontare nel tuo percorso imprenditoriale?

La sfida più grande che ho affrontato nel mio percorso imprenditoriale è stata sicuramente il momento in cui il mio socio fondatore ha deciso di lasciare. Eravamo soci al 50%, e quella decisione ha rappresentato un colpo durissimo, sia a livello personale che aziendale. Mi sono trovato di fronte a una situazione apparentemente insormontabile: dovevo liquidare un socio per una cifra importante e, soprattutto, gestire da solo una Clinica.

La probabilità di fallire era altissima mancando una figura importante dal punto di vista clinico e organizzativo e, onestamente, non so nemmeno io come sia riuscito a superare quel momento. È stata una sfida difficile, e non esagero nel definirla così. Mi sono trovato all’improvviso da solo a gestire responsabilità, rischi e vivere un senso di fallimento che mi ha colpito nel profondo. 

Ma è proprio in momenti come questi che viene fuori la vera tempra. Mi sono rimboccato le maniche, ho accettato la fatica, e ho fatto tutto il possibile per superare lo scoglio. È stata una lotta, ma alla fine ce l’ho fatta. Non solo sono riuscito a evitare il fallimento, ma l’azienda, contro ogni aspettativa, ha continuato a crescere.

Se potessi dare un unico consiglio agli imprenditori che ci leggono, quale sarebbe?

Se potessi dare un unico consiglio agli imprenditori, sarebbe questo: non mollare mai. 

I fallimenti e gli ostacoli ci saranno, è inevitabile, ma sono parte del percorso. E soprattutto, perseverando, non vivrai mai con il rimorso di pensare: “E se ci avessi creduto di più? Se avessi fatto quel passo in più?”

Quindi, qualunque sia il tuo progetto, impegnati fino in fondo e non fermarti finché non avrai dato tutto. Solo così potrai essere in pace con te stesso, qualunque sia il risultato finale.

Quali sono i progetti su cui stai lavorando attualmente?

Da una parte, sto preparando il passaggio generazionale per la mia clinica. Non potrò fare il medico per sempre, quindi sto investendo molto nella formazione dei giovani, per metterli nelle condizioni di crescere e un domani raccogliere l’eredità professionale che ho costruito. Questo richiede tempo, impegno e un forte focus sullo sviluppo delle competenze necessarie per portare avanti l’attività.

A livello personale, sono anche molto impegnato con i miei figli. Ne ho quattro e il mio obiettivo è aiutarli a crescere nella direzione giusta, supportandoli nei loro progetti e nella costruzione di una loro autonomia.

In parallelo, sto lavorando su diversi progetti:

  • Settore immobiliare e fotovoltaico, con un’attenzione particolare alla sostenibilità e all’innovazione.
  • Salute pubblica, dove sto sviluppando un progetto per creare strutture intermedie tra il paziente e l’ospedale. L’idea è quella di alleggerire il sovraccarico delle aziende ospedaliere, offrendo spazi per interventi che non richiedono necessariamente un pronto soccorso, ma che garantiscono comunque una risposta tempestiva e adeguata soprattutto quando, dal venerdì pomeriggio fino al lunedì, non si riesce a trovare un medico disponibile se non al pronto soccorso.

Infine, sto lavorando alla documentazione della mia esperienza professionale e gestionale, creando manuali e linee guida che possano servire ad altri imprenditori o professionisti che vogliono avviare e gestire uno studio in modo strutturato. È un progetto ambizioso, ma penso che mettere su carta quello che ho imparato possa essere un contributo prezioso per chi desidera intraprendere un percorso simile al mio.

Come vedi l’evoluzione del mercato nel tuo settore nei prossimi anni?

Credo che l’evoluzione del mercato nel nostro settore stia seguendo un trend già osservato in altri ambiti, come quello della grande distribuzione. Un tempo c’erano piccoli negozi e botteghe in ogni quartiere, poi sono arrivati i supermercati, i centri commerciali e, più di recente, la spesa online. Questo processo ha portato a una concentrazione delle offerte in strutture più grandi e organizzate, dove il cliente può trovare tutto ciò di cui ha bisogno in un unico posto.

Nel nostro settore, vedo un fenomeno simile: il futuro sarà dominato da studi di medie e grandi dimensioni che possono offrire una gamma completa di terapie, con tempi di risposta rapidi e costi competitivi. Il paziente cercherà sempre più un’esperienza integrata, che unisca qualità del trattamento e accessibilità.

La mia esperienza con la clinica che ho avviato 17 anni fa lo dimostra. Quando ho iniziato, ero in una zona periferica, lontana dai grandi centri urbani, eppure ho puntato subito su una struttura moderna, attrezzata per offrire tutte le principali branche dell’odontoiatria. Fin da allora, utilizzavamo tecnologie avanzate come scanner intraorali e metodiche di costruzione digitale in 3D, eliminando le impronte tradizionali. Questo approccio all’avanguardia è stato vincente, perché ha risposto a ciò che i pazienti cercano: qualità, innovazione e completezza dei servizi.

Secondo me, il futuro vedrà una continua accelerazione di questa tendenza. Gli studi più piccoli e tradizionali continueranno ad esistere, ma saranno sempre meno. La tecnologia, la capacità di integrare più servizi e l’abilità di rispondere alle esigenze del paziente in modo rapido e completo saranno le chiavi per il successo nel settore.

banner-mobile-imp.info-nuovo.png

Francesca Turriciano

Sono una copywriter. E mi ritengo veramente “fortunata” perché per lavoro posso “giocare” con le parole ogni giorno. Ma non solo. Posso dare sfogo a tutto ciò che amo: leggere, soddisfare la mia curiosità infinita e vivere una vita “piena”. Sì, perché il lavoro del copywriter non si ferma alla scrittura. Ogni parola che scrivo è solo la punta dell'iceberg di un mondo ricco di idee, emozioni e visioni. In effetti la scrittura ha creato “un prima e un dopo” nella mia vita ed è stata la chiave che ha aperto la porta alla mia vera essenza. Quando ho lasciato entrare la creatività, ho dato il via a un circolo virtuoso che ha portato nuova energia e tanti stimoli interessanti. È stato come un risveglio che mi ha catapultato in una nuova dimensione, fatta di scoperte sempre diverse, avventure straordinarie e storie da raccontare. Oggi sono qui per condividere questo pezzetto di viaggio insieme ad altri lettori che, come me, sono appassionati della vita e dei suoi infiniti racconti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

intenzione
Gestione di impresa

L’intenzione è il primo passo per trasformare ciò che desideriamo in realtà – con Ivan Zorzetto

Cosa significa, concretamente, avere una vera intenzione? E come può un imprenditore trasferirla alle proprie persone trasformandola in azione? 

Lo abbiamo chiesto a Ivan Zorzetto

Continua a leggere
giovani
Gestione di impresa

Giovani e lavoro: è davvero una generazione senza futuro? – con Matteo Frasson

Oggi ascoltiamo la riflessione di Matteo Frasson, imprenditore che dopo aver costruito diverse startup di successo ha scelto di concentrarsi su una delle questioni che considera più importanti per il futuro: i giovani e il talento.

Continua a leggere
Vuoi guidare il tuo gruppo verso grandi traguardi? Diventa il leader che avresti sempre voluto avere!
Gestione di impresa

Come coltivare e far crescere i talenti: la leadership passa dalle persone – Intervista a Giuseppe Arata

Far crescere un’azienda significa, prima di tutto, far crescere le persone che ne fanno parte. Ne parliamo con Giuseppe Arata

Continua a leggere